Noto anche come
25-(OH)D
25-OH Vitamina D
25OH-Vitamina D2
25OH-vitamina D3
Calcidiolo
25-idrossicolecalciferolo
Calcifediolo
1,25-OH Vitamina D
1,25-(OH)2D
1,25-(OH)2D2
1,25-(OH)2D3
Calcitriolo
1,25-diidrossicolecalferolo
1α,25-(OH)2D
Nome ufficiale
25-idrossi vitamina D - 1,25-diidrossi vitamina D
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 01.08.2022.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

25-OH Vitamina D

Come supporto nell'individuare uno stato carenziale o un'insufficienza da vitamina D; per monitorare l’efficacia del trattamento in pazienti con carenza di vitamina D; raramente, per rilevare la presenza di intossicazione da vitamina D dovuta all'eccessiva assunzione di supplementi a base di vitamina D.

1,25-OH Vitamina D
Per monitorare e modulare la somministrazione di calcitriolo nei pazienti con insufficienza renale cronica; per la diagnosi differenziale di rachitismi dipendenti da disordini del metabolismo della 25-OH vitamina D o dei fosfati; in casi particolari di iperparatiroidismo primitivo.

Quando Fare il Test?

25-OH Vitamina D
In caso di valori anomali di calcio, fosforo e/o PTH; in presenza di patologie ossee; se si sospetta la carenza di vitamina D; in caso di terapia di lunga data con farmaci interferenti con il metabolismo della vitamina D; in caso di supplementazione a base di vitamina D, per monitorare le concentrazioni raggiunte.
L’Endocrine Society raccomanda l'utilizzo dello screening per la carenza di vitamina D soltanto in presenza di specifiche condizioni di rischio, quali presenza di osteoporosi e patologie che influenzano il metabolismo e l’assorbimento della vitamina D e dei lipidi.

1,25-OH Vitamina D
Nei pazienti con insufficienza renale cronica in terapia con calcitriolo; in casi di ipercalcemia associata a bassi livelli di PTH.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il termine vitamina D viene comunemente utilizzato per identificare diverse forme molecolari sia di pro-ormoni liposolubili (5 diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5) che la forma biologicamente attiva (1,25 diidrossivitamina D). I vari componenti di tale famiglia di molecole derivano da un precursore comune, il 7-deidrocolesterolo o previtamina D3, presente in natura. L'esame prevede il dosaggio del precursore (25-OH Vitamina D) o della forma attiva di vitamina D (1,25-OH Vitamina D).

Le indicazioni cliniche per la misura della forma precursore e della forma attiva sono estremamente differenti:

  • La prima (pro-ormone) fornisce informazioni circa lo stato vitaminico D del paziente, determinato dall’apporto con la dieta (circa il 10% della vitamina D totale) e dalla sintesi a livello cutaneo in seguito all’esposizione alla luce solare (circa il 90% della vitamina D totale). Le due forme di 25-(OH)D più importanti, che vengono dosate nei laboratori clinici, includono la vitamina D2 (ergocalciferolo, 25-(OH)D2), di origine vegetale, e la vitamina D3 (colecalciferolo, 25(OH)D3), di origine animale
  • La determinazione della 1,25 diidrossivitamina D, forma biologicamente attiva, generata in seguito alla seconda idrossilazione in posizione 1α per azione di un enzima espresso a livello renale, ha indicazioni cliniche molto limitate, quali il monitoraggio dei pazienti con grave insufficienza renale in corso di trattamento con calcitriolo, la diagnosi differenziale dei rachitismi ed in alcuni casi le alterazioni del metabolismo fosfocalcico.


25-OH Vitamina D

La 25-idrossivitamina D è la forma dell’ormone maggiormente rappresentata in circolo ed è il precursore inattivo della forma attiva, l'1,25-diidrossivitamina D. La 25-(OH)D, caratterizzata da una lunga emivita ed un'elevata concentrazione plasmatica, viene comunemente dosata per monitorare lo stato vitaminico D del paziente.

