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Marcatori di Funzionalità Tiroidea

Ultima Revisione: 20.10.2021.
Ultima Modifica: 18.11.2021.


Articolo approvato dal Comitato editoriale di labtestsonline.org ed in corso di revisione da parte del Comitato editoriale italiano


Perché?

Per valutare la funzionalità della ghiandola tiroidea e come supporto alla diagnosi dei disordini tiroidei in presenza di sintomi correlati; per monitorare l’efficacia del trattamento dei disordini tiroidei e l’eventuale necessità di variazione del dosaggio dei farmaci.

Quando?

In presenza di segni e sintomi di ipo- o iper-tiroidismo, riconducibili a patologie riguardanti la tiroide; in presenza di gozzo (aumento del volume tiroideo) o noduli tiroidei (masse anomale, solide o a contenuto liquido, che si formano all’interno della ghiandola tiroidea).

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato da un braccio.

La preparazione

No, nessuna; tuttavia, poiché alcuni farmaci (prescritti e da banco) ed integratori possono interferire con il risultato del test, occorre informare il medico in merito alla loro assunzione.

I pazienti in terapia con l’ormone tiroideo per il trattamento di patologie della tiroide dovrebbero eseguire il prelievo di sangue prima di assumere la dose giornaliera del farmaco. La presenza di patologie acute può interferire con i risultati del test; pertanto, non è raccomandato sottoporsi all’esame ai soggetti ospedalizzati o non in salute.

La valutazione della funzionalità tiroidea si avvale di una serie di test che possono essere richiesti al fine di valutare la funzionalità della tiroide e quindi di diagnosticare eventuali disordini tiroidei. I test misurano una serie di ormoni presenti nel sangue. 

Gli esami per la valutazione della funzionalità tiroidea di solito comprendono:

In passato veniva richiesto anche il test di captazione del T3 (T3RU) che, insieme al valore del T4, era utilizzato per il calcolo dell’indice di tiroxina libera (FTI), un altro metodo in grado di valutare la funzionalità tiroidea correggendo il cambiamento che i livelli di alcune proteine possono determinare sui livelli di T4 totale.

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla posta anteriormente alla trachea, alla base della gola. Essa produce gli ormoni tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3), implicati nella regolazione del consumo energetico da parte dell’organismo (metabolismo). Il principale ormone prodotto dalla tiroide è il T4; questo ormone si trova perlopiù in forma inattiva, ma viene convertito nella forma maggiormente attiva, il T3, nel fegato e in altri tessuti.

Quasi la totalità dei T3 e T4 circolanti sono legati a proteine. La forma biologicamente attiva di questi ormoni è però rappresentata da una piccola quota libera, ossia non legata alle proteine di trasporto. I test sono in grado di misurare la quantità di T3 e T4 liberi e legati nel sangue.

  • La misura di T3 e T4 totali è stata usata per molto tempo; tuttavia, questi valori sono influenzati dalla quantità di proteina legante gli ormoni presente nel sangue
  • La misura di T3 e T4 liberi non è influenzata dalla quantità di proteina legante, pertanto permette una valutazione più accurata della funzionalità tiroidea

L’organismo controlla la quantità di T4 e T3 nel sangue tramite un sistema a feedback:

  • Quando i livelli ematici degli ormoni tiroidei diminuiscono, l’ipotalamo produce l’ormone di rilascio della tireotropina (TRH), che a sua volta stimola il rilascio da parte dell’ipofisi dell’ormone tireostimolante (TSH). Il TSH stimola la ghiandola tiroidea a produrre e rilasciare T4 (principalmente) e T3
  • Quando i livelli ematici degli ormoni tiroidei aumentano, l’ipofisi riduce il rilascio di TSH, con conseguente produzione di quantità inferiori di T4 e T3 da parte della tiroide

In condizioni fisiologiche questo sistema a feedback regola l’attività della tiroide, al fine di mantenere relativamente stabili i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue.

