Noto anche come
Antigene carcinoembrionario (CEA)
Nome ufficiale
Antigene carcinoembrionario
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 16.09.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Principalmente per monitorare il trattamento dei tumori, compresa la responsività alla terapia e l'insorgenza di eventuali recidive; come indicatore della dimensione della massa tumorale (carico tumorale) e come supporto nel determinarne la stadiazione; per determinare la diffusione del tumore (metastasi); occasionalmente come esame di follow-up in seguito al riscontro di un risultato positivo ai test di screening per la ricerca dei tumori; per rilevare un'eventuale diminuzione dei livelli di CEA in seguito al trattamento (indicativa del successo della rimozione chirurgica del tumore). Questo test non può essere utilizzato per stabilire la diagnosi di cancro.

Quando Fare il Test?

Prima di iniziare la terapia in pazienti che hanno ricevuto diagnosi di cancro al colon, al pancreas, alla mammella, al polmone, all’ovaio, alla porzione midollare della tiroidealla testa e al collo ed al tratto urinario e riproduttivo. Se i livelli risultano elevati, è possibile ripetere l'esame ad intervalli regolari durante e dopo la terapia.

Inoltre, occasionalmente, può essere richiesto in caso di sospetta presenza neoplastica, come supporto nella sua determinazione.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Occasionalmente il test può essere eseguito anche su altri liquidi corporei, quali il liquido peritoneale, il liquido pleurico ed il liquido cerebrospinale (CSF).

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

L’antigene carcinoembrionario (CEA) è una proteina fisiologicamente presente in alcuni tessuti del feto, la cui concentrazione diminuisce fino a livelli molto bassi dopo la nascita. Negli adulti i livelli ematici di CEA sono ridotti, ma possono aumentare nei soggetti affetti da alcuni tipi di cancro. Questo esame misura la concentrazione di CEA nel sangue come supporto nella valutazione clinica dei pazienti neoplastici. 

Il CEA è un marcatore tumorale che, inizialmente, era considerato specifico per il cancro del colon. Tuttavia, successivamente è stato dimostrato che il suo aumento può verificarsi in vari tipi di tumore. Inoltre, il CEA può risultare aumentato in alcune condizioni cliniche non cancerogene, quali cirrosi, ulcera peptica, polipi rettali, enfisema, pancreatitemalattie infiammatorie croniche intestinali quali colite ulcerosa e diverticolite, colecistite, patologie benigne della mammella e nei fumatori. Pertanto, l’antigene carcinoembrionario non può essere utilizzato come esame di screening nella popolazione generale, bensì come test di follow-up per valutare la responsività alla terapia. Nei pazienti con diagnosi di cancro può essere richiesto il test del CEA prima dell’inizio della terapia, per stabilirne il livello basale. Se la concentrazione risulta elevata, viene eseguita la misura seriata nel tempo del CEA per il monitoraggio del tumore durante il trattamento.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame del CEA viene utilizzato per:

    • Monitorare il trattamento dei pazienti con cancro al colon; può essere utilizzato anche come marcatore del carcinoma midollare della tiroide, del cancro del colon retto, del polmone, della mammella, del fegato, del pancreas, dello stomaco e dell'ovaio. Normalmente, il test del CEA viene richiesto prima dell’inizio della terapia (come chemio- o radioterapia), per stabilirne il livello basale. Se la concentrazione è elevata, il test può essere utilizzato per monitorare la risposta alla terapia e rilevare la presenza di eventuali recidive dopo il trattamento. Ad esempio, i pazienti con diagnosi di cancro del colon e del retto allo stadio iniziale dovrebbero sottoporsi al test CEA ogni 3-6 mesi per diversi anni dopo aver ricevuto il trattamento iniziale
    • Per determinare la stadiazione del tumore; stabilita in base alla dimensione del tumore ed alla sua diffusione (metastatizzazione)
    • La misura del CEA in un liquido corporeo, ad esempio il liquido pleurico o peritoneale, contribuisce a stabilire l'eventuale estensione del tumore a livello delle cavità corporee, quali addome e torace

    Il CEA può essere interpretato contestualmente ad altri marcatori tumorali nella valutazione tumorale.

    Non tutti i tipi di tumori producono l'antigene carcinoembrionario e non sempre il riscontro di un risultato positivo è riconducibile alla presenza di cancro. Pertanto, il CEA non viene utilizzato come esame di screening nella popolazione generale.

  • Quando viene prescritto?

    Il test del CEA può essere misurato in pazienti con diagnosi di tumore del colon o di altri tipi di cancro prima dell'inizio della terapia e ad intervalli regolari per valutare l’efficacia del trattamento e rilevare l'insorgenza di recidive. Talvolta, il CEA può essere richiesto nel caso in cui si sospetti la presenza di cancro, per fornire al clinico ulteriori informazioni. Tuttavia, questo utilizzo non viene raccomandato in quanto l'antigene può risultare elevato in presenza di numerose altre condizioni cliniche. 

    Talvolta, l’esame del CEA può essere effettuato su liquidi corporei diversi dal sangue, se si sospetta che il cancro abbia metastatizzato, ad esempio, a livello della cavità pleurica o peritoneale.

  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati del test CEA sono riportati in nanogrammi per millilitro (ng/mL) o in microgrammi per litro (µg/L). I risultati devono essere interpretati contestualmente a diversi fattori, inclusi l’obiettivo dell’esame ed i risultati dei test precedenti.

    Nel monitoraggio della terapia e delle recidive:

    La diminuzione dei livelli elevati di CEA dopo la terapia indica la buona risposta al trattamento del tumore. Il mantenimento di livelli persistentemente elevati è spesso indice di recidiva della malattia.

