Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 10.08.2018.

Il significato dello screening di patologie tumorali (eseguire i test quando cioè la persona non mostri alcun segno della patologia stessa) è quello di determinare la presenza di tumori nel loro stadio iniziale, quando sono risolvibili. Questi test hanno un doppio valore: prevenire la sofferenza e, in alcuni casi, la morte del paziente e non caricare il Sistema Sanitario Nazionale di spese per cure che possono essere evitate, in modo semplice. Consultare il medico.

Programmi di screening
  • Tumore della Cervice Uterina

    Ultima Revisione: 10/08/2018


    La maggior parte delle complicanze e delle morti per tumore alla cervice uterina (la parte più bassa dell’utero) possono essere evitate mediante l'adesione ai programmi di screening. Questo è un tipo di tumore che cresce lentamente e che può impiegare diversi anni per svilupparsi. Il tumore è, nella quasi totalità dei casi, causato dall'infezione persistente del Papilloma virus umano (HPV), un virus a trasmissione sessuale (anche se non necessariamente tramite rapporti sessuali completi) responsabile di una delle malattie sessualmente trasmesse.

    Esistono molti tipi di HPV (ceppi), ma solo alcuni sono responsabili dello sviluppo del tumore, definiti ad "alto rischio". Tra questi, i ceppi HPV 16 e 18 sono responsabili di circa il 70% delle forme tumorali. Il virus è molto diffuso, soprattutto tra le persone giovani adulte sessualmente attive. E' tuttavia stato osservato che prima dei 30-35 anni, le infezioni da HPV sono molto frequenti ma, spesso, a risoluzione spontanea. 

    Vista la grande diffusione del virus, l'infezione è difficilmente prevenibile. Oltre al vaccino contro i ceppi HPV più frequentemente associati allo sviluppo del tumore, lo screening è il mezzo più efficace per proteggersi dal cancro della cervice uterina. Lo screening si prefigge di identificare il tumore ad uno stadio precoce e quindi più facilmente curabile. L'obiettivo primario consiste nell'identificare le eventuali lesioni pre-cancerose in modo tale da monitorarle o rimuoverle prima dello sviluppo di un tumore vero e proprio.

    Fino a poco tempo fa, il Pap Test era l'unico test utilizzato nell'ambito dei protocolli di screening per il tumore del collo dell'utero e veniva offerto a tutte le donne di età compresa 25 ed i 64 anni, ogni 3 anni. L'introduzione e validazione di un nuovo test molecolare per la ricerca del materiale genetico (DNA) dei ceppi di HPV (test HPV DNA) ad "alto rischio", ha recentemente cambiato le indicazioni dei programmi di screening nazionali. Il Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018 ha infatti introdotto il test HPV DNA come test di primario per lo screening. Il test HPV DNA consente di rilevare la presenza dei ceppi virali a rischio di sviluppare il tumore, prima che ancora che siano presenti delle lesioni visibili tramite il Pap Test.

    Di seguito, le nuove raccomandazioni:

    • Per le donne di età compresa tra i 25 ed i 30-35 anni (variazioni su base regionale), viene offerto il Pap Test che, se negativo, deve essere ripetuto ogni 3 anni.
    • Per le donne di età compresa tra i 30-35 ed i 64 anni, viene offerto il test HPV DNA che, se negativo, deve essere ripetuto ogni 5 anni.
       

    Nel caso in cui il test HPV DNA risulti positivo, viene eseguito il Pap Test utilizzando lo stesso campione raccolto per il test molecolare. In caso di Pap Test negativo, la paziente vene invitata a ripetere il test HPV DNA dopo 1 anno. In caso contrario, o in qualsiasi caso di Pap Test positivo, la paziente viene sottoposta a colposcopia, un esame ginecologico che consente al ginecologo di osservare il collo dell'utero e rilevare le alterazioni che, se necessario, vengono rimosse tramite biopsia per gli approfondimenti diagnostici. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina Carcinoma della Cervice.

    Il Pap Test non viene offerto prima dei 25 anni poiché l’incidenza del tumore in questa fascia d’età è molto bassa. Il test viene offerto ogni 3 anni poiché si tratta di un intervallo sufficientemente breve da rendere poco probabile lo sviluppo di un tumore, ma non così tanto da individuare lesioni che regredirebbero spontaneamente e quindi che potrebbero indurre ad effettuare trattamenti non necessari.

