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15.01.2018.

I test di screening per le malattie infettive sono atti a prevenire la diffusione della patologia nella popolazione e ad evitare l’insorgenza di complicazioni nel paziente affetto. Consultare il medico.

Test di screening
  • Tubercolosi (TBC)

    La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva causata da un micobatterio che si chiama Mycobacterium tuberculosisLa TBC infetta principalmente i polmoni ma può colpire anche altre zone dell’organismo. Essa si può diffondere nell’aria da persona a persona tramite le goccioline delle secrezioni respiratorie come il muco o l’aerosol rilasciato tossendo, starnutendo, ridendo o respirando.

    Nella maggior parte delle persone che sono state infettate con M. tuberculosisil micobatterio è confinato a poche cellule polmonari, dove il microrganismo sopravvive in forma inattiva. Questa forma di infezione latente non rende le persone malate o infettive e, nella maggior parte dei casi, non progredisce fino alla tubercolosi attiva. D’altra parte, alcune persone, specialmente quelle col sistema immunitario compromesso, possono passare direttamente dall’infezione iniziale alla tubercolosi attiva. Gli individui affetti da HIV sono più a rischio di sviluppare la tubercolosi attiva se vengono a contatto col micobatterio. Un'altra criticità è rappresentata dalle forme di TBC farmaco- resistenti, che sopravvivono cioè agli antibiotici normalmente prescritti per trattare questa patologia.

    LA TBC è una delle patologie mortali più diffuse nel mondo, anche se relativamente poco comune in occidente, essa rappresenta un problema sanitario per alcuni gruppi di persone a rischio. Ad oggi, le linee guida indicano di effettuare lo screening sulle persone appartenenti a tali gruppi.

    Raccomandazioni
    A causa del loro debole sistema immunitario, i bambini sotto i due anni d’età sono i più suscettibili a questa infezione. Il test cutaneo della tubercolina deve essere eseguito su:

    • Bambini che sono stati esposti al contatto con persone con TBC attiva o sospetta
    • Immigrati provenienti da zone del mondo dove la TBC è endemica o che, durante il viaggio, abbiano dovuto passare per esse
    • Personale sanitario, come screening di sorveglianza, ogni due anni
    • Ogni volta che il paziente mostri alla radiografia del torace segni clinici che suggeriscano TBC
    • Personale addetto alla manipolazione del cibo (ristoranti, mense ecc.)
    • Persone che vivono in comunità (es. caserme, carceri, ecc.)

     

    Fonti
    U.S. Centers for Disease Control and Prevention: Tuberculosis (TB) Fact Sheet
    HealthyChildren.org (AAP): Tuberculosis

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    American Academy of Pediatrics. Recommendations for Preventive Pediatric Health Care. PDF available for download at http://pediatrics.aappublications.org/content/suppl/2007/12/03/120.6.1376.DC1/Preventive_Health_Care_Chart.pdf through http://pediatrics.aappublications.org. Accessed March 2012. 

    Batra V. Pediatric Tuberculosis. Medscape. Available online at http://emedicine.medscape.com/article/969401-overview#aw2aab6c10 through http://emedicine.medscape.com. Accessed March 2012. 

  • Virus dell’immunodeficienza umana (HIV)

    L’HIV è il virus che causa l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), una patologia pericolosa per la sopravvivenza. Inizialmente, l’infezione da HIV può non causare alcun sintomo o può provocare sintomi aspecifici, come quelli dell’influenza, che si risolvono dopo un breve periodo di tempo. Se l’infezione non è diagnosticata e trattata, i sintomi dell’AIDS emergono e diventano progressivamente più gravi. Col passare del tempo l’HIV distrugge il sistema immunitario dell’individuo affetto e lo lascia vulnerabile alle altre infezioni.

    Il  numero delle nuove diagnosi di HIV in Italia nel 2013 sono state 3.608, ed è aumenta l'età mediana della diagnosi che è 39 anni per i maschi e 36 per le femmine; ma il dato preoccupante è che più della metà delle nuove diagnosi avviene molto tempo dopo l'infezione, quando il virus ha già iniziato a danneggiare seriamente il sistema immunitario o dopo la comparsa dei primi sintomi. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive, nel 2013, sono maschi nel 72,2% dei casi. L'incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti). Nel 2013, la maggioranza delle nuove diagnosi di HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l'83,9% di tutte le segnalazioni.

    Rischio
    L’HIV è trasmissibile nei seguenti modi:

    • Rapporti sessuali non protetti
    • Scambio di aghi e siringhe (fenomeno che può avvenire ad esempio facendo uso della stessa siringa durante l’iniezione endovenosa di droghe d’abuso)
    • Durante la gravidanza o il parto; se la mamma è infetta, il virus può contagiare il figlio
    • Per contatto con sangue infetto
    • Il rischio connesso alle trasfusioni si è drasticamente abbassato, grazie all’introduzione dello screening a tappeto su tutti i donatori.