La vitamina D viene mantenuta nell’organismo grazie a due meccanismi, uno endogeno, con la produzione dell’ormone in seguito all’esposizione alla luce solare, ed uno esogeno, tramite il consumo di determinati cibi o l'assunzione di integratori alimentari. La vitamina D introdotta con la dieta può avere strutture chimiche differenti in base all’origine: vegetale (o fungina), la vitamina D(ergocalciferolo), e animale, la vitamina D3 (colecalciferolo). La D2 deriva unicamente da fonti alimentari, è presente in alcuni cibi, negli integratori alimentari e nei preparati farmaceutici vitaminici, che possono contenere indifferentemente entrambe le forme vitaminiche. La vitamina D3 viene invece prodotta dall’organismo a livello cutaneo sotto l’effetto dell’irraggiamento solare. Le due forme di vitamina, D2 e D3, hanno lo stesso effetto e pertanto è importante conoscere la somma delle loro quantità, ovvero la concentrazione totale della 25-OH vitamina D.

La maggior parte dei metodi analitici per la misura della 25-OH vitamina D non distingue le due forme D2 e D3 e misura la concentrazione totale. Altri metodi invece distinguono le due forme. La concentrazione della 25-(OH)D viene utilizzata per fornire una stima della riserva di 25-OH vitamina D.

Solo lo 0.1% di 25-(OH)D si trova libera in circolo mentre, il 99.9% si trova legata alla proteina legante la vitamina D (DBP o VDBP), in grado di legare anche, seppur con diversa affinità, tutti i metaboliti di vitamina, una proteina circolante della stessa famiglia dell’albumina.


1,25-OH Vitamina D

La 1,25-diidrossi vitamina D è la forma considerata come biologicamente attiva dell’ormone 25-idrossi vitamina D, prodotto in seguito ad una prima idrossilazione a livello epatico delle vitamine D2 e D3. La seconda idrossilazione, che porta all’attivazione delle funzioni biologiche dell’ormone, avviene a livello renale. La 1,25-diidrossi vitamina D ha un’emivita di poche ore e una concentrazione in circolo (pg/mL) mille volte inferiore a quella del suo precursore.

La vitamina D svolge una funzione regolatoria nell’assorbimento di calcio, fosforo e magnesio.
É essenziale nell’accrescimento osseo e per la salute dell’osso stesso; in assenza di tale ormone, le ossa risultano fragili, malformate e incapaci di ripararsi. Tale patologia è nota con il nome di rachitismo nei bambini e di osteomalacia negli adulti. Inoltre, la vitamina D è implicata nei meccanismi autoimmuni, nelle funzioni metaboliche e nella prevenzione tumorale.

In circolo, anche 1,25-(OH)D si trova legata a DBP e solo circa l’1% si trova in forma libera.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    25-OH Vitamina D

    Il dosaggio della 25-(OH)D viene richiesto per stabilire se eventuali fragilità ossea, malformazioni ossee o disturbi del metabolismo del calcio (valori patologici di calcio, fosforo, PTH) siano imputabili alla carenza o all'eccesso di vitamina D.

    Poiché la vitamina D è solubile negli acidi grassi e come tale viene assorbita dall’intestino, la sua misura risulta utile in patologie quali fibrosi cistica, morbo di Chron e nei pazienti che sono stati sottoposti a resezione gastrica, con conseguente compromissione della capacità di assorbimento dell'ormone. Inoltre, tale test viene utilizzato per monitorare l’efficacia di terapie a base di vitamina D, calcio, fosforo e/o magnesio.

    1,25-OH Vitamina D

    La determinazione della 1,25-(OH)D, caratterizzata da breve emivita e ridotte concentrazioni, è indicata soltanto in determinate circostanze, in particolare nel monitoraggio della terapia farmacologica. La 1,25-(OH)D rappresenta la forma biologicamente attiva dell’ormone; pertanto, la sua somministrazione non può essere intesa come assunzione di un integratore (diversamente da quanto accade per il precursore inattivo 25-OH vitamina D), ma come somministrazione di un farmaco la cui posologia deve essere accuratamente monitorata. 

  • Quando viene prescritto?

