Coronavirus
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Ultima Modifica: 26.02.2020.

Come è ormai noto il nuovo coronavirus, noto con il nome di 2019-nCoV oppure COVID-19 è simile al SARS virus  ed ha iniziato il cammino in ben 25 Paesi originando dalla città di Wuhan, provincia di Hubei in Cina, una città con 11 milioni di abitanti. Dopo un primo periodo di incertezza in cui si è cercato di “nascondere” la gravità dell’infezione sono state messe in atto misure di sicurezza eccezionali per evitare la diffusione in Cina e quindi anche in altri Paesi. Il virus determina sindromi tipo raffreddore-influenza e in alcuni casi con gravi forme di polmonite, che soprattutto in persone anziane affette da altre malattie può portare a morte. Sulla base dei dati messi a disposizione dalla Cina che ha isolato e caratterizzato il DNA del virus con grande rapidità, si è potuto stabilire che il virus si diffonde per via aerea e che la velocità di contagio è di 2-3 persone per ogni contagiato, quindi circa 10 volte meno attivo di altri virus come quello del morbillo. Il tasso di mortalità è intorno al 2,3 percento, ma probabilmente è di parecchie volte inferiore (0,-1 percento) se si considerano anche i pazienti asintomatici. Attualmente l’infezione sembra essere controllata perché negli ultimi giorni il numero di morti è stato inferiore a quello dei guariti. Se questa tendenza continuerà nelle prossime settimane potremmo essere più ottimisti. Al di fuori della Cina non sembravano esistere, almeno in Europa focolai in sviluppo. Recentemente tuttavia in Italia sono state prese drastiche misure perché sono stati identificati due focolai, uno in Lombardia e uno nel Veneto. Queste zone sono state isolate per evitare la diffusione dell’infezione, ma è probabile che altri contagiati verranno identificati in altre Regioni. E’ importante che il Governo attraverso la protezione civile emani chiare direttive e impedisca il “fai da te” presente in molti Comuni e Regioni.

Purtroppo per il momento non esistono specifici farmaci antivirali contro il 2019-nCoV e ci vorranno parecchi mesi per la preparazione del vaccino. Le preoccupazioni nascono dalla possibilità di controllare che il virus non si diffonda in Lombardia e quindi in Italia e dal fatto che si sono riscontrati casi contagiati in Africa. Occorre quindi non abbassare la guardia. Viviamo in un periodo di globalizzazione che presenta molti vantaggi, ma anche la continua probabilità che le infezioni si possano trasmettere facilmente e velocemente nel mondo. La giusta attenzione per il nuovo virus deve rendere il Governo più efficace nel sostegno alla ricerca senza dimenticare altri importanti problemi come i 6.000 morti all’anno per influenza e i 10.000 morti per infezioni resistenti agli antibiotici.


Silvio Garattini - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri