Noto anche come
Colture cellulari di HSV; Herpes Simplex; HSV DNA; PCR HSV; Herpes Genitale; Herpes Labiale; Virus dell’Herpes Simplex (HSV); HSV-1; HSV-2; HSV-1 o HSV-2 IgM o IgG
Nome ufficiale
Virus dell’Herpes Simplex (HSV) di tipo 1 e di tipo 2
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 30.04.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per lo screening e la diagnosi di infezioni del virus dell’Herpes Simplex (HSV)

 

Quando Fare il Test?
  • In presenza di sintomi di infezione da HSV, come la presenza di vescicole o piaghe a livello di occhi, bocca o in area genitale; l'infezione è generalmente associata a prurito o formicolio nelle zone colpite 
  • In presenza di determinati fattori di rischio, quali avere un partner sessuale con l'herpes
  • In presenza di sintomi riconducibili a meningite virale, come febbre, mal di testa persistente, torcicollo
  • Le donne in gravidanza con herpes possono essere monitorate regolarmente prima del parto
  • I neonati con madre che presenta vescicole attive possono essere sottoposti a test subito dopo il parto, per valutare il rischio di trasmettere l'infezione durante il parto
  • I neonati che mostrano segni di infezione da HSV, quali meningite o lesioni cutanee, possono essere sottoposti a test subito dopo il parto

 

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione prelevato tramite raschiatura o tramite un tampone applicato nella sede della vescicola o della piaga presente nell’area infetta; un campione di liquido cefalorachidiano prelevato tramite rachicentesi in caso di sospetta   meningite o encefalite; un campione di sangue venoso prelevato dal braccio per la ricerca degli anticorpi anti-HSV

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna

L'Esame

Il test per il virus dell’Herpes Simplex rileva la presenza del virus in campioni prelevati da una vescicola, da una piaga, da liquido cefalorachidiano o da sangue, al fine di identificare un’infezione acuta o pregressa tramite la ricerca di anticorpi diretti contro questo virus. L’HSV, del quale esistono il tipo 1 (HSV-1) e il tipo 2 (HSV-2), rappresenta una delle più comuni infezioni virali. Entrambi i tipi sono contagiosi e causano in maniera periodica piccole vescicole che tendono a rompersi e causare lesioni.

  • Il virus HSV-1 è generalmente responsabile dell’herpes labiale, generando delle vescicole intorno alla bocca (non in area genitale)
  • Il virus HSV-2 causa delle lesioni in sede genitale

Tuttavia, entrambi i tipi possono infettare sia le sede orale che genitale.

Il virus HSV può essere trasmesso da persona a persona tramite il contatto con le zone della pelle nelle quali sono visibili piaghe aperte o in via di guarigione; talvolta il contagio è possibile anche se queste non sono visibili. Il virus HSV-2 appartiene alla categoria delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche il virus HSV-1 può infettare l'area genitale durante il sesso orale.

La maggior parte dei soggetti portatori del virus HSV-2 non sono a conoscenza dell’infezione poiché i segni e i sintomi possono essere lievi e impercettibili.

  • Quando compaiono i sintomi, la persona infetta sviluppa delle vescicole dolorose in corrispondenza della sede di infezione, che compaiono generalmente entro due settimane dal contagio
  • Le vescicole possono comparire intorno alla bocca, nella zona vaginale, sul pene, intorno all'ano, ma anche in corrispondenza dei glutei e delle cosce
  • Le vescicole tendono a guarire entro 2-4 settimane
  • Può verificarsi un secondo focolaio di vescicole e il paziente può sviluppare sintomi para-influenzali, come febbre e linfonodi ingrossati
  • Tuttavia, non tutti i soggetti affetti sviluppano delle vescicole e talvolta i sintomi possono essere così lievi da venire scambiati per altro, come la puntura di un insetto o un’eruzione cutanea

Una volta contratta l’infezione da HSV, anche in seguito alla risoluzione dei sintomi, il virus permane in uno stato latente per poi riattivarsi in seguito a condizioni di stress o malessere.

Nei pazienti immunocompromessi, come coloro che sono affetti da HIV/AIDS o che sono stati sottoposti a trapianto d’organo, il virus HSV può riattivarsi più frequentemente e in maniera più grave. Non esistono cure per l’HSV, ma farmaci antivirali come l'acyclovir, famciclovir e valacyclovir possono contribuire a inibire la riattivazione e a ridurre la durata dei sintomi e la trasmissione del virus.

Raramente, durante il parto la madre può trasmette il virus HSV al neonato, con la conseguente comparsa di herpes neonatale. I sintomi dell'herpes neonatale compaiono durante il primo mese di vita del bambino e, se non trattati, possono causare problemi di salute a lungo termine e potenzialmente letali. Le donne in gravidanza alle quali sia stata diagnosticata un’infezione da HSV devono essere costantemente monitorate prima del parto, al fine di rilevare un’eventuale riattivazione dell’infezione.

