Noto anche come
Sepsi severa
Shock settico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
16.01.2018.

Cos’è la sepsi?

Con il termine sepsi viene indicata una grave risposta infiammatoria sistemica (SIRS, Sindrome da Risposta infiammatoria Sistemica), potenzialmente letale, associata alla presenza di un’infezione. L’infezione può avere origine in un particolare distretto dell’organismo per poi diffondersi al circolo ematico (batteriemia) e quindi ad altri distretti ed organi. Per esempio, un’infezione delle vie urinarie può originarsi nella vescica e/o nei reni per poi diffondersi nel circolo ematico e raggiungere altri organi.

Talvolta viene impropriamente utilizzato il termine setticemia. La setticemia però si riferisce alla presenza del microrganismo responsabile dell’infezione nel circolo ematico, mentre con il termine sepsi ci si riferisce alla risposta immunitaria sistemica dell’organismo associata alla presenza dell’infezione.

In condizioni normali, il sistema immunitario di una persona è in grado di rilevare un particolare agente estraneo all’organismo in un particolare distretto e di confinare la risposta immunitaria alla sede dell’infezione. In corso di sepsi invece, l’organismo instaura una risposta infiammatoria sistemica (SIRS). Questo determina un significativo incremento o diminuzione nella temperatura corporea (febbre o ipotermia), l’aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria e la diminuzione della pressione arteriosa. Se non trattata, la sepsi può progredire verso la sepsi severa e quindi shock settico.

In corso di sepsi severa, la quantità di ossigeno in grado di raggiungere gli organi e i tessuti diminuisce, possono formarsi dei coaguli al livello dei capillari e può verificarsi la fuoriuscita dei fluidi dai vasi verso i tessuti. Questo può pertanto determinare l’accumulo di fluidi al livello polmonare in maniera tale da limitare la funzionalità respiratoria. Quindi può sopraggiungere lo sbilanciamento dell’equilibrio acido-base, l’alterazione del circolo sanguigno, l’accumulo dei prodotti di scarto del metabolismo e quindi il progressivo danneggiamento di organi e tessuti come i polmoni, i reni e il fegato. Nell’ultimo stadio, noto con il nome di shock settico, compare la sindrome da insufficienza multi-organo (MOF; alterata funzione di due o più organi e incapacità di mantenere l’omeostasi) con ipotensione persistente.

Sebbene la sepsi sia più comune nei pazienti ricoverati, questa può essere riscontrata anche in pazienti giunti al pronto soccorso. È maggiormente frequente nei neonati e nelle persone anziane. Altre persone a maggior rischio di sepsi sono coloro che hanno subito un trauma (ad esempio le persone che sono state sottoposte ad un intervento chirurgico), le persone con cateteri, con malattie croniche e quelle immunocompromesse.

Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una tendenza all’aumento dell’incidenza della sepsi. Si stima che nel mondo la sepsi grave abbia una mortalità di circa il 25-50%, perlopiù nei reparti di terapia intensiva.

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    I sintomi possono variare sulla base degli organi interessati, della gravità della patologia e dello stato di salute complessivo del paziente. Possono non essere specifici e quindi essere analoghi a quelli presenti in corso di altre patologie. Viste le diverse peculiarità dei trattamenti è importante eseguire quanto prima una diagnosi differenziale tra la sepsi ed altre patologie.

    I segni e sintomi della sepsi possono includere:

    • Febbre (aumento della temperatura corporea fino oltre 38°C) o ipotermia (<36°C)
    • Brividi
    • Respiro affannoso
    • Tachicardia
    • Senso di stanchezza
    • Mal di testa

     

    La comparsa di ulteriori sintomi può essere indicativa della progressione della sepsi a sepsi severa, con il coinvolgimento multiorgano. Questi sintomi possono includere:

    • Stato confusionale, variazioni dell’umore
    • Ansia
    • Diminuzione della minzione (disfunzione renale)
    • Dolore addominale
    • Nausea e vomito
    • Difficoltà respiratorie e tosse
    • Dolore toracico (dovuta all’alterazione della funzionalità cardiaca)
    • Dolore pelvico o ai fianchi
    • Pelle chiazzata

     

    I segni e sintomi dello shock settico includono, oltre quelli sopra descritti, la grave diminuzione della pressione sanguigna.