    Per la stadiazione:

    I pazienti che, alla diagnosi, presentano tumori di dimensioni ridotte o ad uno stadio precoce solitamente presentano valori normali o solo moderatamente aumentati di CEA. I pazienti con tumori di dimensioni considerevoli, ad uno stadio avanzato o metastatici presentano con maggior probabilità concentrazioni elevate di CEA.

    Per rilevare la presenza di metastasi:

    Il riscontro dell'antigene carcinoembrionario in liquidi corporei diversi dal sangue indica la probabile diffusione del tumore in quella specifica area dell'organismo. Ad esempio, la presenza di CEA nel liquido cerebrospinale suggerisce la presenza di metastasi a livello del sistema nervoso centrale.

    Poiché non tutti i tipi di tumore producono CEA, è possibile che un paziente neoplastico presenti livelli di CEA nella norma; in tal caso l'esecuzione del test non risulta utile nel monitoraggio della patologia.

  • C’è altro da sapere?

    Esistono diversi metodi disponibili per la misura del CEA; i risultati ottenuti in laboratori differenti con metodi differenti potrebbero non essere comparabili. Pertanto, per la misura seriata del CEA in corso di monitoraggio si raccomanda di eseguire il test sempre nello stesso laboratorio. Questo assicura la comparabilità dei risultati ottenuti e la loro corretta interpretazione. È importante riferire/chiedere al proprio medico dove è stato/deve essere eseguito il test.

    Solitamente, i fumatori presentano concentrazione di CEA più elevate rispetto ai non fumatori.

    Concentrazioni aumentate di CEA possono indicare la presenza di condizioni cliniche non cancerogene, quali infiammazione, cirrosi, ulcera pepticacolite ulcerosapolipi rettali, enfisema e patologie benigne della mammella.

Modalità del test
Prima del test

Non è necessaria alcuna specifica preparazione prima di sottoporsi al test; tuttavia, poiché il fumo può aumentare i livelli di CEA, può essere richiesto di astenersi dal fumare per un breve periodo di tempo prima dell'esecuzione del test.

Nel caso in cui venga richiesto il prelievo del liquido peritoneale o del liquido cerebrospinale (CSF) per monitorare i livelli di CEA, l’intestino e la vescica dovrebbero essere svuotati prima della procedura.

Durante il test

Nel caso in cui l'analisi di laboratorio venga eseguita su un campione di sangue, esso viene prelevato da una vena del braccio. Durante il prelievo ematico viene posizionato il laccio emostatico nella parte superiore del braccio, per favorire il reperimento della vena. Per prevenire eventuali infezioni, viene eseguita la disinfezione della zona del prelievo e successivamente inserito l'ago. Il prelievo può richiedere qualche minuto e causare un lieve fastidio legato alla puntura.

Nel caso in cui venga richiesto un campione di liquido peritoneale o pleurico, viene inserito l’ago di una siringa nella cavità addominale o nell'area circostante i polmoni.

Il campione di liquido cerebrospinale viene prelevato dal medico tramite una procedura chiamata rachicentesi o puntura lombare, che prevede l’inserimento di uno speciale ago attraverso la pelle nello spazio tra due vertebre, raggiungendo il canale spinale lombare (parte inferiore della colonna vertebrale). La puntura lombare viene di solito eseguita mantenendo il paziente in posizione fetale incurvata, sdraiato su un fianco, ma talvolta può essere eseguita anche da seduti. È fondamentale che il paziente rimanga fermo durante questa procedura. 

La procedura solitamente richiede meno di mezz’ora, ma viene richiesto al paziente di rimanere fermo e sdraiato per un paio d’ore, così da prevenire la comparsa di mal di testa post-rachicentesi.

Dopo il test

Il prelievo ematico viene eseguito routinariamente e non comporta alcun rischio, tuttavia possono verificarsi dolori e lievi ecchimosi nell'area del prelievo.

Per valutare la presenza di metastasi può essere richiesto il prelievo del campione da altri liquidi corporei. Ad esempio, il prelievo del liquido pleurico può essere associato ad un rischio lieve di riportare lesioni polmonari, emorragie o infezioni. La raccolta del liquido peritoneale (il liquido prodotto nella cavità addominale) per valutare la presenza di metastasi addominali può essere associata al rischio di lesioni intestinali o ad altri organi. É possibile anche avvertire dolore e vertigini dopo la procedura. Invece, per valutare le metastasi cerebrali, viene prelevato un campione di liquido cefalorachidiano (LCR) tramite una procedura chiamata rachicentesi per misurare il CEA. Con questa procedura possono verificarsi mal di testa post-puntura lombare, vertigini o dolore nel sito della puntura.

Occorre comunicare al clinico qualunque sensazione anomala e informarsi se sono previste restrizione circa le attività che possono essere svolte dopo la raccolta del campione.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

2020 review performed by Imad Tarhoni, MD, PhD.

Su BB, Shi H, Wan J: Role of serum carcinoembryonic antigen in the detection of colorectal cancer before and after surgical resection. World J Gastroenterol 2012, 18:2121-6.

Hall C, Clarke L, Pal A, Buchwald P, Eglinton T, Wakeman C, Frizelle F: A Review of the Role of Carcinoembryonic Antigen in Clinical Practice. Ann Coloproctol 2019, 35:294-305.

© 1995–2020. Mayo Foundation for Medical Education and Research. Carcinoembryonic Antigen (CEA), Serum. Available online at https://www.mayocliniclabs.com/test-catalog/Overview/8521. Accessed May 2020.