Noto anche come
Analisi dell'urina
Nome ufficiale
Esame dell'urina completo
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 21.03.2022.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare eventuali anomalie fisiche, chimiche o microscopiche nell'urina; per lo screening e la diagnosi di patologie epaticherenali; per diagnosticare eventuali infezioni delle vie urinarie (IVU); per lo screening della batteriuria asintomatica nelle donne in gravidanza e prima di effettuare procedure endoscopiche urologiche.

Quando Fare il Test?

In corso di un'indagine di routine o al ricovero in ospedale; quando il paziente mostra sintomi tipici delle IVU, quali minzione frequente e dolorosa, bruciore, urgenza di urinare e dolore addominale; periodicamente, nel corso della gravidanza; prima di un intervento chirurgico.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione estemporaneo di urina o un campione di urina delle 24 ore, privi di contaminanti.

Il Test Richiede una Preparazione?

La preparazione indispensabile è rappresentata dall’igiene delle mani, dell’uretra e delle vie genitali esterne, utilizzando acqua e sapone e asciugatura, prima della raccolta del campione.

L'Esame

L'esame chimico fisico e microscopico delle urine comprende un insieme di test per la rivelazione e la quantificazione dei prodotti fisiologici o patologici del metabolismo, nonché di cellule, batteri e frammenti cellulari. L’urina è un liquido prodotto dai reni a seguito della continua filtrazione del sangue, che contiene acqua, sali minerali, sostanze organiche e rarissimi leucociti: in condizioni normali non sono presenti nell’urina né batteri né lieviti. I reni sono una coppia di organi con la caratteristica forma a fagiolo, localizzati nella parte inferiore della gabbia toracica, posti ai lati della colonna vertebrale. L’urina viene trasportata tramite dei condotti chiamati ureteri fino alla vescica, dove permane temporaneamente, fino a che il soggetto non urina, e viene eliminata tramite l’uretra.

In condizioni normali l'urina hanno una colorazione gialla ed un aspetto limpido ma, a seconda dell'ora della minzione, il colore, la quantità, la concentrazione ed il contenuto delle urine possono modificarsi a causa della variazione dei suoi costituenti.

Numerose patologie possono essere diagnosticate in fase precoce ricercando la presenza di eventuali anomalie nell’urina. Tali anomalie includono l’aumentata concentrazione di costituenti che in condizioni normali non sono presenti in quantità significative nell’urina, quali: glucosioproteinebilirubinaglobuli rossi, globuli bianchi, cristalli e batteri.
Tali sostanze possono essere presenti per:

  • Elevata concentrazione della suddetta sostanza nel sangue, che l’organismo tenta di ridurre eliminandola con l’urina
  • Patologie renali che compromettono la capacità filtrante dei reni 
  • Infezione delle vie urinarie, caratterizzate dalla presenza di batteri e globuli bianchi nell’urina

L'analisi completa dell’urina comprende tre tipologie di esami:

  1. Esame fisico: ne rileva il colore, la limpidezza e la concentrazione
  2. Esame chimico: analizza chimicamente diverse sostanze che forniscono informazioni circa lo stato di salute del paziente
  3. Esame microscopico: identifica e conta il tipo di cellule, i cilindri, i cristalli ed altre componenti quali batteri e muco, che possono essere presenti nell'urina.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L'esame chimico fisico e microscopico dell’urina viene utilizzato per lo screening e la diagnosi di eventuali disordini metabolici e renali, poiché consente di rilevare precocemente la presenza di materiale cellulare o sostanze normalmente assenti nell’urina, quali proteine o glucosio. Inoltre, viene utilizzato per rilevare la presenza di infezioni delle vie urinarie (IVU). La maggior parte di queste infezioni sono facili da trattare ma, se trascurate o non correttamente trattate, possono diffondere dalla vescica e dagli ureteri verso i reni, causando patologie decisamente più pericolose (glomerulonefriti, pielonefriti, ecc), che possono provocare danni permanenti e/o raggiungere il circolo sanguigno (setticemia) e causare la sepsi, una complicanza potenzialmente letale. In pazienti affetti da patologie acute o croniche, come le malattie renali, l'esame dell’urina può essere prescritto ad intervalli regolari per contribuire a monitorare la funzionalità degli organi e l'efficacia del trattamento.

