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Test della miscela (o test di mixing)

Noto anche come: Test della miscela (o test di mixing)
Nome ufficiale: Test di mixing
Ultima Revisione: 04.10.2025



Revisori:

Benedetto MORELLI: Consulente Emostasi e Trombosi presso SYNLAB ITALIA
Gabriella AZZARINI: Coordinatrice del Gruppo di studio interregionale Veneto-Friuli Venezia Giulia in Emostasi e Trombosi
Filomena CAPPUCCI: UOSD di Emostasi e Trombosi, Ospedale IRCCS “Casa sollievo della sofferenza” San Giovanni Rotondo
Lorenzo CERUTTI: Direttore UOC Laboratorio Analisi – Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lodi
Sonia DORINI: Dirigente Biologo Laboratorio di Patologia Clinica ASST Santi Paolo e Carlo Milano
Arianna FASSINA: TSLB Laboratorio Analisi di Castelfranco Veneto e Montebelluna – ULSS2 Marca Trevigiana – Specializzanda in Patologia e Biochimica Clinica presso l’Università degli Studi di Padova
Giovanni Luca TISCIA: UOSD di Emostasi e Trombosi, Ospedale IRCCS “Casa sollievo della sofferenza” San Giovanni Rotondo
Lorena ZARDO: Responsabile U.O.S.  Laboratorio Analisi di Castelfranco Veneto e Montebelluna-ULSS2 Marca Trevigiana a nome del Gruppo di Studio Emostasi e Trombosi di SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e biologia molecolare clinica)


Perché?

Per indagare inspiegabili allungamenti di PT e/o APTT; PT e APTT sono test di screening globali nell’ambito del Laboratorio di Emostasi e sono largamente utilizzati nello screening preoperatorio e nella valutazione di coagulopatie congenite e acquisite.  Il prolungamento del PT, dell’APTT o di entrambi, può essere dovuto a un deficit di fattori della coagulazione o a inibitori (fattore-specifici e non).

Per stabilire la causa del prolungamento di PT e/o APTT, si fa ricorso al test della miscela che aiuta a distinguere se l’anomalo prolungamento di PT e/o APTT è dovuto a carenza fattoriale o alla presenza di un inibitore. Si tratta di una distinzione importante perché da essa dipende la scelta del trattamento del paziente.  

Quando?

in seguito al riscontro PT e/o APTT allungati.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

La preparazione

In genere non è richiesta alcuna preparazione. Tuttavia, il test non deve essere eseguito nelle persone in trattamento con farmaci anticoagulanti orali o parenterali perché questi farmaci possono causare allungamento del PT e/o dell’APTT.

Per effettuare il test della miscela, vengono utilizzati i reagenti in uso nel Laboratorio oltre al Normal Pool Plasma (NPP) e al campione del paziente. Riguardo ai reagenti, va ricordato che esiste in commercio una grande varietà di reagenti con composizione diversa e diversa sensibilità sia alla carenza fattoriale che alla presenza di anticoagulante lupico. Riguardo all’NPP, mancando una precisa standardizzazione dello stesso, viene suggerito di preparare l’NPP da plasmi privi di LA e poveri di piastrine di almeno 20 soggetti sani (egualmente suddivisi per sesso) che abbiano un livello di fattori coagulativi superiori all’ 80% e idealmente vicini al 100%.

Il test della miscela si effettua mescolando parti uguali (rapporto di 1:1) di plasma del paziente e di NPP.

Se si sospetta la presenza di un inibitore debole, si consiglia di utilizzare il rapporto 4:1 per aumentare la sensibilità del test. Il test può essere effettuato direttamente, senza incubazione oppure dopo incubazione di 2 ore a 37° se si sospetta la presenza di anticorpi tempo- e temperatura-dipendenti.

L’incubazione di una sola ora potrebbe non essere sufficiente per individuare gli inibitori deboli del fattore VIII. Non è indicata l’incubazione per il test della miscela del PT.

Quali informazioni è possibile ottenere?

Il test serve a distinguere se l’anomalo prolungamento di PT e/o APTT è dovuto a carenza fattoriale o alla presenza di un inibitore. Si tratta di una distinzione importante perché da essa dipende la scelta del trattamento del paziente.  Nel primo caso si procede al dosaggio dei fattori correlati all’allungamento del (dei) test di screening, nel secondo caso vengono eseguite le procedure per la ricerca degli inibitori.

Quando viene prescritto?

Quando il paziente presenta allungamento del PT e/o dell’APTT nell’ambito di screening coagulativo preoperatorio o nel contesto di altre situazioni cliniche.

Cosa significa il risultato del test?

Nell’espressione e nell’interpretazione dei risultati bisogna far ricorso al concetto di “correzione”, vale a dire la correzione dell’allungamento del test fino a rientrare negli intervalli di riferimento stabiliti dal Laboratorio per PT e APTT. Se il risultato rimane al di fuori degli intervalli di riferimento, si parla di mancata correzione.

Per esprimere il risultato del test della miscela, si possono usare vari metodi:

1) correzione percentuale caratterizzata dalla seguente formula:

[(TCpaziente-TCmiscela)/(TC paziente-TC NPP)]x 100  (valore-soglia di correzione ≥70%) indicata nella miscela PT;

2) ICA (indice dell’anticoagulante circolante) o indice di Rosner.  L’indice ICA è espresso dalla seguente formula:

ICA = [(TCmiscela – TCNPP)/TCpaziente] x 100     (valore-soglia di correzione ≤15%), dove TCmiscela rappresenta il tempo di coagulazione della miscela, TCNPP rappresenta il tempo di coagulazione del NPP e

TCpaziente rappresenta il tempo di coagulazione del paziente.