     

    Quando fare il test di screening?

    • Il test di screening deve essere eseguito nei seguenti casi:
    • Il paziente ha tenuto un comportamento a rischio (vedere le modalità di trasmissione sopra-elencate)
    • Il paziente ha avuto rapporti sessuali non protetti con persone HIV positive
    • Il paziente mostra segni e sintomi che il medico può ricondurre all’AIDS
    • Il test deve essere eseguito a tappeto su tutti i donatori di sangue e di organi
    • Il test può essere eseguito, previo consenso della persona, come screening sul personale sanitario
    • Il test viene eseguito su militari e forze dell’ordine
    • Il test può essere eseguito sulle donne in gravidanza, o che desiderano avere un figlio

     

    Test di screening
    Il test di screening per l’HIV, consiste nella ricerca su sangue degli anticorpi diretti contro il virus. Può essere usata una combinazione di test per determinare la presenza di anticorpi anti-HIV e di antigene p24 insieme, per aumentare la probabilità di determinare la presenza di infezione con esattezza e il più rapidamente possibile, dopo l’esposizione. 

    Il test di screening ha i seguenti limiti:

    • Le persone sane al test di screening, risultano prive di anticorpi anti- HIV, ma un risultato negativo non esclude del tutto la possibilità di essere sieropositivi. Se il paziente ritiene di essere entrato a contatto col virus, deve ripetere il test dopo un certo periodo di tempo.
    • Gli anticorpi possono essere determinati nel sangue dopo 2-8 settimane dall’avvenuto contagio. Se l’esposizione al virus è molto recente, il livello anticorpale può essere troppo basso per essere determinato e può essere necessario ripetere il test dopo qualche tempo.
    • Un test di screening positivo, non è una diagnosi. Il primo test se positivo deve essere seguito da un secondo test degli anticorpi, mediante un’altra tecnica, di solito un western blot, o un test che differenzi tra l’infezione da HIV-1 e  quella da HIV-2, per stabilire una diagnosi specifica.

     

    Parlare col medico curante
    Non c’è da stupirsi se il medico richiede al paziente o al partner del paziente se vuole eseguire un test dell’HIV. Il test dell’HIV (che può essere rifiutato dal paziente) previene la paura del contagio anche in ambito di assistenza medica. Gli infetti in questo modo possono scoprirlo e sottoporsi a cure, proteggere il partner e il feto (se ad essere affetta è una donna in gravidanza). E’ possibile rivolgersi ad un consultorio per fare il test dell’HIV, e ottenere informazioni a riguardo, nel rispetto della privacy.


    Fonti
    http://www.lila.it/it/hiv-e-dati/180-dati-aggiornati-hiv-aids.html
    MedlinePlus Interactive Health Tutorial: HIV and AIDS
    Mayo Clinic: HIV/AIDS - Preparing for your appointment
    CDC: Questions and Answers for the General Public: Revised Recommendations for HIV Testing of Adults, Adolescents, and Pregnant Women in Health Care Settings
    HIV Testing Basics for Consumers

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    U.S. Centers for Disease Control and Prevention. Basic Statistics. Available online at http://www.cdc.gov/hiv/topics/surveillance/basic.htm#hivaidsage through http://www.cdc.gov. Last reviewed August 2011. Accessed May 1, 2012.

    U.S. Centers for Disease Control and Prevention. Report. Diagnoses of HIV Infection and AIDS in the United States and Dependent Areas, 2009. Available online at http://www.cdc.gov/hiv/surveillance/resources/reports/2009report/ through http://www.cdc.gov. Last updated February 6, 2011. Accessed April 27, 2012.

    U.S. Centers for Disease Control and Prevention. Questions and answers for the general public: revised recommendations for HIV testing of adults, adolescents, and pregnant women in healthcare settings. Last modified 22 Jan 2007. Available online at http://www.cdc.gov/hiv/topics/testing/resources/qa/qa_general-public.htm through http://www.cdc.gov. Accessed April 2012.

    U.S. Centers for Disease Control and Prevention. HIV Testing Basics for Consumers. Available online at http://www.cdc.gov/hiv/topics/testing/resources/qa/index.htm through http://www.cdc.gov. Last reviewed April 9, 2010. Accessed May 2012.

    (July 2005, Amended April 2007) U.S. Preventive Services Task Force. Summary of Recommendations, Screening for HIV. Available online at http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/uspstf/uspshivi.htm through http://www.uspreventiveservicestaskforce.org. Accessed April 2012.

    Screening for HIV: U.S. Preventive Services Task Force Recommendation Statement, DRAFT. Available online at http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/draftrec.htm#consider through http://www.uspreventiveservicestaskforce.org. Accessed January 4, 2013.