    L'esame completo dell'urina include un esame visivo delle urine, che comprende la valutazione di colore, torbidità e schiuma, un esame chimico per la valutazione di parametri quali pH, glucosio, nitriti e proteine, ed un esame morfologico, che consiste nell'osservazione al microscopio del sedimento urinario alla ricerca di cellule, microrganismi ed altri elementi.

  • Quando viene prescritto?

    L’analisi completa dell’urina può essere eseguita in corso di indagini di routine, al momento del ricovero ospedaliero, in gravidanza o prima di un intervento chirurgico. Inoltre, viene prescritta in presenza di sintomi di infezione delle vie urinarie, malattie renali ed epatiche. Alcuni esempi di segni e sintomi includono:  

    • Dolore addominale
    • Dolore alla schiena
    • Minzione dolorosa o frequente
    • Ematuria (sangue nell’urina)

    Il test può essere prescritto ad intervalli regolari per il monitoraggio di condizioni cliniche quali malattie renali e diabete.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Il risultato dell'esame dell’urina deve essere interpretato contestualmente al risultato di altri test, alla sintomatologia e allo stato di salute generale del paziente. Il riscontro di risultati anomali dovrebbe essere seguito da ulteriori esami, quali il pannello metabolico completo, l'esame emocromocitometrico e l'urinocoltura (alla ricerca di un'eventuale infezione del tratto urinario). Generalmente, maggiore è la concentrazione di sostanze atipiche (quali un significativo aumento di glucosio, proteine o globuli rossi), maggiore è la probabilità che sia presente una patologia. Alcuni esempi di condizioni cliniche che possono comportare risultati anomali includono:

    Tuttavia, da solo il risultato del test non ha valore diagnostico per una specifica patologia, e non indica se la causa della patologia è temporanea o cronica.

    Un esame dell’urina normale non esclude però la presenza di malattia. Alcune persone infatti non rilasciano grandi quantità di sostanze anomale nelle prime fasi di malattia; in alcuni casi, esse vengono rilasciate sporadicamente durante la giornata e, pertanto, l'informazione può perdersi nel caso in cui venga eseguito un singolo esame dell’urina. Nel caso in cui l’urina sia molto diluita, è possibile non rilevare piccole quantità di sostanze chimiche anomale.
    Per maggiori informazioni circa il significato dei vari risultati, consultare le sezioni Tipologie di Test.

  • C’è altro da sapere?

    L'analisi dell'urina può essere soggetta a diverse problematiche che ne compromettono l'accuratezza.

    La raccolta impropria del campione di urine può causare una contaminazione o interferire con l'accuratezza dei risultati del test. La raccolta delle 24 ore può risultare disagevole e difficoltosa per i pazienti; nel caso di una raccolta incompleta, è consigliabile contattare il clinico per discutere la necessità di interrompere la raccolta ed iniziare un altro giorno.

    Inoltre, alcuni alimenti e farmaci possono modificare il colore o l'odore dell'urina, interferendo con l'interpretazione dei risultati.

Modalità del Test
Prima del Test

La corretta procedura di raccolta permette di ridurre fortemente la contaminazione. È importante pulire bene l’area genitale prima della raccolta, a causa della potenziale contaminazione dell’urina da parte di batteri e cellule della cute circostante durante la procedura (in modo particolare nelle donne):

  • Lavare accuratamente le mani
  • Le donne dovrebbero divaricare le grandi labbra e pulirle con un movimento da davanti verso l’indietro, pulire il meato uretrale esterno utilizzando una salvietta sterile, ripetendo una seconda volta il procedimento
  • Gli uomini dovrebbero retrarre il prepuzio, pulire la punta del pene e il meato uretrale con acqua e sapone, mantenendolo scoperto fino alla fine della raccolta del campione

Occorre comunicare al medico l’eventuale assunzione di farmaci, prescritti e da banco, integratori e prodotti fitoterapici che potrebbero interferire con i risultati del test. Nelle donne in età fertile il campione deve essere raccolto 3-4 giorni dopo la fine del ciclo mestruale.

