Noto anche come
Microalbumina
ACR
UACR
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 22.09.2021.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il test dell’albumina urinaria può essere utilizzato come ausilio diagnostico, a scopo di screening o per monitorare l’andamento delle patologie renali e l’efficacia del trattamento. 

Diagnosi

Il test dell’albumina urinaria o del rapporto albumina/creatinina può essere prescritto in presenza di sintomi correlati alle patologie renali, come supporto alla loro diagnosi.

Alcuni esempi di sintomi associati alla presenza di insufficienza renale includono problemi ad urinare, come cambiamentinel volume o nella frequenza della minzione, urine schiumose o che presentano sangue al loro interno. Ulteriori sintomi che possono verificarsi in conseguenza di una patologia renale includono gonfiore anomalo, prurito, perdita di appetito ed affaticamento.

Screening

Solitamente, i pazienti affetti da patologie renali in fase precoce risultano asintomatici; pertanto, il test dell'albumina urinaria consente di rilevare informazioni utili prima delle manifestazioni cliniche.

Il rapporto albumina/creatinina consente di rilevare piccole quantità di albumina nell'urina e viene utilizzato per lo screening della popolazione affetta da patologie croniche, come diabete e ipertensione, correlate con il rischio di sviluppare malattie renali. Lo screening può essere raccomandato anche in soggetti anziani o appartenenti a determinate etnie.

Oltre al test dell’albumina urinaria, lo screening delle malattie renali può avvalersi di un ulteriore test per la valutazione della funzionalità renale, noto come stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR), che valuta la capacità dei reni di filtrare il sangue.

Solitamente, il riscontro di risultati anomali al test eGFR indica la presenza di una patologia renale in corso, mentre l’albumina nell’urina rappresenta un fattore di rischio per la progressione delle malattie renali o cardiovascolari. La combinazione dei due test predice in maniera più accurata la probabilità di sviluppare patologie renali gravi.

La presenza di livelli moderatamente o fortemente aumentati di albumina nel sangue è stata correlata anche a malattie cardiovascolari, obesità e diabete; pertanto, lo screening delle malattie renali dovrebbe essere raccomandato anche ai soggetti affetti da tali patologie.

Monitoraggio

Il test dell'albumina urinaria può essere prescritto ad intervalli regolari per monitorare lo stato dei reni, l’andamento della patologia renale e l’efficacia del trattamento nel tempo.

Quando Fare il Test?

Subito dopo la diagnosi di diabete di tipo 2 e poi annualmente; 5 anni dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 e quindi annualmente; ad intervalli regolari in caso di ipertensione.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di urina estemporaneo, temporizzato (ad esempio dopo 4 ore o dopo l'intera notte) o delle 24 ore, raccolto in un contenitore pulito. Seguire le istruzioni fornite dal laboratorio e/o dal personale sanitario.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

L’albumina è una delle proteine principali presenti nel sangue, deputata al mantenimento della pressione oncotica, essenziale per regolare la diffusione dei liquidi, ed al trasporto di varie sostanze attraverso l’organismo, incluse vitamine ed enzimi. In condizioni fisiologiche, il buon funzionamento dei reni assicura l’assenza dell’albumina nell'urina. Il test dell’albumina urinaria rileva e misura la concentrazione di albumina nell’urina. La presenza di una piccola quantità di albumina nell’urina è un indicatore precoce di danno renale.

In passato, queste piccole quantità di albumina nell'urina venivano indicate con il nome di “microalbumina”; il termine, seppur obsoleto, può essere talvolta ancora utilizzato.

Nella maggior parte dei casi viene eseguita, su un campione estemporaneo di urina, la misura dell'albumina e della creatinina urinarie e viene calcolato il rapporto albumina/creatinina. Questo approccio consente di determinare in maniera più accurata la quantità di albumina rilasciata dai reni nell’urina. La concentrazione (o diluizione) dell’urina varia infatti nel corso dei giorni (quantità diverse di liquido escreto). Perciò, la concentrazione di albumina nell'urina può variare. La creatinina, un prodotto del metabolismo muscolare, è normalmente escreta nell’urina a velocità costante e la sua quantità è pertanto un indicatore della concentrazione dell'urina stessa. Questa proprietà della creatinina ne consente l'utilizzo come fattore correttivo in un campione di urina estemporaneo.

