Noto anche come
HAV-Ab IgM
Anti-HAV
HAV-Ab totali
HAV-Ab IgG
Nome ufficiale
Anticorpi anti-virus dell’epatite A
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
15.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per comprendere la causa di epatite acuta; come parte del pannello delle epatiti virali, per identificare il tipo di virus che causa l’infezione; talvolta per sapere se c’è bisogno di vaccinare il paziente.

Quando Fare il Test?

Quando il paziente ha i sintomi di infezione epatica acuta, come ittero, o quando potrebbe essere stato esposto al virus dell’epatite A (HAV).

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

No, non è necessaria alcuna preparazione.

L’Esame

L’epatite A è un’infezione del fegato molto contagiosa causata dal virus A dell’epatite (HAV). E’ una delle cause di epatite, una patologia caratterizzata da infiammazione e ingrossamento del fegato. Questo esame ricerca la presenza di anticorpi nel sangue prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione da virus A.

Il virus A è uno dei cinque “virus dell’epatite” identificati molto tempo fa, tra cui annoveriamo i virus B, C, D ed E, conosciuti come causa di patologia. Il virus A causa un’infezione acuta e grave che di solito perdura 1 o 2 mesi, ma non causa infezione cronica come fanno altri virus dell’epatite. Di solito il contagio da epatite A avviene attraverso le feci o mediante l’ingestione di cibo o acqua contaminati dalle feci di una persona affetta (via orofecale). I fattori di rischio per l’epatite A comprendono il contatto stretto con persone affette, viaggi verso zone del mondo dove il virus è molto diffuso, abitare o avere stretto contatto con bambini ospedalizzati, abitare o avere stretto contatto con bambini adottati provenienti da zone del mondo dove il virus è molto diffuso, mangiare cibo contaminato, avere rapporti sessuali non protetti e scambiarsi le siringhe durante l’uso di droghe.

Anche se esistono diverse cause di epatite, i sintomi sono gli stessi. Il fegato è danneggiato e non funziona correttamente: non riesce a metabolizzare tossine o prodotti di scarto come la bilirubina, per la loro rimozione dall’organismo. Durante il corso della patologia, la bilirubina e gli enzimi del fegato possono aumentare nel sangue. I test come bilirubina e pannello epatico possono indicare al medico che il paziente ha l’epatite, senza identificarne la causa. L’esame per gli anticorpi diretti contro i virus dell’epatite può aiutare a determinarne la causa.

Ci sono due differenti classi di anticorpi anti- epatite A che possono essere testate, IgM ed IgG. Quando la persona è esposta all’epatite A, l’organismo produce prima gli anticorpi IgM. Questi anticorpi si sviluppano in 2-3 settimane dal contagio (e sono determinabili prima dello sviluppo dei sintomi) e persistono nel circolo per 3-6 mesi. Gli anticorpi IgG vengono prodotti dopo 1-2 settimane dalla comparsa delle IgM e persistono per tutta la vita.

  • Poichè gli anticorpi IgM anti- epatite A si sviluppano precocemente nel corso dell’infezione, un test positivo per le IgM viene di solito considerato diagnostico di infezione in corso o recente di epatite A. Questo esame può essere fatto come parte del pannello di epatite virale acuta per determinare quale virus causi i sintomi quando si sospetta l’epatite virale.
  • Il test delle IgG anti HAV può essere usato per capire se il paziente ha avuto un’infezione pregressa e se ha sviluppato immunità verso la malattia.
  • L’esame degli anticorpi totali dell’epatite A può determinare la presenza di IgM e di IgG, per identificare infezioni correnti e pregresse.

Esiste un vaccino contro l’epatite A dal 1995. Storicamente, l’incidenza di infezione varia ciclicamente, con un aumento ogni 10-15 anni. L’incidenza è comunque diminuita dall’introduzione del vaccino. Dal 2006 al 2010  si è assistito a un calo del 53% dei casi.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è  necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Questo esame è usato per diagnosticare l’infezione epatica dovuta al virus dell’epatite A (HAV). Esistono diverse cause di epatite e dei sintomi associati, perciò questo esame può essere usato per determinare se i sintomi siano dovuti all’epatite A.
    Esistono poche differenti versioni del test che possono essere usate per determinare le differenti classi di anticorpi dell’epatite A.

    • Il test degli anticorpi IgM anti-HAV determina i primi anticorpi prodotti dall’organismo quando è esposto al virus. Il test è usato per determinare un’infezione recente o in corso e per diagnosticare la patologia in persone con sintomi di epatite acuta. Può essere eseguito come parte del pannello delle epatiti virali acute.
    • Il test delle IgG anti-HAV determina gli anticorpi IgG che si sviluppano più tardi nel corso della patologia. Gli anticorpi IgG rimangono presenti per alcuni anni, di solito per la vita, fornendo una protezione contro infezioni successive dello stesso virus. Il test delle IgG è usato per determinare infezioni pregresse da HAV e può talvolta essere usato per verificare se un individuo ha sviluppato una protezione immunitaria a causa di un’infezione pregressa, in tal caso il vaccino non è necessario.
    • Il test degli anticorpi totali determina sia le IgM che le IgG e può essere usato per identificare infezioni correnti e pregresse. Questo esame può inoltre essere positivo dopo il vaccino, perciò a volte viene usato per capire se la persona si è immunizzata dopo la vaccinazione, anche se questa pratica non è consigliata. L’associazione statunitense Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) sostiene che non tutti i test post- vaccinazione siano utili per l’alta percentuale di risposta al vaccino negli adulti e nei bambini. E che non tutti i metodi approvati per l’uso diagnostico routinario hanno la sensibilità di determinare le basse concentrazioni di anti- HAV dopo il vaccino.
       

