Noto anche come
Pannello GI
Pannello Patogeni Enterici
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 07.12.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare, in particolari situazioni, mediante metodi molecolari, se è presente un’infezione del tratto digestivo dovuta a batteri, parassiti o virus.

Quando Fare il Test?

In presenza di segni e sintomi come febbre, diarrea, dolori addominali, nausea e/o vomito; in presenza di feci con sangue o muco e/o disidratazione.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di feci fresco, raccolto in un contenitore sterile; le feci non devono essere contaminate con acqua o urina e, una volta raccolto, il campione deve essere messo in speciali contenitori contenenti soluzioni che permettano la conservazione del materiale genetico.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Le infezioni dell'apparato gastrointestinale (infezioni GI) possono essere dovute ad una grande varietà di virus, batteri o parassiti. Le diarree infettive sono una causa importante di morbilità e mortalità in tutto il mondo, soprattutto nei bambini piccoli (specialmente se malnutriti), nei soggetti anziani e negli immunocompromessi. L’OMS nel 2017 ha stimato che si realizzano circa 1,7 miliardi di casi all’anno nel mondo, con più di 500.000 decessi nei bambini di età inferiore ai 5 anni.

Le infezioni dell'apparato gastrointestinale sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito e diarrea (3 o più scariche al giorno di feci non formate/liquide o aumento della frequenza delle evacuazioni giornaliere - con emissione di feci non formate - rispetto alle normali abitudini della persona) che nelle forme più gravi e, soprattutto nel bambino, portano ad una delle conseguenze più temute della malattia: la disidratazione.

Tradizionalmente la diagnosi di laboratorio delle infezioni GI si è basata su una combinazione di tecniche  convenzionali: microscopia, coltura, ricerca di antigeni, saggi real-time PCR per singolo agente. Con tali tecniche i tempi di esecuzione sono abbastanza lunghi, l’impegno degli operatori è significativo ed è necessario ricorrere ad una combinazione di test diversi perché la stessa sintomatologia può essere causata da molti agenti diversi. I principali svantaggi dei test colturali sono rappresentati dalla necessità di esaminare rapidamente un campione emesso da poco e dal fatto che l’assunzione di antibiotici può causare una negatività della coltura. I vantaggi dei metodi colturali sono la possibilità d'identificare la specie e di effettuare un antibiogramma.

Negli ultimi anni, sono stati sviluppati metodi molecolari singoli, che rilevano materiale genetico (RNA o DNA) di un singolo agente e pannelli multiplex, così definiti perché rilevano i germi più frequentemente implicati nello stesso campione di feci, con una maggiore sensibilità ed in un tempo molto più breve rispetto ai metodi convenzionali: 1-4 ore rispetto a 36-48 ore. I costi di questi pannelli sono di molto superiori a quelli dei metodi convenzionali, ma permettono una diagnosi più sensibile e rapida in certe situazioni: pazienti affetti da forme gravi, soggetti immunodepressi, anziani, epidemie gravi e diffusive. Un risultato negativo inoltre permette di evitare la somministrazione di antibiotici.

I pannelli multiplex sono  anche in grado d'identificare le co-infezioni, ossia le infezioni causate da più microbi contemporaneamente, e d'identificare alcuni microrganismi talvolta non rilevati con le metodiche tradizionali.

I pannelli multiplex in commercio possono rilevare varie combinazioni di germi  e quindi i risultati possono essere diversi a seconda del laboratorio a cui ci si rivolge.

Le infezioni GI sono spesso causate dall'ingestione di alimenti o bevande contenenti batteri, virus o, più raramente, parassiti. Un esempio è rappresentato dalle uova poco cotte, il pollame, il latte non pastorizzato, l'acqua non potabile, come quella dei laghi e ruscelli o verdura/insalate non lavate o lavate con acqua contaminata  (per maggiori informazioni si rimanda alla pagina Malattie trasmesse dagli alimenti).

I microrganismi responsabili delle infezioni gastrointestinali sono contenuti nelle feci degli individui infetti. Per questo motivo, le infezioni GI possono essere trasmesse per via fecale-orale (contagio interpersonale). E' pertanto importante la corretta igiene personale dopo l'utilizzo dei servizi igienici, così da limitare la possibile trasmissione dovuta al contatto con superfici contaminate, come i pomelli delle porte o i corrimano. Le persone affette da una patologia dell'apparato gastrointestinale dovrebbero, se possibile, astenersi dalla preparazione di cibi e bevande per altre persone. Molti agenti patogeni hanno un serbatoio animale (agenti zoonosici) e  per questo la trasmissione dell’infezione può avvenire per contatto diretto via mani-bocca con animali domestici malati o portatori o, indirettamente, a seguito dell’ingestione di alimenti e/o acqua contaminati.

Talvolta le infezioni GI sono causate dalla crescita del batterio Clostridium difficile e dalla concomitante alterazione della normale flora batterica intestinale. Questa fa seguito all'assunzione di antibiotici ad ampio spettro che porta alla soppressione della flora normale ed alla crescita dei ceppi di C. difficile antibiotico-resistenti.