Il plasma, la porzione liquida del sangue, contiene molte proteine diverse. Una delle funzioni dei reni è quella di conservare le proteine plasmatiche cosicché non vengano escrete, insieme ai prodotti di scarto, con l'urina. Esistono due strutture che limitano il passaggio delle proteine nell'urina:

  1. glomeruli, strutture specializzate presenti all'interno dei reni, filtrano il sangue fornendo una barriera che mantiene le proteine plasmatiche di maggiori dimensioni all'interno dei vasi sanguigni e permette il passaggio delle molecole di minori dimensioni.
  2. tubuli, che riassorbono quasi interamente le proteine più piccole, in grado quindi di attraversare la barriera dei glomeruli. 

La presenza di proteine nell'urina (detta proteinuria) indica spesso la presenza di un danno al livello dei glomeruli o dei tubuli renali. L’infiammazione e/o la formazione di tessuto cicatriziale nei glomeruli possono determinare l’aumento delle proteine filtrate; il danno tubulare può impedire il riassorbimento delle proteine.

Il danneggiamento dei reni e le malattie renali causano la progressiva perdita della capacità da parte dei reni di trattenere l'albumina e le altre proteine plasmatiche. Questo si osserva frequentemente in corso di patologie croniche, come il diabete e l’ipertensione, nelle quali l'aumento della concentrazione delle proteine nell’urina riflette l’aumento del danno renale.

L’albumina è una delle prime proteine ad essere rilevata nell'urina in presenza di danno renale. I soggetti che presentano piccole quantità misurabili di albumina nell’urina in modo cronico sono esposti ad un rischio aumentato di sviluppare una disfunzione renale progressiva e patologie cardiovascolari.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test dell’albumina urinaria o del rapporto albumina/creatinina è usato per lo screening della popolazione affetta da patologie croniche, come diabete e ipertensione, correlate con il rischio di sviluppare malattie renali. Questo esame consente di rilevare piccole quantità di albumina nell'urina, anche diversi anni prima della manifestazione franca di una patologia renale. La diagnosi precoce delle malattie renali consente un approccio terapeutico migliore. Un buon controllo glicemico e dell’ipertensione (mantenendo la glicemia entro certi limiti e riducendo la pressione arteriosa) consente di rallentare l'instaurarsi di una patologia renale.

    La misura dell'albumina urinaria può essere eseguita su campioni di urina estemporanea o temporizzata: delle 4 ore, delle 8 ore (notte), delle 24 ore. Sono inoltre disponibili test (dipstick) per la valutazione dell’albuminuria in base al cambiamento di colore di una striscia reattiva immersa in un campione di urina. Tuttavia il dipstick fornisce una misurazione semi-quantitativa, ovvero non fornisce una misura esatta della quantità di albumina presente nel campione, pertanto non può essere utilizzato per determinare il rapporto albumina/creatinina.

    Nel caso in cui il test venga eseguito su un campione di urina estemporaneo, è necessario misurare, oltre all'albumina urinaria, anche la creatinina, al fine di calcolare il rapporto albumina/creatinina. In questo modo è possibile determinare in maniera più accurata la quantità di albumina rilasciata nell'urina.

    Secondo l’American Diabetes Association, l'utilizzo del rapporto albumina/creatinina è preferibile per lo screening dell’albuminuria nelle fasi iniziali della malattia renale. Poichè la quantità di albumina nell’urina può variare considerevolmente, il riscontro di un valore elevato di tale rapporto deve essere verificato ripetendo l'esame due volte in un intervallo di 3-6 mesi, per la conferma della diagnosi.

    Alcuni laboratori possono esprimere i risultati del test come tasso di escrezione dell'albumina (eAER). L'eAER è un calcolo basato sul rapporto albumina/creatinina, con la possibilità di correggere l’escrezione giornaliera di creatinina per fattori individuali quali età, massa corporea, sesso ed etnia. Sebbene non ampiamente utilizzato, l'eAER può risultare utile per i pazienti con produzione giornaliera anomala di creatinina.

  • Quando viene prescritto?

    Secondo l'American Diabetes Association e la National Kidney Foundation, le persone affette da diabete di tipo 1 dovrebbero sottoporsi al test per la prima volta dopo 5 anni dalla diagnosi e quindi annualmente. Quelle affette da diabete di tipo 2 invece dovrebbero sottoporsi al test al momento della diagnosi e poi annualmente. Il riscontro dell’albumina nell'urina deve essere verificato ripetendo l'esame almeno due volte in un intervallo di 3-6 mesi. Le persone affette da ipertensione dovrebbero sottoporsi al test con regolarità, secondo le indicazioni del proprio medico.