Durante il test

Il campione estemporaneo di urina può essere raccolta in qualsiasi momento della giornata, ma è fortemente raccomandata la raccolta del mitto intermedio privo di contaminanti della prima minzione del mattino. Appena inizia la minzione il primo getto va eliminato, quindi si deve raccogliere il secondo getto (10-20 ml) in un contenitore sterile e infine terminare la minzione. L’interno del contenitore non deve entrare a contatto con la cute e l’urina non va mai raccolta dalla toilette (o da un altro contenitore).

Per quanto riguarda la raccolta delle 24 ore, essa prevede di scartare la prima urina del mattino e poi di raccogliere tutte le urine emesse nell’arco di 24 ore in appositi contenitori, compresa la prima urina emessa il mattino seguente quello di inizio raccolta. Durante il periodo di raccolta è opportuno conservare il contenitore in un luogo fresco o in frigorifero.

Dopo il Test

Il campione di urina deve essere raccolto e poi analizzato in un breve periodo di tempo. Se il tempo che intercorre tra la raccolta e la consegna al laboratorio supera i 60 minuti, è opportuno refrigerare il campione.

Non sono previste restrizioni circa le attività che possono essere svolte dopo la raccolta dei campioni.

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Tipologie di Test
  • Esame Fisico dell’Urina

    Durante l'esame fisico, vengono valutate le seguenti caratteristiche del campione urinario:

    • Colore; abitualmente, le urine presentano una colorazione propria, gialla più o meno marcata, ma possono assumere colorazioni diverse a seguito di un processo patologico, di alcuni farmaci o cibi ingeriti (ad esempio la barbabietola favorisce una colorazione rossastra a causa dei pigmenti in essa contenuti). Il colore rosso delle urine può anche indicare la presenza di sangue derivante da una patologia o un danno delle vie urinarie. Tuttavia, il sangue può anche essere un contaminante che si riversa nell'urina durante la raccolta, provenendo ad esempio da emorroidi o ciclo mestruale. L’intensità del colore dell'urina è anche un indicatore della loro concentrazione:
      • Giallo pallido o assenza di colore indicano che l’urina è molto diluita e che viene escreta molta acqua
      • Giallo scuro indica che l’urina è molto concentrata e che i prodotti di scarto vengono escreti in una piccola quantità di acqua, cosa che può succedere nelle prime ore del mattino, e se il paziente è disidratato o in stato febbrile 
    • Torbidità; le urine fisiologiche appaiono limpide o opalescenti. Vari gradi di torbidità sono correlati a un aumento dei corpuscoli in sospensione, approfonditi in corso di esame chimico e microscopico
    • Schiuma; la formazione di schiuma nelle urine è legata alla presenza di sostanze tensioattive. Il riscontro di schiuma abbondante biancastra è spesso correlato alla presenza di proteine; in soggetti itterici la schiuma può essere colorata in giallo-verdastro o arancio scuro.
  • Esame Chimico dell'Urina

    Il metodo maggiormente utilizzato per l'esecuzione dell’esame chimico consiste nell'uso dei dipstick, striscette reattive che contengono al loro interno reagenti chimici che cambiano colore quando immersi in un campione di urina. 

    Tuttavia, il dipstick fornisce una misurazione semi-quantitativa, ovvero non fornisce una misura esatta della quantità di analita presente nel campione. Il dipstick consente di valutare i seguenti parametri:

