Noto anche come
Pannello GI
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 26.07.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per la diagnosi d'infezione del tratto gastrointestinale operata da vari tipi di agenti patogeni: batteri, parassiti, virus.

Quando Fare il Test?

In presenza di segni e sintomi come diarrea, crampi addominali, nausea e/o vomito; in presenza di feci con sangue o muco.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di feci fresco, raccolto in un contenitore sterile; le feci non devono essere contaminate con acqua o urina e, una volta raccolto, il campione dovrebbe essere portato presso il laboratorio che esegue le analisi entro due ore o messo in speciali contenitori contenenti soluzioni conservanti.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Le infezioni a carico dell'apparato gastrointestinale (infezioni GI) possono essere dovute ad una grande varietà di virus, batteri o parassiti. Il pannello dei patogeni gastrointestinali (Pannello GI) consente di rilevare contemporaneamente la presenza di molteplici patogeni in un campione di feci.

Il pannello GI rileva la presenza del materiale genetico (RNA o DNA) appartenente ai patogeni più frequenti. E' anche in grado d'identificare le co-infezioni, ossia le infezioni operate da più microbi contemporaneamente, e di rilevare alcuni microrganismi spesso non rilevati con le metodiche tradizionali. Inoltre, il risultato del test è disponibile entro poche ore, diversamente dai test tradizionali che richiedono alcuni giorni.

Le infezioni GI sono spesso conseguenti all'ingestione di alimenti o bevande contenenti batteri, virus o, più raramente, parassiti. Un esempio è rappresentato dalle uova poco cotte, il latte non pastorizzato, l'acqua non potabile come quella dei ruscelli o, talvolta, anche l'acqua pubblica (per maggiori informazioni si rimanda alla pagina Malattie trasmesse dagli alimenti).

I microrganismi responsabili delle infezioni gastrointestinali sono contenuti nelle feci degli individui infetti. Per questo motivo, le infezioni GI possono essere trasmesse tramite l'esposizione alle feci infette. E' pertanto importante la corretta igiene personale dopo l'utilizzo dei servizi igienici, così da limitare la possibile trasmissione dovuta al contatto con superfici contaminate, come i pomelli delle porte o i corrimano. Le persone affette da una patologia dell'apparato gastrointestinale dovrebbero, se possibile, astenersi dalla preparazione di cibi e bevande per altre persone.

Talvolta le infezioni GI sono causate dalla crescita del batterio Clostridium difficile e la concomitante diminuzione della normale flora batterica intestinale. Questa è un'eventualità conseguente, per esempio, all'assunzione di antibiotici ad ampio spettro che porta alla soppressione della flora normale e la crescita dei ceppi di C. difficile antibiotico resistenti.

Per l'identificazione del microrganismo responsabile dell'infezione, il clinico deve necessariamente utilizzare un esame di laboratorio poiché le sole storia clinica e anamnesi possono fornire indicazioni probabilistiche ma non una diagnosi certa.

L'esecuzione dell'esame potrebbe non essere necessario nel caso di infezioni moderate e autolimitanti. Questa però si rende necessaria nelle forme gravi, come quelle caratterizzate dalla presenza di sangue o muco nelle feci o comunque non autolimitanti. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la diarrea è un killer silente: rappresenta la seconda causa di morte nei bambini sotto i 5 anni nel mondo e uccide circa 2195 bambini al giorno.

Questo esame può anche essere richiesto nei viaggiatori di ritorno da aree a rischio per questo tipo d'infezioni.

Tradizionalmente, gli esami per l'identificazione dei batteri responsabili delle infezioni GI sono la coprocoltura, la ricerca di uova e parassiti nelle feci ed altri esami sierologici. Sebbene siano molto utili, questi esami presentano alcune limitazioni dovute alla difficoltà di alcuni microrganismi a crescere in coltura, alla presenza di risultati falsamente negativi dovuti alla presenza di quantità troppo piccole di agenti patogeni per essere rilevate e alla necessità, spesso, di più giorni per il rilascio di un referto definitivo.