L'esecuzione dell'esame non è necessario nel caso d'infezioni moderate ed autolimitanti. Questa però si rende necessaria nelle forme gravi, come quelle caratterizzate dalla presenza di febbre, sangue o muco nelle feci, disidratazione.

Questo esame può anche essere richiesto nei viaggiatori di ritorno da aree a rischio per questo tipo d'infezioni (Africa centrale, Medio Oriente, Sud Est Asiatico).

Gli agenti patogeni meno frequenti non possono essere identificati tramite il pannello GI. Pertanto coprocoltura o ricerca di uova e parassiti possono essere richiesti per aiutare a stabilire una diagnosi.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il pannello GI è usato per rilevare contemporaneamente la presenza di molteplici agenti patogeni come virus, batteri o parassiti presenti in un campione di feci, per la diagnosi d'infezione dell'apparato gastrointestinale (infezione GI). Poiché le infezioni GI possono essere causate da moltissimi microrganismi, al pannello GI potrebbe essere necessario affiancare l'esecuzione di altri esami, come la coprocoltura o la ricerca di uova e parassiti.

    Il pannello GI ricerca il materiale genetico (DNA o RNA) dei microrganismi. Il numero e il tipo di microrganismi ricercati dipende dalla composizione del pannello utilizzato. Esistono pannelli limitati ai soli microrganismi più comuni e altri più ad ampio spettro.

    I microrganismi inclusi possono essere:

    • Virus: Rotavirus, Adenovirus, Norovirus, Astrovirus,
    • Batteri: Campylobacter, Salmonellaspp, Clostridium difficile, Yersinia, Shigella, E. Coli enteropatogeni, Vibriospp; Aeromonas
    • Parassiti:Giardia, Cryptosporidium, Entamoebahistolytica

    Le gastroenteriti, almeno nei paesi industrializzati, sono forme in genere a risoluzione spontanea, che non lasciano conseguenze e non necessitano né dell’esecuzione del test né terapie specifiche, ma solo di terapie di supporto. Si valuta che il 10% delle persone colpite si rivolga al medico e che solo il 7% dei soggetti venga ricoverato per conseguenze legate alla malattia. La complicanza principale delle gastroenteriti, in particolare nei bambini e nei soggetti fragili, è la disidratazione.

    Esistono tuttavia situazioni nelle quali può rendersi necessaria l'esecuzione dell'esame per la corretta identificazione dell'agente patogeno responsabile dell'infezione (forme gravi, soggetti immunodepressi, rischio di diffusione, ecc), per guidare le scelte terapeutiche e assicurare l'eliminazione della fonte dell'infezione ed il suo contenimento.

    Il pannello GI consente d'identificare gli agenti patogeni più comuni e anche le co-infezioni, fornendo informazioni importanti per la diagnosi. Il risultato dell'esame può essere disponibile entro poche ore.

    Dal momento che i test inclusi nel pannello GI sono stati introdotti nella diagnostica molto recentemente e sono costosi, i laboratori ed i clinici stanno ancora studiando come utilizzarli al meglio per ottenere il massimo d’informazione al minimo costo. Nel caso in cui vi sia il sospetto che l'infezione sia dovuta a patogeni non inclusi nel pannello GI, potrebbe essere necessaria l'esecuzione degli esami colturali come la coprocoltura o la ricerca delle uova e dei parassiti.

    Il pannello GI non viene usato per il monitoraggio della terapia.

    Una volta identificato l’agente patogeno responsabile dell'infezione, un esame specifico per l'agente in causa può essere utilizzato al posto del pannello GI al fine di valutare l’efficacia della terapia. Questo è particolarmente importante, ad esempio, nel caso d'infezioni trasmesse dagli alimenti: gli operatori addetti alla manipolazione degli alimenti possono essere sottoposti agli esami di controllo per verificare l'efficacia della terapia prima del ritorno sul posto di lavoro.

  • Quando viene prescritto?

    Il pannello GI può essere richiesto in presenza di segni e sintomi associati ad un'infezione dell'apparato gastrointestinale (infezione GI), come:

    • Diarrea
    • Febbre
    • Presenza di sangue e/o muco nelle feci Dolore e crampi addominali
    • Nausea e vomito
    • Disidratazione

    Non tutte le persone sintomatiche devono necessariamente sottoporsi all'esame e/o a terapia. Nelle persone immunocompetenti (con il sistema immunitario sano), queste infezioni sono spesso autolimitanti. Il pannello GI dovrebbe essere richiesto in persone:

    • Con sintomi gravi come disidratazione, sbilanciamento elettrolitico e altre complicanze
    • Molto giovani, anziani o immunocompromessi
    • Con segni e sintomi persistenti e/o infezioni non autolimitanti
    • Viaggiatori di ritorno da aree a rischio per le infezioni GI
    • Possibili vittime di epidemie come i gruppi di persone che, per vari motivi (come durante una crociera o in un ristorante) possono aver mangiato o bevuto alimenti o bevande contaminate.
  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati devono essere interpretati in associazione ai segni, i sintomi, la storia clinica e l'anamnesi del paziente. Si ritiene che, data la recente disponibilità di tali pannelli, siano necessari ulteriori studi per guidare la corretta richiesta di tali indagini.