La perdita di funzionalità tiroidea o la riduzione del TSH determinano una diminuita produzione degli ormoni tiroidei e la manifestazione di sintomi associati all’ipotiroidismo, quali aumento di peso, aumentata sensibilità al freddo, irregolarità del ciclo mestruale e affaticamento. La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente di infiammazione della ghiandola tiroidea (tiroidite) e di ipotiroidismo. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l’articolo Tiroidite di Hashimoto.

La produzione eccessiva di ormoni tiroidei è associata alla manifestazione di segni e sintomi di ipotiroidismo, quali tachicardia, ansia, perdita di peso, insonnia, tremore delle mani ed irritazione e lacrimazione degli occhi. La malattia di Graves rappresenta la causa più comune di iperattività della ghiandola tiroidea (ipertiroidismo). Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l’articolo Malattia di Graves.

Sia l’ipertiroidismo che l’ipotiroidismo possono essere causati anche da tiroidite, tumore alla tiroide e produzione eccessiva o insufficiente di TSH.

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Quali informazioni è possibile ottenere?

I marcatori di funzionalità tiroidea vengono utilizzati nella valutazione della funzionalità tiroidea e come supporto alla diagnosi di ipotiroidismo e/o ipertiroidismo riconducibili alla presenza di vari disordini della tiroide.

Solitamente, il test d’elezione per rilevare la presenza di disordini della tiroide è il test del TSH. Se i livelli di TSH sono alterati, allora viene richiesto il test di misura del T4 libero e, talvolta, anche del T3 libero. Spesso, i laboratori eseguono questi test di follow-up in maniera automatica, con una modalità cosiddetta “riflessa”, ossia che prevede l’esecuzione di ulteriori esami qualora i primi risultino alterati. I test riflessi vengono eseguiti sullo stesso campione inviato al laboratorio per effettuare il primo test richiesto.

Alternativamente, il clinico può richiedere direttamente l’esecuzione di tutto il pannello di esami.

Inoltre, il test può essere eseguito in pazienti che hanno ricevuto diagnosi di patologia tiroidea, al fine di monitorare l’efficacia del trattamento. La scelta degli esami da eseguire dipende dalla patologia di cui è affetto il soggetto. I test comunemente prescritti a tale scopo includono:

  • Tireoglobulina; utilizzata per il monitoraggio dei pazienti in trattamento per il cancro alla tiroide
  • TSH; utilizzato per il monitoraggio di pazienti affetti da ipo- o iper- tiroidismo
  • T4 libero e, talvolta, T3 totale; utilizzati per il monitoraggio di pazienti sottoposti a trattamento per l’ipertiroidismo. Nel caso di pazienti affetti da ipertiroidismo causato dalla malattia di Graves, può essere utilizzata la misura del TRAb (anticorpo anti-recettore della tireotropina) 
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Quando viene prescritto?

Questi test possono essere richiesti in presenza di segni e sintomi indicativi di patologie che influenzano la tiroide. La maggior parte dei sintomi comunemente manifestati in presenza di patologie tiroidee risultano aspecifici, ovvero riscontrabili anche in numerose altre patologie o condizioni cliniche. I marcatori di funzionalità tiroidea possono essere eseguiti insieme ad altri test per la valutazione di pazienti con sintomi aspecifici, quali affaticamento, depressione o problemi di infertilità.

La tabella sottostante fornisce alcuni esempi di sintomi associati alle patologie tiroidee:

PATOLOGIE TIROIDEEPOSSIBILI SINTOMI
Ipoattività della tiroide (ipotiroidismo); tiroidite di HashimotoAstenia, bradicardia, aumento di peso, secchezza della pelle, costipazione, aumentata sensibilità al freddo, diradamento dei capelli, irregolarità del ciclo mestruale, sanguinamenti eccessivi, infertilità
Iperattività della tiroide (ipertiroidismo); malattia di GravesTachicardia, inspiegabile perdita di peso, irritabilità, ansia, insonnia, movimenti intestinali frequenti, tremore delle mani, astenia, sudorazione eccessiva, debolezza muscolare
Noduli tiroideiPresenza di una massa anomala (solida o a contenuto liquido) localizzata nel collo, sintomi di ipo- e iper- tiroidismo, raucedine, dolore
GozzoAumento del volume della ghiandola tiroidea, sintomi di ipo- e iper- tiroidismo, raucedine, difficoltà nella deglutizione, dolore
Cancro alla tiroidePresenza di un nodulo localizzato nel collo, gonfiore al collo, raucedine, dolore, difficoltà nella deglutizione
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Cosa significa il risultato del test?