Più è alto l’ICA, più è alta la possibilità che la miscela non corregga. Il cut-off va determinato da ogni laboratorio su campioni di soggetti normali ed è superiore al 15 %. Tra le diverse modalità di espressione dei risultati del test di mixing, l’ICA è il metodo suggerito dalla maggior parte delle Linee Guida.

3) metodo di sottrazione.

Viene espresso dalla seguente formula: TC miscela –TC NPP (valore-soglia di correzione ≤0)

Questo metodo è indicato, in subordine, nel test della miscela per APTT.

Nessun test della miscela può discriminare al 100% una carenza fattoriale da un inibitore.

Dal test della miscela ci si attende di ricevere un’indicazione verso il sospetto di deficit fattoriale o verso la presenza di un inibitore della coagulazione, pur nella consapevolezza delle difficoltà interpretative del test.

La tabella successiva illustra le possibili diagnosi che possono essere sospettate nei diversi casi di correzione o di mancata correzione dei test PT e/o APTT.

Test di screening prolungato Risultato del test della miscela Possibile diagnosi
TEMPO DI PROTROMBINA (PT)  Corregge Deficit fattoriali (fattori I, II, V, VII e X) Epatopatie Deficit di vitamina K Terapia con AVK
Non corregge Inibitori specifici dei fattori II, V, VII e X Terapia con inibitori del fattore Xa (rivaroxaban, apixaban, edoxaban)
TEMPO DI TROMBOPLASTINA PARZIALE ATTIVATA (APTT) Corregge Deficit fattoriali (fattori VIII, IX, XI e XII) e FvW
Non corregge Inibitori specifici dei fattori VIII, IX, XI e XII Eparina (da terapia o da contaminazione per presenza di catetere endovascolare) Terapia con dabigatran (inibitore diretto della trombina) Lupus anticoagulant
PT e APTT Corregge Deficit dei fattori della via comune (fattori II, V e X) Terapia con AVK ad alte dosi Deficit di vitamina K Coagulazione intravascolare disseminata Epatopatie
Non corregge Inibitori dei fattori della via comune (fattori II, V e X) Terapia con dabigatran (inibitore diretto della trombina) Terapia con inibitori del fattore Xa (rivaroxaban, apixaban, edoxaban) Terapia eparinica ad alte dosi
C’è altro da sapere?

Come per tutti i test coagulativi, anche il test della miscela è condizionabile da alcune variabili preanalitiche, analitiche e postanalitiche che riguardano la raccolta, il trasporto e la centrifugazione del campione, il tipo di reagenti e di analizzatori utilizzati, i tempi di processazione del campione, l’esecuzione con e senza incubazione e, infine, il calcolo dei risultati e la relativa interpretazione. Occorre anche ricordare che seppure semplice, il test della miscela è gravato da frequenti difficoltà interpretative soprattutto nel caso di modesto allungamento del test di base. Il test della miscela fornisce risultati migliori nei deficit fattoriali singoli e non nei deficit multipli dove aumenta la possibilità di una falsa non-correzione; il test della miscela del PT è condizionato da epatopatie, coagulopatia intravascolare disseminata (CID), deficit di vitamina K.

Domande Frequenti

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del test della miscela?

Tra i vantaggi sono da sottolineare la metodologia relativamente semplice, l’utilità del test anche per la ricerca dell’anticoagulante lupico e, inoltre il test è poco costoso e di facile automatizzazione. Tra gli svantaggi occorre ricordare la difficoltà di interpretazione del risultato qualora il tempo di coagulazione del paziente sia scarsamente prolungato, la necessità di stabilire cut-off specifici per l’interpretazione dei risultati e, infine, non è sempre possibile attribuire i costi da imputare al paziente o al servizio sanitario regionale, perché nei prontuari regionali il test della miscela non è spesso considerato fra le procedure codificate erogabili.

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Adcock DM, Moore GW, Montalvão SL, Kershaw G, Gosselin RC. Activated Partial Thromboplastin Time and Prothrombin Time Mixing Studies: Current State of the Art. Semin Thromb Hemost. 2023 Sep;49(6):571-579. doi: 10.1055/s-0042-1756196. Epub 2022 Sep 2. PMID: 36055261.

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CLSI. Collection, Transport and Processing of Blood Specimens for testing Plasma‐based Coagulation assays and Molecular Hemostasis Assays; Approved guideline. 6th ed. Clinical and Laboratory Standards Institute; 2024. CLSI document H21‐A6. 

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CLSI. Laboratory Testing for the Lupus Anticoagulant; Approved Guideline. 1st edition. Clinical and Laboratory Standards Institute; 2014. CLSI document H60-A1.

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Seasor T, Moser KA. Mixing studies. PathologyOutlines.com website. https://www.pathologyoutlines.com/topic/coagulationmixingstudies.html.

Sheng-hsiung Chang, Veronica Tillema, Doris Scherr, A “Percent Correction” Formula for Evaluation of Mixing Studies, American Journal of Clinical Pathology, Volume 117, Issue 1, January 2002, Pages 62–73, https://doi.org/10.1309/RREK-8L6M-D2KC-HWLH.