Noto anche come
Immunofenotipo tramite citometria a flusso
Immunoistochimica
Immunotipizzazione
Nome ufficiale
Immunofenotipo
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 25.05.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla diagnosi di leucemia o linfoma e per stabilire il trattamento terapeutico; come supporto per determinare la prognosi; per ricercare e caratterizzare eventuali cellule cancerose rimaste alla fine di un ciclo terapeutico o in seguito a ricaduta.

Quando Fare il Test?

In presenza di segni e sintomi riconducibili alla leucemia o al linfoma; nel caso in cui sia necessario caratterizzare il tipo di leucemia o linfoma, identificare le opzioni terapeutiche o predire il decorso della patologia; talvolta per valutare l’efficacia di un trattamento o rilevare eventuali ricadute.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio; talvolta il clinico può anche prelevare un campione di midollo osseo o un campione di tessuto, ad esempio un linfonodo, tramite biopsia tissutale o agoaspirato. É possibile utilizzare anche altri fluidi biologici, che possono essere raccolti in un contenitore o tramite l’inserimento di una ago in una cavità corporea, seguito dall’aspirazione di una porzione del fluido presente.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

L’immunofenotipo rileva la presenza o l’assenza di specifici antigeni espressi dai globuli bianchi o leucociti (WBC). Questi antigeni sono proteine presenti sulla superficie o all’interno dei WBC. Nei WBC normali sono presenti gruppi di antigeni caratteristici degli specifici tipi di cellule e dello stadio di maturazione cellulare. In presenza di leucemia o linfoma sono presenti dei quadri antigenici alterati ma caratteristici per ciascun tipo di patologia e sottoclasse. Queste caratteristiche permettono la formulazione di una diagnosi accurata, la classificazione di queste cellule tumorali del sangue e la determinazione della prognosi.

La leucemia e il linfoma originano da un singolo leucocita anomalo che comincia a moltiplicarsi in maniera clonale. I linfociti e le cellule monoclonali mieloidi anomale proliferanti non sono in grado di combattere le infezioni o svolgere le altre funzioni dei leucociti normali. Queste cellule anomale non vengono eliminate ad una velocità normale e tendono ad accumularsi nel midollo osseo, nei linfonodi ed in altri tessuti. La crescita incontrollata delle cellule tumorali nel midollo osseo inibisce la produzione dei normali globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Talvolta, queste cellule possono anche riversarsi nel torrente circolatorio. L'aumento del numero di cellule anomale all'interno dei linfonodi determina aumento della dimensione degli stessi. Talvolta i linfomi coinvolgono anche il sangue e/o il midollo osseo.

L’emocromo e la conta differenziale effettuata su un campione di sangue di pazienti con linfoma o leucemia può evidenziare un aumento del numero di globuli bianchi e la prevalenza di uno specifico tipo. Questi test però non possono evidenziare la clonalità di queste cellule, pertanto, occorrono esami aggiuntivi per confermare la diagnosi di leucemia o linfoma e stabilirne il tipo. 

L’immunofenotipo delle cellule del sangue, del midollo osseo o di altri tessuti permette di ottenere molteplici informazioni, utili ad identificare il tipo di leucemia o linfoma e, laddove possibile, a valutarne l’aggressività o la possibile responsività alla terapia. L’identificazione dei differenti tipi di leucemia o linfoma è possibile grazie all’identificazione di pattern antigenici (la presenza o l’assenza di specifici antigeni) associati a determinati tipi di leucemia/linfoma.

La maggior parte degli antigeni rilevati tramite l’immunofenotipo vengono denominati con la sigla CD (cluster of differentiation o cluster of designation) seguita da un numero. Questo tipo di denominazione è basata su una convenzione internazionale per l’identificazione di questi antigeni. Nonostante siano stati identificati centinaia di antigeni CD, nella routine ne viene utilizzato solo un piccolo numero.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’immunofenotipo viene utilizzato principalmente come supporto alla diagnosi, alla classificazione dei tumori del sangue (leucemie e linfomi) ed alla scelta dei trattamenti terapeutici. L’immunofenotipo può essere richiesto come esame di approfondimento in seguito al riscontro di un aumentato numero di linfociti, della presenza di cellule immature nel sangue periferico e della diminuzione/aumento del numero di cellule tramite emocromo e conta differenziale.
    L’immunofenotipo può essere effettuato anche per:

    • Predire l'aggressività del tumore
    • Valutare l'eventuale responsività del tumore al trattamento
    • Determinare l'efficacia dell'approccio terapeutico alla leucemia o al linfoma 
    • Ricercare eventuali cellule cancerose rimaste alla fine di un ciclo terapeutico (malattia residua) o ricomparse dopo il successo del trattamento (ricaduta) 

    Meno frequentemente, il test può essere utilizzato per altri scopi.