    • pH; fisiologicamente, le urine presentano un pH leggermente acido (tra 5,0 e 6,0). I reni svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio acido-base dell’organismo. La presenza di condizioni cliniche in grado di produrre acidi o basi nell’organismo, come l’acidosi o l’alcalosi, o l’ingestione di cibi acidi o basici, può influenzare direttamente il pH urinario. Anche la dieta può modificare il pH urinario: una dieta ricca di proteine o il consumo di mirtilli rende l’urina più acida, mentre la dieta vegetariana, povera di carboidrati, o il consumo di frutti ricchi di vitamina C rendono l’urina più alcalina. Questo parametro consente di valutare le cristallurie: alcune sostanze disciolte nell’urina precipitano per formare cristalli quando l’urina è acida, altre quando l’urina è basica. Se i cristalli si formano a livello renale, possono portare alla formazione di calcoli. Modificando il pH urinario attraverso la dieta e i farmaci, è possibile ridurre o eliminare la formazione dei cristalli
    • Concentrazione urinaria; le urine sono composte per il 97-99% di acqua e per il restante 1-3% da una miscela di soluti. La concentrazione dei soluti nell'urina indica la capacità del rene di concentrare le urine e lo stato di idratazione del paziente. Il limite superiore è pari a 1035 ed indica che l’urina è concentrata, con un eccesso di soluti in una ridotta quantità di acqua. La concentrazione urinaria ha rilevanza nell’analisi del sedimento urinario, in quanto condiziona la conservazione degli elementi figurati, che possono andare incontro a lisi in urine poco concentrate e ad alterazioni morfologiche in urine fortemente ipertoniche
    • Glucosio; normalmente assente nell’urina. La sua presenza, condizione nota come glicosuria, indica che la quantità di glucosio filtrata dal glomerulo renale eccede le capacità di riassorbimento tubulare. Questo può derivare dall'eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue, che può essere riscontrata nei soggetti affetti da diabete mellito scompensato o non curato, o dalla ridotta capacità del tubulo prossimale di riassorbire il glucosio. Nei soggetti a rene integro la glicosuria compare quando la glicemia supera i 180 mg/dL; nelle condizioni in cui si assiste ad una riduzione della “soglia renale”, il glucosio viene riversato nell'urina anche in presenza di valori glicemici inferiori. Alcune condizioni che possono dare glicosuria includono patologie ormonali, malattie epatiche, l'assunzione di alcuni farmaci e la gravidanza 
    • Chetoni; generalmente assenti nell’urina, i chetoni sono un prodotto intermedio del metabolismo degli acidi grassi. Si formano in assenza di carboidrati (in caso di inappetenza o di dieta ad alto contenuto proteico), quando l’organismo metabolizza i grassi allo scopo di ottenere l’energia utile al sostentamento. La loro presenza nell’urina fornisce un’indicazione precoce di carenza insulinica nei soggetti diabetici. Ulteriori cause di chetonuria includono l’esercizio fisico intenso, l’esposizione al freddo e la perdita di carboidrati (in seguito ad esempio al vomito frequente), condizioni che possono aumentare il metabolismo dei grassi
    • Proteine; il dipstick rileva la presenza dell'albumina, normalmente presente in concentrazioni non misurabili nell’urina. Alti livelli di proteine nell'urina (proteinuria) costituiscono un segno precoce di patologia renale. Altre condizioni cliniche responsabili di proteinuria includono:
      • Malattie caratterizzate dalla produzione di elevate concentrazioni di proteine che si riversano nel sangue, come il mieloma multiplo
