Noto anche come
Tegretol®
Carbatrol®; spesso si fa riferimento al nome commerciale (vedi MedlinePlus Drug Information)
Nome ufficiale
Carbamazepina Totale
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 07.12.2017.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare la concentrazione ematica della carbamazepina e mantenerne il livello nell'ambito dell’intervallo terapeutico.

Quando Fare il Test?

Ad intervalli regolari allo scopo di monitorare i livelli del farmaco; quando indicato per evidenziare concentrazioni eccessivamente basse o elevate (potenzialmente tossiche).

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, non è necessaria alcuna preparazione.

L’Esame

La carbamazepina è un farmaco usato principalmente nel trattamento di alcune patologie convulsive (soprattutto epilessia), ma viene prescritto anche per la stabilizzazione dell’umore in persone affette da disturbi bipolari, per facilitare l’astensione dall’alcol e per alleviare alcuni tipi di dolore neurologico. Può essere prescritta da sola o in combinazione con altri farmaci antiepilettici. Questo test misura la concentrazione di carbamazepina nel circolo ematico.

I livelli di carbamazepina devono essere monitorati per mantenere il farmaco all’interno dell’intervallo terapeutico (intervallo di concentrazione all’interno del quale il farmaco è efficace senza essere tossico). Se i livelli di farmaco sono troppo bassi, il paziente può presentare i sintomi della malattia (ad esempio crisi epilettiche, crisi maniacali, o dolore); livelli troppo alti possono invece portare alla comparsa degli effetti collaterali tossici. Il raggiungimento di questo equilibrio può essere difficile per diversi motivi:

  • Le dosi orali di carbamazepina possono essere assorbite dal tratto gastrointestinale in modo variabile
  • Poiché la carbamazepina viene metabolizzata dal fegato, qualsiasi fattore che influenzi la funzionalità epatica può influenzare anche i livelli del farmaco
  • La maggior parte del farmaco è legato alle proteine plasmatiche, ma la forma attiva è quella libera. Qualsiasi condizione che influenzi il legame del farmaco alla proteina è in grado di influenzare l'efficacia della terapia. Ad esempio possono essere fattori discriminanti la bassa concentrazione di albumina, la presenza di insufficienza renale o l’età del paziente (neonati o soggetti anziani)
  • Anche un metabolita della carbamazepina, la carbamazepina-10,11-epossido, è attivo e contribuisce a determinare l'effetto del farmaco.
  • Molti farmaci, assunti in associazione alla carbamazepina, possono interagire od influenzarne il metabolismo ed i livelli plasmatici.
     

I dosaggi della carbamazepina devono essere aggiustati fino a quando non viene raggiunta una concentrazione costante. La dose di farmaco che permette il raggiungimento di questa concentrazione costante è soggettiva, e può quindi cambiare nel tempo.

La carbamazepina necessita di solito di monitoraggio a lungo termine essendo prescritta nel trattamento di epilessia cronica, disturbi bipolari, nevralgia del trigemino e dolore ai nervi causato dal diabete.
L’epilessia influenza la capacità del sistema nervoso centrale nella trasmissione e nella regolazione dell’impulso nervoso. Nel corso di una crisi epilettica, il paziente può presentare alterazioni dello stato di coscienza, della vista, dell'olfatto e del gusto, e può manifestare episodi convulsivi. La frequenza delle crisi epilettiche può variare da un singolo episodio, a episodi occasionali fino a crisi ricorrenti. La carbamazepina viene prescritta per prevenire determinati tipi di crisi epilettiche ricorrenti.

Il disturbo bipolare è una patologia caratterizzata da un alternarsi di episodi depressivi e maniacali che possono durare giorni, settimane, mesi o anni. Durante un episodio depressivo il paziente può essere triste, privo di speranza, astenico ed essere pervaso da pensieri di suicidio. Durante un episodio maniacale, il paziente può sentirsi euforico, essere irritabile, perdere la capacità di giudizio e intraprendere comportamenti rischiosi. La carbamazepina viene prescritta in pazienti con disturbi bipolari come stabilizzatore dell’umore, per prevenire perlopiù la fase maniacale.

La nevralgia del trigemino è una patologia associata a dolore del nervo facciale, spasmi muscolari e coreoatetosi parossistica, una patologia con disturbi del movimento che determina la presenza di disturbi involontari degli arti, del tronco e dei muscoli facciali. Anche questa patologia viene talvolta trattata con la carbamazepina. Nel 10-20% delle persone affette da diabete mellito può essere presente dolore neuropatico periferico in grado di influenzare le attività, l’umore e il sonno.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test della carbamazepina viene prescritto per misurare e monitorare la concentrazione di carbamazepina nel sangue al fine di verificare la permanenza nell'ambito dell’intervallo terapeutico. La carbamazepina è un farmaco usato principalmente nel trattamento di alcune patologie convulsive (soprattutto epilessia), ma viene prescritto anche per la stabilizzazione dell’umore in persone affette da disturbi bipolari, per facilitare l’astensione dall’alcol e per alleviare alcuni tipi di dolore neurologico.