    Ulteriori fattori di rischio per lo sviluppo di patologie renali includono:

    Il test dell’albumina urinaria può essere prescritto, insieme ad altri test per la valutazione della funzionalità renale, in presenza di sintomi riconducibili a danno renale, quali cambiamenti nella minzione, gonfiore e prurito.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L'assenza di albumina nell'urina indica una corretta funzionalità renale.

    Aumenti moderati di albumina, verificati con almeno due ripetizioni nell’arco di 3-6 mesi, indicano la possibile presenza di una malattia renale nello stadio precoce. Concentrazioni molto alte indicano invece la presenza di una patologia renale grave.

    Alti livelli di albumina nelle urine possono essere presenti in pazienti affetti da patologie croniche, come diabete e ipertensione, correlate con il rischio di sviluppare malattie renali, e predispongono al rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari.

    La presenza di sangue nell’urina o di un’infezione delle vie urinarie, l’esercizio fisico intenso o lo squilibrio acido-base possono provocare dei risultati falsamente positivi. L'esame dovrebbe essere ripetuto a distanza di tempo dalla risoluzione di questi eventi.

  • C’è altro da sapere?

    Alcuni studi hanno dimostrato che elevati livelli di albumina nell’urina nelle persone affette da diabete o ipertensione sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD). Più di recente, la ricerca è stata focalizzata sul tentativo di stabilire se un aumento dei livelli di albumina nell’urina possano essere indicativi di rischio cardiovascolare aumentato in persone non affette da diabete o ipertensione. Esistono alcune evidenze dell'associazione tra la presenza di albumina nell'urina e maggior rischio di morte negli adulti.

Modalità del test
Prima del test

Per il campione estemporaneo di urina è preferibile la raccolta delle prime urine del mattino. Nel caso della ripetizione dell’esame, è consigliabile eseguire il test all’incirca alla stessa ora, per superare le normali fluttuazioni associate alla produzione di creatinina.

Occorre evitare di eseguire attività fisica intensa prima dell’esecuzione del test, in quanto può aumentare temporaneamente le concentrazioni di albumina. Inoltre, può essere richiesto al paziente di rimanere a digiuno la notte precedente al prelievo o di astenersi dal mangiare carne cotta; alcuni studi hanno infatti dimostrato che mangiare carne cotta prima di eseguire il test può aumentare la concentrazione di creatinina.

Per la raccolta delle urine delle 24 ore occorre munirsi di appositi contenitori sterili.

Durante il test

Il metodo più frequentemente utilizzato per la raccolta di un campione estemporaneo di urina consiste nella raccolta del mitto intermedio privo di contaminanti della prima minzione del mattino: appena inizia la minzione il primo getto va eliminato, quindi si deve raccogliere il secondo getto in un contenitore sterile e infine terminare la minzione.

È importante pulire bene l’area genitale prima della raccolta, per evitare eventuali contaminazioni.

Talvolta, può essere richiesto di raccogliere due campioni di urina in momenti diversi della giornata, ad esempio dopo essere stati in posizione eretta o seduta e dopo essere rimasti in posizione supina per diverse ore.

Se viene richiesto un campione di urina delle 24 ore, è importante raccogliere tutta l'urina prodotta in questo arco di tempo in appositi contenitori.

Dopo il test

Non sono previste restrizioni circa le attività che possono essere svolte dopo la raccolta del campione.

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Domande Frequenti
  • È possibile prevenire la presenza di albumina nell'urina?

    Sì, in persone affette da diabete un buon controllo glicemico consente di prevenire l'albuminuria. Anche il mantenimento della pressione arteriosa a livelli accettabili è efficace nel prevenire il danno renale che porta all'albuminuria. Alcuni studi hanno dimostrato che l'albuminuria può essere limitata o anche eliminata mantenendo un buon controllo glicemico e pressorio ed eliminando il fumo.

  • Esistono altri motivi per l'aumento della concentrazione di albumina nell'urina?

    Sì, oltre al diabete e all’ipertensione (alta pressione arteriosa), l'albuminuria può essere dovuta alla presenza di alcune anomalie lipidiche e di diverse malattie immunitarie. Alte concentrazioni di albumina urinaria possono essere riscontrate anche dopo un esercizio fisico intenso, infezioni del tratto urinario, disidratazione ed assunzione di determinati farmaci.

  • Qual è la differenza tra albumina sierica, prealbumina e albumina urinaria?

    Sebbene siano chiamate in maniera simile, l’albumina e la prealbumina sono molecole completamente differenti. Sono entrambe proteine prodotte dal fegato e, storicamente, sono entrambe state usate per la valutazione dello stato nutrizionale. L’albumina sierica/plasmatica (del sangue) è ora più spesso utilizzata per lo screening e la diagnosi di patologie epatiche o renali ed è misurata su un campione di sangue. Il test dell’albumina urinaria (in passato chiamato test della microalbumina) determina e misura l’albumina nell’urina come indicatore precoce di danno renale.

