Noto anche come
Gestosi
Tossiemia gravidica
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
23.01.2018.

Cos’è la pre-eclampsia?

Si tratta di una condizione clinica, spesso seria, che può colpire le donne in gravidanza. Viene diagnosticata al momento in cui una donna in gravidanza manifesta ipertensione, proteinuria (proteine nelle urine) e/o gonfiore delle mani, dei piedi o del viso. Nelle manifestazioni più gravi, può comparire anche danno renale o epatico, accumulo di liquidi (edema) al livello polmonare o disturbi al sistema nervoso centrale. La pre-eclampsia o gestosi, si sviluppa in circa il 3-7% delle donne dopo la ventesima settimana di gravidanza.

La pre-eclampsia, se non curata, può essere anche molto pericolosa con la comparsa di danno d’organo e convulsioni (chiamate eclampsia) potenzialmente letali per la madre ed il feto. La gestosi può anche portare a parto prematuro o a basso peso alla nascita, con possibili problemi di salute del neonato, o anche a distacco placentare, con conseguente emorragia.

Infine, la pre-eclampsia può anche evolvere in sindrome HELLP, da

  • Hemolysis (emolisi)
  • Elevated Liver enzymes (aumento degli enzimi epatici)
  • Low Platelet count (riduzione del numero di piastrine circolanti o trombocitopenia)

La progressione da pre-eclampsia ad eclampsia avviene in una donna ogni 200 affette. La maggior parte dei casi di gestosi compaiono nel terzo trimestre di gravidanza o entro 4 giorni dal parto. Raramente possono evolvere dopo 6 settimane dal parto.

Le donne affette da gestosi possono essere asintomatiche o con sintomi facilmente riconducibili alla gravidanza. Per questo motivo è importante che le donne in gravidanza si sottopongano regolarmente a controlli medici, durante i quali deve essere effettuato il controllo della pressione arteriosa e la valutazione della presenza di proteine nelle urine.

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Approfondimenti
  • Rischi

    Le reali motivazioni della comparsa di gestosi non sono ancora note. Tuttavia esistono dei fattori di rischio associati, tra i quali:

  • Segni e Sintomi

    La pre-eclampsia o gestosi è una grave complicanza della gravidanza che può svilupparsi anche con sintomi non definitivi. Talvolta i sintomi possono essere analoghi a quelli normalmente presenti in gravidanza, come l’acquisto di peso od il gonfiore. L’ipertensione è un segno della gestosi che però spesso passa inosservato ma che può essere rilevata dal clinico durante una normale visita di controllo.

    La presenza di sintomi non chiari o di qualsiasi variazione nello stato di salute della donna in gravidanza, deve essere comunicato al medico curante, il quale deve verificare la presenza di segni o sintomi di gestosi. Se non trattata, la gestosi può portare a gravi conseguenze potenzialmente letali; pertanto è importante che a donna in gravidanza di attenga al calendario delle visite di controllo.

    I sintomi di pre-eclampsia possono includere:

    • Improvviso aumento di peso (1 kg in una settimana)
    • Gonfiore del viso o delle mani (edema)
    • Mal di testa persistente
    • Alterazione del visus: perdita temporanea della vista, visione offuscata, visione di lampi o aumentata sensibilità alla luce
    • Pelle bluastra indicativa di scarsa circolazione
    • Nausea o vomito, in maniera particolare se ad esordio improvviso nel periodo intermedio della gravidanza
    • Diminuzione del volume urinario giornaliero
    • Dispnea dovuta alla presenza di fluidi nei polmoni o ad incremento della pressione sanguigna
    • Dolore alla spalla o dolore allo stomaco o prurito, soprattutto nel lato superiore destro dell'addome o in seguito all’assunzione della posizione distesa sul lato destro – indicativi della presenza di problemi al fegato
       

    Alcuni segni di pre-eclampsia rilevabili durante gli esami di controllo includono:

    • Ipertensione
    • Riflessi al ginocchio particolarmente forti
       

    La visione offuscata, il mal di testa forte, il dolore addominale e la dispnea sono sintomi gravi di pre-eclampsia, la cui presenza richiede un controllo medico immediato.

  • Complicanze

    Se non trattata, la pre-eclampsia può portare a gravi complicanze, potenzialmente pericolose per la vita di madre e feto, tra le quali:

    • Convulsioni (eclampsia)
    • Rottura epatica
    • Ictus
    • Basso peso alla nascita del neonato
    • Distacco placentare e conseguente emorragia
       

    Le donne con anamnesi clinica positiva per gestosi, possono sviluppare:

  • Esami

    Non esiste un test specifico per la gestosi. Le linee guida internazionali raccomandano però di eseguire l’anamnesi clinica della paziente in gravidanza durante il primo trimestre, al fine di identificare le donne a maggior rischio di svilupparla.

