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27.09.2017.

Cos’è l’osteoporosi?

L'osso è un tessuto vivo ed in costante rimaneggiamento. Quando il bilancio tra riassorbimento e neoapposizione è alterato – per esempio in seguito a variazioni ormonali o dietetiche - l'osso può perdere parte della componente minerale che contribuisce alla sua densità e resistenza. Viene definita osteopenia una condizione di ridotta densità ossea. Quando la perdita di densità ossea è significativa, con osso notevolmente indebolito e suscettibile a fratture, si parla di osteoporosi.

L'osteoporosi aumenta il rischio di fratture ossee, specialmente al femore, alla colonna vertebrale ed al polso. Anche se può interessare chiunque, il rischio di sviluppare osteoporosi aumenta con l'età e colpisce le donne più spesso degli uomini e la prevalenza è maggiore tra le donne di origine caucasica ed asiatica. Negli Stati Uniti 10 milioni di persone sono affette da osteoporosi, altri 34 milioni presentano una ridotta massa ossea e sono a rischio di sviluppare la malattia. L'80% dei soggetti con osteoporosi sono donne.

La maggior parte delle persone a rischio di osteoporosi non sanno di esserlo. Viene definita “malattia silente” perché di solito non compaiono sintomi finchè non si ha una frattura ossea. Tale frattura che interessa frequentemente il femore, le vertebre o il polso, può avvenire per una pressione veramente lieve e può provocare un dolore notevole e inabilità protratta o permanente. Se la frattura provoca inabilità severa, con decadimento delle condizioni generali del paziente, può costituire un fattore di rischio di mortalità.

Le ossa sono costituite principalmente da collagene di tipo I e calcio fosfato. La proteina di collagene forma una impalcatura spugnosa “mineralizzata” da sali di calcio per rendere le ossa sia forti che flessibili. L'osso è un tessuto vivo rinnovato lentamente ma continuamente. Durante il processo definito riassorbimento osseo, le cellule chiamate osteoclasti riassorbono l'osso creando microscopiche lacune e gli enzimi rompono la rete di fibre collagene. Segue il processo di formazione di nuovo osso da parte di cellule chiamate osteoblasti che producono osteocalcina e molecole precursori del collagene con formazione di una nuova struttura proteica. Tale struttura viene successivamente mineralizzata per formare nuovo osso. Questo processo continuo viene definito ricambio o rimodellamento osseo, interessa tutto il corpo e rinnova circa l'8-10% del tessuto osseo corporeo all'anno.

Durante la crescita, il processo di formazione ossea procede più velocemente di quello di riassorbimento portando ad un aumento della massa ossea che raggiunge il picco a circa 30 anni di età. Dopo questo picco, la formazione ossea rallenta e il riassorbimento comincia a superarla provocando una riduzione della massa ossea con l'età. Un apporto inadeguato di calcio e vitamina D durante la crescita, l'uso di farmaci che contengono steroidi (come nel caso del trattamento dell'asma), l'anoressia, l'inattività, il fumo e l'abuso di alcol possono aumentare il rischio di sviluppare osteoporosi più tardi nel corso della vita. Alcune malattie, come i disturbi tiroidei, la malattia di Cushing, l'artrite reumatoide, le malattie renali, l'iperparatiroidismo ed il deficit di vitamina D possono influenzare la salute dell'osso. I soggetti con una forte familiarità per osteoporosi possono presentare un rischio aumentato di sviluppare essi stessi la malattia.

Durante la menopausa si può verificare un aumento della perdita di massa ossea con calo degli estrogeni. All'inizio della menopausa la perdita di osso può essere notevole. Nei primi 5-8 anni di menopausa, infatti, si può perdere fino al 20% della massa ossea. Anche i maschi che presentano ridotte concentrazioni di testosterone possono essere a rischio di perdita ossea.

