Noto anche come
VMAU
Nome ufficiale
Acido vanilmandelico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 16.10.2020.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come ausilio per diagnosticare o escludere la presenza di neuroblastomi o altri tumori neuroendrocrini; per monitorare l'efficacia del trattamento.

Quando Fare il Test?

In bambini che presentano masse a livello addominale, ecchimosi intorno agli occhi, difficoltà nella deambulazione o dolori ossei; in presenza di sintomi riconducibili ad un aumentato rilascio di catecolamine, quali ipertensione episodica o persistente, grave emicrania, tachicardia e sudorazione; in pazienti sottoposti a trattamento per un tumore neuroendocrino, come il neuroblastoma.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?
Il Test Richiede una Preparazione?

Il risultato dell’esame può essere influenzato da alcuni tipi di farmaci, di alimenti, dalla caffeina e dallo stress. È opportuno informare il proprio medico circa le terapie in uso e seguire le istruzioni che vengono fornite prima della raccolta del campione. 

L'Esame

L'acido vanilmandelico (VMA) è uno dei metaboliti delle catecolamine adrenalina (epinefrina) e noradrenalina (norepinefrina). L’esame misura la concentrazione dell'acido vanilmandelico escreto nell’urina, solitamente in un arco di tempo di 24 ore, per rilevare l'eccesso di adrenalina e noradrenalina. É utilizzato per rilevare la presenza di neuroblastomi o altri tumori neuroendocrini

Le catecolamine sono un gruppo di ormoni prodotti dalle cellule del sistema nervoso simpatico (in tal caso chiamate sostanze neurotrasmettitrici o neurotrasmettitori) o dalla midollare (porzione interna) delle ghiandole surrenali, piccoli organi di forma triangolare localizzati sopra i reni. Le catecolamine principali sono dopamina, adrenalina (epinefrina) e noradrenalina (norepinefrina). Questi ormoni vengono rilasciati nel sangue in risposta a stress fisici o emotivi e aiutano a trasmettere gli impulsi nervosi al cervello; aumentano il rilascio di glucosio e acidi grassi per fornire energia, dilatano i bronchioli (ramificazioni dell’albero bronchiale) e le pupille. La noradrenalina provoca la costrizione dei vasi sanguigni, con conseguente aumento della pressione arteriosa, e l’adrenalina accelera il battito cardiaco ed il metabolismo.

Dopo aver svolto la loro azione, le catecolamine sono metabolizzate a forme inattive. La dopamina diventa acido omovanillico (HVA), la noradrenalina si trasforma in normetanefrina e acido vanilmandelico (VMA) e l’adrenalina diventa metanefrina e VMA. Sia gli ormoni che i loro metaboliti vengono escreti nell’urina. Il VMA è di solito presente nell’urina in piccole concentrazioni fluttuanti, che aumentano in modo apprezzabile durante e subito dopo l’esposizione allo stress.

Una varietà di tumori può originare dalle cellule del sistema neuroendocrino, composto da un insieme di cellule che producono ormoni e cellule nervose, localizzate in organi quali polmoni e apparato digerente. I tumori che originano da queste cellule sono definiti tumori neuroendocrini.

I tumori neuroendocrini, quali neuroblastomi e feocromocitomi, possono talvolta produrre grandi quantità di catecolamine, con aumento di questi ormoni e dei loro metaboliti nel sangue e nell’urina. Le catecolamine prodotte dal tumore possono provocare segni e sintomi gravi, quali ipertensione persistente (pressione sanguigna alta), grave emicrania, tachicardia, sudorazione eccessiva, nausea, ansia e formicolio alle estremità.

Il neuroblastoma è un tumore relativamente raro ma, in accordo con L'Associazione Italiana di Ematologia e Onocologia Pediatrica (AIEOP), risulta essere il tumore più frequente in età neonatale. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 130-140 nuovi casi, con incidenza di circa 1: 40.000 nati vivi/anno.
Solitamente, il tumore insorge nei primi anni di vita, con frequenza maggiore tra il secondo e il terzo anno. Raramente il neuroblastoma è presente alla nascita. Il tumore, che si sviluppa da cellule nervose primitive, può essere localizzato alla sede d'origine, quale addome, ghiandole surrenali, collo, torace o bacino. In circa la metà dei casi, alla diagnosi il tumore si presenta con localizzazioni secondarie in altre zona dell'organismo (metastasi).

Nella maggior parte dei pazienti il trattamento del neuroblastoma risulta efficace. In alcuni casi il tumore può risolversi spontaneamente, senza alcuna terapia; in altri, le cellule tumorali possono maturare spontaneamente in cellule nervose normali, con conseguente conversione del neuroblastoma in un ganglioneuroma benigno o in un ganglioneuroblastoma parzialmente benigno.

I feocromocitomi sono tumori abbastanza rari (incidenza 1/1.000.000 in Italia) che originano nelle ghiandole surrenali e, mentre pochissimi sono maligni, la maggior parte sono benigni e continuano a crescere senza diffondersi fuori dalla sede primaria. Se non trattato, tuttavia, il feocromocitoma può crescere e produrre catecolamine, ed i sintomi possono peggiorare. 