  • Virus dell’epatite B (HBV)

    In Italia la prevalenza è di 1 per 100.000 e, nel 2013, l’incidenza è stata di 0,9 per 100.000 (0,1 per la fascia d’età 0-14; 0,3 per la fascia 15-24; 1,1 per le fasce d’età ≥ 25 anni).

    L’HBV è uno dei cinque tipi di virus dell’epatite identificati, che infettano il fegato. L’epatite B si diffonde mediante il contatto col sangue o altri fluidi corporei da persone infette, durante rapporti sessuali non protetti o con lo scambio di siringhe, rasoi o spazzolini, e può anche essere passata dalla mamma infetta al feto, durante o dopo il parto.

    L’infezione da HBV può essere acuta o cronica, e il decorso dell’infezione può variare da forme leggere che durano poche settimane a forme più serie che durano anni e possono provocare complicazioni come la cirrosi o il tumore del fegato.

    La stragrande maggioranza di coloro che hanno l’infezione cronica non hanno sintomi. Il test per l’antigene di superficie dell’epatite B (HSsAg) può essere utilizzato come screening per le persone asintomatiche che sono nelle categorie a rischio di avere l’HBV in forma cronica. Per l’HBV è disponibile un vaccino efficace. D’altronde, coloro che sono a rischio o che devono essere vaccinati, devono prima essere screenati.

    Rischio
    Le persone considerate a rischio sono: coloro che provengono da zone del mondo dove questo virus è molto diffuso, coloro che sono HIV positivi, coloro che hanno fatto uso di droghe per via endovenosa, coloro che vivono insieme a malati di HBV e coloro che hanno avuto rapporti a rischio, non protetti. Dal momento che nel mondo occidentale HBV non è molto diffuso e che gli affetti non presentano complicazioni, lo screening non è raccomandato per coloro che non sono a rischio.

    Raccomandazioni
    Lo screening è raccomandato per

    • Personale sanitario
    • Persone nate in zone del mondo dove la prevalenza di HBV è superiore al 2% (ad esempio, Asia e Africa)
    • Persone nate in Europa o negli USA non vaccinate, che hanno i genitori provenienti da zone a prevalenza di HBV maggiore dell’8%
    • Persone che hanno avuto rapporti a rischio non protetti
    • Persone che hanno gli enzimi epatici alti (ALT ed AST) senza una causa conosciuta
    • Persone che hanno il sistema immunitario compromesso dai farmaci, come nel caso dei trapiantati
    • Donne in gravidanza
    • Persone che vivono a stretto contatto con malati di HBV
    • HIV positivi

     

    Perchè fare il test?
    Le persone infette possono contagiare le altre persone e sono a rischio di complicazioni dell’infezione.

    Fonti
    CDC: Hepatitis B Information for the Public 
    http://www.epicentro.iss.it/problemi/epatite/EpidemiologiaItalia.asp

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    USPSTF Urges HBV Screening for High-Risk People. By Michael Smith. MedPage Today. Published May 27, 2014. Available online through http://www.medpagetoday.com. Accessed June 2014.

    USPSTF Recommends Hepatitis B Screening for High-Risk Groups. By Amy Orciari Herman. May 27, 2014. Journal Watch. Available online at http://www.jwatch.org/fw108870/2014/05/27/uspstf-recommends-hepatitis-b-screening-high-risk-groups?query=pfw through http://www.jwatch.org. Accessed June 2014.

    Screening for Hepatitis B Virus Infection in Nonpregnant Adolescents and Adults: U.S. Preventive Services Task Force Recommendation Statement. Michael L. LeFevre, MD, MSPH, on behalf of the U.S. Preventive Services Task Force. Annals of Internal Medicine. Article published online 27 May 2014. Available online at http://annals.org/article.aspx?articleid=1874740 through http://annals.org. Accessed June 2014.

    Centers for Disease Control and Prevention. Hepatitis B FAQs for the Public. Available online at http://www.cdc.gov/hepatitis/b/bFAQ.htm#statistics through http://www.cdc.gov. Accessed June 2014.

    Centers for Disease Control and Prevention. Hepatitis B Information for the Public. Available online at http://www.cdc.gov/hepatitis/B/index.htm through http://www.cdc.gov. Accessed June 2014.

    Recommendations for Identification and Public Health Management of Persons with Chronic Hepatitis B Virus Infection. Recommendations and Reports. September 19, 2008 / 57(RR08);1-20. Morbidity and Mortality Weekly Report. Available online at http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/rr5708a1.htm through http://www.cdc.gov. Accessed June 2014.

