Noto anche come
Timore prostatico
Carcinoma prostatico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
02.10.2017.

Cos'è il tumore della prostata?

Il tumore della prostata è il tumore più comune nei maschi dopo quello della pelle. Negli Stati Uniti nel 2005 sono stati diagnosticati circa 230110 casi di tumore della prostata, che è stato causa di morte di circa 29900 uomini. Il rischio di cancro alla prostata varia con l'etnia, in particolare i maschi americani di origine africana sono ad alto rischio. Il rischio è elevato anche nei maschi con una storia familiare positiva e aumenta con l'età. Più del 70% dei tumori della prostata vengono diagnosticati in maschi con più di 65 anni.

La prostata è una piccola ghiandola, a forma di noce, che circoscrive l'uretra superiore maschile e produce una componente del liquido seminale. Il tumore che origina dalla prostata può rimanere localizzato (completamente all'interno della prostata) per molti anni e provoca pochi sintomi degni di nota. In molti casi il tumore della prostata è a crescita lenta, con comparsa di sintomi solo quando la crescita della massa tumorale è tale da costringere l'uretra. Questo può provocare sintomi come: stimolo frequente ad urinare (specialmente di notte); mitto urinario debole o interrotto; dolore o bruciore alla minzione o all'eiaculazione; presenza di sangue o pus nelle urine o nello sperma; disturbi al bacino, alla pelvi o all'inguine. Molti di questi sintomi, tuttavia, possono essere provocati da altre condizioni come l'iperplasia prostatica benigna (BPH), infezioni dell' apparato urinario (UTI), prostatite acuta o ad una malattia sessualmente trasmessa.

L'iperplasia prostatica benigna consiste in un aumento delle dimensioni della prostata molto comune nei maschi durante l'invecchiamento, infatti, interessa il 90% dei maschi ottantenni. Non provoca tumore della prostata, ma può essere associato. E' importante definire se i sintomi di un paziente sono riferibili ad un tumore della prostata, ad una iperplasia benigna o ad un'altra condizione non cancerosa. Inoltre, nel caso sia stato diagnosticato un tumore, va definito se è clinicamente significativo. Se un tumore della prostata è piccolo, localizzato, a crescita lenta non creerà mai problemi al paziente. Si dice che “molti uomini muoiono con il tumore alla prostata ma non per esso”. In questi casi i trattamenti terapeutici potrebbero provocare effetti collaterali, come impotenza ed incontinenza, anche peggiori del tumore.

Alcuni tumori della prostata, tuttavia, crescono e si diffondono aggressivamente nella pelvi e poi a tutto il corpo. Alcuni tumori a crescita lenta sono in alcuni casi sono così grandi da causare problemi e richiedere l'intervento terapeutico. L'obiettivo, quindi, consiste nell'individuare il tumore della prostata, valutare la sua crescita e diffusione, e successivamente decidere con il paziente quale trattamento intraprendere e quando.

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Approfondimenti
  • Esami

    L'indagine di riferimento per la diagnosi di cancro alla prostata è la biopsia prostatica con raccolta ed esame istologico di piccoli campioni di tessuto prostatico. Se si tratta di tumore, mediante l'esame del campione di tessuto e indagini strumentali come l'ecografia, verrà definito lo stadio (grado di diffusione) e il grado (entità delle anomalie cellulari). Maggiori sono le anomalie, maggiore è la probabilità che si tratti di un tumore aggressivo. La determinazione del PSA totale (antigene prostatico specifico totale) nel campione di sangue e l'esplorazione rettale sono le prime indagini necessarie per stabilire l'opportunità di eseguire una biopsia prostatica. L'esplorazione rettale consiste in un esame fisico eseguito mediante introduzione di un dito, rivestito da guanto e lubrificato, nel retto per sentire le dimensioni e la consistenza della ghiandola prostatica.


    Esami di laboratorio

    Le indagini di laboratorio servono ad individuare la presenza di tumore in uomini con e senza sintomi, escludere altre patologie e condizioni che potrebbero provocare o esacerbare i sintomi, monitorare l'efficacia di un trattamento terapeutico e la comparsa di recidive.