Nel tempo, l’ipertensione dovuta al feocromocitoma può causare danno renale, patologie cardiache ed aumentare il rischio di ictus e infarto. É importante diagnosticare questa patologia per intervenire sull’ipertensione, potenzialmente curabile, che provocano. Nella maggior parte dei casi, i feocromocitomi possono essere rimossi chirurgicamente, riducendo la quantità di catecolamine prodotte ed eliminando o attenuando i sintomi e le complicazioni ad esse associati.

La misura del VMA, insieme a quella delle catecolamine e dei loro metaboliti, può essere utilizzata per contribuire a rilevare la presenza di neuroblastomi. I test d'elezione per la diagnosi del feocromocitoma includono le metanefrine libere plasmatichemetanefrine urinarie e le catecolamine plasmatiche e urinarie. Tuttavia, il VMA può essere prescritto insieme ad uno o più di questi test, come ausilio per diagnosticare o escludere la presenza di feocromocitomi.

Come viene raccolto il campione per l'esame?

Per l'esame urinario è necessaria una raccolta delle urine delle 24 ore, cioè devono essere raccolte tutte le urine prodotte nell’arco della giornata (ma per non più di 24 ore) e conservate in frigorifero. Alternativamente, è possibile raccogliere un unico campione per eseguire l'esame estemporaneo dell'urina

È necessaria una particolare preparazione al test per garantire la qualità del campione?

Il risultato dell’esame può essere influenzato da alcuni tipi di farmaci, di alimenti, dalla caffeina e dallo stress. È opportuno informare il medico in merito all'assunzione di farmaci (prescritti e da banco) o prodotti fitoterapici, e seguire le istruzioni che vengono fornite prima della raccolta del campione. 

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L'acido vanilmandelico (VMA) è utilizzato come supporto per diagnosticare o escludere il neuroblastoma in bambini che presentano masse a livello addominale o altri sintomi riconducibili alla patologia. Può essere prescritto da solo o insieme all'acido omovanillico (HVA), per contribuire a diagnosticare il neuroblastoma, monitorare l’efficacia del trattamento e la presenza di eventuali recidive.

    Nel caso di misura su di un campione di urina estemporaneo, viene prescritto anche il test della creatinina urinaria, ed i risultati del test vengono riportati come rapporto acido vanilmandelico/creatinina e acido omovanillico/creatinina. Dal momento che viene prodotta e rimossa ad una velocità relativamente costante, la concentrazione di creatinina urinaria può infatti essere messa in relazione alla quantità di VMA e HVA eliminata.

    In passato, la misura del VMA veniva frequentemente richiesta per rilevare la presenza del feocromocitoma; attualmente, i test d'elezione includono le metanefrine libere plasmatiche, le metanefrine urinarie e le catecolamine plasmatiche e urinarie. Tuttavia, il VMA può essere prescritto insieme ad uno o più di questi test, come ausilio per diagnosticare o escludere la presenza del feocromocitoma.

  • Quando viene prescritto?

    Il VMA viene richiesto se si sospetta la presenza di neuroblastoma in età pediatrica, o se si vuole escludere tale possibilità. Il VMA può essere prescritto, insieme al HVA, in bambini che presentano masse a livello addominale o altri sintomi riconducibili alla patologia. I segni e i sintomi possono differire in base alla loro localizzazione e variare nel tempo:

    • La maggior parte dei neuroblastomi sono localizzati a livello addominale, pertanto i segni più comuni sono la presenza di un nodulo di consistenza dura o di una massa a livello addominale. Altri esempi includono dolore addominale e perdita di appetito
    • Talvolta il tumore si localizza nella regione del collo e può causare gonfiore e difficoltà nella respirazione e nella deglutizione 
    • Se il tumore esercita una pressione a livello dei nervi spinali, il bambino può manifestare difficoltà nella deambulazione
    • I tumori che metastatizzano alle ossa possono causare dolori ossei; quelli che diffondono al midollo osseo possono compromettere la produzione di cellule del sangue con conseguente affaticamento, pallore ed emorragie

    Inoltre, il neuroblastoma può causare ecchimosi intorno agli occhi, ptosi (palpebre cadenti), comparsa di petecchie (macchie blu-violacee sulla pelle) e, talvolta, compromettere la funzionalità della vescica e dell'intestino. Raramente, può causare spasmi muscolari e opsoclonia (movimenti rapidi degli occhi).

    L'esame del VMA può essere prescritto ad intervalli regolari in bambini sottoposti a trattamento per il neuroblastoma, per monitorare l'eventuale insorgenza di recidive.

    Talvolta, se si sospetta la presenza di feocromocitoma, il VMA può essere prescritto insieme ai test per la misura delle metanefrine o delle catecolamine. Questi test possono essere richiesti in pazienti con ipertensione persistente o ricorrente (non responsiva ai farmaci), per monitorare l'efficacia del trattamento per il feocromocitoma e, periodicamente, per rilevare l'insorgenza di recidive. 

