coronavirus
Ultima Modifica: 20.02.2020.

Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) statunitense prevede che nelle prossime settimane i casi del nuovo Coronavirus (2019-nCoV) saranno destinati ad aumentare.

Il nome “coronavirus” deriva dalle punte a forma di corona presenti sulla loro superficie. Ad oggi sono noti sette ceppi di coronavirus in grado di infettare gli esseri umani. La maggior parte di questi causano sintomi respiratori da lievi a moderati e rientrano tra i virus che possono causare il comune raffreddore. Tuttavia, appartengono alla famiglia del Coronavirus anche il Coronavirus 2019-nCoV, il virus della MERS (Sindrome Respiratoria Medio-orientale) e della SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave), caratterizzati da sintomi più severi e da una notevole capacità di causare polmonite e morte.

Il numero di casi registrato in Europa è finora basso ma, con il progredire dei test, si attende un aumento dei casi concomitante alla diagnosi di nuovi pazienti.  In Italia, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia da nuovo coronavirus ed ha stabilito l’attivazione del sistema di sorveglianza dei casi sospetti di infezione.

Attualmente il virus non si sta diffondendo nella popolazione e tutti i casi registrati al di fuori della Cina sono associati a viaggi nella città di Wuhan o hanno avuto un contatto diretto con persone con una storia di viaggi in Cina.

Dal dicembre 2019, il virus ha contagiato migliaia di persone e ne ha uccise centinaia in Cina. Al 8 febbraio, in base ai dati pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), sono stati notificati complessivamente 34.945 casi confermati in laboratorio, di cui 724 decessi. In Europa si registrano 35 casi confermati, di cui 3 in Italia: i casi italiani riguardano due cittadini cinesi provenienti dalla regione di Hubei e un cittadino italiano evacuato dalla città di Wuhan, che presenta sintomi molto lievi. Allo stato attuale, non c'è conferma che il virus stia circolando in Italia.

A causa delle preoccupazioni sulla diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l'emergenza sanitaria globale il 30 gennaio 2020, con l’obiettivo di alzare il livello di attenzione e migliorare il coordinamento internazionale.

Possono essere suscettibili all’infezione persone di tutte le età, essendo il 2019-nCoV un nuovo virus, e, al momento, non è noto chi possa sviluppare gravi complicazioni. A differenza dell'influenza stagionale, che può causare anche gravi malattie e morte, non esiste ancora un vaccino o un trattamento specifico per il 2019-nCoV.

L'OMS ha dichiarato nella conferenza stampa del 22 gennaio che quasi tre quarti dei casi di 2019-nCoV erano stati segnalati in soggetti di età superiore ai 40 anni, e che la maggior parte dei decessi si erano verificati in persone già affette da altre patologie, incluse malattie cardiovascolari e diabete. Tuttavia sono stati registrati casi di infezione in individui giovani sani, che hanno manifestato sintomi simil-influenzali tra cui febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

Come per il virus della MERS e della SARS, il 2019-nCoV sembra essersi inizialmente diffuso dagli animali all'uomo, ma il 20 gennaio 2020 ne è stata confermata la trasmissione inter-umana attraverso tosse, starnuti e contatto con superfici contaminate.

L’OMS è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. Il periodo di incubazione del virus (ovvero il tempo che intercorre tra l'infezione iniziale e il manifestarsi dei sintomi) è sconosciuto, ma può arrivare fino a 14 giorni.

I primi casi di 2019-nCoV nel dicembre 2019 sono stati segnalati a Wuhan, la capitale della provincia di Hubei in Cina, un importante nodo del trasporto merci cinese abitato da circa 11 milioni di persone. Il China's Bureau of Disease Prevention ha dichiarato che il virus è "altamente contagioso". Per contenere il contagio, il governo cinese ha vietato i viaggi da e per Wuhan, estendendo le restrizioni alle regione circostanti, durante la stagione dei trasporti più affollata del Paese, contemporanea al Capodanno cinese.

Interventi in Italia

Al momento, secondo le evidenze scientifiche disponibili, il nuovo coronavirus non sta circolando in Italia. Le condizioni di rischio di sviluppare questa infezione sono: aver viaggiato negli ultimi 14 giorni in zone in cui il virus sta circolando, avere avuto contatti con persone con infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) confermata in laboratorio. In questi casi, si raccomanda di contattare il numero verde 1500 istituito dal Ministero della Salute per rispondere alle domande sul nuovo coronavirus (2019-nCoV) e fornire indicazioni sui comportamenti da seguire. In Italia, attualmente, stanno circolando altri virus, in particolare il virus influenzale. Qualora dovessero comparire febbre e disturbi respiratori, in assenza delle condizioni di rischio suddette, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.

Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV). La diagnosi deve essere eseguita nei laboratori di riferimento Regionale e, in caso di positività al nuovo coronavirus (2019-nCoV), la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Al momento non è disponibile un vaccino contro il nuovo coronavirus (2019-nCoV): quando si sviluppa una nuova malattia, un vaccino diventa disponibile solo dopo un processo di sviluppo che può richiedere diversi anni.

Precauzioni per i viaggi e per l'assistenza sanitaria

Dopo la conferma dei primi 2 casi in Italia, il Governo ha ritenuto opportuno interrompere i collegamenti con la Cina. Anche il CDC raccomanda di evitare viaggi non essenziali in Cina; chi deve recarcisi dovrebbe evitare i malati, i mercati di animali vivi, gli animali, i prodotti di origine animale e dovrebbe lavarsi bene e spesso le mani, secondo il CDC.

Se si è stati esposti a fattori di rischio, come aver viaggiato nelle zone della Cina in cui il nuovo coronavirus (2019-nCoV) sta circolando o si è stati a contatto con persone con infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) confermata in laboratorio, per prima cosa è opportuno contattare il numero verde messo a disposizione dal Ministero della Salute, per avere maggiori informazioni e indicazioni sui comportamenti da seguire.

Gli operatori sanitari possono essere particolarmente a rischio perché sono più spesso a contatto con i pazienti rispetto al pubblico in generale. L’OMS raccomanda agli operatori sanitari di applicare sistematicamente le misure adeguate per il controllo delle infezioni.


Traduzione e adattamento dell'articolo "U.S. Preparing for More 2019 Novel Coronavirus Cases" sito Labtestonline.org a cura di: Francesca Biancalani, LabTestsOnline Italia