Noto anche come
Tempo di Tromboplastina Parziale Attivato
PTT
aPTT
Nome ufficiale
Tempo di Tromboplastina Parziale Attivato (aPTT)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.06.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come parte delle indagini sulla possibile causa di un disturbo emorragico o coagulativo (episodio trombotico), per monitorare la terapia anticoagulante con eparina non frazionata (standard); come parte dello screening prima di un intervento chirurgico o di una procedura invasiva.

Quando Fare il Test?

Qualora il paziente abbia un sanguinamento improvviso, una formazione inappropriata di coagulo nel sangue, o abbia avuto esperienza di aborti ricorrenti; quando il soggetto sia in terapia anticoagulante con eparina standard; talvolta come parte dello screening pre- operatorio.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No

L’Esame

Il tempo di tromboplastina parziale (PTT) è un test di screening utilizzato come supporto nella valutazione dell’abilità di un individuo di formare coaguli di sangue in modo appropriato. Esso misura il numero di secondi che il coagulo impiega a formarsi nel sangue di una persona dopo l’aggiunta di una determinata sostanza (reagente). Il PTT è indicativo della quantità e della funzionalità di alcune proteine chiamate fattori della coagulazione, che svolgono un ruolo importante nella formazione del coagulo.

Quando il/i tessuto/i dell’organismo o le pareti dei vasi sono danneggiati, avviene il sanguinamento e inizia un processo chiamato emostasi. Piccoli frammenti cellulari chiamati piastrine aderiscono e si raggruppano (aggregato) nel sito della ferita. Nello stesso momento inizia un processo chiamato cascata della coagulazione e i fattori della coagulazione vengono attivati. Attraverso le reazioni a cascata, si formano alcuni fili chiamati fibrina e si intrecciano a formare una rete che aderisce al sito danneggiato e lo stabilizza. Insieme all’adesione delle piastrine, questa rete forma un coagulo sanguigno stabile che sigilla la ferita, previene la perdita ulteriore di sangue e fornisce all’area danneggiata il tempo di guarire.

Ogni componente del processo emostatico deve funzionare correttamente ed essere presente in quantità sufficiente per la normale formazione del coagulo. Se c’è una carenza di uno o più fattori, o essi non funzionano adeguatamente, è probabile che non si formi il coagulo e che il sanguinamento continui.

Con il test del PTT, il tempo che il campione della persona impiega a formare un coagulo è comparato ad un intervallo di tempo di riferimento, definito normale. Quando il PTT di un individuo impiega più tempo del normale a coagulare, esso è considerato “allungato”. Un PTT allungato può essere dovuto a patologie che diminuiscono la concentrazione di uno o più fattori della coagulazione o ne alterano la funzionalità. Meno spesso, questo fenomeno può essere dovuto ad una patologia in cui l’organismo produce degli anticorpi diretti contro uno o più fattori della coagulazione, compromettendone la funzione.

Talvolta il PTT può essere allungato perchè la persona testata produce degli autoanticorpi chiamati anticorpi antifosfolipidi, che interferiscono con il test. Questo tipo di anticorpo inficia il risultato del test poiché è diretto contro alcune sostanze chiamate fosfolipidi che sono usate nel test del PTT. Anche se gli anticorpi antifosfolipidi possono prolungare il risultato del test, nell’organismo essi sono associati ad una coagulazione eccessiva. Un individuo che produce questi anticorpi può avere un aumentato rischio di formare coaguli in modo inappropriato. Il test del PTT può essere utilizzato come parte della valutazione di una persona che mostra segni e sintomi di coagulazione eccessiva o di sindrome da anticorpi antifosfolipidi. ( Per maggiori informazioni, visitare la sezione Anticorpi antifosfolipidi)

Quando il test del PTT viene utilizzato per comprendere episodi di sanguinamento o di coagulazione inappropriata, esso viene spesso prescritto insieme ad un altro esame, il tempo di protrombina (PT). Il medico valuta i risultati di entrambi i test come supporto nella determinazione della causa di sanguinamento o di episodi coagulativi.