Quando il sistema a feedback che regola l’attività della tiroide non funziona in maniera appropriata a causa di vari disordini tiroidei, si verifica un aumento o una diminuzione della produzione degli ormoni tiroidei. 

  • Quando i livelli di TSH aumentano, la tiroide produce e rilascia quantità eccessive di T4 e T3, con conseguente manifestazione di sintomi di ipertiroidismo
  • Quando diminuisce la produzione degli ormoni tiroidei, il paziente può sviluppare sintomi associati all’ipotiroidismo

I risultati dei test non sono di per sé diagnostici, ma possono indirizzare il clinico verso ulteriori test da effettuare al fine di identificare la causa di una carenza o un eccesso di ormoni tiroidei e dei disordini tiroidei. Ad esempio, la malattia di Graves rappresenta la causa più comune di ipertiroidismo e la tiroidite di Hashimoto di ipotiroidismo. (Per maggiori informazioni, consultare l’articolo Patologie della tiroide).

Gli intervalli di riferimento per gli ormoni tiroidei differiscono in base all’età e allo stato di salute del paziente, oltre che al laboratorio che esegue l’analisi.

La tabella seguente riassume alcuni esempi dei risultati ottenibili da questi esami e la loro possibile interpretazione.

TSHfT4fT3DIAGNOSI PIÙ PROBABILE
NormaleNormaleNormaleFunzionalità tiroidea normale (“eutiroide”)
Normale o bassoNormale o bassoBassoPresenza di patologie che interessano la tiroide, che funziona normalmente (sindrome del malato eutiroideo)
AumentatoNormaleNormaleIpotiroidismo subclinico1: in pazienti in trattamento per ipotiroidismo che non ricevono quantità sufficienti di ormone tiroideo
AumentatoBassoNormale o bassoIpotiroidismo dovuto ad un’alterazione della ghiandola tiroidea (Ipotiroidismo primario)
Normale o bassoAumentatoAumentatoIpertiroidismo causato dall’alterato funzionamento dell’ipofisi (ipertiroidismo centrale) o del recettore degli ormoni tiroidei (sindrome da resistenza agli ormoni tiroidei)
BassoNormaleNormaleIpertiroidismo subclinico2: in pazienti in trattamento per ipertiroidismo che ricevono quantità eccessive di ormone tiroideo
BassoNormaleAumentatoIpertiroidismo riconducibile ad una produzione eccessiva di ormone T3 da parte della ghiandola tiroidea (raro, noto come tossicosi T3)
BassoAumentatoAumentatoIpertiroidismo dovuto alla produzione eccessiva di ormoni tiroidei da parte della ghiandola tiroidea (ipertiroidismo primario)
BassoBassoBassoIpotiroidismo causato dall’alterato funzionamento dell’ipotalamo o dell’ipofisi, coinvolti nella regolazione della tiroide (ipotiroidismo centrale)

NOTA: I RISULTATI DI LABORATORIO DEVONO ESSERE CORRELATI CON LA CLINICA DEL PAZIENTE

1La diagnosi di ipotiroidismo subclinico viene stabilita in presenza di concentrazioni elevate di TSH e di T4 libero normale su test periodici ripetuti per settimane o mesi. Gli adulti con ipotiroidismo subclinico possono risultare asintomatici o manifestare lievi sintomi di ipotiroidismo. Tuttavia, l’ipotiroidismo subclinico in età adulta espone ad un rischio aumentato di sviluppare patologie cardiovascolari, livelli elevati di colesterolo LDL e ridotte capacità cognitive.