Si distinguono due tipi di osteoporosi:

Osteoporosi primitiva o ad alto turnover o correlata all'età

Interessa donne di 50-75 anni con calo improvviso degli estrogeni legato alla menopausa. Questo provoca una rapida perdita di calcio da parte dell'osso con aumentata suscettibilità alle fratture di femore, polso, avambraccio e crollo vertebrale. L'osteoporosi correlata all'età interessa uomini e donne con più di 75 anni e può essere dovuta ad un ridotto assorbimento di calcio o ad un deficit di vitamina D. La progressione di questo tipo di osteoporosi può essere rallentata da cambiamenti dello stile di vita, supplementi di calcio e vitamina D o altri farmaci che riducono la perdita ossea.

Osteoporosi secondaria o a basso turnover

Si verifica quando la perdita e la formazione di osso non sono in equilibrio per cui viene riassorbito più osso di quanto ne venga formato. Colpisce sia uomini che donne e può essere dovuto ad alcune, diverse patologie che comprendono artrite reumatoide, iperparatiroidismo, malattia di Cushing, insufficienza renale cronica, mieloma multiplo o all'assunzione di farmaci come gli antiepilettici, i glucocorticoidi o il litio. Il trattamento della patologia o della causa di base può rallentare la perdita di densità ossea nell'osteoporosi secondaria.
 

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Approfondimenti
  • Esami

    L'obiettivo degli esami è definire se è presente osteoporosi, se la massa ossea è ridotta e se c'è un aumento del rischio di sviluppare la malattia, se la paziente è in menopausa e/o se ha un deficit ormonale, e/o risenta di qualche condizione che potrebbe causare o aumentare la perdita di osso. Gli esami possono essere eseguiti per individuare la riduzione di densità ossea o per valutare lo stato dell'osso in caso di frattura inattesa e per monitorare l'efficacia della terapia dell'osteoporosi. La densitometria minerale ossea è un'indagine diagnostica per immagini, non di laboratorio, che costituisce il principale esame di screening e di diagnosi di osteoporosi.

    Esami strumentali

    La densitometria minerale ossea (BMD) è l'indagine principale fatta per individuare la presenza di osteoporosi e di ridotta massa ossea. Una delle tecniche di scelta e più accurate per misurare la densità minerale ossea è la scansione Dexa (Dual-energy xray absorptiometry o DXA). Consiste in una radiografia con raggi x a bassa energia al femore e alla colonna vertebrale. La densità minerale ossea è spesso riportata in termini di picco di massa ossea di giovani adulti. Si considera normale un valore di densità inferiore ad 1 deviazione standard rispetto al valore medio degli adulti giovani. Nel caso di osteopenia la densità minerale ossea ha un valore compreso tra -1 e-2.5 deviazioni standard rispetto al valore medio di adulti giovani mentre valori inferiori a 2.5 deviazioni standard definiscono l'osteoporosi.

    Sono disponibili in alcune farmacie o in centri di salute, strumenti portatili che consentono di eseguire una misura della densità ossea a livello del tallone o delle dita. Questo tipo di misura non è accurata come quella della DXA ma può essere utilizzata in una valutazione iniziale. Nel caso questi esami rilevino una riduzione della densità ossea si rende opportuna la conferma con DXA.

    Per misurare la densità ossea e individuare la presenza di osteoporosi si possono eseguire altre indagini diagnostiche come tomografia computerizzate, radiografie ed ecografie.

    Un'altra indagine strumentale utilizzata per valutare lo stato osseo è la scintigrafia ossea che non va confusa con la densitometria ossea. Mentre la densitometria è un'indagine non invasiva utilizzata per individuare una riduzione della densità ossea indicativa di osteoporosi, la scintigrafia è un esame di medicina nucleare usato per escludere altre serie patologie scheletriche. La sua esecuzione comporta l'iniezione endovenosa di tracciante radioattivo che successivamente viene assorbito dall'osso. Il livello di radioattività dello scheletro rilevato può individuare condizioni o malattie come metastasi, infezioni, cause di inspiegabile dolore osseo o morbo di Paget. Questa indagine consente di scoprire prima di una radiografia un problema osseo e può essere prescritta nel caso di alta frequenza di fratture ossee.


