Noto anche come
Emoglobina S
HgbS
Sickle Cell Tests
Nome ufficiale
Test per la ricerca di eritrociti falciformi, test di valutazione dell’HbS
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per diagnosticare l’anemia falciforme o la presenza di un tratto falciforme, rilevando la presenza dell’emoglobina S (HbS) e la sua quantità relativa.

Quando Fare il Test?

I test per la ricerca di eritrociti falciformi vengono eseguiti di routine all’interno dei protocolli di screening neonatale; altrimenti vengono effettuati nel caso sia necessario identificare un soggetto portatore di anemia falciforme (tratto falciforme) o affetto da anemia falciforme, in particolare nelle persone di origine africana.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Viene richiesto un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o ottenuto tramite la puntura di un tallone o un dito (neonato).

 

Il Test Richiede una Preparazione?

No; tuttavia, nel caso in cui il test venga utilizzato per una diagnosi, il prelievo di sangue non deve avvenire dopo una recente trasfusione.

L'Esame

I test per la ricerca di eritrociti falciformi vengono utilizzati nella diagnosi di anemia falciforme  e per identificare i soggetti portatori di un gene alterato (tratto falciforme). L’anemia falciforme è un disordine ereditario che determina la produzione di un’emoglobina alterata chiamata emoglobina S (HbS, HgbS). Questi test rilevano la presenza e la quantità relativa di HbS nel sangue.

L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi (RBC o eritrociti), in grado di legare l’ossigeno nei polmoni e trasportarlo ai tessuti di tutto il corpo. Normalmente nei globuli rossi dell’adulto, la quota più abbondante di emoglobina è costituita dall’emoglobina A (HbA, adult hemoglobin) con una piccola percentuale di emoglobina A­2 ed emoglobina F. Prima della nascita, la quota principale di emoglobina prodotta viene chiamata emoglobina F (HbF, fetal hemoglobin); questa è gradualmente sostituita dall’emoglobina A poco dopo la nascita.

Le mutazioni nei geni che codificano per l’emoglobina possono portare alla produzione delle così dette varianti emoglobiniche, ossia tipi anomali di emoglobina.

Le mutazioni più comuni includono quelle che causano la beta-talassemia, un disordine emoglobinico ereditario che determina una ridotta produzione di emoglobina, e le mutazioni associate alle varianti emoglobiniche, come l’HbS e l’emoglobina C (HbC).
Se una persona eredita un gene codificante per l’emoglobina normale da un genitore e quello per l’HbS dall’altro genitore (eterozigote) viene detto portatore o con tratto falciforme. Nel caso in cui siano presenti due copie del gene alterato codificante per l’HbS (uno derivante da ciascun genitore, omozigote), allora la persona è affetta da anemia falciforme.

Può accadere che una persona con tratto falciforme, sia anche portatore di un gene per un’altra variante emoglobinica clinicamente rilevante, come l’HbC; in questo caso verranno sviluppati sintomi analoghi a quelli presenti in caso anemia falciforme.

La forma a disco biconcavo dei globuli rossi normali, viene alterata dalla formazione di cristalli di HbS; i globuli rossi acquisiscono così la caratteristica forma a falce. Questa alterazione nella forma limita la capacità dei globuli rossi di filtrare attraverso i vasi e quindi di trasportare l’ossigeno ai tessuti. La riduzione nella vita media degli eritrociti da 120 a 10-12 giorni determina, in una persona affetta da anemia falciforme (omozigote per HbS), la possibilità di diventare gravemente anemica.

Infine, l’ostruzione dei vasi ad opera dei globuli rossi falciformi (vaso occlusione) può portare a episodi dolorosi e varie complicazioni.

I test per la ricerca di eritrociti falciformi vengono effettuati per determinare se un soggetto produce HbS o/e se è un portatore. In molti paesi, questi vengono eseguiti di routine all’interno dei protocolli di screening neonatale. Se un test di screening neonatale rileva la presenza di emoglobine anomale, allora viene effettuato un secondo test di conferma. In caso di anemia emolitica inspiegabile o in presenza di segni e sintomi che suggeriscono la presenza di anemia falciforme, insieme a questi test possono essere richiesti anche emocromo e striscio di sangue.

