Noto anche come
CHE
AChE
Colinesterasi RBC
BChE
Colinesterasi sierica
Pseudocolinesterasi
PChE
Nome ufficiale
Acetilcolinesterasi; Butirrilcolinesterasi
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 02.07.2018.

Se stai cercando il test dell'acetilcolinesterasi nel liquido amniotico per la rilevazione di difetti del tubo neurale, clicca QUI.

In Sintesi
Perché Fare il Test?
  • Per rilevare un'eventuale esposizione e/o avvelenamento ad alcune sostanze chimiche presenti nei pesticidi; per monitorare i livelli di colinesterasi in persone esposte ai pesticidi per motivi professionali
  • Talvolta per l'individuazione della carenza ereditaria di pseudocolinesterasi, prima di sottoporre il paziente ad anestesia tramite sostanze miorilassanti o per approfondimenti diagnostici in pazienti che, in seguito ad un'anestesia, hanno manifestato apnea prolungata.
Quando Fare il Test?
  • In presenza di sintomi di avvelenamento da pesticidi o con cadenza regolare in persone esposte ad organofosfati presenti nei pesticidi, per motivi professionali
  • In pazienti con anamnesi familiare positiva per paralisi muscolare o apnea manifestatesi in seguito alla somministrazione di succinilcolina prima di un intervento chirurgico.
Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato da un braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Le colinesterasi sono un gruppo di enzimi deputati al corretto funzionamento del sistema nervoso. Esistono due tipi di colinesterasi: (1) acetilcolinesterasi, presente nei globuli rossi e nelle cellule di polmoni, milza, terminazioni nervose e materia grigia dell'encefalo, e (2) pseudocolinesterasi (butirrilcolinesterasi), presente nel siero e nel fegato, muscolo, pancreas, cuore e materia bianca dell'encefalo. Il test della colinesterasi misura l'attività di questi enzimi.

L'acetilcolinesterasi è coinvolta nella trasmissione degli impulsi nervosi, degradando l'acetilcolina, una sostanza chimica implicata nella trasmissione nervosa. La diminuzione dell'attività dell'acetilcolinesterasi, comporta l'accumulo di acetilcolina in corrispondenza delle terminazioni nervose. Ne consegue l'iperstimolazione delle innervazioni presenti nei tessuti e negli organi interessati. La pseudocolinesterasi invece è coinvolta nel processamento e metabolismo dei farmaci.

I motivi principali per i quali questi enzimi vengono misurati sono:

  • Esposizione a pesticidi organofosfati. Gli insetticidi contenenti gli organofosfati inibiscono la colinesterasi e la pseudocolinesterasi. I sintomi possono essere gravi, in caso di esposizione acuta ai pesticidi, o possono manifestarsi progressivamente, in caso di esposizione cronica. I pesticidi possono essere assorbiti nell'organismo in seguito a ingestione, inalazione o contatto con la pelle. La misura dell'attività dell'acetilcolinesterasi eritrocitaria o della pseudocolinesterasi sierica, possono essere richieste in caso di sospetto avvelenamento acuto o in persone esposte ai pesticidi per motivi professionali (ad esempio le persone impiegate in aziende agricole o industrie chimiche).
  • Carenza ereditaria di pseudocolinesterasi. Alcune persone soffrono di una forma ereditaria di carenza di pseudocolinesterasi, dovuta alla presenza di una variante genetica di questo enzima. La pseudocolinesterasi è implicata nel metabolismo della succinilcolina, una sostanza miorilassante utilizzata frequentemente negli interventi chirurgici. Le persone carenti di pseudocolinesterasi, possono manifestare effetti prolungati dell'attività del farmaco, con paralisi muscolare prolungata e apnea. Inoltre, le persone omozigoti per questa variante, possono manifestare una sintomatologia più grave rispetto alle persone eterozigoti. Il test della pseudocolinesterasi può essere richiesto prima di un intervento chirurgico in persone con anamnesi familiare positiva per episodi di apnea o paralisi dopo la somministrazione di succinilcolina, al fine di evitare eventuali complicanze relative alla somministrazione di questo farmaco.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della colinesterasi può essere richiesto essenzialmente per due scopi:

    • Consente la rilevazione e la diagnosi dell'esposizione o avvelenamento ad opera di pesticidi organofosfati. Può essere utilizzata nel monitoraggio delle persone a rischio per l'esposizione a queste sostanze, come coloro che lavorano presso industrie agricole o chimiche, o delle persone trattate per avvelenamento. In genere, a questo scopo viene richiesto sia il test per la misura dell'attività dell'acetilcolinesterasi (AChE) che della pseudocolinesterasi (PChE).
    • Consente di valutare il rischio di complicanze post-operatorie dovute alla succinilcolina, utilizzata come anestetico miorilassante, in persone con anamnesi familiare positiva per questo tipo di reazioni. In questi casi, dopo questo test, può essere richiesto anche il test di inibizione della dibucaina, per determinare l'entità della diminuzione dell'attività enzimatica.
  • Quando viene prescritto?