    Esami di laboratorio

    Gli esami ematici comprendono:

    • Calcemia – di solito con valori di normalità nell'osteoporosi, ma che possono essere elevati in altre patologie ossee
    • Vitamina D – un deficit può provocare un ridotto assorbimento di calcio
    • Ormoni tiroidei – come T4 e TSH per individuare problemi tiroidei
    • Paratormone – per individuare iperparatiroidismo
    • FSH – per valutare lo stato di menopausa
    • Testosterone – per individuare un deficit nei maschi
    • Elettroforesi proteica – per rilevare la presenza di proteine anomale prodotte da neoplasie, come il mieloma multipl, che possono provocare lesioni ossee
    • ALP – concentrazioni aumentate potrebbero indicare un problema osseo

     

    Talora, può essere prescritta la determinazione di marcatori ossei, su campione di sangue o urine, per facilitare la valutazione ed il monitoraggio del processo di formazione e riassorbimento:

    Marcatori di riassorbimento osseo

    • C-telopeptide (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I (CTx)) – un frammento carbossi-terminale della molecola di collagene, proteina della matrice ossea
    • N-telopeptide (telopeptide N-terminale del collagene di tipo I (NTx)) – un altro frammento amino-terminale della molecola di collagene, proteina della matrice ossea
    • Deossipiridinolino (PDP) – una molecola a struttura ciclica prodotta in seguito a rottura della molecola di collagene
    • Crosslinks del piridinio – un gruppo di prodotti del catabolismo del collagene che comprendono i DPD

     

    Marcatori di formazione ossea

    • Fosfatasi alcalina specifica dell'osso (b-ALP) – uno degli isoenzimi dell'ALP prodotto dagli osteoblasti. Si pensa abbia un ruolo nella mineralizzazione
    • Osteocalcina (BGP, bone gla protein, proteina ossea con residui di acido glutammico) – una proteina prodotta dagli osteoblasti, e in parte liberata in circolo, che forma la porzione non collagenica della nuova struttura ossea
  • Trattamento

    Il miglior trattamento dell'osteoporosi è la prevenzione. Anche se misure preventive non possono eliminare ogni causa di osteoporosi, un regolare e moderato esercizio fisico (come camminare o esercizi di resistenza), l'assunzione di cibi ricchi di calcio e vitamina D (e supplementi se necessari) per assicurare l'assunzione del valore percentuale giornaliero raccomandato (% DV, daily value) dalla Food and Drug Administration, l'abolizione del fumo e un moderato consumo di alcol possono contribuire a ridurre il rischio. Prima si adotta questo stile di vita, maggiori sono i vantaggi che si ottengono. Raggiungere il massimo di massa ossea durante la giovinezza e ridurre al minimo la perdita di osso con l'età può consentire di prevenire o ridurre l'osteoporosi.
    Nel caso di aumentato rischio di osteoporosi, ridotta massa ossea e diagnosi di osteoporosi (e nel caso di fratture ossee) sono disponibili diversi trattamenti che consentono di bloccare il riassorbimento osseo, aumentare la formazione, mantenere la massa ossea e ridurre il numero di fratture.

    E' opportuno valutare caso per caso il trattamento e le modifiche dello stile di vita da adottare per mantenere la massa ossea e i provvedimenti per prevenire le cadute che costituiscono una causa comune di frattura da osteoporosi. Nel caso di assunzione di farmaci che possono provocare riduzione della densità ossea, come il prednisone o i glucocorticoidi e alcuni anticonvulsivanti sarebbe opportuno considerare delle terapie alternative prima di interromperne l'assunzione.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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