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Test sierologico per SARS-CoV-2

Noto anche come: test sierologico per SARS-CoV-2
Ultima Revisione: 01/12/2025
Ultima Modifica: 01/12/2025


Revisore: Dr. Marco Coppi – Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli studi di Firenze;  SOD Microbiologia e Virologia, AOU-Careggi, Firenze.


Perché?

I test anticorpali (detti anche “sierologici”) vengono utilizzati per verificare la presenza di anticorpi derivanti da un’infezione dal virus SARS-CoV-2, il ceppo di coronavirus che causa la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19), o per verificare la
risposta alla vaccinazione.

Quando?

Il test anticorpale viene utilizzato principalmente, in pazienti con complicanze persistenti o a sviluppo tardivo; nelle valutazioni epidemiologiche, per determinare la percentuale della popolazione che ha contratto l’infezione da da SARS-CoV-2.
I test sierologici hanno un ruolo limitato alla valutazione dell’esposizione pregressa a
SARS-CoV-2: non sono indicati per la diagnosi di infezioni acute e la loro interpretazione
deve essere contestualizzata, soprattutto con la diffusione della vaccinazione.

Il campione

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio oppure mediante una puntura del dito.

La preparazione

No, nessuna. Tuttavia, è necessario comunicare al medico l’eventuale manifestazione
recente di sintomi riconducibili a SARS-CoV-2 o se si è ricevuto il vaccino
contro SARS-CoV-2.

Il test anticorpale determinare la presenza di anticorpi contro il virus SARS-CoV-2. Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario in risposta a vari patogeni, inclusi i virus.

L’organismo produce anticorpi specifici contro SARS-CoV-2. I test possono ricercare diverse classi di anticorpi, incluse le immunoglobuline G (IgG), le immunoglobuline M (IgM) e le immunoglobuline A (IgA). Questi anticorpi vengono prodotti in stadi differenti dell’infezione.

La maggior parte dei test anticorpali determina la concentrazione ematica delle IgG o il numero totale di anticorpi. Solitamente, gli anticorpi IgG vengono prodotti diverse settimane dopo l’infezione, ma in alcuni soggetti queste tempistiche possono risultare prolungate, richiedendo anche diversi mesi. Pertanto, sono generalmente considerati un indicatore efficace di infezione pregresse.

I test anticorpali rilevano anticorpi specifici che mirano a diverse parti del virus (come la
proteina nucleocapside o la proteina spike). In particolare, la rilevazione di anticorpi anti-
nucleocapside indica un’infezione da SARS-CoV-2, mentre gli anticorpi contro la proteina
spike possono essere il risultato sia della vaccinazione contro il SARS-CoV-2 COVID-19
sia di un’infezione da SARS-CoV-2. Questa differenza dovrebbe essere presa in
considerazione quando si decide se testare gli anticorpi derivanti da una infezione passata
oppure da una vaccinazione.

Quali informazioni è possibile ottenere?

L’obiettivo del test anticorpale è di stabilire se il paziente sia stato infettato da SARS-CoV-2, mentre non può essere utilizzato per rilevare la presenza di infezione in corso. Il test viene comunemente prescritto per:

  • Analizzare soggetti con sintomi persistenti di COVID-19; nel caso in cui il paziente manifesti sintomi riconducibili a COVID-19 per diverse settimane, è possibile che i test antigenici o molecolari non siano più in grado di rilevare la presenza di infezione in corso. In tal caso, è possibile eseguire il test anticorpale come supporto alla diagnostica di laboratorio per i pazienti che si sono sottoposti al test RT-PCR in fasi avanzate della malattia e che sono risultati negativi
  • Analizzare soggetti che manifestano complicanze tardive di COVID-19; in alcuni casi, le complicanze associate a COVID-19 possono svilupparsi alcune settimane dopo l’infezione. Se si sospetta la manifestazione di sintomi tardivi, è possibile eseguire il test anticorpale per rilevare un’infezione pregressa. Un esempio è rappresentato dalla Sindrome Infiammatoria Multisistemica sia nei Bambini (MIS-C) che negli Adulti (MIS-A).
  • Valutazione epidemiologica; gli esami sierologici possono fornire informazioni utili per approfondire la conoscenza del virus, ad esempio definendo la percentuale della popolazione che ha contratto l’infezione da COVID-19 o determinando l’associazione tra infezione pregressa e rischio di contrarre nuovamente l’infezione.