    Questo test può essere richiesto con cadenza regolare, nel monitoraggio delle persone che, per motivi professionali, sono esposte a pesticidi organofosfati. Inoltre può essere utile anche per accertare un'eventuale esposizione acuta a queste sostanze, responsabile di danno neuromuscolare. Gli effetti tossici possono manifestarsi in seguito ad un assorbimento rapido della sostanza nei polmoni, nella pelle o nel canale gastrointestinale. I sintomi di tossicità dipendono dal composto, dalla quantità e dal sito di esposizione.

    I sintomi precoci possono includere:

    • Cefalea, vertigini
    • Nausea
    • Eccessiva lacrimazione, sudorazione e/o salivazione
       

    Con il progredire dell'avvelenamento, possono anche comparire altri sintomi, come:

    • Vomito, diarrea
    • Visione oscurata o annebbiata dovuta alla contrazione delle pupille
    • Debolezza muscolare, spasmi o perdita di coordinazione
    • Diminuzione della frequenza respiratoria dovuta a insufficienza respiratoria, necessità di ventilazione assistita
    • Nei casi più gravi, convulsioni, coma e morte
       

    Nelle persone che devono sottoporsi ad anestesia con succinilcolina e che abbiano anamnesi familiare positiva per episodi di apnea o paralisi prolungata post-operatorie, è raccomandata l'esecuzione del test.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Monitoraggio dell'esposizione a pesticidi per motivi professionali

    In seguito all'esposizione a composti organofosfati, l'attività dell'acetilcolinesterasi (AChE) e della pseudocolinesterasi (PChE) può diminuire fino all'80% di attività normale, senza comparsa dei sintomi, e fino al 40% prima che i sintomi si manifestino in maniera grave. Le persone che, per motivi professionali, sono continuamente esposte a queste sostanze, dovrebbero essere costantemente monitorate stabilendo un livello di attività enzimatica di base e quindi ripetendo il test ad intervalli regolari alla ricerca di riduzioni significative dell'attività dell'AChEo della PChE.

    Test per l'esposizione acuta

    La diminuzione significativa dell'attività della colinesterasi, di solito indica l'assorbimento di quantità eccessive di composti organofosfati. L'attività della pseudocolinesterasi (PChE) e dell'acetilcolinesterasi eritrocitaria (AChE), in genere diminuisce entro pochi minuti o poche ore dall'esposizione. Sebbene sia l'attività dell'AChE che della PChE vengano influenzate immediatamente dopo l'esposizione ai pesticidi, l'attività della PChE viene ripristinata entro pochi giorni/settimane, mentre quella dell'AChE richiede 1-3 mesi, dopo la rimozione della fonte. Questo perché l'AChE, presente nei globuli rossi, ha un'emivita di circa 120 giorni (corrispondente alla vita dei globuli rossi), mentre la PChE viene prodotta dal fegato con un'emivita di due settimane circa.

    Test di sensibilità alla succinilcolina

    In circa il 3% delle persone, l'attività della PChE risulta ridotta per una carenza di tipo ereditario, e sono pertanto a rischio di manifestare effetti prolungati della succinilcolina. Per questo motivo, in persone con storia familiare positiva per apnea o paralisi prolungata post-operatorie, è importante misurare l'attività della PChE prima dell'esecuzione di un intervento chirurgico. La diminuzione dei livelli di PChE aumenta il rischio di sviluppare eventi avversi dopo l'anestesia. Il test di inibizione della dibucaina, può essere un ausilio negli approfondimenti circa la sensibilità del paziente al farmaco. La diminuzione dei risultati ottenuti dal test di sensibilità alla dibucaina, aumenta il rischio di effetti avversi alla succinilcolina.

    La riduzione dei livelli di colinesterasi può essere dovuta anche alla presenza di malnutrizione o malattie epatiche croniche.

  • C’è altro da sapere?

    Il test per la sensibilità alla succinilcolina può essere richiesto anche in pazienti con apnea prolungata inaspettata dopo un intervento chirurgico; tuttavia, il campione dovrebbe essere prelevato dopo 24-48 ore dall'intervento, per evitare l'interferenza nel test di qualsiasi farmaco somministrato durante l'intervento.

    I farmaci chiamati inibitori delle colinesterasi, possono avere effetti moderatamente benefici anche in pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, nelle fasi precoci.

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Domande Frequenti
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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