    Nelle fasi iniziali il test può essere utilizzato per stabilire il dosaggio terapeutico appropriato. In base al risultato degli esami ematici, il dosaggio del farmaco può essere aumentato o diminuito al fine di raggiungere concentrazioni ematiche all’interno dell’intervallo terapeutico. L’esecuzione di ulteriori test permette quindi di verificare il mantenimento di tali livelli. La variazione dello stato di salute del paziente o l’inizio dell’assunzione di altri farmaci può richiedere l’esecuzione del test per la definizione di eventuali nuovi dosaggi.

    Il clinico può utilizzare il test della carbamazepina anche in pazienti con evidenze di effetti collaterali, reazioni avverse o ricomparsa dei sintomi.

    Il test della carbamazepina utilizzato routinariamente prevede la misura della carbamazepina "totale", ossia della porzione del farmaco legata alle proteine e libera. Talvolta, insieme alla misura della carbamazepina totale, può essere prescritto l’esame per la misura della carbamazepina libera o della carbamazepina-10,11-epossido, il suo metabolica attivo, in modo da valutare il loro contributo alla terapia del paziente.

  • Quando viene prescritto?

    La misura della carbamazepina è spesso prescritta all'inizio del trattamento e ad intervalli regolari se necessario, per garantire che le concentrazioni terapeutiche vengano mantenute costanti.

    La ripetizione del test per la misura della  carbamazepina totale può invece essere richiesta nel caso in cui venga cambiata la posologia del farmaco o nel caso in cui un paziente inizi o interrompa l’assunzione di altri farmaci (per verificare il loro effetto in associazione alla carbamazepina). Una volta stabilizzate le concentrazioni plasmatiche di carbamazepina, queste vengono monitorate ad intervalli regolari per garantire che rimangano nell’intervallo terapeutico.

    Il test della carbamazepina può essere richiesto anche nel caso in cui un paziente sviluppi effetti collaterali e/o complicazioni. Gli effetti collaterali possono svilupparsi a qualsiasi dosaggio ma sono collegati a concentrazioni più alte, e includono:

    • Vertigini
    • Mancata coordinazione dei movimenti
    • Sonnolenza
    • Visione offuscata o doppia
    • Movimenti involontari del bulbo oculare
       

    Altri effetti collaterali includono:

    • Eruzioni cutanee pruriginose
    • Nausea
    • Diarrea
    • Costipazione
    • Cefalea
    • Stato confusionale
       

    Nel caso in cui compaia uno dei seguenti effetti collaterali, deve essere contattato immediatamente il clinico:

    • Pallore, tachicardia e difficoltà nella concentrazione
    • Febbre, brividi o mal di gola
    • Ulcerazioni della mucosa orale e della gola
    • Facilità nello sviluppo di ecchimosi o nel sanguinamento
    • Grave formicolio, intorpidimento, dolore, debolezza muscolare
    • Stato confusionale, agitazione, problemi del visus o allucinazioni
    • Difficoltà respiratorie
    • Gonfiore degli arti e dei piedi
    • Minzione scarsa
    • Giallore della pelle e degli occhi
    • Gravi reazioni cutanee
       

    Talvolta la carbamazepina può portare a disfunzioni epatiche, abbassamento dei livelli ematici di sodio, diminuzione del numero di leucociti o aumento degli eosinofili (un tipo di leucociti). In alcuni casi, la gravità degli effetti collaterali può comportare la necessità di variare il protocollo terapeutico con altri farmaci anti-convulsivi, per le sindromi bipolari o per la cura dei dolori neurologici.

    I test della carbamazepina libera e/o della carbamazepina-10,11-epossido possono anche essere prescritti insieme alla carbamazepina totale per valutare il contributo del farmaco libero o del suo metabolita alla terapia farmacologica. Spesso questo avviene nel caso in cui il paziente sviluppi effetti collaterali nonostante le concentrazioni ematiche della carbamazepina totale siano all’interno dell’intervallo terapeutico. A volte i risultati sono valutati in termini di rapporto tra quantità libera e quantità totale di carbamazepina.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’intervallo terapeutico della carbamazepina nel caso in cui non venga assunta in associazione ad altri farmaci dovrebbe essere circa i 4 – 12 µg/mL. Livelli superiori a 15 µg/mL sono considerati tossici. Gli intervalli di riferimento possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio e possono essere espressi in altre unità di misura come mg/L. Il clinico e pazienti devono utilizzare l’intervallo terapeutico e le unità di misura stabilite dal laboratorio presso il quale viene eseguito il test.