  • Virus dell’Epatite C (HCV)

    Nel 2013 la prevalenza è 0,3 per 100.000 (0 per la fascia d’età 0-14; 0,3 per le fasce d’età 15-24 e 0.7 per la fascia ≥25 anni). Un dato emerso negli ultimi anni è l’aumento dell’età dei nuovi casi, tanto che nel 2013 la fascia di età maggiormente colpita è stata quella 35-54 anni. Inoltre, riguardo alla distribuzione per genere, negli ultimi anni il rapporto uomini/donne è andato diminuendo e, nel 2013, il numero di casi è pressoché in equilibrio tra i due sessi.

    L’epatite C (HCV) è uno dei cinque tipi di virus dell’epatite identificati, che infettano il fegato.
    Anche se molte persone con l’epatite C non hanno sintomi per decenni, se non vengono diagnosticati e trattati, l’infezione può progredire e causare danni epatici cronici.

    E’ stato stimato che senza le cure, circa la metà dei casi sviluppa cirrosi e/o carcinoma epatico (tumore al fegato), che possono entrambi essere fatali.

    Rischio
    L’epatite C si diffonde mediante l’esposizione a sangue infetto, ad esempio scambiandosi le siringhe durante l’uso di droghe d’abuso. Anche se il rischio è basso, questa patologia si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali e dalla mamma infetta al bambino, durante il parto.

    Prima della diffusione dello screening sui donatori (anni ’90), anche le trasfusioni di sangue e la donazione di organi erano potenziali fonti di rischio.

    Raccomandazioni
    Lo screening è raccomandato per:

    • Personale sanitario
    • Persone che hanno avuto rapporti a rischio non protetti
    • Persone che hanno fatto uso di droghe d’abuso per via endovenosa
    • Persone che hanno ricevuto trasfusioni prima degli anni ‘90
    • Donne in gravidanza

     

    Perché fare il test di screening?
    Circa il 50-75% delle persone a rischio che possono avere contratto il virus 40 anni fa sono all’oscuro della propria condizione.

    Coloro che sono a rischio non vedono il motivo di sottoporsi al test, non mettendo in relazione i problemi epatici odierni con ciò che può essere accaduto molto tempo prima e i medici sono spesso riluttanti a fare domande sul comportamento tenuto dal paziente in passato. Il test per gli adulti più anziani può determinare la presenza dell’infezione contratta molto tempo prima permettendo l’inizio delle cure e la prevenzione di complicazioni.

    Le patologie correlate all’HCV e la morte possono essere prevenute se l’infezione è scoperta e trattata. Prima del 2000, l’HCV era curabile solo nel 10% dei casi. Ad oggi, i farmaci possono curare circa il 60-70% dei casi diagnosticati prima che appaiono delle complicanze. La ricerca in questo campo è ancora in evoluzione, i nuovi farmaci oggetto di studio dovrebbero poter prevenire le complicazioni nel 90% dei casi.

    Fonti
    http://www.epicentro.iss.it/problemi/epatite/EpidemiologiaItalia.asp
    Mayo Clinic: Hepatitis C risk factors

    Fonti utilizzate nella revisione corrente
    Ly K, et al. The Increasing Burden of Mortality From Viral Hepatitis in the United States Between 1999 and 2007. Ann Intern Med, February 21, 2012 vol. 156 no. 4 271-278. Available online http://www.annals.org/content/156/4/271.full through http://www.annals.org. Accessed April 8, 2012.

    Rein D, et al. The Cost-Effectiveness of Birth-Cohort Screening for Hepatitis C Antibody in U.S. Primary Care Settings. Ann Intern Med, February 21, 2012, vol. 156 no. 4, 263-269. Available online at http://www.annals.org/content/156/4/263-270 through http://www.annals.org. Accessed April 8, 2012.

    Alter H.J, Liang T.J, Hepatitis C. The End of the Beginning and Possibly the Beginning of the End.Ann Intern Med, February 21, 2012, vol 156 no. 4, 317-318. Available online at http://www.annals.org/content/156/4/317 through http://www.annals.org. Accessed April 8, 2012.

    Centers for Disease Control and Prevention. Recommendations for the Identification of Chronic Hepatitis C Virus Infection Among Persons Born During 1945–1965. Prepared by Smith, Bryce D. et al. MMWR. August 17, 2012. Available online at http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/rr6104a1.htm?s_cid=rr6104a1_w through http://www.cdc.gov. Accessed August 2012.

    MayoClinic.com. Hepatitis C risk factors. Available online at http://www.mayoclinic.com/health/hepatitis-c/DS00097/DSECTION=risk-factors through http://www.mayoclinic.com. Accessed August 2012.

    Screening for Hepatitis C Virus Infection in Adults: U.S. Preventive Services Task Force Recommendation Statement, DRAFT. Available online at http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/draftrec2.htm through http://www.uspreventiveservicestaskforce.org. Accessed January 4, 2013.