    Il test HPV DNA non viene offerto prima dei 30-35 anni, poiché le infezioni a risoluzione spontanea, prima di questa età, sono molto frequenti. Lo screening con la ricerca del materiale genetico virale in donne troppo giovani, potrebbe quindi portare a trattare inutilmente delle infezioni da HPV destinate a risolversi spontaneamente, generando interventi non necessari e costosi, oltre che un notevole carico di ansia per le pazienti.
    In assenza di infezione da parte di ceppi HPV ad "alto rischio", la probabilità che la donna sviluppi un tumore è molto bassa. Inoltre il test HPV consente di rilevare il virus prima ancora che compaiano lesioni evidenti. Questo consente di poter effettuare lo screening ogni 5 anni, piuttosto che ogni 3 come invece richiesto per il Pap Test.

    Il vaccino contro l'HPV non esonera dall'esecuzione del test. Questo perché i vaccini disponibili (Gardasil® e Cervarix®) sono in gradi di proteggere solo contro i ceppi che più comunemente causano il tumore del collo dell'utero (HPV 16 e 18)  ma non contro la totalità dei virus responsabili del tumore.

    Sia il Test HPV DNA che il Pap Test, vengono eseguiti su un campione di cellule della cervice uterina, prelevati ambulatorialmente tramite l'inserimento in vagina di un divaricatore (lo speculum) e quindi il lieve raschiamento della parete della cervice uterina tramite una spazzolina. La procedura provoca un lieve fastidio e potrebbe comportare un leggero sanguinamento subito dopo. Per l'esecuzione del test, viene richiesto di astenersi dai rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti la raccolta del campione. Inoltre, non devono essere utilizzati ovuli, lavande o creme vaginali nei tre giorni precedenti, e il ciclo mestruale deve essere cessato da almeno 3 giorni. L’esame non deve essere eseguito durante il periodo mestruale o in caso di perdite ematiche, ma può essere eseguito in gravidanza. Ai fini della corretta esecuzione del test, in sede di prelievo possono essere richieste alcune informazioni anamnestiche, come la data dell'ultima mestruazione, l'eventuale uso di contraccettivi, visite ginecologiche o ecografie transvaginali recenti, l'assunzione di farmaci ecc...

    Il test di screening viene di solito eseguito presso gli studi ginecologici, nelle ASL, nei consultori, negli ospedali e nelle cliniche.


    Pagine Correlate

    In questo sito

    Test:

    Papillomavirus (HPV)

    Pap Test

    Patologie/Condizioni Cliniche:

    Carcinoma della Cervice

    Altrove sul web

    Screening per il cancro del collo dell'utero - Ministero della Salute

    Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018

    Le 100 domande sull’HPV - GISCI

    Vaccinazione contro il Papillomavirus umano - Ministero della Salute

    Papillomavirus umano (infezione da) - Ministero della Salute

    I numeri del cancro in Italia 2017

    American Cancer Society: Cervical Cancer

    WHO | Human papillomavirus (HPV)

    Human papillomavirus - Disease facts ECDC


    Fonti

    Indicazioni per il prelievo citologico nello screening per il carcinoma cervicale - Documento GISCI

    Raccomandazioni sul test hr-hpv come test di screening primario - Documento GISCI

    Le 100 domande sull’HPV - GISCI

     

  • Tumore al seno

    Il tumore al seno è la seconda causa di morte nelle donne nel mondo occidentale. L’incidenza tende ad aumentare con l’età, con il 95% dei casi dei casi che riguardano donne sopra i 40 anni. In accordo con le stime effettuate tra il 2004 e il 2008 dall’American Cancer Society (ACS), le donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni, hanno la più bassa incidenza di tumore al seno. Poiché il tumore al seno non da sintomi allo stadio precoce, quando cioè sarebbe trattabile, lo screening è fondamentale per determinarne l’eventuale presenza, precocemente.

    Raccomandazioni
    Le raccomandazioni per le varie fasce d’età:

    • Le donne tra i 20 e i 45 anni dovrebbe farsi palpare il seno dal ginecologo o dal medico curante, ogni tre anni
    • A partire dai 20 anni d’età, è opportuno che ogni donna effettui l’autopalpazione del seno (parlare con un ginecologo per ricevere istruzioni a riguardo) e riporti ogni cambiamento avvertito al proprio medico.
    • Le donne tra i 45 e i 50 anni d’età devono sottoporsi ad una mammografia all’anno e dai 50 ai 74 anni d’età ad una mammografia ogni due anni.