    All'interno dell’intervallo terapeutico, la maggior parte dei pazienti non manifesta effetti collaterali importanti; tuttavia, la risposta varia in modo individuale. Alcune persone possono presentare convulsioni, alterazioni dell'umore o nevralgie, anche a concentrazioni tali da rientrare nella zona bassa dell’intervallo terapeutico, mentre altre possono presentare effetti collaterali importanti con valori nella zona alta dello stesso intervallo.

    Le variazioni della carbamazepina libera e della carbamazepina-10,11-epossido possono contribuire alla comparsa di questi effetti. I pazienti devono collaborare in maniera stressa con il clinico per trovare il dosaggio e la concentrazione che loro meglio si adatta.

    In generale, se i valori di carbamazepina sono all’interno dell’intervallo terapeutico, se il paziente non presenta crisi epilettiche ricorrenti, alterazioni dell'umore, dolore neurologico e non presenta effetti collaterali significativi,  il dosaggio di carbamazepina che il paziente sta assumendo è considerato adeguato.

  • C’è altro da sapere?

    I pazienti non devono aumentare, diminuire o interrompere l’assunzione del farmaco senza consultare il proprio medico, poiché tali cambiamenti potrebbero aumentare il rischio di una crisi epilettica e potrebbero influenzare l'effetto di altri farmaci assunti. I dosaggi e le variazioni della terapia devono essere valutati caso per caso.

    Inoltre, è necessario comunicare al proprio medico l’eventuale utilizzo di qualsiasi altro farmaco, acquistabile con o senza prescrizione medica, compresi i fitoterapici. Esistono molti farmaci in grado di interagire con la carbamazepina. Tra questi il warfarin, la fluoxetina e/o altri antidepressivi, l'isoniazide, la teofillina, l'eritromicina, l'etosuximide, e le benzodiazepine. La carbamazepina può inoltre influenzare o essere influenzata dall’assunzione di altri farmaci da banco, come l’acetominofene, o fitoterapici come l’erba di san Giovanni. Pertanto nessun farmaco deve essere assunto senza il consenso del proprio medico curante.

    Il metabolismo della carbamazepina può essere aumentato da farmaci come il fenobarbital, il primidone e la fenitoina, i quali cono in grado di determinare una diminuzione dei livelli di carbamazepina nel sangue. Alcuni di questi farmaci possono richiedere il monitoraggio con altri esami del sangue poiché i loro livelli plasmatici potrebbero essere diminuiti.

    Il succo di pompelmo può aumentare il livello di carbamazepina nel sangue.

    Alcune persone in terapia con carbamazepina possono sviluppare fotosensibilità con la comparsa di eruzioni cutanee, prurito, arrossamento o gravi scottature dopo l’esposizione al sole.

    È importante che i pazienti asiatici prima di iniziare la terapia con carbamazepina si sottopongano ad un test genetico in grado di individuare la variante genica HLA-B * 1502, responsabile di un significativo aumento del rischio di sviluppare una malattia cutanea rara, ma grave. Questa variante genica è presente quasi esclusivamente in persone asiatiche. I pazienti positivi al test dovrebbero evitare il trattamento con carbamazepina.
    L’uso della carbamazepina potrebbe essere associata con anemia aplastica, danno al midollo osseo e alle cellule staminali ematopoietiche e con agranulocitosi.
    La carbamazepina può anche aumentare il rischio di patologie neonatali e morte fetale e può diminuire l'effetto dei contraccettivi orali. Le donne in età fertile dovrebbero parlare con il proprio medico di questo aspetto.

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Domande Frequenti
  • Quanto tempo dura il trattamento con carbamazepina?

    I pazienti con disturbi epilettici, disturbi bipolari o nevralgie croniche, devono assumere la carbamazepina o altri farmaci per tutta la vita. Se la carbamazepina cessa di essere efficace o provoca effetti collaterali, il paziente dovrà variare il protocollo terapeutico anche sospendendo la carbamazepina e cominciando l’assunzione di altri farmaci. Se il paziente è affetto da convulsioni causate da una condizione temporanea, allora potrà assumere il farmaco solo per un breve periodo di tempo.

  • Il clinico deve prescrivere frequentemente il test della carbamazepina e della carbamazepina-10,11 epossido?

    Generalmente no. Questi test aggiuntivi potrebbero essere prescritti una o due volte per approfondire il metabolismo della carbamazepina, ma non costituiscono esami di routine.

  • Sono necessari altri test prima dell’assunzione di carbamazepina?

    Secondo le linee guida della FDA (Food and Drug Administration) del 2007, i pazienti asiatici, prima di iniziare la terapia con carbamazepina, devono sottoporsi ad un test genetico in grado di individuare la variante genica HLA-B * 1502, responsabile di un significativo aumento del rischio di sviluppare una malattia cutanea rara, ma grave. Questa variante genica è presente quasi esclusivamente in persone asiatiche. I pazienti positivi al test dovrebbero evitare il trattamento con carbamazepina, fenitoina o fosfofenitoina.

Fonti

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