    Durante tutta la gravidanza la donna deve sottoporsi a controlli regolari alla ricerca di segni e sintomi di gestosi, come ipertensione, gonfiore delle mani e del viso, insolito acquisto di peso. Nel secondo e terzo trimestre deve essere costantemente valutata la quantità di proteine urinarie.

    In caso di sospetta gestosi, il clinico può richiedere ulteriori test di laboratorio e di diagnostica per immagini per formulare un’eventuale diagnosi.

    Test di laboratorio

    Un tempo la proteinuria (presenza di proteine nelle urine) veniva considerata diagnostica per la pre-eclampsia, nonostante non tutte le donne con pre-eclampsia presentino proteinuria. Attualmente invece, la diagnosi viene effettuata in presenza di ipertensione associata a proteinuria o ad altri segni e sintomi come trombocitemia, scarsa funzionalità renale o epatica, alterazione del visus o edema.

    I seguenti esami permettono di diagnosticare la pre-eclampsia, determinarne la gravità e monitorarne la progressione:

    • Proteine urinarie e rapporto albumina/creatinina – utilizzato per rilevare la presenza di concentrazioni elevate di proteine nelle urine
    • Azotemia, creatinina sierica e acido urico – test di funzionalità renale utili per rilevare il danno d’organo conseguente alla gestosi; la creatinina sierica può essere richiesta spesso durante il monitoraggio
    • ALT e AST – livelli elevati indicano danno epatico; richieste spesso durante il monitoraggio
    • Emocromo completo – per valutare alterazioni associate alla pre-eclampsia, come la diminuzione del numero di piastrine
    • aPTT – per monitorare la tendenza alla coagulazione; nelle donne con pre-eclampsia l’aPTT può essere allungato
    • anticorpi anti-fosfolipidi – la sindrome da anti-fosfolipidi è una patologia autoimmune associata con la pre-eclampsia e altre complicanze della gravidanza. Questo test può rilevare la presenza di questa sindrome come causa della pre-eclampsia
       

    La sindrome HELLP è potenzialmente letale ed è caratterizzata da emolisi (Hemolysis), innalzamento degli enzimi epatici (Elevated Liver enzymes) e diminuzione del numero di piastrine (Low Platelet count). In caso di sospetta sindrome HELLP il clinico deve richiedere:

    • Striscio di sangue periferico—per rilevare, tramite l’analisi microscopica, la presenza di anomalie strutturali e numeriche delle cellule del sangue
    • LDH (lattico deidrogenasi) – livelli elevati di LDH sono indicativi della presenza di danno tissutale e cellulare, come ad esempio la rottura dei globuli rossi
    • Bilirubina totale – livelli elevati di bilirubina sono indicativi di danno renale ed emolisi
       
    Altri test non di laboratorio
    • Ultrasonografia - utilizzata per valutare la salute del bambino, assicurarsi che la pre-eclampsia non limiti la crescita del bambino e controllare il flusso sanguigno nel cordone ombelicale
    • Non-stress test - un test non invasivo utilizzato per monitorare la salute del bambino controllando la frequenza cardiaca e l'apporto di ossigeno
  • Prevenzione

    Sebbene i fattori di rischio per la pre-eclampsia non possano essere controllati, esistono metodi per diminuire il rischio di ipertensione:

    • Limitare il consumo di sale (dieta iposodica)
    • Bere almeno 6-8 bicchieri di acqua al giorno
    • Evitare cibi fritti o elaborati
    • Effettuare esercizio fisico con regolarità
  • Trattamento

    Il parto è l'unica cura per la pre-eclampsia, che può essere indotto solo dopo un’attenta valutazione da parte del clinico dei possibili rischi derivanti dalla gestosi in rapporto allo stadio di maturazione del feto.

    In genere il parto viene indotto farmacologicamente o comunque viene eseguito un taglio cesarea, solo in gravidanze in stadio abbastanza avanzato (di solito di almeno 37 settimane).

    Nel caso in cui invece sia necessario aspettare ancora per la completa maturazione del feto, la donna in gravidanza con gestosi può essere messa a riposo, con una dieta iposodica e ricca di acqua. A volte possono essere somministrati farmaci antipertensivi.

    In caso di ricovero, la madre ed il bambino vengono strettamente monitorati. La somministrazione, tramite iniezioni, di farmaci steroidei può stimolare la maturazione polmonare del feto, utile nel caso in cui sia necessario stimolare il parto prima della 34esima settimana di gestazione.

    La pre-eclampsia, se non trattata, può essere molto pericolosa sia per la madre che per il bambino. Per questo motivo è importante che le donne in gravidanza effettuino i controlli medici con regolarità.

Fonti

Fonti utilizzate

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