Noto anche come
WNV
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02.10.2017.

Cos'è il virus West Nile?

Il virus West Nile (WNV) causa una malattia infettiva scoperta per la prima volta in Uganda, Africa, nel 1937. Da qui si è poi diffusa in Medio Oriente, Europa orientale, Asia occidentale e, più di recente, negli Stati Uniti. I primi casi negli U.S. sono stati riportati a New York nel 1999. Il virus si diffuse nel Paese e divenne famoso poiché l'epidemia aumentò drammaticamente il numero di casi umani. Molti Stati come anche il Distretto della Columbia riportarono infezioni umane, con gli stati medio-occidentali e il Colorado colpiti più duramente. WNV appartiene ad un gruppo di virus che causano malattia conosciuti come flavivirus. Molti di questi possono essere diffusi dagli insetti, di solito zanzare, agli animali, inclusi gli uomini. Molte infezioni umane non sono gravi, benché in alcuni casi l'infezione può portare ad una malattia grave.

Il modo più comune di trasmissione è attraverso la puntura della zanzara. Quando una zanzara punge un uccello infetto, come per esempio un corvo (i corvi sono molto suscettibili all'infezione), può poi trasmettere il virus ad un altro animale pungendolo. La trasmissione del virus di solito aumenta all'inizio della primavera, quando escono le zanzare adulte, e continua fino all'autunno. È stimato che 1 su 200 zanzare contenga il virus.

Benché WNV non sia trasmesso da persona a persona, ci sono stati casi di trasmissione di WNV da un individuo all'altro attraverso donazioni di sangue, trapianti d'organo e raramente da madre a figlio attraverso il latte materno. Nel Luglio 2003, molti centri di donazione hanno cominciato a controllare le sacche di sangue donate per la presenza di WNV; circa 2.5 milioni di donazioni sono state controlate fra i mesi di Luglio e Settembre 2003.

Al 31 Marzo 2004, ci sono stati 9858 casi confermati di infezione umana da WNV negli U.S. e, nel 2003, 264 morti attribuite a quest'infezione. Per i numeri aggiornati visitare Centers for Disease Control and Prevention's West Nile Virus web site.

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    Circa uno su cinque (20%) degli individui infetti con WNV mostra sintomi. Questi di solito sono simili a quelli influenzali, con febbre, problemi gastrointestinali, mal di testa, dolori muscolari e possono includere eruzioni cutanee e linfonodi ingrossati. Questi sintomi tipicamente durano per pochi giorni e non hanno effetti a lungo termine sulla salute.

    Meno dell'1% (circa 1 su 150) degli individui infetti sviluppa una malattia più grave nella quale c'è un coinvolgimento del cervello. Questo può portare ad una grave encefalite (infiammazione del cervello) e/o a meningite (infiammazione del rivestimento del cervello e del midollo spinale). I sintomi includono febbre alta, estrema debolezza muscolare, rigidezza del collo, incoscienza, disorientamento, coma, tremori, convulsioni e, raramente, paralisi. Il tasso di mortalità è del 3-15% ed è più alto tra gli anziani. Anche gli individui con un sistema immunitario compromesso hanno un aumentato rischio di malattia grave.

  • Esami

    La diagnosi di infezione da WNV in un paziente di solito è eseguita analizzando i sintomi del paziente e la possibilità di esposizione ed è confermata analizzando il sangue e il fluido spinale del paziente. L'esame per il WNV è utilizzato per determinare se un individuo è al momento infetto con WNV o lo è stato di recente. È anche utilizzato per analizzare le unità di sangue a tracciare la diffusione di WNV attraverso una comunità o in un Paese. L'esame basato sulla misura degli anticorpi contro WNV (proteine specifiche create dal sistema immunitario del corpo in risposta all'infezione da WNV) o dell'acido nucleico di WNV (ricerca del materiale genetico del virus stesso).