    Le raccomandazioni riportate sopra riguardano le donne senza fattori di rischio di sviluppare un tumore al seno. Se la donna è un soggetto a rischio, deve rivolgersi al proprio medico per sviluppare un programma di screening individuale. LA ACS ha riportato, nei link sottostanti, la lista dei fattori di rischio di sviluppare il tumore mammario, inclusi la predisposizione genetica o la personale storia clinica. ACS raccomanda inoltre che le donne ad alto rischio si sottopongano a risonanza magnetica (MRI) oltre alla mammografia, annualmente a partire dai 30 anni d’età.

    Fonti
    American Cancer Society: What are the risk factors for breast cancer?
    Familydoctor.org: Breast Cancer

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    American Cancer Society. Breast Cancer Facts & Figures 2011-2012. PDF available for download at http://www.cancer.org/acs/groups/content/@epidemiologysurveilance/documents/document/acspc-030975.pdf through http://www.cancer.org. Accessed July 2012. 

    American Cancer Society Guidelines for the Early Detection of Cancer. Available online at http://www.cancer.org/Healthy/FindCancerEarly/CancerScreeningGuidelines/american-cancer-society-guidelines-for-the-early-detection-of-cancer through http://www.cancer.org. Accessed July 2012.

  • Tumore del colon retto

    Il tumore del colon retto è la seconda causa di morte per tumore in donne e uomini nel mondo occidentale. Questo tipo di tumore però è sia prevenibile che trattabile mediante lo screening. Alcuni studi hanno dimostrato che uno screening regolare possa prevenire circa un terzo delle morti per tumore del colon- retto  e che la sopravvivenza a cinque anni sia del 90% se la determinazione è precoce.

    I test di screening che determinano la presenza di polipi e li rimuovono possono prevenire il tumore del colon- retto. Poiché essi sono più facilmente riscontrabili in persone di 50 anni e oltre, gli esperti raccomandano lo screening universale delle persone a medio rischio in questa fascia d’età. D’altra parte, se il paziente ha uno o più fattori di rischio descritti sotto, è importante decidere insieme al medico circa le opzioni di screening più rigorose e frequenti.

    Rischi
    Le cause specifiche del tumore colon- rettale rimangono sconosciute, ma il rischio aumentato sembra essere associato con fattori genetici e con fattori connessi alla dieta e allo stile di vita.  In accordo con l’associazione americana Centers for Disease Control and Prevention (CDC), I fattori di rischio sono la mancanza di regolare esercizio fisico, scarso consumo di frutta, verdure e fibre, dieta ricca di grassi, obesità, eccessivo consumo di alcol e fumo. Gli afro-americani hanno la più elevata incidenza di tumore del colon- retto e gli ebrei aschenaziti hanno il rischio più alto di sviluppare questo tumore.

    E’ corretto sottoporsi a screening più frequentemente se si hanno fattori di rischio. Se si iniziano a fare i test di screening prima dei 50 anni, a causa di uno o più fattori di rischio, è importante continuare a farli ad intervalli raccomandati dal medico.

    • Rischio intermedio: Include le persone sopra i 50 anni, senza altri fattori di rischio
    • Rischio aumentato:
      • Storia familiare di tumore del colon-retto o poliposi adenomatosa, polipo associato ad un aumentato rischio di sviluppare tumore del colon-retto. La maggior parte di questi tumori insorge in persone senza una storia familiare di questa patologia, anche se 1 paziente su 5 ha dei parenti che hanno già avuto la patologia.

    Nello specifico, se il paziente ha parenti di primo grado (genitori, fratelli o figli) che hanno avuto tumore colon-rettale o poliposi adenomatosa prima dei 60 anni d’età, o ha due o più parenti di primo grado che hanno avuto queste patologie ad una qualunque età, allora si trova in questa fascia di rischio. Il rischio è circa duplicato in coloro che hanno un parente di primo grado affetto, e più che duplicato se il parente è stato diagnosticato da giovane o se i parenti di primo grado affetti sono più di uno.

    • Il paziente presenta inoltre un rischio aumentato se è stato precedentemente diagnosticato per tumore colon- rettale o per poliposi in una precedente colonscopia.
    • Rischio alto: il paziente si trova in questa classe di rischio se ha una malattia infiammatoria intestinale, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn, se ha una sindrome genetica come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) o un tumore colon- rettale non poliposo ereditario (HNPCC) o se ha un aumentato rischio di HNPCC, per la sua storia familiare.


