Noto anche come
OA
Osteoartrite
Artrosi
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
23.03.2018.

Cos’è l’osteoartrosi?

L’osteoartrosi (OA), nota anche come Osteoartrite o Artrosi, è la forma più comune di artrite e in Italia, da sola, rappresenta circa il 73% delle malattie reumatiche. Si tratta di un’affezione degenerativa delle articolazioni, associata a danno articolare e a processi senili. Le articolazioni maggiormente interessate sono i fianchi, le ginocchia e la colonna vertebrale (collo e parte bassa della schiena) così come le dita.

Si tratta di una patologia cronica, progressiva, caratterizzata dal deterioramento della cartilagine e dalla formazione di nuovo tessuto osseo (speroni ossei) all’estremità delle articolazioni. La cartilagine ed il liquido sinoviale dovrebbero fornire una zona di transizione tra le estremità ossee, permettendo il loro scorrimento in maniera fluida. La perdita dell’elasticità cartilaginea determina la diminuzione dei movimenti articolari. In corso di OA, la cartilagine può essere completamente erosa; questo comporta la frizione delle estremità ossee e quindi la presenza di dolore articolare intermittente o cronico, rigidità articolare al mattino e dopo il riposo, presenza di piccoli frammenti di cartilagine nel liquido sinoviale, perdita di coordinazione e di mobilità.

L’OA è rara nelle persone di età inferiore ai 40 anni; l’esordio prima dei 45 anni interessa più gli uomini che le donne, mentre la situazione è inversa per le forme ad esordio successivo al 45esimo anno di età. In generale, le donne, in particolare se in età avanzata, sono maggiormente colpite da OA rispetto agli uomini. Questo dato potrebbe indicare una correlazione tra questo fenomeno e la menopausa e quindi la carenza ormonale che ne consegue. Tuttavia l’eziologia di questa condizione non è del tutto chiarita.

Anche gli atleti, i quali sottopongono a continue sollecitazioni le proprie articolazioni, possono soffrire di OA. In questo caso, l’agente eziologico principale è lo stress di tipo meccanico al quale le articolazioni sono sottoposte (per esempio per la corsa prolungata o le attività sotto sforzo eccessivo). Per esempio, i corridori non professionisti spesso manifestano OA alle anche e in misura minore alle ginocchia, mentre i professionisti sono a maggior rischio di sviluppare questa affezione sia alle anche che alle ginocchia. Qualsiasi grave lesione alle ossa, alle articolazioni, ai tendini o ai legamenti (come le lesioni del legamento crociato anteriore o dei menischi) può aumentare il rischio di OA. Il movimento ripetuto e le attività sotto sforzo, caratteristiche anche di alcune attività professionali o ricreative, possono contribuire allo sviluppo di OA.

Può raramente, l’OA può avere origine metabolica, genetica o chimica. Alcuni studi hanno evidenziato che più del 50% dei casi di OA alle anche o alle ginocchia, ha un carattere di familiarità. La debolezza muscolare ed il disallineamento anatomico (come le ginocchia arcuate o a X), possono aumentare il rischio di AO.

L’aumento della longevità della popolazione, insieme all’obesità diffusa, determinerà nei prossimi anni l’aumento considerevole dei casi di OA. L’eccessivo peso corporeo può sollecitare le articolazioni degli arti inferiori; sulle articolazioni delle ginocchia, ad ogni singolo passo, viene poggiato da 3 a 6 volte il peso corporeo della persona. Il peso eccessivo può esacerbare questa situazione, aumentando il rischio di sviluppare OA.

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Approfondimenti
  • Esami

    Lo scopo dei test è quello di distinguere l’osteoartrosi (OA) da altre forme di artrite e da altre patologie responsabili di dolore articolare e quello di monitorare gli effetti collaterali della terapia.

    Test di Laboratorio

    In linea generale, i test ematici non vengono ritenuti utili nella diagnosi di OA. In genere la diagnosi di OA si avvale della valutazione clinica del paziente, dell’anamnesi familiare e dei risultati dei test non di laboratorio, come le radiografie e, in alcuni casi, l’esame del liquido sinoviale delle articolazioni interessate. I test possono essere richiesti per la diagnosi differenziale con altre patologie e per valutare lo stato generale di salute del paziente:

    Test non di laboratorio
    • La radiografia delle articolazioni interessate può contribuire alla valutazione dell’avanzamento della perdita cartilaginea, del danno muscolare, della presenza di speroni ossei e del restringimento dello spazio articolare; tali alterazioni però non sono visibili nelle fasi precoci della malattia.
    • Risonanza magnetica nucleare – utile per la valutazione dello stato delle articolazioni
  • Trattamento

    Lo scopo del trattamento dell’osteoartrosi (OA) è quello di ridurre il dolore, mantenere e migliorare la mobilità articolare e ridurre la progressione della patologia. L’OA non può essere curata ma esistono una serie di approcci farmacologici e non utili per il controllo del dolore e per il miglioramento della mobilità. L’esercizio è una delle migliori terapie non farmacologiche, così come la perdita di peso in caso di persone sovrappeso o obese. Tra le terapie non farmacologiche, risultano utili i trattamenti termici (caldo-freddo) e i massaggi.

    Per alleviare i sintomi sono disponibili alcuni farmaci. Il paracetamolo è il farmaco antidolorifico da banco più comunemente prescritto e raccomandato. Tra i farmaci antidolorifici spesso usati vi sono anche i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), come l’ibuprofene ed il naprossene, gli inibitori della COX-2, come il celecoxib, che agiscono in maniera analoga ai FANS limitando però le complicanze come le ulcere gastriche, e gli steroidi, come il cortisone, che possono essere iniettati direttamente nell’articolazione interessata.

    Talvolta l’ortopedico può iniettare liquidi articolari artificiali o, nei casi più gravi, eseguire interventi chirurgici volti alla sostituzione e riparazione delle articolazioni danneggiate.

    La maggior parte di questi trattamenti sono associati ad effetti collaterali o a complicanze.  È quindi raccomandato ai pazienti di rivolgersi al proprio medico il quale potrà fornire un quadro completo dei trattamenti disponibili e degli eventuali rischi ed effetti collaterali associati. Sono continuamente in fase di ricerca e sperimentazione nuovi farmaci in grado di prevenire, ridurre ed eliminare il danno articolare e in grado di alleviare il dolore.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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