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ente di riferimento in ambito
infettivologico con sede ad Atlanta negli Stati Uniti, non raccomanda l’uso del test sierologico per confermare la protezione di una persona contro l’infezione da SARS-CoV-2 in seguito o alla  vaccinazione o a una precedente infezione. 

Quando viene prescritto?

I test sierologici possono essere utilizzati in pazienti sintomatici che ritengono di essere stati esposti al virus diverse settimane o mesi prima. Solitamente, questi pazienti risulteranno negativi ai test molecolari e antigenici, che rilevano la presenza di infezione attiva da SARS-CoV-2. 

Il test anticorpale può essere utile nella diagnosi della Sindrome Infiammatoria
Multisistemica nei Bambini (MIS-C) e negli Adulti (MIS-A) perché queste condizioni si
sviluppano 2–6 settimane dopo l’infezione da SARS-CoV-2, quando il virus spesso non è
più rilevabile con il tampone PCR

La sindrome infiammatoria multisistemica (MIS) è una condizione rara ma grave che
provoca infiammazione in più organi e tessuti del corpo, spesso associata a un’infezione
come il COVID-19. Può colpire sia i bambini (MIS-C) sia gli adulti (MIS-A), ma è più
comune nei bambini. La sindrome compare alcune settimane dopo l’infezione iniziale e si
manifesta con sintomi come febbre, infiammazione e disfunzione di organi.

Non è usato per diagnosticare un’infezione attiva: per questo si utilizza il tampone
molecolare (PCR) o antigenico.

I test anticorpali non possono essere utilizzati per dimostrare l’immunità ad un’eventuale reinfezione o l’efficacia della vaccinazione.

L’interpretazione dei risultati del test anticorpale deve tenere conto delle tempistiche con le quali il sistema immunitario produce gli anticorpi. Infatti, se il soggetto si sottopone al test in una fase iniziale della malattia, durante la quale l’organismo non ha ancora prodotto quantità sufficienti di anticorpi, è probabile che questi non siano rilevati e che il risultato sia negativo. Inoltre, anche se nella maggior parte dei soggetti gli anticorpi sono stati rilevati per circa otto mesi dopo l’infezione, in alcuni soggetti queste tempistiche possono risultare ridotte.  

Cosa significa il risultato del test?

Un risultato positivo indica il riscontro di  anticorpi  diretti contro SARS-CoV-2 nel sangue
del paziente, e che il soggetto è stato infettato dal virus. Tuttavia, possono essere riportati
risultati  falsamente positivi  (risultati positivi anche in assenza di infezione pregressa a
SARS-CoV-2) nel caso in cui il paziente presenti anticorpi diretti contro altri ceppi di
coronavirus.

Analogamente, un risultato negativo non assicura che il paziente non sia mai venuto a
contatto con il  virus . Infatti, si ritiene che gli anticorpi diminuiscano nel tempo e che i
soggetti  asintomatici  o con sintomi lievi possono sviluppare una quantità inferiore
di anticorpi. Inoltre, una ridotta percentuale di individui infetti non sviluppa anticorpi
in seguito all’infezione, anche se produce altre cellule del  sistema immunitario  in risposta
all’infezione. Pertanto, il riscontro di un risultato negativo al test anticorpale non può
essere utilizzato per escludere l’ immunità  al virus.

A causa del rischio di incorrere in risultati falsi positivi o  falsi negativi , l’interpretazione dei
risultati del test deve avvenire contestualmente alla valutazione dei sintomi del paziente e
della probabilità di esposizione al virus.

C’è altro da sapere?

Nel caso in cui il test sierologico sia stato prescritto in pazienti con sintomi persistenti o ad insorgenza tardiva, può essere necessario sottoporsi ad altri test per monitorare l’andamento dei sintomi e lo stato di salute del paziente.

È possibile eseguire il test a domicilio?

Si, esiste la possibilità di eseguire il test sia mediate kit
acquistabili online e in farmacia sia con servizi professionali di prelievo venoso a
domicilio. Tuttavia il suggerimento per i cittadini è sempre quello di rivolgersi in ogni caso alle Istituzioni, sanitarie (ASL, ospedali, laboratori accreditati), che possono garantire non
solo la corretta esecuzione del test ma anche un’adeguata interpretazione del risultato in
base al quadro clinico.