    Test di screening e raccomandazioni: 50- 75 anni
    Molte associazioni americane, tra cui: American Cancer Society (ACS), U.S. Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer, American College of Radiology, U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF), e American College of Gastroenterology (ACG) hanno stilato delle raccomandazioni a riguardo, con qualche differenza, ma dando tutte molta importanza allo screening.

    Le raccomandazioni per il rischio medio individuale includono i test di laboratorio effettuati su campioni di feci su cui è probabile determinare la presenza di tumori colon-rettali e i test ad immagini che esaminano l’interno del colon per determinare la presenza di polipi o di tumori. Il medico deve aiutare il paziente a comprendere se esistano fattori di rischio e quali test utilizzare. Non c’è un singolo test preferibile per tutte le persone. Eseguire uno di questi test però, è meglio che non eseguirne nessuno.

    La tabella seguente sintetizza le opzioni di screening per gli individui a medio rischio di sviluppare tumore colon- rettale:

    Esami per immagini
    Questi esami possono mettere in evidenza sia un tumore del colon che un polipo allo stadio pre- tumorale

    Test

    Descrizione

    Intervallo di tempo raccomandato per effettuare lo screening a partire dai 50 anni, per le persone a rischio intermedio

    Pro

    Contro

    Sigmoidoscopia

    Esaminazione del retto e dell’ultimo tratto del colon mediante uno strumento rigido o flessibile illuminato

    Ogni 5 anni

    Preparazione veloce, non è necessaria la sedazione; veloce e sicuro

    Esamina solo il 30% del colon; non si possono rimuove tutti i polipi; minimo rischio di sanguinamento, infezioni o perdite; può essere necessaria la colonscopia se il risultato è sospetto

    Colonscopia

    Esaminazione del retto e del colon con uno strumento luminoso

    Ogni 10 anni

    Può esaminare tutto il colon; può rimuovere i polipi e fare biopsie per l’esame dal patologo

    Preparazione lunga, per circa un giorno. Rischio di sanguinamento, perdite e infezioni. E’ di solita necessaria una sedazione

    Clisma opaco (bario)

    Serie di raggi X del colon e del retto; al paziente viene somministrato un clistere bianco e gessoso che mette in risalto colon e retto ai raggi X; il tubo viene inserito nel retto, l’intestino viene insufflato di aria

    Ogni 5 anni

    Non richiede sedazione, è possibile visualizzare l’intero colon, è relativamente sicuro; c’è un rischio minimo di perdite

    E’ necessaria la stessa preparazione della colonscopia; non è possibile rimuovere i polipi; può essere necessaria la colonscopia se il risultato è sospetto

    Colonscopia virtuale (CTC, o Colonografia Tomografica Computerizzata)

    Esaminazione del retto e di tutto il colon fino al tenue usando i raggi X e il computer; viene inserito un tubo nel retto e l’intestino è insufflato con aria

    Ogni 5 anni

    Non è necessaria la sedazione; è possible visualizzare l’intero colon; è relativamente sicuro; rischio minimo di perdite

    E’ necessaria una preparazione del colon; non si possono rimuovere i polipi; può essere necessaria la colonscopia se il risultato è sospetto; l’efficacia come test di screening non è dimostrata

    Test di laboratorio
    Questi test sono eseguiti su campioni di feci e possono identificare la presenza di un tumore

    Test fecale

    Descrizione

    Intervallo di tempo raccomandato per effettuare lo screening a partire dai 50 anni, per le persone a rischio intermedio

    Pro

    Contro

    Test al guaiaco per il sangue occulto nelle feci (gFOBT)

    Test per determinare la presenza di sangue occulto nelle feci

    Annualmente

    Non è necessaria preparazione intestinale; non c’è un rischio diretto per l’intestino; il campione può essere raccolto a casa

    Restrizioni della dieta prima di eseguire il test; non rileva cambiamenti pretumorali; determina ogni forma di sangue nel colon, non solo quello derivante da un tumore ma anche da interventi ai denti

    Test immunochimico fecale (FIT o iFOBT)

    Test per determinare la presenza di sangue occulto nelle feci con tecnica differente dal gFOBT

    Annualmente

    Non è necessaria preparazione intestinale; non c’è un rischio diretto per l’intestino; il campione può essere raccolto a casa; non sono necessarie restrizioni della dieta o farmacologiche

    Non può determinare cambiamenti pretumorali; possono non essere identificati alcuni tipi di tumore; un test singolo può non essere efficace

    Test del DNA

    Determina la presenza di mutazioni a carico di specifici geni, associati allo sviluppo di cancro colon-rettale nel DNA isolato da un campione fecale

    Ogni tre anni, come indicato dall’ American Cancer Society

    Non sono necessarie preparazione intestinale o restrizione della dieta; il campione può essere raccolto a casa; non c’è rischio di perdite intestinali 

    Non può determinare cambiamenti pretumorali; deve essere raccolto un campione adeguato; è necessario effettuare la raccolta e l’analisi con molta cura.