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Come e Perché
  • Che tipo di campione viene richiesto?

    Viene richiesto un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o, nel caso di neonati, ottenuto pungendo un tallone o un dito.

     

  • Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione al test; tuttavia, nel caso in cui il test venga utilizzato per una diagnosi, il prelievo di sangue non deve avvenire dopo una recente trasfusione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    I test per la ricerca di eritrociti falciformi vengono utilizzati per identificare la presenza dell’emoglobina S, per valutare lo stato e il numero dei globuli rossi di una persona così come la sua quantità di emoglobina, e per determinare se un soggetto possa avere uno o più copie di geni codificanti per l’emoglobina, alterati. Insieme all’HbS, possono essere rilevate anche altre varianti emoglobiniche anomale, ma la loro caratterizzazione richiede ulteriori approfondimenti mediante test specifici.
    Esistono più di 900 varianti emoglobiniche e l’HbS è soltanto una di queste. Per ricercare o confermare la presenza dell’HbS, sono stati sviluppati un gran numero di test, elencati di seguito.

    A scopo di screening:

    Lo screening dovrebbe essere effettuato nei familiari di soggetti portatori di tratto falciforme o affetti da anemia falciforme. Inoltre, nel caso in cui ne facessero richiesta, dovrebbe essere effettuato anche in coloro che non sono rientrati nei protocolli di screening neonatale (e che quindi non sono stati testati alla nascita).

    • Test di solubilità dell’HbS e test al metabisulfito di sodio. Questo tipo di test permette di verificare la presenza dell’HbS aggiungendo ad un campione di sangue del paziente una sostanza chimica che riduce la quantità di ossigeno presente. La riduzione dell’ossigeno determina la formazione degli eritrociti falciformi. La quantità di eritrociti falciformi sarà maggiore nei soggetti affetti da anemia falciforme rispetto ai portatori di un singolo gene per l’HbS (tratto falciforme). Questo test tuttavia identifica la presenza dell’HbS ma non è in grado di discriminare tra tratto falciforme e anemia falciforme. Non dovrebbe essere effettuato nei neonati prima del compimento del sesto mese, vista la preponderanza dell’emoglobina F alla nascita. I neonati con tratto falciforme o con anemia falciforme infatti non produrranno una quantità sufficiente di HbS fino a qualche mese dopo la nascita. Perciò questo tipo di test potrebbe fornire un risultato falsamente negativo, nel caso in cui fosse effettuato troppo precocemente (se l’HbS è in quantità inferiore al 10%).
       
    A scopo di screening, diagnosi e conferma:
    • Valutazione delle emoglobinopatie: Esistono molteplici test per valutare il tipo e la quantità relativa di svariate varianti emoglobiniche, con significato clinico rilevante o meno. Questi metodi permettono generalmente di separare i diversi tipi di emoglobina presenti così da poterli identificare e quantificare. Tra questi metodi vi sono: 
      • Elettroforesi delle emoglobine; è usata tradizionalmente per la ricerca delle varianti emoglobiniche, inclusa l’HbS
      • Frazionamento dell’emoglobine tramite HPLC; è  il metodo di screening per la ricerca delle varianti emoglobiniche, inclusa l’HbS, usato più frequentemente
      • Isoelettrofocalizzazione; un metodo altamente sensibile usato spesso in molti laboratori di riferimento
    • Screening neonatale: Per identificare le varianti emoglobiniche presenti, vengono utilizzate le due metodiche più sensibili, ossia l’isoelettrofocalizzazione e l’HPLC. Fino al compimento di circa due anni di età, quando i livelli di HbS si stabilizzano, la quantità di HbS in un bambino con tratto/malattia falciforme, cresce progressivamente mentre diminuisce quella di HbF.
    • Analisi del DNA. Questo test viene utilizzato per ricercare le alterazioni e le mutazioni presenti nel gene responsabile della produzione dell’emoglobina. Deve essere effettuato per determinare se un soggetto ha una o due copie del gene mutato codificante per l’HbS o se ha due diverse mutazioni (ad esempio HbS e HbC). I test genetici vengono spesso utilizzati nella diagnosi prenatale: tra la 14° e la 16° settimana può essere testato il liquido amniotico così da avere una risposta definitiva. Nel caso in cui uno o entrambi i genitori siano risultati positivi per i test di screening per la ricerca di eritrociti falciformi, viene caldamente consigliata la consulenza genetica. L’analisi effettuata sui villi coriali permette di effettuare la ricerca anche più precocemente.
       