    25-OH Vitamina D

    Il dosaggio della 25-(OH)D viene richiesto quando i livelli di calcio ematico risultano ridotti ed il paziente presenta sintomi di carenza di vitamina D, quali:

    • Fragilità ossea
    • Sviluppo anomalo delle ossa
    • Malformazioni ossee
    • Dolore osseo
    • Debolezza muscolare o crampi
    • Convulsioni
    • Anomalie dentali

    La carenza di vitamina D è un fenomeno piuttosto comune; secondo una recente analisi eseguita per conto dell’European Calcified Tissue Society la prevalenza di insufficienza di vitamina D (25-(OH)D compresa tra 50 nmol/L e 30nmol/L) si aggira tra 6.6% e 33.6% nell’Europa settentrionale e del 27.2-61.4% nell’Europa occidentale mentre le prevalenze di insufficienza (25-(OH)D < 30nmol/L) sono di 0.4-8.4% e 4.6-30.7%, rispettivamente.

    Attualmente, nessuna organizzazione sanitaria raccomanda l'utilizzo dello screening a livello della popolazione generale per la carenza di vitamina D. Il dosaggio della vitamina D dovrebbe essere eseguito solo in presenza di specifiche condizioni di rischio, quali presenza di osteoporosi e patologie con influenzano il metabolismo e l’assorbimento della vitamina D, come pancreatitemalattie infiammatorie intestinaliceliachiamalattie epatiche o renali, o che interferiscono con l'assorbimento dei lipidi, come la fibrosi cistica.

    Inoltre, il test può essere richiesto prima di iniziare una terapia per l’osteoporosi (che può richiedere anche la somministrazione di vitamina D) o in caso di sospetta tossicità da vitamina D, che può verificarsi in seguito all'eccessiva assunzione di vitamina D tramite supplementi.

    L'eccessiva introduzione di vitamina D può stimolare l'organismo ad assorbire quantità maggiori di calcio da fonti alimentari ed aumentare il riassorbimento osseo, con conseguente ipercalcemia che può causare la manifestazione di sintomi quali affaticamento, confusione, dolore osseo, nausea e vomito, minzione frequente e problemi renali.

    1,25-OH Vitamina D

    La determinazione della 1,25-(OH)D non deve essere utilizzata per la valutazione dello stato vitaminico D, ovvero della concentrazione del precursore della forma attiva, bensì per l'individuazione di malattie e condizioni cliniche che interessano il normale metabolismo di calcio e fosforo.

    Viene richiesta in pazienti in trattamento farmacologico con calcitriolo quando sono riscontrati livelli elevati di calcio ematico o in pazienti affetti da patologie che possono produrre un eccesso di vitamina D, quali sarcoidosi o linfomi. Raramente, viene richiesta in caso di sospetta alterazione dell'1-alfa-idrossilasi.

    Inoltre, la misura della vitamina D viene utilizzata per la diagnosi o il monitoraggio di patologie delle ghiandole paratiroidi, poiché il PTH è fondamentale per l’attivazione della 1,25-(OH)D.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Esistono differenti metodi analitici per dosare la vitamina D, rendendo difficoltoso stabilire dei livelli di riferimento universali.

    Il fabbisogno di vitamina D è soggettivo; pertanto, non esiste un valore di vitamina D che possa essere considerato univocamente basso per la popolazione.

    25-OH Vitamina D

    Come precedentemente accennato, misurare con precisione la 25-(OH)D risulta difficoltoso ed i risultati possono variare sia a seconda della metodologia analitica utilizzata, ma anche tra laboratori che utilizzano lo stesso metodo d'indagine.

    In generale, bassi livelli nel sangue indicano una scarsa esposizione ai raggi solari, una scarsa introduzione con la dieta o un malassorbimento intestinale. Talvolta, l'assunzione di farmaci antiepilettici, come la fenitoina (Dilantin), può interferire con la produzione di vitamina D nel fegato.

    Esistono evidenze circa la correlazione tra basse concentrazioni di vitamina D ed aumentato rischio di tumori, patologie autoimmuni e cardiache.

    Alti livelli di 25-(OH)D indicano un sovradosaggio farmacologico o un'eccessiva introduzione con la dieta.