    Ricerca di anticorpi

    La ricerca di anticorpi contro WNV è richiesta per pazienti sintomatici per determinare se sono al momento infetti o se sono stati infettati di recente da WNV e i risultati sono utilizzati per seguire WNV nella comunità. Ci sono due tipi di test anticorpali per WNV: ricerca di IgM e IgG. In molti individui, gli anticorpi IgM sono presenti nei primi 8 giorni dopo l'iniziale esposizione a WNV, seguiti dalla produzione di IgG diverse settimane dopo. Due saggi commerciali, introdotti di recente, per la ricerca di IgM contro WNV hanno reso più semplice la rilevazione di WNV negli individui sintomatici, ma questi test possono dare un risultato positivo in presenza di altre infezioni dovute a flavivirus correlati. I risultati positivi devono essere confermati da un altro metodo prima di definire una diagnosi di infezione da WNV e riportarla al Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie.

    Test per acidi nucleici

    Il test per acidi nucleici utilizza l'amplificazione e la misurazione del materiale genetico del virus West Nile per rilevare la presenza del virus nel sangue o nei tessuti. Due test per la ricerca di WNV sono attualmente utilizzati dai centri di donazione del sangue per testare per WNV le unità di sangue donate. Benché non siano ancora approvati negli U.S. dalla Food and Drug Administration, questi test sono raccomandati per facilitare la ricerca di WNV e ridurre il numero di unità di sangue infetto.

    Il test per acidi nucleici per WNV può essere eseguito su uccelli morti e gruppi zanzare per documentare la presenza di WNV nella comunità e per tracciarne la diffusione. Visto che gli uccelli e le zanzare sono l'ospite naturale di WNV, il virus è frequentemente presente in numero più alto che negli umani. È possibile determinare la diffusione di WNV in una particolare area e la sua presenza negli uccelli e nelle zanzare prima che vi sia alcun caso umano.

  • Prevenzione e Trattamento

    Al momento non sono disponibili né vaccino né trattamento, benché la ricerca vada avanti e diversi vaccini sperimentali e terapie antivirali si mostrano promettenti. I vaccini per altri flavivirus, quali il virus della febbre gialla, sono disponibili da circa 70 anni, hanno sicurezza controllata e sono efficaci. Un nuovo vaccino è stato sviluppato di recente mischiando il WNV con il vaccino per la febbre gialla, alterando così le proteine che ricoprono il vaccino. Questo nuovo vaccino è stato sperimentato con successo sugli animali e adesso la sperimentazione sta partendo sugli umani.

    Un altro potenziale vaccino per WNV è stato sviluppato e sottoposto ad alcuni test iniziali. Questo vaccino utilizza una proteina inattivata (invece di un virus vivo) e potrebbe avere il vantaggio di essere somministrato a chiunque, anche a donne incinte e individui immunocompromessi.

    Il trattamento dell'infezione da WNV è attualmente focalizzato sulla gestione dei sintomi. Nei casi gravi, può essere necessaria l'ospedalizzazione. Una soluzione più efficace è prevenire l'infezione proteggendosi dal morso delle zanzare utilizzando repellenti per insetti, indossando indumenti a manica lunga e pantaloni, restando in casa all'alba e al crepuscolo e eliminando i ristagni di acqua che attirano le zanzare.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


S1
American Association of Blood Banks. “Risk of West Nile Virus (WNV) Infection by Blood Transfusion.” Press Release: September 5, 2002.

S2
Brown, David. “Virus Test May be Ready by Summer '03: West Nile Risk May Make Screening of Blood a Widespread Necessity.” The Washington Post, September 25, 2002: A2.

S3
Centers for Disease Control and Prevention: West Nile Virus Basics. Available online: http://www.cdc.gov/ncidod/dvbid/westnile/index.htm

S4
National Institutes of Health: West Nile Virus Information. Available online: http://www.nih.gov/news/westnile.htm

S5
National Institute of Allergy and Infectious Diseases. Fact Sheet: Research on West Nile Virus. Available online: http://www.niaid.nih.gov/factsheets/westnile.htm

S6
Petersen LR, Roehrig JT, and Hughes JM. “Perspective: West Nile Virus Encephalitis.” The New England Journal of Medicine, 347(16):1225-1226, October 17, 200. Abstract available online: http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/NEJMp020128v1?eaf

S7
Weiss, Rick. “Organ Recipients Had Virus: West Nile's Presence Also Raises Blood Supply Concerns.” The Washington Post, September 4, 2002: A1, A6.