    Gli esami includono:

    • PSA (antigene prostatico specifico) - per facilitare la diagnosi e per monitorare il tumore della prostata. Il PSA è un strumento buono, ma non perfetto. Concentrazioni aumentate di PSA sono state associate ad un rischio aumentato di cancro della prostata, ma si possono trovare anche nel caso do ipertrofia prostatica benigna, prostatite (infiammazione della prostata), infezione ed altre varie condizioni patologiche temporanee. Circa 2/3 dei maschi con concentrazioni anomale di PSA non hanno il tumore della prostata e circa il 20% di quelli con tumore della prostata presentano concentrazioni normali di PSA. Nella valutazione dei risultati, bisogna considerare sia la concentrazione ematica di PSA sia il volume della prostata. (Una discussione sulle varianti dell'esame del PSA come il PSA libero ed il PSA coniugato si può trovare alla pagina dell'Esame del PSA)
    • Esame delle urine - per individuare disordini renali
    • Urinocoltura - per la ricerca di segni di infezione urinaria
    • Uremia e creatininemia - per valutare la funzionalità renale
       

    Gli esami strumentali includono:

    • Ecografia – una ecografia tranrettale può servire a definire le dimensioni della prostata e a guidare il posizionamento dell'ago durante la biopsia prostatica
    • TAC (tomografia computerizzata) – per facilitare la valutazione dell'estensione del tumore
    • Risonanza magnetica - per facilitare la valutazione dell'estensione del tumore
    • Scintigrafia ossea con radionuclidi – utilizzata in certi casi per individuare la diffusione del tumore alle ossa
    • PET (tomografia ad emissione di positroni) – utilizzata in certi casi per definire la diffusione metastatica del tumore ( tumore diffuso oltre la prostata).
  • Trattamento

    In base allo stadio ed al grado del tumore della prostata, viene stabilito il trattamento più appropriato. Nel caso il tumore sia limitato alla prostata, non presenti sintomi o solo pochi e appaia a crescita lenta, si può decidere di seguire regolarmente il suo andamento piuttosto che scegliere il trattamento immediato. Questo atteggiamento si chiama ”attesa vigile” ed è una strategia che può funzionare per molti anni.

    Nel caso sia necessario intervenire, di solito si associano la terapia chirurgica, radiante e ormonale. Se si sceglie la terapia chirurgica, può essere rimosso tutto il tumore o nei casi avanzati si può facilitare la minzione. La criochirurgia, una tecnica chirurgica relativamente nuova, congela ed uccide il tessuto malato con azoto liquido. La terapia radiante può essere somministrata dall'esterno con raggi mirati, inserendo nella prostata piccole capsule radioattive o mediante iniezione. Può essere associata alla terapia ormonale per alleviare il dolore.

    La terapia ormonale è la più comunemente usata nel trattamento del cancro alla prostata metastatizzato ad altre aree del corpo. Anche se, a questo stadio, non è terapeutica questa terapia può ridurre il tumore, alleviare i sintomi ed allungare la vita del paziente. La terapia ormonale viene usata anche nel trattamento degli stadi meno avanzati di tumore alla prostata in associazione con la radioterapia o per ridurre le dimensioni del tumore prima dell'intervento chirurgico. La chemioterapia viene applicata raramente nel cancro della prostata, ma può essere usata nei casi avanzati che non rispondono alla terapia ormonale. Gli effetti collaterali dei diversi trattamenti possono variare da nessun sintomo ad astenia, perdita dei capelli, incontinenza, disfunzione erettile (incapacità ad avere erezione). I maschi con riduzione della concentrazione di testosterone, in seguito a trattamento terapeutico del tumore alla prostata, possono presentare un rischio maggiore di sviluppare osteoporosi.

    La diagnosi di tumore della prostata e i trattamenti terapeutici migliorano continuamente così come sono in continua evoluzione le indicazioni riguardo i tempi e le modalità di trattamento. I pazienti dovrebbero essere informati riguardo le possibilità attuali di diagnosi e le diverse opzioni terapeutiche.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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