Sebbene le infezioni GI possano essere causate da molteplici microrganismi, la lista dei più comuni è piuttosto contenuta.

D'atra parte, gli agenti patogeni meno frequenti non possono essere identificati tramite il pannello GI.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il pannello GI è usato per rilevare contemporaneamente la presenza di molteplici agenti patogeni come virus, batteri o parassiti presenti in un campione di feci, per la diagnosi d'infezione dell'apparato gastrointestinale (infezione GI). Poiché le infezioni GI possono essere causate da moltissimi microrganismi, al pannello GI potrebbe essere necessario affiancare l'esecuzione di altri esami, come la coprocoltura o la ricerca di uova e parassiti.

    Il pannello GI ricerca il materiale genetico (DNA o RNA) dei microrganismi. Il numero e il tipo di microrganismi ricercati dipende dalla composizione del pannello utilizzato. Esistono pannelli limitati ai soli microrganismi più comuni e altri più ad ampio spettro.

    I microrganismi inclusi possono essere:

    • Virus, come norovirus o adenovirus
    • Batteri, come CampylobacterSalmonella o Clostridium difficile
    • Parassiti, come Giardia o Cryptosporidium
       

    Spesso le infezioni GI sono autolimitanti e non necessitano di terapie specifiche ma delle sole terapia di supporto. Queste infezioni in genere non richiedono l'esecuzione dell'esame. Spesso sono considerate patologie comuni e non serie e sono note come "influenze intestinali" o "disturbi dovuti all'alimentazione". Esistono tuttavia situazioni nelle quali può rendersi necessaria l'esecuzione dell'esame per la corretta identificazione dell'agente patogeno responsabile dell'infezione. Questo per guidare le scelte terapeutiche e assicurare l'eliminazione della fonte dell'infezione ed il suo contenimento.

    Il pannello GI consente d'identificare gli agenti patogeni più comuni e anche le co-infezioni, fornendo informazioni importanti per la somministrazione della corretta terapia. Il risultato dell'esame è disponibile entro poche ore.

    Nel caso in cui vi sia il sospetto che l'infezione sia dovuta a patogeni non inclusi nel pannello GI, potrebbe essere necessaria l'esecuzione degli esami colturali come la coprocoltura o la ricerca delle uova e dei parassiti.

    Il pannello GI non viene usato per il monitoraggio della terapia. Una volta identificato/i il/i microbo/i responsabile/i dell'infezione, può essere utilizzato un esame specifico per l'agente patogeno presente. Questo è particolarmente importante, ad esempio, nel caso d'infezioni trasmesse dagli alimenti: gli operatori addetti alla manipolazione degli alimenti possono essere sottoposti agli esami di controllo per verificare l'efficacia della terapia prima del ritorno sul posto di lavoro.

  • Quando viene prescritto?

    Il pannello GI può essere richiesto in presenza di segni e sintomi associati ad un'infezione dell'apparato gastrointestinale (infezione GI), come:

    • Diarrea
    • Presenza di sangue e/o muco nelle feci
    • Dolore e crampi addominali
    • Nausea e vomito
    • Febbre
       

    Non tutte le persone sintomatiche devono necessariamente sottoporsi all'esame. Nelle persone immunocompetenti (con il sistema immunitario sano), queste infezioni sono spesso autolimitanti. È probabile che il pannello GI venga richiesto in persone:

    • Con sintomi gravi come disidratazione, sbilanciamento elettrolitico e altre complicanze
    • Molto giovani, anziani o immunocompromessi
    • Con segni e sintomi persistenti e/o infezioni non autolimitanti
    • Viaggiatori di ritorno da aree a rischio per le infezioni GI
    • Possibili vittime di epidemie come i gruppi di persone che, per vari motivi (come una crociera) possono aver mangiato o bevuto alimenti o bevande contaminate.
  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati devono essere interpretati in associazione ai segni, i sintomi, la storia clinica e l'anamnesi del paziente.