  • Cosa significa il risultato del test?

    Poiché il test dell'acido vanilmandelico è molto sensibile ai fattori esterni ed il neuroblastoma e il feocromocitoma sono rari, il valore predittivo negativo dell’esame è relativamente alto (tasso di falsi positivi maggiore del 15%).

    La presenza di concentrazioni elevate di VMA nell'urina non è diagnostica della patologia; in tal caso sono necessarie ulteriori indagini.

    Lo stress psico-fisico può causare il temporaneo aumento, da moderato a significativo, dei livelli di VMA. É opportuno procedere alla valutazione delle condizioni fisiche del paziente, del suo stato emotivo e dei farmaci utilizzati (prescritti o da banco).
    Dopo aver individuato le sostanze e le patologie che interferiscono, il medico può far ripetere l’esame per verificare se la concentrazione del VMA è ancora elevata. Inoltre, possono essere richiesti la misura delle catecolamine e delle metanefrine, l'analisi delle mutazioni genetiche ed alcuni esami di diagnostica per immagini (quali la risonanza magnetica), come supporto all'individuazione del/i tumore/i.

    Nei pazienti trattati per neuroblastoma o feocromocitoma, la diminuzione dei livelli di VMA indica il successo del trattamento, mentre concentrazioni stabili o in aumento sono dovute alla mancata efficacia della terapia. Se la concentrazione di VMA è inizialmente normale e poi aumenta in un paziente precedentemente trattato per un neuroblastoma o un feocromocitoma, è probabile la presenza di una recidiva.

    Circa il 90% dei bambini con neuroblastoma produce un eccesso di VMA e acido omovanillico. Se la concentrazione del VMA, delle catecolamine e delle metanefrine nell'urina è normale, è improbabile che il bambino sia affetto da un neuroblastoma o l'adulto da un feocromocitoma. Questi tumori non producono necessariamente catecolamine a ritmo costante, pertanto l'aumento dei livelli degli ormoni e dei loro metaboliti può fluttuare nell'urina e non essere rilevabile nel campione raccolto, in particolare nei campioni estemporanei di urina.

  • C’è altro da sapere?

    La concentrazione del VMA non corrisponde necessariamente alla grandezza del tumore, che risulta maggiormente associata alle caratteristiche fisiche del tessuto tumorale. Tuttavia, la quantità totale di VMA tende ad aumentare al crescere delle dimensioni del tumore.

    É possibile richiedere il rapporto VMA/HVA per la valutazione del neuroblastoma: un rapporto basso è associato a prognosi infausta.

    Alcuni tipi di farmaci possono interferire con la misura del VMA; è importante non interrompere l'assunzione dei farmaci senza aver prima consultato un medico. Alcuni esempi di farmaci che possono influire sui livelli di VMA includono anoressizzanti, caffeina, clonidina, disulfiram, istamina, imipramina, insulina, epinefrina, levodopa, litio, morfina, inibitori delle monoamino ossidasi (MAO-I), nitroglicerina e alcaloidi della Rauwolfia. Gli effetti di tali farmaci sui risultati del VMA sono soggettivi e non prevedibili.

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Domande Frequenti
  • È davvero necessario raccogliere l’urina per 24 ore?

    Sì; poiché il rilascio di VMA nell'urina è variabile nel tempo, un campione singolo può non essere sufficiente per la determinazione. Perché l’esame sia accurato, deve essere raccolta tutta l’urina prodotta nell’arco delle 24 ore.

  • Quanto tempo è necessario per eseguire il test?

    Il risultato del test viene reso disponibile in tempi che dipendono dal laboratorio che esegue il test; possono essere necessari diversi giorni. Il test richiede personale specializzato e non viene eseguito in tutti i laboratori.

  • Continuare ad assumere i farmaci può interferire con l'accuratezza del risultato?

    Il risultato del test potrebbe essere compromesso dall'assunzione di alcuni farmaci che aumentano o diminuiscono i livelli di VMA. È importante non interrompere l'assunzione dei farmaci senza aver prima consultato un medico, il quale identificherà le sostanze e i trattamenti farmacologici potenzialmente interferenti con l'esame e valuterà quali di questi possono essere interrotti in modo sicuro. Nel caso in cui non sia possibile interrompere l'assunzione del farmaco, il medico interpreterà i risultati tenendone conto.

  • Alcune persone sono esposte ad un rischio maggiore di sviluppare il feocromocitoma o il neuroblastoma?

    I soggetti con storia familiare positiva per la Neoplasia Endocrina Multipla di tipo 2 (MEN-2), una condizione genetica che aumenta il rischio di sviluppare neoplasie a livello delle ghiandole del sistema endocrino, sono esposti ad un rischio aumentato di sviluppare un feocromocitoma, avere più masse tumorali e in età precoce. Nella maggior parte dei casi i neuroblastomi sono considerati "sporadici", ma nel 1-2% dei casi possono essere dovuti a fattori ereditari quali mutazioni nel gene ALKI pazienti con storia familiare positiva a tali alterazioni sono esposti ad un rischio maggiore. 

Fonti

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