    Le linee guida raccomandano l’uso della colonscopia o della sigmoidoscopia, che sono utili nel determinare la presenza di polipi pre-tumorali. Queste procedure sono considerate invasive anche se raccomandate. il paziente ne deve discutere col medico curante. Il test sul campione fecale e la sigmoidoscopia sono di più facile esecuzione rispetto alla colonscopia, ma sono meno accurate. La loro miglior performance viene raggiunta se eseguite insieme.


    Altre raccomandazioni:

    • Le persone che hanno i parenti di primo grado affetti da adenomi o tumori colon- rettali a 60 anni o dopo, possono essere screenati come pazienti a medio rischio; coloro i quali parenti di primo grado sono stati diagnosticati prima dei 60, dovrebbero prendere in considerazione l’idea di iniziare il programma di screening prima dei 50 anni.
    • Se il paziente ha un rischio aumentato o alto per tumore colon-rettale dovuto ad una personale storia di poliposi o di tumore colon-rettale, sindrome ereditarie come il tumore colon-rettale ereditario non poliposo (HNPCC), dovrebbe parlare col medico circa l’aumento di frequenza e di approfondimento dello screening.
    • La colonscopia è di solito raccomandata per coloro che hanno un rischio aumentato o alto poiché è la procedura più accurata. Inoltre il tempo tra un esame di screening e l’altro è ridotto per i soggetti ad alto rischio a circa 1-2 anni (rispetto ai 5-10 anni)
    • Sia gli uomini che le donne discendenti da africani dovrebbero iniziare il programma di screening a partire dai 45 anni
    • Anche se l’incidenza del tumore colon- rettale è più alta negli uomini, le donne non devono dimenticare di sottoporsi a screening a partire dai 50 anni d’età
    • I fumatori accaniti e i soggetti obesi dovrebbero sottoporsi a screening dall’età di 45 anni

     

    Raccomandazioni per gli individui oltre i 75 anni:
    Lo screening non è raccomandato per persone tra i 76 e gli 85 anni che sono risultate sempre negative ai test precedenti. Dopo gli 85 anni non è più raccomandato, in ogni caso (linee guida U.S. Preventive Services Task Force)

    Supporto decisionale
    Poiché alcune delle procedure sopraelencate sono invasive e non prive di rischi, consultare il medico per decidere quale di esse sia opportuno eseguire.

    Non dimenticare inoltre, di rifare i test dopo l’intervallo di tempo indicato dal medico.

    Fonti
    MyBiopsy.org: Colon, Adenomatous polyps 
    National Cancer Institute: Colorectal Cancer Risk Assessment Tool 
    Centers for Disease Control and Prevention: Colorectal (Colon) Cancer

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    Colon Cancer Alliance. Guaiac Fecal Occult Blood Test (FOBT). Available online at http://www.ccalliance.org/screening/fecal-occult-blood-test.html through http://www.ccalliance.org/index.html. Accessed February 2015.

    Colorectal Cancer Screening Guidelines. Centers for Disease Control and Prevention. Available online at http://www.cdc.gov/cancer/colorectal/basic_info/screening/guidelines.htm through http://www.cdc.gov. Accessed February 2015.

    (October 15, 2014) American Cancer Society. Colorectal cancer screening tests. Available online through http://www.cancer.org. Accessed February 2015.

    Final Recommendation Statement: Colorectal Cancer Screening. U.S. Preventive Services Task Force. Available online at http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/Page/Document/RecommendationStatementFinal/colorectal-cancer-screening through http://www.uspreventiveservicestaskforce.org. Accessed February 2015.

    (Published online 2008 February 13) Screening and Surveillance for the Early Detection of Colorectal Cancer and Adenomatous Polyps, 2008: A Joint Guideline From the American Cancer Society, the US Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer, and the American College of Radiology. American Gastroenterology Association [On-line information]. Available online at http://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085%2808%2900232-1/fulltext through http://www.gastro.org/practice/medical-position-statements. Accessed February 2015.