Noto anche come
25OH-Vitamina D2
25OH-vitamina D3
Calcidiolo (25-idrossi-vitamina D)
25-Idrossicolecalciferolo
Calcifediolo (25-idrossi-vitamina D)
Calciferolo o Ergocalciferolo (precursore 25OH-vitamina D2)
Colecalciferolo (precursore 25OH-vitamina D3)
1,25(OH)2D
Calcitriolo
Nome ufficiale
25-idrossi-vitamina D - 1,25 diidrossi-vitamina D
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 01.12.2017.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

25-OH Vitamina D
Per determinare se c’è carenza di vitamina D e monitorare l’eventuale supplementazione

1,25-OH Vitamina D
Per monitorare e modulare la somministrazione di calcitriolo nei pazienti con insufficienza renale cronica, nella diagnostica differenziale dei rachitismi dipendenti da disordini del metabolismo della 25-OH vitamina D o dei fosfati, in casi particolari di iperparatiroidismo primitivo

 

 

 

Quando Fare il Test?

25-OH Vitamina D
In caso di valori anomali di calcio, fosforo e/o PTH, se viene evidenziata una patologia ossea, se c’è il sospetto di carenza di vitamina D, in caso di supplementazione a base di vitamina D per monitorare le concentrazioni raggiunte.
L’Organizzazione Nazionale per l’Osteoporosi statunitense raccomanda di eseguire il test alle donne ad alto rischio di deficienza di vitamina D (anziane, affette da malassorbimento, ricoverate e quelle di colore).

1,25-OH Vitamina D
Nei pazienti con insufficienza renale cronica in terapia con calcitriolo, in casi di ipercalcemia associata a bassi livelli di PTH

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso, prelevato dal braccio del paziente.

Il Test Richiede una Preparazione?

No.

L'Esame

Sotto il nome vitamina D sono raggruppate varie forme molecolari sia di pro-ormoni liposolubili (5 diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5) che la forma biologicamente attiva (1,25 diidrossi vitamina D).

Le indicazioni cliniche per la misura delle forme non attive e della forma attiva sono completamente differenti:

  • le prime (pro-ormoni) danno informazioni sullo stato vitaminico D del paziente, determinato dall’apporto con la dieta (circa il 10% della vitamina D totale) e con la sintesi a livello della cute per mezzo dell’esposizione ai raggi solari (circa il 90% della vitamina D totale).  Tra i pro-ormoni le due più importanti forme, che si determinano nei laboratori clinici, sono la vitamina D2 e la vitamina D3 nella forma idrossilata in posizione 25 della molecola.
  • la determinazione della 1,25 diidrossi vitamina D, forma biologicamente attiva in seguito alla seconda idrossilazione in posizione 25 per azione di enzimi a livello renale, ha indicazioni cliniche molto limitate quali il monitoraggio dei pazienti con grave insufficienza renale in corso di trattamento con calcitriolo, la diagnosi differenziale dei rachitismi e in alcuni casi di alterazione del metabolismo fosfocalcico.


25-OH Vitamina D

La 25-idrossivitamina D è la forma dell’ormone più presente in circolo ed è il precursore inattivo della forma attiva, 1,25- diidrossivitamina D. A causa della sua lunga emivita e alta concentrazione, la 25-idrossivitamina D viene comunemente misurata per monitorare lo stato vitaminico D nel paziente.

La vitamina D viene mantenuta nell’organismo grazie a due meccanismi, uno endogeno, con la produzione dell’ormone grazie all’esposizione al sole ed uno esogeno, con l’introduzione per via alimentare della vitamina D. La struttura chimica di questi tipi di vitamina D è differente e vengono chiamate vitamina D2 (ergocalciferolo) e vitamina D3 (colecalciferolo). La D2 è presente in alcuni cibi, negli integratori alimentari e nei preparati farmaceutici vitaminici possono essere presenti indifferentemente le due forme di vitamina. La vitamina D3 invece viene prodotta dall’organismo a livello cutaneo sotto l’effetto dell’irraggiamento solare. Le due forme di vitamina, D2 e D3, hanno lo stesso effetto e quindi è importante conoscere la somma delle loro quantità ovvero la concentrazione totale della 25-OH vitamina D.

La maggior parte dei metodi analitici per la misura della 25-OH vitamina D non distinguono le due forme D2 e D3 e misurano la concentrazione totale. Altri metodi invece distinguono le due forme. La concentrazione di 25-OH vitamina D viene utilizzata per avere una stima della riserva di 25-OH vitamina D.

Sorgenti e forme di Vitamina D

Vitamina D


1,25-OH Vitamina D

La 1,25-diidrossi vitamina D è la forma attiva dell’ormone 25-idrossi vitamina D. La seconda idrossilazione, che porta all’attivazione delle funzioni biologiche dell’ormone, avviene a livello renale. La 1,25-diidrossi vitamina D ha un’emivita di poche ore e la concentrazione circolante (pg/mL) è mille volte inferiore a quella del suo precursore.

La Vitamina D svolge una funzione regolatoria nell’assorbimento di calcio, fosforo e magnesio.
Essa è di vitale importanza nell’accrescimento osseo e per la salute dell’osso stesso; in assenza di tale ormone le ossa sono fragili, malformate e incapaci di ripararsi, questa patologia è chiamata rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti. La Vitamina D è inoltre implicata nei meccanismi autoimmunitari, nelle funzioni metaboliche e nella prevenzione del cancro.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Il campione di sangue è ottenuto tramite prelievo venoso dal braccio del paziente.

  • Ereparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    25-OH Vitamina D

    L’esame è utilizzato per chiarire se la fragilità ossea, le malformazioni ossee o l’anormale metabolismo del calcio (valori patologici di calcio, fosforo, PTH) siano da imputare a mancanza o eccesso di Vitamina D.

