Ridurre l’inappropriatezza in medicina di laboratorio: come, quando e perché
biochimica clinica, 2019, vol. 43, n. 1
Ultima Modifica: 14.03.2019.

Appropriatezza.pngLa richiesta è appropriata?

Questa è una delle domande che gli Specialisti di Laboratorio si pongono e che rappresenta il cuore dell’Appropriatezza in Medicina di Laboratorio (MdL), di cui tanto si sente parlare.

Il tema è centrale nell’ambito di un percorso sanitario efficiente ed efficace e la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC), oltre a trattarlo in numerosi lavori e documenti ufficiali, gli ha dedicato un’intera sessione del 50° Congresso Nazionale, tenutosi a Napoli nello scorso ottobre. Inoltre, è stato anche recentemente pubblicato sulla rivista ufficiale della Società, Biochimica Clinica (BC), un Documento dal titolo “Ridurre l’inappropriatezza in medicina di laboratorio: come, quando e perché”. Nel documento, del quale è possibile scaricare il testo integrale nella pagina Risorse per i Professionisti di Lab Tests Online, il tema viene affrontato in tutta la sua complessità.

L’appropriatezza deve, infatti, essere considerata nei vari ambiti: formativo, prescrittivo, organizzativo, analitico, diagnostico e terapeutico. Nel caso di soggetti ricoverati, è poi legata anche al tipo di reparto nel quale si trova il paziente. Tra questi ambiti, quello prescrittivo riveste sicuramente un ruolo centrale per la MdL e rappresenta un tassello importante della Medicina di Precisione (o Personalizzata). Una richiesta appropriata comporta infatti “l’esame giusto, per il paziente giusto”, “per il quesito appropriato ed al momento appropriato”. Una medicina quindi incentrata sul paziente e per la quale le competenze della MdL devono sempre più integrarsi con la Clinica. Se, infatti, la spesa per gli esami di laboratorio rappresenta meno del 2% della spesa sanitaria complessiva, l’informazione che ne deriva, correttamente interpretata, impatta sul percorso decisionale clinico in maniera determinante. Si pensi per esempio all’eventuale richiesta/interpretazione di un esame inappropriato come, ad esempio, l’utilizzo di un marcatore tumorale altamente aspecifico in individui asintomatici (ad es. il CEA, le cui cause di incremento non oncologiche sono molteplici, come le epatopatie ma anche l’abuso di alcol o il fumo). Il riscontro di un risultato positivo in un esame di questo tipo può comportare l’instaurarsi di approfondimenti diagnostici non necessari, con conseguenti disagi psicofisici per il paziente e costi per il Sistema Sanitario.

In questo e in altri aspetti, la figura dello Specialista di MdL svolge un ruolo centrale. La disponibilità di esami sempre più complessi, rilevanti per il processo decisionale, in grado di identificare fattori di rischio dotati di valore probabilistico e caratterizzati da una sempre maggior mole d’informazioni, richiede un approccio multidisciplinare con l’intervento di figure specifiche, sia all’inizio (in fase di richiesta) che alla fine (interpretazione/comunicazione del risultato) del processo diagnostico.

Le strategie d’intervento per la riduzione dell’inappropriatezza, viene sottolineato nel documento, devono essere molteplici, prevedendo, tra gli altri, interventi educativi, di consulenza/informazione, di sviluppo di linee guida e raccomandazioni in grado di indicare modalità operative condivise. Viene, quindi, stimolata la collaborazione fra gli Specialisti di MdL e delle varie branche cliniche, avvalendosi, anche, dell’ausilio di strumenti quali quelli forniti da Lab Tests Online.


Margherita Berardi – LabTestsOnline Italia