  • Quando viene prescritto?

    L’immunofenotipo può essere richiesto in seguito al riscontro di un numero aumentato di linfociti (o talvolta di altri tipi di leucociti), di anemia, di una diminuzione delle piastrine o della presenza di cellule immature nel sangue, rilevate tramite la conta differenziale o l’emocromo. Queste alterazioni possono essere le prime indicazioni della probabile presenza di un tumore ematologico.

    I sintomi precoci di leucemia o linfoma non sono necessariamente specifici e possono essere lievi e non rilevabili. Esempi di segni e sintomi di un tumore del sangue possono includere:

    • Sensazione di stanchezza o malessere, debolezza
    • Inspiegabile perdita di peso o appetito
    • Affanno durante la normale attività fisica
    • Pallore
    • Sanguinamento od ecchimosi
    • Febbre
    • Dolore alle ossa e alle articolazioni
    • Ingrossamento dei linfonodi, della milza, del fegato, dei reni e/o dei testicoli
    • Mal di testa
    • Vomito
    • Sudorazione notturna

    L’immunofenotipo può anche essere richiesto in seguito alla terapia per valutare la presenza di eventuali ricadute.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’interpretazione dell’immunofenotipo e quindi della presenza/assenza di particolari marcatori antigenici richiede personale esperto. Il professionista, spesso specializzato nell’identificazione e nello studio di tumori ematologici o malattie del sangue, fornisce un’interpretazione diagnostica dell’immunofenotipo contestualmente alle informazioni ottenute da emocromoconta differenzialestriscio di sangue e analisi del midollo osseo. Il referto di laboratorio oltre al risultato dei test include un commento interpretativo dello stesso.

    Le cellule tumorali, se presenti, vengono identificate tramite i marcatori (antigeni) presenti nelle cellule e rilevati tramite l’immunofenotipo. Nelle cellule normali sono presenti gruppi di antigeni caratteristici degli specifici tipi di cellule e dello stadio di maturazione cellulare (le cellule del sangue normalmente maturano nel midollo osseo e, raggiunta la maturazione, vengono rilasciate nel sangue). L’identificazione dei pattern antigenici è possibile grazie al confronto con “librerie” di gruppi di antigeni presenti sulle cellule normali, così come di quelli che associati a particolari tipi di leucemia o linfoma.  

    Le informazioni ottenute dall'immunofenotipo, insieme alla storia clinica del paziente, agli esami clinici e ai segni e sintomi presenti, contribuiscono alla formulazione di una diagnosi da parte del clinico.

    Nonostante la presenza di particolari antigeni sia associata a particolari forme di leucemia o linfoma, è importante considerare il fatto che la situazione di ciascun paziente potrebbe essere unica. Un paziente può avere o non avere degli antigeni specifici, ma ricevere una diagnosi di un particolare tipo di leucemia o linfoma.

    Di seguito sono riportati alcuni esempi:

    • Alcuni pazienti presentano cellule B mature nel sangue, ma le cellule B immature non sono normalmente presenti in circolo
    • Sia le cellule B mature che quelle immature sono normalmente positive al marcatore CD19
    • Le cellule B mature sono normalmente positive per il CD20 ma non per il CD34. CD20 è un marcatore di maturità e CD34 un marcatore di immaturità. Pertanto, solitamente questi due marcatori non sono espressi contemporaneamente
    • Di conseguenze, se un paziente presenta quantità ridotte di cellule B mature ma elevate di cellule B immature positive per CD19 (marcatore delle cellule B) e sia per CD34 che per CD20 (che identifica le cellule sia immature che anomale), allora il soggetto in questione è affetto da leucemia delle cellule B immature, nota come leucemia linfoblastica di tipo B
    • Alcuni degli altri antigeni presenti sono indicativi di specifici sottotipi genetici della leucemia linfoblastica di tipo B, associati ad una determinata prognosi
    • Sono disponibili opzioni terapeutiche recenti, come la terapia CAR-T, gli anticorpi bispecifici delle cellule T (bispecific T-cell engagers) e gli anticorpi monoclonali diretti contro molecole specifiche, come CD19 o CD20. Questi trattamenti possono avere effetti collaterali ridotti rispetto alla chemioterapia convenzionale (solitamente, le terapie mirate più recenti vengono utilizzate in aggiunta alla chemioterapia)

    I profli immunofenotipici anomali sono generalmente presenti in:

    • Leucemia mieloide acuta
    • Leucemia linfoblastica acuta (LLA)
    • Leucemia linfocitica cronica (LLC)
    • Linfoma non-Hodgkin delle cellule B o T
    • Mieloma multiplo
       

    La tabella sottostante riporta i marcatori presenti solitamente in particolari tipi di cellule:

    Cellula

    Marcatore

    Precursori immaturi

     CD34, CD117, TdT,

    Linfociti B

    CD19, CD20, CD22, CD79a, catena leggera (kappa o lambda) delle immunoglobuline

    Linfociti T

    CD2, CD3, CD5, CD7, e anche CD4 o CD8

    Cellule mieloidi (granulociti)

    MPO (mieloperossidasi), CD13, CD33

    Cellule Natural killer (NK)

    CD16, CD56

    Alcuni marcatori invece suggeriscono la presenza di alcuni tipi di differenziazione cellulare:

    Cellula

    Marcatore

    Differenziazione megacariocitica; Piastrine

    CD41, CD42b, CD61

    Differenziazione eritroide (RBC)

    CD235a

    Differenziazione monocitica

    CD11b, CD14, CD33,

    HLA-DR

    Leucemia a cellule capellute

    CD11c, CD25, CD103

  • C’è altro da sapere?

    L’analisi dei linfociti con i marcatori CD3, CD4 e CD8 viene utilizzata nel monitoraggio dei pazienti affetti da HIV/AIDS. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l'articolo “Conta dei linfociti CD4”.

     

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Domande Frequenti
  • Esiste una motivazione nella scelta di un particolare tipo di campione (sangue, midollo osseo o tessuto) per l’esecuzione del test?

    Il campione testato deve essere rappresentativo del tipo di cancro presente o del quale si sospetti la presenza. Nel caso in cui sia possibile rilevare le cellule anomale direttamente in circolo, viene utilizzato preferenzialmente il campione di sangue, per la sua facilità di prelievo e la scarsa invasività. Tuttavia, le cellule del linfoma possono non essere presenti nel circolo sanguigno e pertanto il test può richiedere altre metodiche di campionamento.

  • L’immunofenotipo può essere effettuato ambulatorialmente?

    No, l’esecuzione e l’interpretazione del test richiede personale specializzato ed attrezzature specifiche presenti in laboratori di riferimento e spesso nelle strutture ospedaliere di maggiori dimensioni.

  • Il risultato del test può avere un valore prognostico?

    La diagnosi di leucemia o linfoma si avvale di un esame effettuato su striscio di sangue o su biopsia o aspirato midollare per la ricerca di particolari tipi di cellule. In base alla presenza di particolari quadri antigenici e alla loro associazione con particolari tipi di tumore, il clinico può formulare una prognosi riguardante il grado di risposta al trattamento e di conseguenza decidere l’aggressività di un particolare trattamento. L’immunofenotipo, insieme ad altri tipi di test, fornisce quindi informazioni importanti riguardo il tipo, la durata e le caratteristiche del trattamento al quale il paziente deve essere sottoposto.

  • Gli antigeni possono cambiare?

    Generalmente gli antigeni presenti in un particolare tipo di cancro rimangono invariati; tuttavia, i trattamenti chemioterapici possono eliminare alcuni tipi di cellule anomale. Nel caso in cui il trattamento abbia successo, i leucociti normali possono rimpiazzare le cellule anomale, determinando una variazione dell’immunofenotipo. Tuttavia, talvolta le cellule tumorali si adattano ad eludere la terapia non esprimendo più un antigene espresso in precedenza, che potrebbe essere stato preso di mira da un anticorpo monoclonale o da un'altra terapia, come le cellule CAR-T.

  • Esistono altri metodi per ottenere l'immunofenotipo?

    Un'altra tecnica per ottenere l'immunofenotipo delle cellule è l'immunoistochimica. Questo approccio consiste nell'incubare una sezione di tessuto posta su vetrino con degli anticorpi, specifici per un tipo di antigene tipicamente presente sulla superficie delle cellule anomale associate ad una particolare leucemia o linfoma. Solitamente, questi anticorpi sono coniugati con sistemi di rivelazione (enzimatici o fluorescenti) che rendono visibili le cellule anomale al microscopio. Questa tecnica viene tuttora utilizzata per rilevare alcuni marcatori di leucemia e linfoma ed altri tipi di tumore nel caso in cui non siano disponibili marcatori di interesse per la citometria a flusso o cellule o tessuti freschi (requisito fondamentale per l'esecuzione dell'immunofenotipo tramite citometria a flusso).

Fonti

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