    Poiché la vitamina D è solubile negli acidi grassi e come tale viene assorbita dall’intestino, la sua misura risulta utile nelle patologie quali la fibrosi cistica, il morbo di Chron e nei pazienti che hanno subito gastroresezione a non sono in grado di assorbire abbastanza ormone. Questo test viene inoltre utilizzato per monitorare l’efficacia di terapie a base di vitamina D, calcio, fosforo e/o magnesio.

    1,25-OH Vitamina D

    La misura della 1,25-diidrossi vitamina D, data la sua bassa concentrazione e breve emivita, è indicata solo in poche e particolari condizioni: principalmente serve nel monitoraggio della terapia farmacologica. Essendo questa la forma biologicamente attiva dell’ormone, la sua somministrazione non può essere intesa come assunzione di un integratore (come viene fatto per il precursore inattivo 25-OH vitamina D) ma come somministrazione di un farmaco la cui posologia deve essere accuratamente monitorata. 

  • Quando viene prescritto?

    25-OH Vitamina D

    E’ richiesto quando il calcio è basso ed il paziente presenta sintomi di carenza di vitamina D, come malformazioni ossee nei bambini e rachitismo, osteomalacia, fragilità ossea. La carenza di vitamina D è un fenomeno piuttosto comune; alcuni studi hanno infatti dimostrato che il 50% circa delle donne anziane trattate per l’osteoporosi hanno una carenza di tale ormone. Questo test è inoltre richiesto prima di iniziare una terapia per l’osteoporosi (che può richiedere anche la somministrazione di vitamina D)

    1,25-OH Vitamina D

    L’esame non deve essere utilizzato per la valutazione dello stato vitaminico D, ovvero del livello di concentrazione del precursore della forma attiva.

    E’ richiesto nei soggetti in trattamento farmacologico con calcitriolo.

    E’ richiesto quando il calcio è alto o il paziente ha una malattia che può produrre un eccesso di vitamina D, in presenza di patologie quali sarcoidosi o linfomi. Raramente è richiesto quando c’è il sospetto di alterazioni di alfa1 idrossilasi.

    La misura di vitamina D è usata anche per fare diagnosi o per monitorare patologie delle ghiandole paratiroidee dato che il PTH è fondamentale per l’attivazione della vitamina D.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Ci sono differenti metodi di misura della vitamina D e ciò rende difficile stabilire dei livelli di riferimento universali.

    25-OH Vitamina D

    Bassi livelli nel sangue indicano una scarsa esposizione ai raggi solari o una scarsa introduzione con la dieta o un malassorbimento intestinale. A volte farmaci antiepilettici come la fenitoina (Dilantin) possono interferire con la produzione di vitamina D nel fegato.

    Esistono evidenze che una bassa concentrazione di vitamina D sia correlata ad un aumentato rischio di ammalarsi di cancro, di patologie autoimmuni e patologie cardiache.

    Alti livelli di 25-idrossivitamina D indicano un sovradosaggio farmacologico o nella dieta di tale ormone.

    1,25-OH Vitamina D

    La concentrazione misurata deve essere adeguata agli obiettivi terapeutici che si vogliono raggiungere. Livelli eccessivamente elevati di 1,25-diidrossivitamina D indicano un sovradosaggio farmacologico.

  • C’è altro da sapere?

    Alte concentrazioni di Vitamina D e di calcio possono portare a calcificazione e danneggiare gli organi, in modo particolare reni e vasi sanguigni

    Se la concentrazione di magnesio è bassa, si può verificare una diminuzione del livello di calcio, resistente alla regolazione da parte di vitamina D e PTH. In questo caso è necessario introdurre supplementi di calcio e magnesio per ottenere una normale funzionalità.

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Domande Frequenti
  • Esistono altri usi della vitamina D?

    Sì, in una crema contro la psoriasi.

  • La misura della 25-OH vitamina D e della 1,25-OH vitamina D hanno lo stesso significato?

    Assolutamente NO, la misura della 25-OH vitamina D fornisce una indicazione sull’apporto e riserva di  vitamina D (inattiva) con l’indicazione per una eventuale supplementazione; mentre la misura della 1,25-OH vitamina D (forma attiva) è indicata solo per i pazienti in trattamento con questo ormone  per patologie quali insufficienza renale cronica, psoriasi, malattie autoimmuni, ecc.

  • La vitamina D è un componente necessario nella somministrazione di calcio?

    Poiché l’assorbimento di calcio è dipendente dalla vitamina D, alcune industrie aggiungono anche l’ormone negli integratori di calcio. In realtà se la concentrazione di vitamina D nell’organismo è sufficiente, non è necessario ricorrere ad un’aggiunta di questo tipo. Comunque la concentrazione di vitamina D in questi composti non è tale da indurre un eccesso dell’ ormone nell’organismo.

  • Si può avere il giusto apporto di vitamina D da yogurt e formaggio?

    Sebbene al latte sia quasi sempre aggiunta vitamina D, ciò non avviene nei suoi derivati. L’apporto giornaliero consigliato è di 2000 UI di vitamina D.

  • E’ corretto mangiare latte e cereali con aggiunta di vitamina D?

    Sì, la quantità di vitamina D prodotta dall’organismo non è sufficiente, in particolar modo quando l’esposizione ai raggi solari è scarsa e per molte persone non è sufficiente nemmeno l’introduzione con la dieta. Negli Stati Uniti è uso comune aggiungere vitamina D agli alimenti come latte, cereali e succhi di frutta, in questo modo è stato drasticamente diminuito il numero di incidenza di rachitismo.

Fonti

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