E’ ormai di dominio comune che i test di coagulazione come il PT e il PTT siano basati su cosa accade artificialmente in sede di esperimento (in vitro) e non riflettano necessariamente ciò che accade nell’organismo (in vivo). D’altra parte però questi esami possono essere utilizzati per valutare alcune componenti del sistema dell’emostasi. I test del PTT e del PT valutano ognuno fattori delle coagulazione che fanno parte di differenti gruppi di reazioni chimiche della cascata, chiamati via intrinseca, via estrinseca e via comune. (Per maggiori informazioni, leggere l’articolo Cascata della coagulazione).

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Non è necessaria alcuna preparazione al test, ma un pasto ricco di grassi prima del prelievo può interferire con il risultato dell’esame ed è perciò sconsigliato.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il PTT è usato principalmente per comprendere le cause di sanguinamento o inappropriata coagulazione inspiegati. Esso può essere prescritto insieme al test del tempo di protrombina (PT) per valutare l’emostasi, il processo che l’organismo usa per formare coaguli di sangue utili a fermare il sanguinamento. Questi esami sono solitamente utilizzati come punto di partenza per investigare un sanguinamento eccessivo o disturbi della coagulazione.

    Alcune proteine chiamate fattori della coagulazione sono implicate nell’emostasi e nella formazione di coaguli di sangue. Quando si verifica una ferita e inizia il sanguinamento, alcuni fattori della coagulazione sono attivati in una sequenza di passaggii (cascata della coagulazione) che alla fine formano il coagulo. (Per maggiori informazioni, visitare la sezione Cosa viene testato?)

    Il PTT è usato per valutare i fattori della coagulazione XII, XI, IX, VIII, X, V, II (protrombina) e I (fibrinogeno), così come la precallicreina (PK) e il chininogeno ad alto peso molecolare (HK). Il test del PT valuta i fattori della coagulazione VII, X, V, II e I (fibrinogeno). Valutando i risultati dei due test insieme, il medico può ottenere indizi su che tipo di sanguinamento o disordine della coagulazione sia presente.  Il PTT e il PT non sono diagnostici ma solitamente forniscono informazioni su quali ulteriori esami dovrebbero essere svolti.

    Alcuni esempi sull’uso del PTT includono:

    • L’identificazione della carenza di fattori della coagulazione; se il PTT è allungato, ulteriori accertamenti possono essere effettuati per identificare quale fattore della coagulazione sia carente o non funzionale, o per determinare se un anticorpodiretto contro un fattore della coagulazione (uno specifico inibitore) sia presente nel sangue.
    • Per determinare la presenza di autoanticorpi non specifici, come il lupus anticoagulant; essi sono associati ad episodi coagulativi e ad aborti ricorrenti. Per questa ragione, il test del PTT dovrebbe essere eseguito come parte del pannello di esami sui disordini della coagulazione come supporto nel ricercare la causa di aborti ricorrenti o nella diagnosi di sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS). Una variazione del PTT chiamata PTT LA- sensibile può essere utilizzata a questo proposito.
    • Per monitorare la terapia anticoagulante a base di eparina standard (non frazionata); l’eparina è un farmaco anticoagulante somministrato per via endovenosa (IV) o per iniezione intramuscolare per prevenire e trattare la formazione inappropriata di coaguli ematici (embolismo e tromboembolismo). Essa allunga il PTT. Quando l’eparina è somministrata per scopi terapeutici, deve essere monitorata attentamente. Se ne viene somministrata troppa, la persona trattata può sanguinare in modo eccessivo, mentre se il dosaggio è troppo basso, possono continuare a formarsi coaguli.
    • Sulla base della storia clinica del paziente, studiata con attenzione, i test del PTT e del PT sono talvolta eseguiti selettivamente prima di un intervento chirurgico o prima di una procedura invasiva per valutare se vi sia una tendenza al sanguinamento del paziente.
       

    Esempi di altri test che possono essere effettuati insieme al PTT o a seguito di risultati anomali, includono:

    • Conta piastrinica- deve essere sempre monitorata durante la terapia eparinica per determinare prontamente ogni trombocitopenia indotta da eparina.
    • Test del tempo di trombina- talvolta richiesto per escludere la contaminazione eparinica
    • Test del fibrinogeno- può essere eseguito per escludere una bassa concentrazione di fibrinogeno come causa di PTT allungato.
    • Con un PTT iniziale allungato, un secondo test del PTT è eseguito mescolando il plasma del paziente con un pool di plasma normale (una raccolta di plasma da un certo numero di donatori normali). Se il PTT torna normale (“corretto”) suggerisce una carenza di uno o più fattori della coagulazione nel plasma della persona. Se il tempo rimane allungato, allora il problema può essere dovuto alla presenza di specifici fattori inibitori anomali (autoanticorpi) o di lupus anticoagulant non specifici.
    • Test dei fattori della coagulazione- essi misurano l’attività (funzione) dei fattori della coagulazione. Essi possono determinare concentrazioni ridotte delle proteine o la presenza di proteine che non svolgono la loro funzione adeguatamente (hanno funzionalità ridotta). Raramente può anche essere misurata la concentrazione di antigene (quantità) del fattore della coagulazione
    • Il test del veleno diluito di vipera di Russel (DRVVT)- un test che può essere effettuato se è sospettata la presenza di lupus anticoagulant (per maggiori informazioni, visitare la sezione Test del Lupus anticoagulant)
    • Fattore von Willebrand -talvolta prescritto come supporto nel determinare se la malattia divon Willebrand è la causa del PTT allungato.
  • Quando viene prescritto?

    Il PTT può essere prescritto insieme ad altri test come il PT quando il paziente mostra:

    Il PTT può essere prescritto:

    • Quando il paziente ha avuto un trombo o quando una donna ha avuto ricorrenti aborti spontanei, come parte dell’indagine per: lupus anticoagulant, anticorpi anticardiolipina e sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
    • Su base regolare, quando una persona è in terapia con eparina standard (non frazionata); quando l’individuo passa da una terapia a base di eparina ad una terapia a lungo termine a base di warfarin (Coumadin®); sia il PTT che il PT sono monitorati finché il paziente non è stabilizzato.
    • Prima di un intervento chirurgico, quando l’intervento aumenta il rischio di perdita di sangue e/o quando il paziente ha una storia clinica di sanguinamenti, con frequenti o eccessivi sanguinamenti del naso e facilità nel formare ecchimosi, che indicano la presenza di disordini dell’emostasi.
  • Cosa significa il risultato del test?

    I risultati del PTT sono classicamente riportati in secondi. Un risultato del PTT che rientra nell’intervallo di riferimento indicato dal laboratorio, di solito è segno di normale funzionamento della coagulazione. D’altra parte però una moderata carenza di un singolo fattore della coagulazione potrebbe essere comunque presente. Il PTT di solito non si allunga finché le concentrazioni del fattore non sono diminuite del 30-40% rispetto al normale. Può essere presente anche il lupus anticoagulant senza allungare il risultato del PTT.

    Se è sospettata la presenza di lupus anticoagulant (LA), possono essere utilizzati un PTT LA- sensibile (più sensibile rispetto al PTT) o un test del veleno di vipera di Russel diluito (DRVVT).

    Un PTT allungato significa che la formazione del coagulo impiega più tempo del normale e può essere dovuta a varie cause. Spesso, ciò suggerisce che ci sia una carenza di una fattore della coagulazione o un anticorpo (inibitore) specifico o non specifico che influenza le capacità coagulative dell’organismo. Le carenze di fattori della coagulazione possono essere acquisite o ereditate.

    Un PTT allungato può essere dovuto a:

    • Carenze ereditarie di fattori:
      • Malattia di von Willebrand, la più comune forma di disturbo emorragico che influenza la funzionalità piastrinica in seguito al decremento del fattore von Willebrand. 
      • Emofilia A ed emofilia B (malattia di Christmas) sono due forme di disturbi emorragici ereditari risultanti da un decremento dei fattori VII e IX, rispettivamente.
      • Carenze di altri fattori della coagulazione, come il fattore XII e il fattore XI.
         