  • Qual è la differenza tra il rapporto microalbuminuria/creatinina e il rapporto proteinuria/creatinina?

    Il rapporto microalbuminuria/creatinina (ACR) è molto simile al rapporto proteinuria/creatinina (UP/CR), ma quest'ultimo misura nell’urina, oltre all’albumina, anche le altre classi di proteine.

    Tuttavia, non esiste un’unica metodica in grado di misurare con precisione ogni singola classe di proteine, determinando una maggior variabilità nei risultati rispetto al rapporto ACR.

  • Qual è la differenza tra il rapporto albumina/creatinina nell’urina e la clearance della creatinina?

    Il test della clearance della creatinina richiede un campione di urina delle 24 ore ed un campione di sangue per comparare le concentrazioni di creatinina nel sangue e nell'urina, al fine di fornire una stima della funzionalità renale e della velocità di filtrazione glomerulare.

    Invece, nel caso del rapporto albumina/creatinina nell’urina, la creatinina viene misurata per correggere la quantità di albumina escreta nell’urina, e non per valutare la filtrazione renale.

     

  • I risultati del test sono affidabili?

    I test dell'albumina nell’urina risultano generalmente affidabili per valutare lo stato dei reni, ma possono esseri soggetti a diverse problematiche che ne compromettono la precisione.

    L’analisi delle urine tramite dipstick è rapida, poco costosa e solitamente consente di identificare aumenti significativi di albumina nell’urina. Tuttavia, risulta meno accurata in presenza di livelli inferiori di albumina, determinando la possibilità di non rilevare eventuali aumenti moderati dell’albumina stessa.

    Le strisce reattive forniscono una misurazione semi-quantitativa dell’albumina nell’urina ed il risultato può essere influenzato dal volume totale di urina nel campione, che può alterare la concentrazione di albumina rilevata producendo risultati potenzialmente imprecisi.

    La misura dell'albumina urinaria insieme a quella della creatinina su un campione di urina estemporaneo per il calcolo del rapporto albumina/creatinina permette di determinare in maniera più accurata la quantità di albumina rilasciata nell'urina. Poiché la creatinina viene normalmente escreta nell’urina a velocità costante, la sua quantità è un indicatore della concentrazione dell'urina e può essere utilizzata come fattore correttivo. Tuttavia, eventuali variazioni nella produzione di creatinina possono potenzialmente interferire con la precisione del test.

    La quantità di creatinina escreta nell’urina può differire in diversi momenti della giornata, così anche in risposta all'esercizio fisico, alla posizione eretta o supina e al consumo di determinati alimenti. Inoltre, la massa muscolare, il sesso, l'età e l’etnia possono influenzare la produzione giornaliera totale di creatinina.

    Il rapporto albumina/creatinina viene calcolato sulla base di una produzione standard di creatinina, applicabile alla maggior parte delle persone. Tuttavia, l’eventuale produzione di livelli aumentati o diminuiti di creatinina può produrre risultati che sottostimano o sovrastimano l’effettiva quantità di albumina escreta nell’urina.

    In termini di precisione, la raccolta dell’urina 24 ore viene considerata il gold standard per la misura dell'albumina e per rilevare la concentrazione di albumina nell’urina, poiché analizza tutta l'urina prodotta nell’arco della giornata, superando gli errori riscontrati nei test precedentemente descritti.

    Tuttavia, la raccolta delle 24 ore può risultare disagevole e difficoltosa per i pazienti; la raccolta in eccesso o in difetto dell’urina influenza negativamente la precisione della misurazione dell'albumina totale.

  • È opportuno sottoporsi a follow-up?

    Il riscontro di risultati anomali al test dell'albumina nell’urina può essere seguito da esami di follow-up. I test di ripetizione sono spesso utilizzati per controllare nuovamente l'albumina nell’urina.

    In seguito al riscontro di livelli elevati di albumina possono essere richiesti ulteriori test per valutare la funzionalità renale, quali la stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) o il pannello metabolico di base. Poiché l'albuminuria è spesso associata al diabete e alle malattie cardiovascolari, può essere consigliabile effettuare controlli glicemici o profili lipidici per valutare i livelli di colesterolo.

    Se necessario, possono essere prescritti ulteriori esami del sangue o delle urine, esami di diagnostica per immagini (ad es., ecografia) o, più raramente, biopsie renali.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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