      • Patologie correlate alla distruzione dei globuli rossi
      • Infiammazione, cancro o danneggiamento delle vie urinarie, ad esempio a livello di vescica, prostata o uretra
      • Secrezioni vaginali che si riversano nell’urina
    • Esterasi leucocitaria; è un enzima presente nella maggior parte dei leucociti (WBC). Normalmente, la quantità di leucociti nell’urina è ridotta, ma aumenta significativamente in presenza di infiammazione delle vie urinarie o dei reni. La causa più comune di leucocituria è l’infezione batterica delle vie urinarie, come a livello della vescica o dei reni
    • Nitriti; questo test determina la presenza dei nitriti, una sostanza in cui sono convertiti i nitrati fisiologicamente presenti nelle urine da parte di alcuni batteri. Pertanto, un test positivo ai nitriti suggerisce la presenza di batteri nelle vie urinarie, potenzialmente responsabili di infezioni. Tuttavia, poiché non tutti i patogeni urinari sono in gradi di convertire i nitrati in nitriti, può esserci un’infezione delle vie urinarie anche in presenza di un risultato negativo
    • Bilirubina e urobilinogeno; sono pigmenti biliari normalmente assenti o presenti in basse concentrazioni nell'urina. La presenza di bilirubina nell'urina è un indicatore precoce di patologia epatica e può manifestarsi prima che i segni clinici come l’ittero si verifichino. La presenza di urobilinogeno nell'urina contribuisce a determinare la presenza di patologie del fegato, quali epatite e cirrosi, e malattie associate ad un’aumentata distruzione dei RBC (anemia emolitica). Quando l’urobilinogeno nell’urina è basso o assente in soggetti con bilirubinuria e/o con segni di disfunzionalità epatica, può essere presente un’ostruzione delle vie epatiche o biliari
    • Emoglobina; il riscontro di emoglobina nell’urina (emoglobinuria) indica la possibile presenza di patologie dell’apparato urinario. L'emoglobina deriva dalla lisi dei globuli rossi, in particolare conseguente alla presenza di urine poco concentrate o molto alcaline. Il riscontro di eritrociti nell'urina (ematuria) può suggerire la presenza di una patologia glomerulare o urologica. Diverse patologie renali e del tratto urinario, i traumi, l'assunzione di farmaci, il fumo o l’esercizio fisico intenso possono causare ematuria ed emoglobinuria. Questo test non è in grado di determinare la gravità della patologia o individuare il sito di provenienza del sangue. Ad esempio, la contaminazione dell’urina con sangue proveniente delle emorroidi o dal ciclo mestruale non può essere distinta dal sanguinamento del tratto urinario. Pertanto, è importante raccogliere i campioni di urina correttamente e lontano dal periodo mestruale. Talvolta, il test chimico del sangue può risultare negativo in presenza di un aumentato numero di globuli rossi all'osservazione al microscopio. In tal caso, è opportuno verificare la presenza di acido ascorbico (vitamina C) nel campione, poiché potrebbe interferire con l’accuratezza del risultato dell'ematuria causando risultati falsamente negativi (o falsi lievemente positivi)
    • Acido ascorbico; la presenza di acido ascorbico nell'urina è abbastanza frequente, in quanto può originare dalla dieta (agrumi, conservanti) o dall’assunzione di farmaci contenenti vitamina C. Tuttavia, risulta un utile indicatore di interferenza poiché, quando presente in concentrazioni elevate, può compromettere la determinazione di parametri quali l'emoglobina, il glucosio, la bilirubina e i nitriti.
  • Esame Microscopico dell'Urina