    • Carenze di fattori acquisite:
      • Un esempio di carenza acquisita è quella dovuta alla mancanza di vitamina K. La vitamina K è essenziale per la formazione di fattori della coagulazione. Le carenze di vitamina K sono rare ma si possono presentare a causa di una dieta estremamente povera, di disordini da malassorbimento o, ad esempio, per l’uso prolungato di certi tipi di antibiotici.
      • La maggior parte dei fattori della coagulazione sono prodotti dal fegato, perciò le patologie epatiche possono causare PT e PTT allungati. Con una patologia epatica e con carenza di vitamina K, è più probabile che si allunghi il PT rispetto al PTT.
         
    • Un inibitore non specifico come il lupus anticoagulant: la presenza di questi inibitori è generalmente associata a formazione inappropriata di coaguli (trombosi), ma può allungare il PTT. Per maggiori informazioni, leggere gli articoli sull’argomento.  
    • Un inibitore specifico: anche se relativamente rari, esistono anticorpi diretti in modo specifico contro alcuni fattori della coagulazione, come gli anticorpi contro il fattore VIII. Essi si possono sviluppare in un individuo affetto da disturbo emorragico che riceve una terapia a base di fattore sostitutivo (come il fattore VIII, che è usato per trattare l’emofilia A) o spontaneamente come un autoanticorpo. Gli inibitori fattore- specifico possono provocare sanguinamenti gravi.
    • Eparina: è un anticoagulante e allunga il PTT, sia come contaminante del campione, che come parte della terapia anticoagulante. Per la terapia anticoagulante, lo standard del PTT è spesso 1.5-2.5 volte più lungo di quello prima del trattamento.
    • La terapia anticoagulante con Warfarin (Coumadin®): il PTT non è usato per monitorare la terapia con warfarin, ma può essere influenzato da essa. Tipicamente viene usato il PT per monitorare la terapia con warfarin.  
    • Altri anticoagulanti: la terapia anticoagulante con inibitori diretti della trombina (ad esempio argatroban, dabigatran) o inibitori diretti del fattore Xa (ad esempio rivaroxaban)
    • PTT allungato può inoltre essere osservato nella leucemia, nell’eccessivo sanguinamento nelle donne prima o dopo il parto, o nei casi di aborti ricorrenti.
       

    I risultati del PTT sono spesso interpretati insieme a quelli del PT per determinare quale patologia sia presente.

    Risultati del PT

    Risultati del PTT

    Le più comuni patologie presenti

    Allungato

    Normale

    Patologie epatiche, carenze di vitamina K, diminuzione o difetto del fattore VII

    Normale

    Allungato

    Emofilia A o B (decremento o difetto dei fattori VIII o IX) o carenza di fattore XI, o malattia di von Willebrand, carenza di fattore XII, o presenza di lupus anticoagulant

    Allungato

    Allungato

    Decremento o difetto dei fattori I (fibrinogeno), II (protrombina), V o X, patologie epatiche gravi, coagulazione intravascolare disseminata (CID)

    Normale

    Normale o moderatamente allungato

    Può indicare emostasi normale; d’altra parte però il PT e il PTT possono essere normali in alcune condizioni come con una blanda carenza di un fattore o una forma lieve di malattia di von Willebrand. Test addizionali possono essere richiesti per diagnosticare queste condizioni.

    Il test del PTT accorciato può essere dovuto a:

    • Tumore esteso (ovariaco, pancreatico, del colon), fatta eccezione per i casi in cui è coinvolto il fegato.
    • Coagulazione intravascolare disseminata (CID): nello stadio precoce della CID, in circolo ci sono dei fattori procoagulanti che accorciano il PTT.
    • Una reazione di fase acuta: è una condizione che causa un’infiammazione pronunciata dei tessuti o un trauma che aumenta le concentrazioni di fattore VIII. Di solito è un cambiamento temporaneo che non è monitorato con un test del PTT. Quando la causa della reazione di fase acuta si risolve, il PTT torna normale.
  • C’è altro da sapere?

    Due anticoagulanti di uso comune, eparina a basso peso molecolare (LMWH) e danaparoid, possono non allungare il PTT e, se indicato, dovrebbero essere monitorati usando l’esame  dell’attività anti Xa.