Il virus dell’Herpes Simplex può anche raggiungere l’encefalo causando encefalite, la quale può risultare mortale o causare gravi danni neurologici permanenti.

Il test per il virus dell’Herpes Simplex può essere eseguito con vari metodi:

Rilevazione diretta del virus

I test d'elezione per rilevare il virus HSV in soggetti con vescicole attive o piaghe includono l'esame colturale del virus e il test molecolare HSV PCR. Quest'ultimo è il metodo più indicato per rilevare la presenza di encefalite o herpes neonatale.

  • Test molecolare HSV PCR, questo metodo rileva il materiale genetico (DNA) dell’HSV in campioni prelevati da una vescica, in campioni di sangue o di altri fluidi, come il liquido cefalorachidiano. Tramite questa metodica è possibile non solo rilevare il virus, ma anche identificarne il tipo. È un test maggiormente sensibile rispetto all’esame colturale e attualmente disponibile ovunque
  • Esame colturale di HSV, un campione di liquido presente in una piaga aperta viene prelevato tramite un tampone ed inoculato in cellule utilizzate per la crescita del virus. Se la coltura risulta positiva, il virus viene caratterizzato come HSV-1 o HSV-2.

Test sierologico 

Il test sierologico per HSV rileva la presenza di anticorpi IgG anti-HSV nel sangue. Gli anticorpi anti-HSV sono proteine specifiche rilasciate nell’organismo in seguito all’esposizione al virus HSV. Il test sierologico per HSV è in grado di riconoscere entrambi i tipi di HSV (HSV-1 e HSV-2) e di differenziarli. 

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test per il virus dell’Herpes Simplex può essere eseguito con vari metodi:

    • Il test molecolare HSV PCR e l'esame colturale possono essere utilizzati per rilevare la presenza di un'infezione acuta in presenza di segni e sintomi quali piaghe in area genitale o encefalite
    • L'HSV PCR è il metodo d'elezione per rilevare l'herpes neonatale, una condizione rara ma pericolosa associata alla trasmissione del virus dalla madre al nascituro durante un parto vaginale
    • Il test sierologico per HSV può essere utilizzato per identificare un’infezione pregressa e per monitorare gruppi di persone, come i potenziali riceventi di un trapianto di organo. Può rilevarsi utile nelle donne in gravidanza per contribuire a determinare il rischio di trasmettere il virus HSV al neonato
    • Il test molecolare (PCR) e il test sierologico (anticorpale) possono essere impiegati per discriminare tra infezione causata da HSV di tipo 1 o di tipo 2

    Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense non raccomanda di monitorare l'herpes nella popolazione, anche se può rivelarsi utile in alcuni casi, quali:

    • In presenza di segni e sintomi riconducibili al virus dell’Herpes Simplex, quali la presenza di piaghe in area genitale
    • In soggetti che hanno o hanno avuto partner sessuali con l'herpes genitale
    • In soggetti che desiderano sottoporsi all'esame completo delle malattie sessualmente trasmissibili (MST), soprattutto se hanno partner sessuali multipli

     

  • Quando viene prescritto?

    Il test colturale o il test molecolare (HSV PCR) possono essere richiesti in soggetti che manifestano segni e sintomi dell'infezione, quali vescicole intorno agli occhi, alla bocca, ai genitali o al retto.

    Il test molecolare può essere prescritto in pazienti con sintomi di encefalite, di cui si sospetti l’origine virale. Esempi di segni e sintomi includono:

    • Febbre
    • Mal di testa forti e persistenti
    • Torcicollo
    • Fotosensibilità 
    • Squilibri mentali
    • Letargia

    Test prenatale e alla nascita

    • Le donne in gravidanza alle quali sia stata diagnosticata un’infezione da HSV devono essere costantemente monitorate prima del parto, al fine di rilevare un’eventuale riattivazione dell’infezione
    • I neonati di madri con lesioni attive al momento del parto devono essere esaminati per HSV prima della comparsa dei sintomi, per rilevare l'effettiva esposizione al virus durante il parto 
    • Madre e neonato devono essere esaminati per HSV quando il bambino, alla nascita, mostra i segni tipici dell'infezione erpetica, quali meningite o lesioni cutanee

    La ricerca degli anticorpi diretti contro HSV è indicata soprattutto quando è necessario verificare se un paziente è stato precedentemente esposto al virus.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Rilevazione diretta del virus

    • Una coltura positiva o la presenza di HSV- DNA (PCR) indica un'infezione attiva da HSV-1 o HSV-2.
    • Un risultato negativo indica che il virus dell'Herpes Simplex non è stato isolato o identificato, ma non esclude definitivamente l’infezione. Infatti, il campione potrebbe non contenere quantità sufficiente di virus in fase di replicazione attiva, come accade se la coltura virale viene eseguita 48 ore dopo la comparsa dei sintomi, con conseguente risultato falso negativo. Se permane il sospetto di HSV, è consigliabile ripetere il test.