    Un risultato positivo indica la presenza di un microrganismo (virus, batteri, parassiti) e lo identifica come causa probabile dei segni e sintomi presenti. La presenza di positività per più microrganismi indica una co-infezione. Esistono alcune eccezioni:

    • Talvolta un risultato positivo riflette la presenza di un microrganismo effettivamente presente nell'apparato gastrointestinale ma non responsabile dell'infezione
    • Il pannello GI, rilevando il materiale genetico dei microrganismi, non è in grado di distinguere tra quelli vitali e non
    • Talvolta possono esserci delle false positività dovute a somiglianze genetiche tra microrganismi diversi
       

    Un risultato negativo indica l'assenza dei microrganismi ricercati e che quindi i segni e sintomi sono riconducibili ad altre cause o a microrganismi non inclusi nel pannello GI. Esistono alcune eccezioni:

    • I microrganismi potrebbero essere eliminati nelle feci in maniera intermittente e quindi non essere presenti nel campione analizzato
    • I microrganismi potrebbero essere presenti in quantità troppo piccola per poter essere rilevata
       

    Nel caso in cui il risultato del pannello GI sia negativo ma i segni, i sintomi e il sospetto clinico permangano, allora potrebbe essere necessario eseguire ulteriori test per la formulazione della diagnosi:

  • C'è altro da sapere?

    Diversamente dalla coprocoltura, il pannello GI non prevede la crescita dei batteri e quindi non consente l'esecuzione dei test di sensibilità, utili per la scelta dell'antimicrobico da somministrare. In questo caso è necessario eseguire gli esami colturali.

    Nel caso in cui il clinico sospetti fortemente per uno specifico agente patogeno, può richiedere l'esecuzione di esami per la ricerca di quello specifico microrganismo piuttosto che del pannello GI. Ad esempio:

    • Nel caso in cui una persona beva l'acqua di un ruscello molto probabilmente contaminata da Giardia, può essere richiesta direttamente l'esame sierologico per Giardia.
    • Nel caso in cui una persona abbia manifestato i sintomi dopo una terapia antibiotica ad ampio spettro, è molto probabile che questi siano dovuti ad un'infezione da Clostridium difficile, e quindi potrebbe essere richiesto l'esame corrispondente.
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Domande Frequenti
  • L'esame può essere eseguito ambulatorialmente?

    No, per l'esecuzione dell'esame è necessaria la presenza di personale specializzato e strumentazioni specifiche, presenti nei laboratori clinici.

  • Potrebbero essere richiesti ulteriori esami?

    Si, potrebbero essere richiesti ulteriori esami per la conferma di un risultato positivo, per l'esecuzione di un test di sensibilità agli antibiotici o per la presenza di risultati non definitivi.

  • Quali sono le misure preventive da adottare nei confronti delle infezioni GI?

    Non è sempre possibile prevenire delle infezioni dell'apparato gastrointestinale (infezioni GI), ma è possibile diminuire il rischio di contagio:

    • La miglior cosa è assumere alimenti e bevande non contaminate e di seguire le corrette pratiche igienico-sanitarie, come la detersione frequente delle mani.
    • Gli alimenti potenzialmente contaminati sono la carne o le uova crude o poco cotte, i prodotti caseari non pastorizzati.
    • Gli alimenti cotti non devono toccare le superfici contaminate con gli stessi alimenti crudi.
    • Nel caso in cui in famiglia siano presenti persone affette da diarrea, è importante che tutti i componenti del nucleo familiare si lavino attentamente le mani e che la persona infetta si astenga, se possibile, dalla preparazione degli alimenti.
    • I viaggiatori in aree a rischio, dovrebbero bere solo l'acqua contenuta nelle bottigliette e assumere solo alimenti ben cotti. Evitare verdure e frutta freschi, a meno che non sia possibile eliminare la buccia. Gli alimenti acquistati dai venditori ambulanti sono in genere sconsigliati.
  • Perché gli autoctoni di aree a rischio non si ammalano?

    Ciascuna persona è molto probabilmente immune ai ceppi batterici presenti nel proprio paese, poiché nel corso della vita ne è già entrata in contatto. Lo stesso non vale per i turisti.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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