    Alcuni fattori possono influenzare il risultato del PTT e l’interpretazione del risultato stesso:

    • Le persone con un ematocrito alto possono avere un PTT allungato (artefatto in vitro).
    • Contaminazione eparinica: questo è il problema più diffuso, specialmente quando il sangue è raccolto da una via endovenosa che è stata tenuta “aperta” con lavaggi eparinici.
    • Farmaci come antistaminici, vitamina C (acido ascorbico), aspirina e clorpromazina
    • In alcuni casi, l’eparina può incidentalmente diminuire la conta piastrinica e dar luogo ad una complicazione chiamata trombocitopenia indotta da eparina. Quando ciò avviene, possono essere somministrati degli anticoagulanti sostitutivi come gli inibitori diretti della trombina (ad esempio argatroban o bivalirudin). Il PTT viene utilizzato anche nel monitoraggio di queste terapie. L’esame non misura direttamente la concentrazione di anticoagulante presente ma ne misura gli effetti sulla coagulazione.
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Domande Frequenti
  • Il PTT è sempre utilizzato nel monitoraggio della terapia eparinica?

    Non è utilizzato in alcune situazioni: 1) Durante terapia eparinica ad alte dosi, come può accadere durante interventi di cardiochirurgia, quando le dosi somministrate sono così elevate che l’esame perde sensibilità;  quando il sangue risulta non coagulabile. In questo caso si rivela più utile il tempo di coagulazione attivato (ACT) per il monitoraggio. 2) Alcuni medici e laboratori ad oggi monitorano la terapia con eparina standard (non frazionata) usando il test cromogenico dell’anti fattore Xa. 3) Durante la terapia con eparina a basso peso molecolare (LMWH - low molecular weight heparin), utilizzata soprattutto nella prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV). LA terapia non richiede solitamente monitoraggio, che però può essere eseguito usando il test dell’anti fattore Xa. 4) Per le persone con lupus anticoagulant e trombosi e che sono trattati con eparina, il PTT non è affidabile; perciò il test dell’anti fattore Xa deve essere utilizzato per monitorare la terapia con eparina.

  • Il PTT dovrebbe essere sempre eseguito in tutti?

    Il PTT non è usato in routine come test di screening ma è richiesto in pazienti con sintomi o storia familiare di sanguinamenti importanti o trombosi. L’esame può essere eseguito in pazienti asintomatici come parte dello screening preoperatorio se il medico ritiene che il test sia di aiuto nella valutazione del rischio di un eccessivo sanguinamento durante la procedura.

  • Come è possibile modificare il valore del PTT?

    Il valore del PTT difficilmente muta in relazione a cambiamenti dello stile di vita (tranne nel deficit di vitamina K). Generalmente il PTT riflette l’integrità del sistema emostatico. In presenza di valori allungati di aPTT  per carenze fattoriali o inibitori, il trattamento delle suddette situazioni può determinare una normalizzazione. Se l’aPTT è allungato a causa di una situazione temporanea o acuta, la normalizzazione può avvenire spontaneamente, contestualmente alla risoluzione della patologia. Le anomalie ereditarie dell’emostasi o le carenze di fattori devono essere monitorate routinariamente e trattate con frequenti infusioni del fattore della coagulazione mancante.

  • Che cos’è il PTT LA- sensibile e in cosa differisce dal PTT normale?

    Il PTT LA- sensibile (LA-PTT o PTT-LA) è una variante del PTT usato come parte di una serie di test che valutano la presenza di lupus anticoagulant, un anticorpo associato ad episodi trombotici e ad aborti ricorrenti. Il PTT-LA usa una scarsa quantità di un reagente con fosfolipidico ed è ottimizzato per la determinazione di lupus anticoagulant. Il test si basa sul principio per il quale il lupus anticoagulant si lega ai fosfolipidi che sono usati tra i reagenti del test PTT, causando un anomalo tempo di coagulazione. Per maggiori informazioni, visitare la sezione Test del lupus anticoagulant.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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