    1,25-OH Vitamina D

    La concentrazione misurata deve essere adeguata agli obiettivi terapeutici che si vogliono raggiungere. Livelli eccessivamente elevati di 1,25-diidrossivitamina D indicano un sovradosaggio farmacologico.

  • C’è altro da sapere?

    Alte concentrazioni di vitamina D e calcio possono causare calcificazione e danneggiamento degli organi, in particolar modo a livello di reni e vasi sanguigni.

    Se la concentrazione di magnesio è bassa, si può verificare una diminuzione dei livelli di calcio, resistente alla regolazione da parte di vitamina D e PTH. In tal caso, è necessario introdurre supplementi di calcio e magnesio per ottenere una normale funzionalità.

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Domande Frequenti
  • Esistono altri usi della vitamina D?

    Sì, può essere addizionata in creme ed altri preparati per il trattamento della psoriasi, al fine di rallentarne il decorso.

  • La misura della 25-OH vitamina D e della 1,25-OH vitamina D hanno lo stesso significato?

    No, la misura della 25-(OH)D fornisce un'indicazione circa l’apporto e la riserva di vitamina D (precursore della forma più attiva) del paziente, con indicazioni per un'eventuale supplementazione; la misura della 1,25-(OH)D (forma biologicamente attiva) è indicata soltanto per i pazienti in trattamento con questo ormone per patologie quali insufficienza renale cronica, psoriasi e malattie autoimmuni.

  • La vitamina D è un componente necessario nella somministrazione di calcio?

    Poiché l’assorbimento di calcio è dipendente dalla vitamina D, talvolta tale ormone viene aggiunto agli integratori a base di calcio. In realtà, se la concentrazione di vitamina D nell’organismo è sufficiente non è necessario ricorrere ad un’aggiunta di questo tipo. Comunque sia, la concentrazione di vitamina D in questi composti non è tale da indurre un eccesso dell’ormone nell’organismo.

  • Si può avere il giusto apporto di vitamina D da yogurt e formaggio?

    Sebbene al latte sia quasi sempre aggiunta vitamina D, ciò non avviene nei suoi derivati. L’apporto giornaliero consigliato è di 2000 UI di vitamina D.

  • É corretto mangiare latte e cereali con aggiunta di vitamina D?

    Sì, spesso la quantità di vitamina D prodotta dall’organismo o introdotta con la dieta è insufficiente, in particolare quando l’esposizione ai raggi solari è scarsa. Pertanto, all’interno dei territori della Comunità Europea è possibile produrre e commercializzare alimenti fortificati, ossia in cui la vitamina è stata aggiunta durante la lavorazione, al fine di garantirne un apporto adeguato, ridurre il rischio di carenze e diminuire l'incidenza di rachitismo e osteomalacia.

    Gli alimenti fortificati in vitamina D più diffusi includono latte di soia, latte di mucca, succo d’arancia, cereali e farina d’avena.

  • Cosa comporta la carenza di vitamina D nei bambini?

    La carenza e l'insufficienza di vitamina D possono causare l'insorgenza di una grave malattia nota come rachitismo, che colpisce lo sviluppo delle ossa causando malformazioni scheletriche, ridotta crescita, bassa statura e problemi dentali.

    La carenza di vitamina D in età infantile si verifica comunemente nei paesi caratterizzati da un'alta prevalenza della malnutrizione. Tuttavia, ulteriori fattori di rischio che predispongono ad uno stato carenziale possono verificarsi nei neonati e bambini di qualsiasi paese, e comprendono:

    • Allattamento esclusivo al seno, poiché il latte materno ha un basso contenuto di vitamina D
    • Mancata esposizione alla luce solare, pigmentazione della pelle più scura e uso di protezioni solari
    • Diete che limitano l'assunzione di alimenti ricchi o fortificati con vitamina D

Approved

Revisori: Dr. Giovanni Lombardi; Ospedale Galeazzi, Laboratorio di Biochimica Sperimentale e Biologia Molecolare, Milano, Italia - Poznań University of Physical Education, Department of Athletics, Strength and Conditioning, Poznań, Polska / Dr.ssa Franca Pagani; Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza, Brescia

Fonti

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