Inoltre, si raccomanda di utilizzare soltanto test registrati con marcatura CE-IVD ovvero
marcatura di conformità Europea (CE) per i dispositivi destinati alla diagnostica medica in
vitro (IVD), che garantiscono standard di qualità e sicurezza per l’uso clinico.

Quanto tempo è necessario per ricevere i risultati del test?

Nel caso in cui il test venga eseguito in postazioni POCT che non richiedono l’invio al laboratorio per l’analisi, i risultati vengono forniti rapidamente, entro 30 minuti. 

Alternativamente, il risultato del test viene reso disponibile in tempi che dipendono dal laboratorio che esegue il test. Solitamente, i risultati vengono forniti entro pochi giorni. 

I risultati del test sono accurati?

Esistono diverse tipologie di test anticorpali, caratterizzati da un livello di accuratezza differente. Solitamente, i test sierologici sono considerati accurati, ma esistono alcuni fattori in grado di influire sull’accuratezza e l’interpretazione del test. Alcuni esempi includono: 

  • Cross-reattività: SARS-CoV-2 è uno dei sette ceppi di coronavirus ad oggi noti in grado di infettare gli esseri umani. Alcune caratteristiche dei coronavirus sono comuni; pertanto, è possibile che il test identifichi erroneamente gli anticorpi diretti contro uno di questi coronavirus come anticorpi anti-SARS-CoV-2
  • Tempistica del test: il sistema immunitario richiede diverse settimane per la produzione degli anticorpi; pertanto, se il soggetto si sottopone al test in una fase iniziale della malattia è probabile che gli anticorpi non siano rilevati e che il risultato sia negativo. Inoltre, gli anticorpi tendono a diminuire nel tempo, pertanto un test effettuato in una fase avanzata della malattia potrebbero non rilevare la presenza di un’infezione pregressa
  • Stato vaccinale: sottoporsi al vaccino per COVID-19 induce l’organismo a produrre anticorpi diretti contro una specifica porzione del virus SARS-CoV-2, nota come proteina “Spike”. Pertanto, i test sierologici che ricercano gli anticorpi specifici contro tale proteina in un soggetto vaccinato forniranno un risultato positivo, anche in assenza di infezione pregressa. La ricerca di anticorpi diretti verso altre proteine di SARS-CoV-2 può invece indicare la presenza di un’infezione pregressa, discriminando con l’immunità fornita dalla vaccinazione

Metodiche e tecnologie utilizzate: sono disponibili diverse metodiche per la rilevazione degli anticorpi e la scelta della tecnica di laboratorio utilizzata può influenzare l’accuratezza dei risultati. 

Qual è la differenza tra test e test molecolare?

Sono disponibili diverse tipologie di test per COVID-19. La tabella sottostante riporta le analogie e le differenze tra i diversi test:

TEST COVID-19SCOPO DEL TESTCAMPIONE RICHIESTO
Test anticorpaleRilevare l’infezione pregressaSangue
PCR e test molecolariRilevare l’infezione in corsoTampone nasale, della gola o campione di saliva
Test antigenicoRilevare l’infezione in corsoTampone nasale e/o della
gola

L’obiettivo del test molecolare è di rilevare la presenza di un’infezione in corso, mentre il test anticorpale è in grado di stabilire se una persona sia entrata in contatto in passato con il virus.

Inoltre, il test anticorpale viene eseguito su un campione di sangue, mentre il test molecolare richiede un campione ottenuto dal tratto respiratorio.

Qual è la differenza tra test anticorpale e test antigenico?

L’obiettivo del test anticorpale è di stabilire se una persona sia stata infettata dal virus, mentre il test antigenico rileva la presenza di un’infezione in corso.

Il test antigenico rileva la presenza di proteine virali facenti parte della struttura del virus; differentemente, il test anticorpale rileva gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario dell’ospite in risposta al virus SARS-CoV-2. Gli antigeni virali sono rilevabili immediatamente dopo l’infezione, quando il virus è presente in un alto numero di copie, e pertanto il loro riscontro è indicativo di un’infezione in corso. 

Inoltre, il test anticorpale richiede un campione di sangue, mentre il test antigenico viene eseguito su campioni respiratori.

Risorse per i professionisti

Documenti, Documenti SIBioC e Intersocietari
Estratti Biochimica Clinica (Rivista Ufficiale di SIBioC – Medicina di Laboratorio)

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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