  • Esami

    In presenza di sepsi vengono richiesti alcuni esami volti alla definizione della diagnosi ed alla valutazione ed al monitoraggio della funzionalità degli organi, dell’ossigenazione ematica e dell’equilibrio acido-base.

    Test di laboratorio

    I test di laboratorio includono:

    • Colorazione di Gram – per rilevare la presenza ed identificare il tipo di batterio presente in corrispondenza del sito di infezione
    • Emocoltura – per rilevare la presenza di batteri nel sangue ed eseguire i test di sensibilità agli antibiotici
    • Urinocoltura ed esami colturali dei liquidi biologici – per rilevare la sorgente ed il tipo di infezione
    • Procalcitonina (PCT) – per distinguere la sepsi da altre patologie con sintomatologia analoga; il livelli ematici di PCT aumentano rapidamente ed in maniera considerevole in corso di sepsi
    • Emocromo completo – per valutare i globuli rossi, i leucociti e le piastrine
    • Lattato – la presenza di livelli elevati di lattato è indicativa di disfunzione d’organo
    • Emogasanalisi – per valutare la quantità di ossigeno nel sangue e l’equilibrio acido-base
    • Pannello metabolico completo – per monitorare la funzionalità degli organi come i reni o i polmoni, e per valutare l’equilibrio elettrolitico e la glicemia
    • PT e/o aPTT o altri test della coagulazione
    • Proteina C-reattiva (PCR) – per rilevare lo stato infiammatorio

     

    Talvolta potrebbe essere richiesta anche l’analisi del liquido cefalorachidiano per la valutazione di un’eventuale infezione del sistema nervoso centrale (meningite).

    Possono poi essere richiesti altri test per la valutazione dello stato di salute complessivo e/o per escludere la presenza di sequele o di altre patologie, come i marcatori cardiaci per la valutazione dell’infarto cardiaco.

    Esami clinici (non di laboratorio)

    Questi test possono essere richiesti per la valutazione dello stato d’organo, per rilevare eventuali complicanze e per identificare la sede dell’infezione primaria:

    • Ecocardiogramma, per valutare il ritmo cardiaco
    • Radiografia
    • Tomografia computerizzata
    • Risonanza magnetica
    • Ecografia
  • Trattamento

    La sepsi, oltre ad avere un alto tasso di mortalità, può portare alcune gravi conseguenze. Il successo del trattamento dipende dalla diagnosi precoce della sepsi e dall’identificazione dell’agente eziologico responsabile dell’infezione. Questo quadro può però essere complicato dal fatto che spesso le persone con sepsi spesso presentano sintomi aspecifici.

    Il trattamento precoce e l’attento monitoraggio della persona affetta rivestono un’importanza primaria. Il trattamento può cominciare già prima del ricovero, nelle stanze del pronto soccorso, per poi continuare nei reparti di terapia intensiva.

    Il trattamento della sepsi è mirato alla risoluzione dell’infezione ma anche alla stabilizzazione della pressione sanguigna e dell’ossigenazione ed al ripristino dell’equilibrio acido-base e della funzionalità d’organo.

    Di solito viene somministrata una terapia antibiotica ad ampio spettro per via endovenosa. In caso di necessità, dopo l’identificazione del batterio responsabile dell’infezione, la terapia può essere modificata con l’utilizzo di antibiotici più specifici per l’agente eziologico identificato.

    Il miglioramento e la stabilizzazione della pressione arteriosa viene ottenuto tramite l’infusione endovenosa di liquidi. Talvolta vengono anche somministrati farmaci vasocostrittori per aumentare la pressione sanguigna.

    Talvolta può essere necessaria anche la respirazione meccanica o comunque la supplementazione di ossigeno.

    Nel caso in cui vi sia una disfunzione d’organo, possono essere necessari anche dei trattamenti di supporto come la dialisi.

    Se la sorgente dell’infezione è in corrispondenza di dispositivi medici come i cateteri, può essere necessario eseguire un intervento chirurgico per la loro rimozione, così come per il drenaggio di ascessi o di altri fluidi, per rimuovere e/o curare tessuti danneggiati o per rimuovere delle ostruzioni.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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