Noto anche come
Chetonemia
Beta-idrossibutirrato
Acetone
Acetoacetato
Nome ufficiale
Chetonemia
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 24.09.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare la quantità di corpi chetonici (acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone) nel sangue come supporto alla diagnosi di chetoacidosi diabetica o alcolica, due patologie potenzialmente letali.

Quando Fare il Test?

In presenza di segni e sintomi associati alla chetoacidosi, quali minzione frequente, sete eccessiva (polidipsia), disidratazione, respiro accelerato e respiro affannoso, iperglicemia (nella maggior parte dei casi).

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o una goccia di sangue capillare ottenuto con la puntura del dito.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

I chetoni o corpi chetonici sono dei prodotti del metabolismo degli acidi grassi.

Questo test misura la quantità di chetoni presenti nel sangue (chetonemia).

I corpi chetonici vengono prodotti in condizioni di scarsità di glucosio o nel caso in cui la carenza di insulina determini l’impossibilità dell’utilizzo del glucosio come fonte energetica da parte delle cellule dell’organismo. In questo caso il metabolismo dei grassi (lipidi), utilizzati come fonte energetica alternativa, comporta la formazione e l’aumento nel sangue dei corpi chetonici, con conseguente chetosi. La chetosi può progredire quindi in chetoacidosi, una forma di acidosi metabolica. Questa patologia è frequente nelle persone con diabete di tipo 1 scompensato, ma può insorgere anche nel diabete tipo 2.

La chetoacidosi diabetica si associa associata a grave aumento della glicemia  (iperglicemia acuta), in presenza di grave carenza di insulina e a sbilanciamento dell’equilibrio acido-base dell’organismo. I chetoni e il glucosio in eccesso vengono riversati nell'urina da parte dei reni, nel tentativo di abbassarne i livelli ematici. L’iperglicemia comporta minzione frequente, polidipsia, disidratazione e perdita di elettroliti. La persona con chetoacidosi diabetica può anche presentare sintomi quali respiro affannoso, fiato corto e dall’odore fruttato (per la presenza di chetoni nel respiro), nausea, vomito, dolore allo stomaco, affaticamento, stato confusionale, coma.

In alcuni casi, la chetoacidosi può presentarsi in assenza di iperglicemia (chetoacidosi normoglicemica) ed essere caratterizzata da livelli sierici di bicarbonato di 10 mEq/L o leggermente inferiori e livelli di glicemia inferiori a 250 mg/dL (14 mmol/L). Questa forma di chetoacidosi può manifestarsi in donne in gravidanza con diabete pregestazionale tipo 1 o 2 o con diabete gestazionale,ed il fattore predisponente è la condizione di digiuno accelerato determinato dalla gravidanza per sé. La chetoacidosi normoglicemica si può anche presentare nei pazienti con deficit di insulina in terapia con alcuni anti-iperglicemici orali, le glifozine (inibitori di SGLT2).

Anche il digiuno prolungato, l’alcolismo e le diete povere di carboidrati e ricche di grassi possono determinare la comparsa di chetosi e chetoacidosi. Talvolta può essere indotta di proposito in alcuni bambini affetti da epilessia, con convulsioni frequenti ma refrattari ad altri tipi di terapie.

Esistono tre corpi chetonici: acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone.

  • L’acetoacetato viene prodotto per primo, durante il metabolismo degli acidi grassi
  • Il beta-idrossibutirrato si forma a partire dall'acetoacetato. É il chetone predominante in corso di grave chetoacidosi diabetica
  • L’acetone si crea spontaneamente dall’acetoacetato

Differenti metodi sono in grado di misurare differenti tipi di chetoni; pertanto, i risultati di questi metodi non sono intercambiabili.

I test ematici per la misura della chetonemia forniscono un’istantanea della condizione di accumulo dei corpi chetonici al momento del prelievo. La misura dei corpi chetonici nell'urina (chetonuria) riflette invece la quantità di corpi chetonici che sono stati prodotti nel sangue in tempi precedenti la raccolta. La chetonuria può essere eseguita anche con le metodiche di autocontrollo del diabete, in alcuni pazienti, insieme alla misura del glucosio urinario. Questo test, inoltre, è uno dei parametri che vengono valutati quando si esegue l’analisi dell'urina. I metodi di misura della chetonuria possono rilevare il solo acetoacetato oppure l’acetoacetato e l’acetone, ma non il beta-idrossibutirrato.

I corpi chetonici ematici possono essere misurati sia in laboratorio o sia mediante dispositivi portatili. Solitamente, i test di laboratorio misurano l’acetoacetato nel siero, la porzione liquida del sangue. Per la misura del beta-idrossibutirrato, invece, è necessario effettuare una richiesta specifica.

I dispositivi portatili che misurano la quantità di corpi chetonici a partire da una goccia di sangue prelevata dalla puntura del dito in genere misurano il beta-idrossibutirrato. Questo test può essere eseguito tramite i dispositivi POCT (al letto del paziente) in un paziente ricoverato o in pronto soccorso, oppure a livello ambulatoriale o dal paziente stesso tramite i dispostivi di autocontrollo.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    La misura dei corpi chetonici nel sangue viene perlopiù utilizzata per rilevare e monitorare la chetoacidosi diabetica, una complicanza acuta grave e potenzialmente letale che può presentarsi in persone affette da diabete di tipo 1 e, talvolta, di tipo 2. La chetoacidosi diabetica può svilupparsi come conseguenza di grave iperglicemia in pazienti diabetici con carenza di insulina, e associarsi a gravi infezioni, digiuno prolungato, accidenti vascolari, gravidanza ed altre condizioni. Può essere la manifestazione di esordio del diabete tipo 1.