    Per monitorare il trattamento:

    Nelle persone affette da anemia falciforme, la quantità relativa di HbS può essere misurata e monitorata durante il corso di un trattamento come, ad esempio, in seguito ad una trasfusione per verificare che la quantità di HbS sia effettivamente ridotta.

    Altri test utili alla diagnosi e/o monitoraggio di persone affette da anemia falciforme o con tratto falciforme sono:

    • Emocromo: l’emocromo è un’istantanea del numero di cellule nel flusso sanguigno. Tra le altre cose, l’emocromo permette di sapere quanti globuli rossi sono presenti e quanta emoglobina è in essi contenuta. Inoltre è possibile valutare la forma e le dimensioni degli eritrociti. Questo test viene normalmente utilizzato come supporto alla diagnosi di anemia.
    • Striscio di sangue (chiamato anche Striscio di sangue periferico o Conta differenziale manuale): tramite questo test un laboratorista esperto osserva al microscopio un sottile strato di sangue opportunamente colorato e posto su un vetrino. I globuli rossi vengono valutati nel numero e nella forma; vengono così ricercati quelli normali e quelli a forma di falce eventualmente presenti.
    • Esami per la valutazione del metabolismo del ferro: questi includono sideremiaferritinacapacità totale legante il ferro(TIBC), capacità ferro-legante latente (UIBC),  e saturazione della transferrina. Questi test misurano sotto diversi aspetti la capacità dell’organismo di utilizzare e immagazzinare il ferro. Vengono normalmente richiesti per verificare la presenza di anemia sideropenica (da carenza di ferro) o una situazione da sovraccarico di ferro. Questo perché le persone con anemia falciforme possono avere un sovraccarico di ferro dovuto alle trasfusioni multiple.
  • Quando viene prescritto?

    I test per la ricerca di eritrociti falciformi vengono richiesti, in alcuni paesi, all’interno dei protocolli di screening neonatale e per la diagnosi di anemia falciforme.
    Il test può essere effettuato anche su coloro che, non essendo rientrati in protocolli di screening neonatale, abbiano il sospetto di avere l’anemia falciforme o di essere soggetti portatori, in special modo in coloro che appartengono a gruppi ad alto rischio. E’ stato infatti stimato che una persona ogni 500 Afro-americani sia affetta da anemia falciforme.

    Per effettuare la diagnosi in persone con sintomi e/o complicanze riconducibili all’anemia falciforme, possono essere effettuati uno o più test.

    I sintomi e le complicanze possono essere:

    • Dolore dovuto a crisi di falcizzazione. I sintomi più comuni dell’anemia falciforme riguardano episodi dolorosi che possono durare anche a lungo. I dolore coinvolge tutto il corpo e spesso è localizzato nelle ossa, le articolazioni, i polmoni e lo stomaco.
    • Anemia. L’anemia falciforme è un’anemia emolitica; questo significa che gli eritrociti anomali falciformi si rompono (emolisi) più velocemente di quanto vengano prodotti i globuli rossi normali. Questi quindi non vengono sostituiti abbastanza velocemente con la conseguente riduzione del numero di globuli rossi e della loro capacità di trasportare l’ossigeno in tutto il corpo.
    • Aumento del numero e della frequenza di infezioni, in special modo di polmonite, che è la causa più frequente di morte in bambini affetti da anemia falciforme.
    • Tosse, dolore toracico e febbre; si sospetta che questi siano dovuti ad una seria complicanza dell’anemia falciforme detta “sindrome toracica acuta”.
       

    Altri sintomi possono includere lesione della retina, perdita della vista, problemi di crescita nei bambini, ulcere nella parte inferiore delle gambe, calcoli biliari, priapismo (erezioni dolorose e durature del pene). A causa della loro forma a falce e ridotta mobilità, gli eritrociti possono rimanere intrappolati in vari distretti e causare serie complicanze. Queste includono l’aumento patologico del volume della milza, danni agli organi, tessuti o alle ossa dovuti alla perdita del flusso sanguigno (come ad esempio per i reni) o a ictus, che avviene nel 10% dei bambini affetti da anemia falciforme.

  • Che cosa significa ilrisultato del test?
    Diagnosi prenatale

    I neonati portatori del gene per l’HbS, avranno affiancato alla predominante HbF una porzione di HbS. Potranno avere una piccola quantità di HbA in caso di tratto falciforme. La diagnosi dovrebbe essere completata entro il sesto mese di età.

    Test diagnostici

    Gli adulti con tratto falciforme produrranno la maggior parte di HbA normale mentre quelli con anemia falciforme produrranno prevalentemente HbS senza HbA. Le persone eterozigoti per due differenti varianti emoglobiniche produrranno diverse quantità delle due varianti. Per esempio produrranno sia HbS che HbC ma non HbA.

    Test genetici

    Nel caso in cui in una persona siano rilevate due copie del gene codificante per l’HbS, allora questa avrà l’anemia falciforme. Se invece una persona ha una sola copia del gene per l’HbS e una copia del gene normale, allora avrà un tratto falciforme. Se infine la persona avrà una copia del gene per l’HbS e una per l’HbC o una mutazione beta-talassemica, allora questa persona svilupperà una sintomatologia analoga a quella presente nei soggetti affetti da anemia falciforme. Vedi la pagina varianti emoglobiniche per maggiori dettagli.

  • C'è qualcos'altro da sapere?

    I sintomi e le complicanze associate all’anemia falciforme variano fortemente da persona a persona, anche nella stessa famiglia.

    In alcuni casi, una trasfusione di sangue recente, entro tre mesi dalla data del test, può causare un risultato falsamente negativo (ad esempio nel test di solubilità dell’HbS) dovuto alla presenza dei globuli rossi normali del donatore i quali possono ridurre la percentuale di emoglobina S presente.

    Le persone con tratto falciforme sono in genere in buona salute ma lo sforzo prolungato, come negli atleti, o la disidratazione o l’altitudine estrema, possono talvolta scatenare crisi di falcizzazione e quindi sviluppare alcuni sintomi tipici dell’anemia falciforme. I portatori infatti producono sia HbS che HbA ma quando sono sottoposti a stress eccessivi, la riduzione della quantità di ossigeno nel corpo, può comportare la falcizzazione dei globuli rossi contenenti HbS.

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Domande Frequenti
  • Chi è a rischio per l'anemia falciforme?

    Chiunque abbia ereditato il gene per l'HbS, anche se l'anemia falciforme è più frequente tra coloro che hanno origini africane, mediterranee, nell'America del centro e del sud, nei Caraibi, in India.

  • Da cosa deriva questa distribuzione?

    I globuli rossi falciformi forniscono ai soggetti portatori un vantaggio e una protezione nei confronti della malaria. La distribuzione mondiale dell'anemia falciforme perciò rispecchia la distribuzione delle aree in cui c'è una maggior incidenza di malaria. L’aumento del movimento di persone originarie di quelle aree del mondo ha quindi determinato l’aumento della diffusione del gene codificante per l’emoglobina S. La diffusione del gene responsabile dell'anemia falciforme sta quindi aumentando e si prevede che nel 2050 nasceranno più di 400.000 neonati affetti, in particolare in India e nell'Africa sud-sahariana.

  • Perché un atleta dell’NCAA deve effettuare il test di falcizzazione?

    Attualmente negli Stati Uniti gli screening neonatali identificano la maggior parte dei casi di anemia falciforme o tratti falciformi. Molte persone però, in special modo adulti nati in altri paesi, non hanno mai effettuato questo tipo di test. Pertanto, visto il rischio di sviluppare una crisi di falcizzazione da sforzo, la National Collegiate Athletic Association (NCAA) ha deciso di testare tutti i suoi atleti per escludere la presenza di tratto falciforme.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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