2La diagnosi di ipertiroidismo subclinico viene stabilita in presenza di concentrazioni di TSH e di livelli di T4 e T3 liberi normali su test periodici ripetuti per settimane o mesi. Gli adulti con ipertiroidismo subclinico possono risultare asintomatici o manifestare lievi sintomi di ipertiroidismo. Tuttavia, l’ipertiroidismo subclinico espone ad un rischio aumentato di sviluppare fibrillazione atriale ed osteoporosi.

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C’è altro da sapere?

In passato era molto comune richiedere questi esami all’interno di un “pannello tiroideo”. Recentemente, allo scopo di diminuire la quantità di esami non necessari, c’è una sempre maggior tendenza a richiedere gli esami in maniera sequenziale, con iniziali test di screening seguiti, se necessario, da esami successivi di approfondimento. Nel caso dei test della tiroide, viene per prima cosa misurato il TSH. Qualora questo fornisca risultati anomali e nel caso in cui permanga il sospetto clinico, vengono richiesti gli altri esami relativi alla funzionalità tiroidea.

I livelli di T4 totale e T3 totale e/o TSH possono variare ed essere influenzati da:

  • Raramente, resistenza agli ormoni tiroidei
  • Aumento, diminuzione o variazioni (ereditarie o acquisite) delle proteine che legano T4 e T3 (nel caso della misura degli ormoni totali, non in quella dei liberi, in quanto questi ultimi misurano la frazione degli ormoni non legati alle proteine)
  • Gravidanza
  • Estrogeni o altri farmaci
  • Patologie epatiche
  • Patologie sistemiche 
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Quali patologie sono associate a ipo- o ipertiroidismo?

Le cause più comuni di disfunzioni tiroidee sono correlate alle patologie autoimmuni. La malattia di Graves causa ipertiroidismo e la tiroidite di Hashimoto causa ipotiroidismo. Sia l’ipo- che l’ipertiroidismo possono essere causati da tiroidite, cancro alla tiroide ed eccessiva o carente produzione di TSH.

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Quali altri test possono essere richiesti oltre al TSH, T3 e T4?

I test effettuati sul sangue, oltre a quelli sopracitati, includono:

  • Anticorpi anti-tiroide; utili per identificare le patologie autoimmuni e differenziarle da altre patologie della tiroide (ad es. malattia di Graves, tiroidite di Hashimoto). Alcuni esempi includono:
  • Calcitonina; contribuisce a rilevare la produzione di quantità eccessive di calcitonina in corso di iperplasia delle cellule C e di carcinoma midollare della tiroide
  • Tireoglobulina (Tg); per monitorare il trattamento del cancro alla tiroide e l’eventuale presenza di recidive
  • Globulina legante la tiroxina (TGB); per valutare i pazienti con valori anomali di T4 e T3

Inoltre, possono essere eseguiti esami di diagnostica per immagini come supporto alla diagnosi.

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Cos’è il reverse-T3 (rT3)?

Il reverse-T3 (RT3 o REVT3) è una forma biologicamente inattiva del T3. Normalmente, quando il T4 viene convertito in T3, viene formata una certa percentuale di rT3. Sotto stress, come in corso di malattie gravi, l’organismo può produrre grandi quantità di rT3 e, pur in assenza di patologie tiroidee, i livelli degli ormoni tiroidei possono essere al di fuori degli intervalli di riferimento. Pertanto, viene in genere raccomandato di non effettuare i test per la tiroide fintanto che il paziente permane in ospedale, se ricoverato per una malattia acuta. L’utilizzo dell’rT3 è dibattuto e non viene più richiesto.

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Quali farmaci possono influenzare il pannello di funzionalità tiroidea?

Numerosi farmaci (prescritti e da banco) ed integratori possono interferire con il risultato del test; occorre informare il medico in merito alla loro assunzione. 

Ad esempio, la biotina (vitamina B7) può interferire con alcuni esami di laboratorio, alterandone i risultati; il medico può richiedere di interromperne l’assunzione prima di sottoporsi al prelievo per i marcatori di funzionalità tiroidea.

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Quanto tempo è necessario per eseguire il test?

Il risultato del test viene reso disponibile in tempi che dipendono dal laboratorio che esegue il test.

Immagini correlate

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