    Nelle epatiti acute, altri test tra cui bilirubinapannello epaticoALT e AST possono essere eseguiti insieme agli esami per le epatiti virali come supporto nella diagnosi di patologia.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per la presenza di anticorpi IgM anti- epatite A viene prescritto quando il paziente ha sintomi acuti, tra cui:

    • Febbre
    • Affaticamento
    • Perdita di appetito
    • Nausea, vomito, dolore addominale
    • Urine scure e/o feci chiare
    • Dolore alle articolazioni
    • Ittero
       

    In alcuni adulti e in molti bambini, l’epatite A può non causare sintomi. I bambini con HAV spesso hanno sintomi leggeri, come febbre e diarrea, che possono essere confusi con quelli influenzali.
    Un test dell’HAV può inoltre essere prescritto quando è probabile che la persona sia stata esposta al virus a prescindere dalla comparsa dei sintomi.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati dei test  possono indicare quanto segue:

    HAV IgM

    HAV IgG o Anticorpi totali (IgM and IgG)

    Cosa indica il risultato

    Positivo

    Non eseguito

    Infezione da HAV recente o acuta

    Negativo

    Positivo

    Infezione non attiva ma precedente esposizione ad HAV; ha sviluppato immunità all’HAV o è stato vaccinato recentemente

    Non eseguito

    Positivo

    E’ stato esposto ad HAV ma non esclude l’infezione acuta

    Non eseguito

    Negativo

    Infezione non attiva né precedente; può essere raccomandato il vaccino in persone a rischio

    Il test degli anticorpi totali determina la presenza sia di IgM che di IgG ma non distingue tra i due tipi.

    Se gli anticorpi totali o le IgG sono positive e il paziente non è stato vaccinato, significa che è stato esposto al virus in passato. Circa il 30% degli adulti sopra i 40 anni ha gli anticorpi per l’epatite A.

  • C’è altro da sapere?

    vaccini per l’epatite A sono efficaci anche se somministrati fino a 15 giorni dopo l’esposizione al virus. I bambini, le persone immunocompromesse, gli affetti da patologie epatiche croniche e gli adulti sopra i 40 anni dovrebbero ricevere un’iniezione di immunoglobuline al posto del vaccino come protezione post- esposizione.
    Anche se gli anticorpi IgM sono considerati diagnostici di infezione acuta da epatite A, c’è un aumentato uso del test in persone che non hanno segni e sintomi di epatite acuta. L’associazione statunitense Centers for Disease Control and Prevention raccomanda che il test sia usato solo su persone con i segni clinici da epatite acuta per diminuire il rischio di risultati falsi positivi.

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Domande Frequenti
  • E’ possibile avere il virus senza saperlo?

    Il contagio avviene tramite contatto con le feci (via oro- fecale) da una persona infetta, di solito tramite cibo o acqua contaminati. Se la persona infetta da HAV non si lava le mani dopo aver usato il bagno, può passare il virus maneggiando frutta o verdura fresche consumate da altre persone. Il passaggio può avvenire anche direttamente per contatto tra persone. E’ inoltre possibile contrarre il virus mangiando pesce crudo o cotto male, allevato in acque contaminate. E’ possibile ammalarsi facendo sesso non protetto con una persona infetta ma asintomatica.

  • Per quanto tempo una persona affetta rimane contagiosa?

    In accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è possibile contagiare gli altri da 1 a 3 settimane prima che i sintomi (come l’itterizia) compaiano. I sintomi di solito si sviluppano entro 4 settimane dall’infezione ma possono apparire in ogni istante da 2 a 6 settimane dopo il contatto. E’ possibile rimanere contagiosi, anche se in misura minore, per alcune settimane dopo che l’ittero si è manifestato.

  • Come viene trattata l’epatite A?

    Non esiste un trattamento specifico per l’epatite A. Le forme lievi di solito si risolvono da sole e non provocano danni permanenti al fegato. Al malato viene normalmente prescritta una terapia di supporto, che consiste nell’apporto di molti liquidi, mangiando e bevendo piccole quantità di cibo e bevande più volte al giorno. Esiste una forma rara, l’epatite fulminante, pericolosa per la sopravvivenza che provoca insufficienza epatica, che richiede l’ospedalizzazione. L’epatite A tende ad essere più aggressiva negli anziani e negli affetti da patologie croniche del fegato, così che le persone affette da epatite A acuta in queste condizioni devono essere monitorate più attentamente.

  • C’è un modo di prevenire l’epatite A?

    Sì. E’ disponibile un vaccino. Il vaccino è raccomandato alle persone a rischio di esposizione al virus, come:

    • Chi viaggia verso paesi ad alta prevalenza di epatite A
    • Chi fa uso di droghe
    • Chi ha rapporti sessuali non protetti a rischio

    Il vaccino è raccomandato anche per coloro che sono ad alto rischio di complicazioni per la patologia, incluse le persone con patologie croniche del fegato e pazienti che hanno il fegato danneggiato da altre cause.
    Se si sa che il soggetto è stato esposto al virus dell’epatite A, deve essere vaccinato per prevenire la patologia.
    L’epatite A può essere prevenuta con una corretta igiene, che prevede il lavaggio delle mani dopo l’uso del bagno, dopo aver cambiato un pannolino, e prima di mangiare o di cucinare.

  • Chi ha già avuto l’infezione da epatite A, può riprenderla?

    No. Una volta contratta la patologia la prima volta e sviluppati gli anticorpi di classe IgG, il paziente è immunizzato per il resto della vita.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

 

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