    L'esame microscopico viene eseguito sul sedimento urinario, dopo che l’urina è stata centrifugata per concentrare le sostanze sul fondo della provetta. Il liquido sulla superficie viene scartato e si procede valutando la componente corpuscolata delle urine al microscopio. La valutazione consiste nel riconoscimento e nella differenziazione dei seguenti elementi:

    • Eritrociti (RBC); solitamente presenti in scarse quantità nel sedimento urinario. L’infiammazione, il danneggiamento e le patologie renali o altrove nel tratto urinario (ad esempio vescica o uretra) possono causare la fuoriuscita di globuli rossi dai vasi sanguigni nell’urina. Inoltre, gli RBC possono essere contaminanti conseguenti ad una raccolta inappropriata in pazienti con emorroidi o ciclo mestruale
    • Leucociti (WBC); normalmente, il numero di WBC nel sedimento urinario è basso. Il riscontro di leucociti in numero elevato è comune in corso di infezioni o infiammazioni delle vie urinarie. Inoltre, i WBC possono essere contaminanti, provenienti ad esempio dalle secrezioni vaginali 
    • Cellule epiteliali; solitamente, sono presenti nel sedimento urinario poche cellule epiteliali provenienti dalla vescica (cellule epiteliali transizionali) o dall’uretra esterna (cellule epiteliali squamose). Il riscontro di cellule epiteliali in numero elevato è comune in corso di patologie delle vie urinarie come infezioni, infiammazioni e neoplasie. Determinare il tipo di cellule presenti contribuisce ad individuare la localizzata della patologia:
      • Le cellule squamose sono frequentemente presenti, in quanto conseguenti alla contaminazione genitali, ma solitamente non hanno significato patologico
      • Le cellule transizionali (dell’urotelio) sono correlate a patologie vescicali infiammatorie, calcolosi, manovre invasive (ad es., cateterizzazione) o patologie neoplastiche
      • Le cellule tubulari hanno sempre un significato patologico e solitamente sono correlata con un danno acuto del tubulo renale, ad esempio in seguito a patologie acute del parenchima renale 
    • Cilindri; elementi di forma cilindrica formati da aggregati proteici secreti dalle cellule renali. Questi si formano a livello dei tubuli che costituiscono il rene, dei quali riproducono la forma. Nei soggetti sani, il riscontro di cilindri costituiti soltanto da proteine, noti come “cilindri ialini”, non è infrequente e dipende da diversi fattori fisiologici, come la disidratazione o l'esercizio fisico intenso. Tuttavia, in presenza di patologie renali, altri elementi come gli eritrociti e i leucociti possono essere intrappolati tra le proteine durante la formazione dei cilindri. In tal caso, i cilindri assumono il significato suggerito dai loro costituenti e possono suggerire la presenza di differenti patologie, quando osservati nel sedimento urinario. Alcuni esempi di tipologie di cilindri includono:
      • cilindri granulosi
      • cilindri leucocitari
      • cilindri eritrocitari
      • cilindri epiteliali
      • cilindri lipidici
      • cilindri cerei
    • Cristalli; l’urina contiene sostanze disciolte (soluti) che rappresentano prodotti di scarto che l’organismo deve eliminare. Tali soluti possono precipita nelle urine formando dei cristalli in determinate condizioni, quali pH urinario acido o alcalino, concentrazione elevata dei soluti, sbalzi termici a quali è sottoposto il campione d'urina. I cristalli vengono identificati in base a forma, colore e pH urinario. Possono essere di piccole dimensioni, amorfi o con una determinata forma (ad esempio aghiformi). I cristalli sono considerati “normali” se si formano da soluti normalmente presenti nell’urina, quali cristalli di acido urico, ossalato di calcio, carbonato di calcio, ecc. Le cristallurie vengono considerate “anomale” quando derivano da soluti solitamente assenti nell’urina, e possono indicare la presenza di un processo metabolico patologico. Alcuni esempi includono i cristalli di triplo fosfato, cistina, tirosina e leucina. Talvolta, quando i cristalli si formano a livello renale, possono raggrupparsi per formare i calcoli. I calcoli possono depositarsi nei reni o negli ureteri, i condotti che consentono il passaggio dell’urina dai reni verso la vescica, con esiti molto dolorosi. Anche alcuni farmaci e i raggi X possono causare la formazione di cristalli nelle urine
    • Microorganismi; nei soggetti sani, le vie urinarie sono sterili; pertanto, non dovrebbero esserci microrganismi osservabili nel sedimento urinario. Talvolta, i batteri provenienti dalla cute circostante possono penetrare nelle vie urinarie, raggiungere l’uretra e muoversi fino alla vescica, causando infezione delle vie urinarie. Se non trattata, l’infezione può diffondere fino ai reni e causare pielonefrite. Meno frequentemente, i batteri provenienti da un’infezione del sangue (setticemia) possono raggiungere le vie urinarie, causandone l'infezione. Se si sospetta un’infezione delle vie urinarie, può essere prescritta un'urinocoltura.
      Inoltre, soprattutto nelle donne, può essere riscontrata la presenza di lieviti nel sedimento urinario, in particolare in pazienti affette da un’infezione vaginale da lieviti o la cui urina è contaminata da secrezioni vaginali. In tal caso, è opportuno eseguire un test per i lieviti a livello delle secrezioni vaginali
    • Altro (muco, spermatozoi, contaminanti); sono considerati contaminanti tutti quegli elementi presenti nel campione in esame che non originano dall’apparato urinario. Tali elementi possono interferire con la corretta valutazione del sedimento urinario.
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Domande frequenti
  • L'ora di raccolta del campione è influente?

    Poiché l'esame dell’urina è un test di screening, il tempo non è determinante, sebbene si preferisca una raccolta del primo metto del mattino, poiché l’urina è più concentrata. Talvolta, il clinico può richiedere la raccolta del campione di urina in orari specifici. Ad esempio, nel caso in cui si indaghi l'eventuale escrezione di glucosio, è opportuno raccogliere il campione dopo i pasti.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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