    La misura dei corpi chetonici viene talvolta richiesta, insieme all’emogasanalisi, al glucosio e agli elettroliti, per rilevare la presenza di chetoacidosi in pazienti non diabetici ma con segni e sintomi tipici, ad esempio, nel caso di eccessiva assunzione di alcolici.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per la misura dei corpi chetonici può essere richiesto in pazienti diabetici con sintomi associati a chetoacidosi diabetica o in condizioni particolarmente predisponenti alla chetoacidosi diabetica, come in corso di malattia o in gravidanza. La disponibilità dei dispositivi di autocontrollo per la misura dei corpi chetonici ha permesso la misura dei corpi chetonici con una maggiore frequenza, ogniqualvolta sia necessario. Alcuni segni e sintomi di chetoacidosi includono:

    • Iperglicemia
    • Minzione frequente, polidipsia
    • Disidratazione
    • Pelle secca, estremità corporee fredde
    • Respiro affannoso, fiato corto
    • Tachicardia
    • Alito dall’odore fruttato
    • Nausea, vomito
    • Affaticamento
    • Stato confusionale
    • Coma (talvolta)

    In pazienti non diabetici la misura dei chetoni ematici viene generalmente richiesta in presenza di sintomi associati a chetosi o chetoacidosi, tipica dei soggetti esposti a digiuno prolungato o con chetoacidosi alcolica.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Se il livello di corpi chetonici nel sangue è aumentato, si può produrre chetosi e nei casi gravi chetoacidosi. Se i livelli sono bassi o normali, allora il paziente non presenta un’eccessiva produzione di corpi chetonici; nei casi con sintomi tipici di chetoacidosi l’assenza di chetonemia potrebbe essere causato dal mancato rilievo da parte del metodo di laboratorio utilizzato.

  • C’è altro da sapere?

    Studi recenti hanno verificato la reale efficacia nella diagnosi di chetoacidosi diabetica, sia per la misura dei corpi chetonici nel siero che del beta-idrossibutirrato. Tuttavia, alcuni clinici preferiscono la misura del beta-idrossibutirrato. In condizioni di chetoacidosi diabetica acuta il rapporto dei corpi chetonici, ossia il rapporto tra la quantità di beta-idrossibutirrato e acetoacetato, aumenta da 1:1 a 10:1. Nei casi di chetoacidosi diabetica la somministrazione di insulina determina abbassamento della glicemia, diminuzione di beta-idrossibutirrato e riequilibrio del rapporto con l'acetoacetato. Tuttavia, la misura del beta-idrossibutirrato non è disponibile in tutti i laboratori.

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Domande Frequenti
  • I pazienti diabetici possono misurare il glucosio al posto dei corpi chetonici?

    Le misure del glucosio e dei corpi chetonici sono correlate, ma non sono la stessa cosa. Sebbene l’aumento dei corpi chetonici sia solitamente associato ad iperglicemia, esso può talvolta essere associato ad altre condizioni caratterizzate da livelli moderati di glicemia, come uno stato di malattia. Quindi la misura della glicemia, nel monitoraggio del diabete, non può essere sostituita da quella dei corpi chetonici. La misura dei corpi chetonici è utile nei pazienti con diabete a rischio di chetoacidosi (diabete scompensato, digiuno proungato, abuso di alcol, vomito, etc.).

  • I corpi chetonici possono essere misurati nell'urina piuttosto che nel siero?

    Sì, nella maggior parte dei casi la misura della chetonuria viene richiesto più frequentemente rispetto a quello ematico. Tuttavia, poiché la misura della chetonuria non rileva il beta-idrossibutirrato, il chetone più rappresentato in corso di chetoacidosi diabetica, il clinico può preferire la misura dei chetoni nel sangue.

  • I pazienti con diabete di tipo 2 possono sviluppare chetoacidosi diabetica?

    Sì, sebbene non sia un evento così frequente come nei pazienti con diabete di tipo 1. Nei pazienti con diabete di tipo 2 si verifica solitamente in seguito ad infezione o malattia oppure nei casi con deficit di insulina trattati con glifozine. La chetosi o la chetoacidosi possono verificarsi anche in pazienti non diabetici, ad esempio in soggetti esposti a digiuno prolungato, dieta ricca di grassi e povera di carboidrati o in presenza di alcolismo. Talvolta può essere indotta di proposito in alcuni bambini affetti da epilessia. Infatti, l’induzione di uno stato di chetosi è la base del successo della dieta chetogenica, che rappresenta una efficace terapia nei bambinicon epilessia intrattabile.

  • La chetosi o chetoacidosi può essere asintomatica?

    Esistono alcuni gradi di chetosi senza sintomi o con sintomi lievi, ma l’accumulo progressivo di chetoni determina una modificazione del pH ematico (acidosi), comparsa di sintomi e segni caratteristici di un quadro clinico (chetoacidosi) caratterizzato da gravi complicanze acute, fino alla morte.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Approved

Revisori: Prof. Andrea Mosca; Università Degli Studi Di Milano, L.I.T.A. Segrate, MI / Dott.ssa Renata Paleari; Università degli Studi di Milano / Prof.ssa Annunziata Lapolla; Università degli Studi di Padova / Dott. Roberto Miccoli; Università degli Studi di Pisa