    Test sierologico 

    • La presenza degli anticorpi anti-HSV-1 o HSV-2 di tipo IgG suggeriscono un'esposizione/infezione pregressa, anche in pazienti asintomatici. Il tipo di anticorpo rilevato indica il tipo di infezione da HSV 
    • Un risultato negativo alla ricerca degli anticorpi specifici rende improbabile che il paziente sia stato esposto a HSV, anche se non si può escludere la possibilità che il paziente non abbia ancora iniziato a produrre anticorpi specifici.
  • C’è altro da sapere?

    L'infezione con HSV può rendere i pazienti maggiormente suscettibili ad un’infezione da HIV. Le lesioni cutanee rendono il paziente più esposto alle altre malattie sessualmente trasmissibili (MST), tra cui l'HIV.

    Inoltre, può rendere i soggetti affetti da HIV maggiormente infettivi, incrementando la carica virale dell’HIV. L'infezione da HSV-2 è spesso presente come infezione opportunistica nei soggetti infetti da HIV, in quanto immunocompromessi: fino al 90% di questi individui risulta co-infettato da HSV-2.

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Domande Frequenti
  • Il virus dell'Herpes Simplex può causare infezioni gravi?

    Sì, le forme più gravi di infezione da HSV sono quelle che insorgono in neonati infettati durante il parto o in soggetti immunocompromessi, come coloro che sono stati sottoposti a trapianto d’organo o che sono affetti da HIV/AIDS.

    L'herpes neonatale è una condizione grave ma molto rara: sebbene il 25-30% delle donne in gravidanza abbia l'herpes genitale, meno dello 0,1% dei bambini nati ogni anno negli Stati Uniti risulta affetto da herpes neonatale. Pertanto, la maggior parte delle donne con herpes genitale partorisce bambini sani.

    Nei neonati e nei pazienti immunocompromessi le vescicole tipiche tendono ad essere più estese e più persistenti che negli individui immunocompetenti.

  • È possibile prevenire l’infezione da HSV?

    L'herpes orale (lesioni della bocca, lesioni cutanee in area non-genitale) non può essere prevenuto.

    L'esposizione al virus è continua durante la vita di tutti i giorni. Al contrario, l'herpes genitale, così come le altre malattie sessualmente trasmissibili (MST), può essere prevenuto con l'uso dei preservativi o evitando il contatto sessuale con soggetti che abbiano un'infezione attiva. Occorre comunicare la propria positività al test al/ai partner sessuali, i quali dovrebbero a loro volta sottoporsi al test.

  • Esistono altri tipi di herpes virus oltre a HSV-1 e HSV-2?

    Sì, esistono più di 25 virus appartenenti alla famiglia degli herpesvirus (Herpesviridae), dei quali almeno 8 in grado di infettare l’uomo. Questi includono l’HSV di tipo 1 e di tipo 2, il virus della Varicella Zoster (VZV, HHV-3), associato con l'insorgenza di varicella ed herpes zoster, il virus di Epstein Barr (EBV, HHV-4), che può causare la mononucleosi infettiva, il Cytomegalovirus (CMV, HHV-5), l’Herpesvirus umano 6 (HHV-6) e l’Herpesvirus umano 7 (HHV-7), entrambi in grado di causare la Roseola nei bambini (detta VI malattia), e l’herpesvirus umano 8 (HHV-8), implicato in un tumore chiamato Sarcoma di Kaposi, che si sviluppa spesso in pazienti immunocompromessi, come coloro che sono stati sottoposti a trapianto d’organo o che sono affetti da HIV/AIDS.

  • Quanto tempo occorre per ottenere i risultati del test?

    Dipende dal laboratorio che esegue il test e dal metodo utilizzato per l'esame. Il test molecolare HSV PCR e il test sierologico solitamente richiedono un giorno per essere eseguiti, mentre l'esame colturale può richiedere due o più giorni.

  • Come viene trattato l'herpes?

    Non esistono cure per l’HSV, ma sono disponibili farmaci in grado di prevenirne o diminuirne la riattivazione ed altri, da assumere giornalmente, che contribuiscono a prevenire la riattivazione e ridurre la trasmissione del virus. Farmaci antivirali come l'acyclovir, famciclovir e valacyclovir possono contribuire a inibire la riattivazione e a ridurre la durata dei sintomi e la trasmissione del virus.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

Current review performed by Beth A. Jackson, MT (ASCP), BS (Micro) and the LTO Editorial Review Board.

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