    Un risultato positivo indica la presenza di un microrganismo (virus, batteri, parassiti) e lo identifica come causa probabile dei segni e sintomi presenti. La presenza di positività per più microrganismi indica una co-infezione. Esistono alcune eccezioni:

    • Talvolta un risultato positivo riflette la presenza di un microrganismo effettivamente presente nell'apparato gastrointestinale, ma non responsabile dell'infezione.
    • Il pannello GI, rilevando il materiale genetico dei microrganismi, non è in grado di distinguere tra quelli vitali e non
    • Talvolta possono esserci delle false positività dovute a somiglianze genetiche tra microrganismi diversi

    Un risultato negativo indica l'assenza dei microrganismi ricercati e che quindi i segni e sintomi sono riconducibili ad altre cause o a microrganismi non inclusi nel pannello GI. Esistono alcune eccezioni:

    • I microrganismi potrebbero essere eliminati nelle feci in maniera intermittente e quindi non essere presenti nel campione analizzato, come accade ad esempio nel caso di parassiti.
    • I microrganismi potrebbero essere presenti in quantità troppo piccola per poter essere rilevata.
    • Una persona potrebbe avere un'infezione GI causata da un batterio, parassita o virus non incluso nel pannello.

    Nel caso in cui il risultato del pannello GI sia negativo ma i segni, i sintomi e il sospetto clinico permangano, allora potrebbe essere necessario eseguire ulteriori test per la formulazione della diagnosi:

    La rapidità con cui è possibile ottenere i risultati, permette di applicare rapidamente le misure preventive necessarie a contenere l’infezione nell’Ospedale e nella Comunità.

  • C'è altro da sapere?

    Diversamente dalla coprocoltura, il pannello GI non prevede la crescita dei batteri e quindi non consente l'esecuzione dei test di sensibilità, utili per la scelta dell'antimicrobico da somministrare. In questo caso è necessario eseguire gli esami colturali.

    Nel caso in cui il clinico sospetti fortemente la presenza di uno specifico agente patogeno, può richiedere l'esecuzione di esami per la ricerca di quello specifico microrganismo piuttosto che del pannello GI. Ad esempio:

    • Nel caso in cui una persona abbia bevuto l'acqua di un ruscello o da una fonte molto probabilmente contaminata da Giardia, può essere richiesta direttamente l'esame sierologico per Giardia.
    • Nel caso in cui una persona abbia manifestato i sintomi dopo una terapia antibiotica ad ampio spettro, è molto probabile che questi siano dovuti ad un'infezione da Clostridium difficile, e quindi potrebbe essere richiesto l'esame corrispondente.
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Domande Frequenti
  • L'esame può essere eseguito ambulatorialmente?

    No, per l'esecuzione dell'esame è necessaria la presenza di personale specializzato e strumentazioni specifiche, presenti nei laboratori clinici.

  • Potrebbero essere richiesti ulteriori esami?

    Si, potrebbero essere richiesti ulteriori esami per la conferma di un risultato positivo, per l'esecuzione di un test di sensibilità agli antibiotici o per la presenza di risultati non definitivi.

  • Quali sono le misure preventive da adottare nei confronti delle infezioni GI?

    Non è sempre possibile prevenire delle infezioni dell'apparato gastrointestinale (infezioni GI), ma è possibile diminuire il rischio di contagio:

    • La miglior cosa è assumere alimenti e bevande non contaminate e seguire le corrette pratiche igienico-sanitarie, come la detersione frequente delle mani.
    • Gli alimenti potenzialmente contaminati sono la carne o le uova crude o poco cotte, i prodotti caseari non pastorizzati, le verdure non lavate.
    • Gli alimenti cotti non devono toccare le superfici contaminate con gli stessi alimenti crudi.
    • Fare la massima attenzione alla conservazione dei cibi; come regola generale è bene non consumare carne, insalate, salse, che siano state tenute a temperatura ambiente per più di 2 ore.
    • Nel caso in cui in famiglia siano presenti persone affette da diarrea, è importante che tutti i componenti del nucleo familiare si lavino attentamente le mani e che la persona infetta si astenga, se possibile, dalla preparazione degli alimenti.
    • I viaggiatori in aree a rischio, dovrebbero bere solo l'acqua contenuta nelle bottigliette e assumere solo alimenti ben cotti. Evitare verdure e frutta freschi, a meno che non sia possibile eliminare la buccia. Gli alimenti acquistati dai venditori ambulanti sono in genere sconsigliati.
  • Perché gli autoctoni di aree a rischio non si ammalano?

    Ciascuna persona è molto probabilmente immune ai ceppi batterici presenti nel proprio paese, poiché nel corso della vita ne è già entrata in contatto. Lo stesso non vale per i turisti.

approved

Revisori:
Dr.ssa Rita Caldarelli - ASST Melegnano e Martesana, PO Cernusco sul Naviglio
Dr.ssa Paola Pauri – UOC Patologia Clinica AV2 JESI

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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