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Test delle particelle lipoproteiche a bassa densità (LDL-P)

Noto anche come: Numero di particelle LDL; Test delle particelle NMR
Nome ufficiale: Test delle particelle lipoproteiche a bassa densità
Ultima Revisione: 13.04.2023
Ultima Modifica: 13.04.2023

Revisore:

Dr.ssa Martina Zaninotto - UOC Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera-Universita degli Studi di Padova

In Sintesi

Perché?

Come supporto nella valutazione del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD).

Quando?

In pazienti con storia personale e/o familiare di CVD in età precoce; quando il risultato dell'esame colesterolo LDL (LDL-C) rientra nei valori desiderabili, ma permane il sospetto che il paziente sia esposto ad un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiache; nel monitoraggio dell'efficacia del trattamento per la riduzione dei livelli lipidici e/o dei cambiamenti nello stile di vita.

Il campione

Un campione di sangue prelevatoin una provetta contenente anticoagulante EDTA-K3 .

La preparazione

Solitamente è richiesto il digiuno per 9-12 ore (è permesso solo bere acqua) prima del prelievo. E’ necessario seguire tuttele istruzioni fornite e comunicare se si è a digiuno.

L'Esame

Le lipoproteine sono particelle deputate al trasporto dei lipidi in tutto l’organismo. Ogni particella lipoproteica trasporta una combinazione di proteine, vitamine, colesterolo, trigliceridi e molecole fosfolipidiche. La composizione delle particelle lipoproteiche varia durante la loro circolazione nel sangue. La rimozione di alcune molecole e l’aggiunta di altre determina la presenza di un ampio spettro di particelle lipoproteiche, caratterizzate da quantità variabili di colesterolo.


Le particelle lipoproteiche a bassa densità (LDL-P) sono un prodotto del trasporto lipidico e permangono in circolo per periodi di tempo prolungati. Durante la loro circolazione nel sangue, le LDL-P possono depositarsi sulle pareti dei vasi e formare placche che ostruiscono i vasi sanguigni, portando ad aumentato rischio di malattie in particolare patologie cardiache e ictus. Alte concentrazioni di LDL-P sono considerate nocive per l'organismo perché aumentano la probabilità di deposizione sulla parete delle arterie e di formazione delle placche.


I test per la determinazione della concentrazione dei lipidi circolanti, tradizionalmente misurano la quantità di colesterolo LDL (LDL-C) presente nel circolo ematico, ma non valutano il numero di particelle LDL (LDL-P). Il test delle LDL-P può essere prescritto per ottenere una misura più accurata delle LDL, considerando il contenuto variabile di colesterolo all'interno di ogni lipoproteina a bassa densità (LDL). Vari studi hanno dimostrato che le LDL-P sono un indicatore del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari più accurato rispetto a LDL-C.Dal punto di vista clinico, l'aumento di LDL-P potrebbe contribuire al verificarsi di episodi infartuali, anche in pazienti con valori di colesterolo totale e LDL-C non particolarmente elevati.

Come e Perchè

Quali informazioni è possibile ottenere?

Il test delle particelle lipoproteiche a bassa densità (LDL-P) misura il numero di particelle LDL nel sangue. Può essere eseguito come informazione aggiuntiva nellavalutazione del rischio individuale di sviluppare una patologia cardiovascolare in pazienti con storia familiare e personale di malattie cardiache in giovane età, in particolare con valori di colesterolo totale e LDL-C non particolarmente elevati.


Nella maggior parte dei soggetti, , il test LDL-C è un buon indicatore del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, ma è noto che alcuni soggetti, che presentano concentrazioni di LDL-C che rientrano nei valori desiderabili, sono comunque esposti ad un rischio maggiore di sviluppare tali malattie. Allo stesso modo, individui conpatologie croniche, come il diabete, risultano esposti ad un rischio maggiore di sviluppare CVD anche se il loro valore di LDL-Crientra nei valori desiderabili. .In questi pazienti la determinazione del numero di particelle LDL potrebbe rappresentare un ulteriore fattore da considerare per valutare il rischio di sviluppare una patologia cardiaca e quindi un fattore aggiuntivo di rischio cardiovascolare


Inoltre, le LDL-P possono essere prescritte per monitorare l'efficacia del trattamento.


Attenzione:
Il test per le sottofrazioni delle lipoproteine a bassa densità viene solitamente prescritto insieme al test delle LDL-P; tuttavia, i risultati di tale test non possono essere utilizzati per identificare la terapia più idonea.


Per determinare le sottofrazioni delle lipoproteine vengono utilizzate diverse metodologie, incluse l’ultracentrifugazione, l’elettroforesi su gel di poliacrilammide in gradiente e la spettroscopia NMR. Questi metodi non sono standardizzati e non concordano sulla definizione di sottofrazioni grandi e piccole. Inoltre, nessuna delle metodologie utilizzate per determinare le sottofrazioni delle LDL ha ricevuto finora l'autorizzazione della Food and Drug Administration (FDA).


La National Lipid Association (NLA) statunitense ha definito il termine "LDL grandi e soffici" come potenzialmente fuorviante, poiché tutte le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono in grado di formare placche aterosclerotiche. È importante sottolineare che i pazienti con ipercolesterolemia familiare, caratterizzati dall'insorgenza di malattie cardiovascolari in età precoce, presentano LDL "grandi e soffici".
I dati disponibili non supportano l'utilizzo del test delle sottofrazioni in routine; tuttavia, le sottofrazioni delle LDL sono attualmente utilizzate in ambito clinico. Nessuna società medica ha approvato l'utilizzo del test delle sottofrazioni lipoproteiche: le raccomandazioni emanate da National Lipid Association, National Academic of Clinical Biochemistry, American College of Cardiology edAmerican Heart Association non prevedono l'utilizzo delle sottofrazioni delle LDL per la valutazione del rischio cardiovascolare, per la mancanza di sufficienti evidenze a supporto dell'utilizzo del test come ausilio per la

Domande Frequenti

É possibile diminuire la quantità di LDL-P?

Le LDL-P possono essere modificate adottando una dieta povera di grassi saturi, perdendo peso e svolgendo regolare esercizio fisico. Anche l’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti come le statine e di inibitori della PCSK9 possono diminuire significativamente la quantità di LDL-P.

Fonti

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