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27.09.2017.

Cos’è il mieloma multiplo?

Il mieloma multiplo è un tumore delle plasmacellule. Le plasmacellule si sviluppano a partire da un tipo di cellule del sangue chiamate linfociti B e sono una parte importante del sistema immunitario. La loro funzione principale è quella di produrre anticorpi, immunoglobuline specifiche coinvolte nella protezione dell’organismo contro le infezioni. Normalmente, le plasmacellule sono prodotte al bisogno. Quando i linfociti B sono esposti al contatto con batteri e virus patogeni (che provocano malattia), alcuni di essi diventano plasmacellule e cominciano a produrre anticorpi. Le plasmacellule possono essere osservate, di solito in piccole quantità, nel midollo osseo, nei tessuti linfatici (es. linfonodi) e nel tratto respiratorio.
Talvolta però una plasmacellula può diventare tumorale. Essa incomincia a dividersi in modo incontrollato, generando numerose copie di sé stessa (cloni) che formano un tumore nel midollo osseo, togliendo spazio ad altri tipi di cellule. Col passare del tempo, questi tumori interferiscono con la normale produzione cellulare e corrodono l’osso circostante, producendo dei punti fragili e delle cavità (lesioni litiche). Dal momento che le cellule tumorali sono clonali, derivanti cioè da una singola plasmacellula, esse producono anticorpi identici, immunoglobuline monoclonali anomale (componenti M), che vengono rilasciate in circolo e talvolta escrete con l’urina.
Fisiologicamente, l’organismo produce cinque differenti tipi di immunoglobuline - IgG, IgM, IgA, IgE e IgD – che hanno funzioni leggermente differenti all’interno del sistema immunitario. Ogni tipo di immunoglobulina è composta da quattro catene proteiche identiche tra loro a due a due, due pesanti (lunghe) e due leggere (corte). Le catene pesanti consistono in uno dei cinque tipi caratterizzanti il tipo di immunoglobulina prodotto: gamma (IgG), mu (IgM), alfa (IgA), epsilon (IgE) e delta (IgD). Le catene leggere possono essere di due tipi, chiamati kappa e lambda. All’interno delle plasmacellule due catene pesanti e due catene leggere (sia le catene pesanti che le catene leggere di un singolo tipo) si legano e vanno a formare un’immunoglobulina intatta.
Nelle persone affette da mieloma multiplo, le plasmacellule tumorali producono un solo tipo di immunoglobuline intatte (intere) in grande quantità o producono un eccesso di un solo tipo di catena leggera, o raramente un solo tipo di catena pesante. Queste immunoglobuline o catene leggere identiche tra loro sono anche note come proteine monoclonali o componenti M. I pazienti affetti da mieloma che producono una quantità anomala di sole catene leggere sono una minoranza; le proteine che questi soggetti producono sono chiamate catene libere leggere o proteine di Bence Jones. Il surplus di catene libere leggere sono rilasciate nel circolo sanguigno e, poiché sono molecole relativamente piccole, sono filtrate dai reni ed escrete nell’urina. Le proteine di Bence Jones si trovano di solito in piccole quantità in circolo e in grandi quantità nell’urina. Il tipo di immunoglobuline prodotto dalle cellule tumorali può variare da persona a persona, ma nel sangue dello stesso paziente è sempre lo stesso poiché prodotto dal medesimo clone di plasmacellule.
Il tipo di mieloma viene chiamato in un modo piuttosto che in un altro in relazione al tipo di immunoglobulina coinvolta, a seconda che sia implicata un’immunoglobulina intera o una catena leggera. I mielomi da IgG e da IgA sono i più frequenti, quelli di tipo IgG rappresentano il 50-60% di tutti i mielomi, il tipo IgA costituisce il 20% dei casi e quelli a catene leggere un altro 20%. I casi di IgE e di IgD sono raramente riportati. I pazienti che producono IgM monoclonali possono avere una patologia differente ma correlata al mieloma, chiamata macroglobulinemia di Waldenstrom (per maggiori informazioni visitare la pagina American Cancer Society's webpage)

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Approfondimenti
  • Rischi

    Il mieloma multiplo è una patologia relativamente poco frequente e rappresenta circa l’1% dei tumori. In Italia vengono diagnosticati 2200 nuovi casi all’anno tra le donne e 2300 tra gli uomini (dati AIRC, 2012). Le cause di insorgenza della patologia sono ancora sconosciute. Il rischio aumenta con l’età, con la maggior parte dei casi diagnosticati dai 60 anni in su. Anche se esistono famiglie che hanno un’aumentata incidenza, la maggior parte dei casi diagnosticati non hanno alcun parente affetto. Si pensa che il mieloma multiplo possa essere associato ad una diminuita attività del sistema immunitario, all’esposizione occupazionale ad agenti tossici e/o a solventi, a fattori genetici, ad alcuni tipi di virus e all’esposizione a radiazioni.

  • Gammopatie monoclonali di incerto significato (MGUS)

    Esistono persone che producono piccole quantità di copie identiche della stessa immunoglobulina (gammopatie monoclonali) senza però i sintomi e le complicazioni propri del mieloma multiplo. Questa particolare condizione prende il nome di gammopatia monoclonale di incerto significato o MGUS. Spesso questo fenomeno viene alla luce quando gli esami di routine mettono in evidenza una concentrazione aumentata di proteine nel sangue. All’anno, circa l’1% di questi casi progredisce verso il mieloma multiplo o verso patologie correlate, come il linfoma. Di solito, questi pazienti non richiedono alcun trattamento, ma sono sottoposti a monitoraggio serrato. Alcuni degli esami usati per diagnosticare e/o seguire il mieloma multiplo sono usati anche per monitorare le MGUS.

  • Segni e Sintomi

    Molte persone affette da mieloma multiplo non mostrano alcun sintomo per alcuni anni (il così detto mieloma asintomatico).Talvolta, alcuni sviluppano dei segni della patologia in relazione alla fragilità ossea (con dolore osseo) e un decremento delle cellule del sangue, anemia e patologie renali e insufficienza renale. Con la fragilità ossea si possono sviluppare lesioni osteolitiche e fratture. La distruzione dell’osso aumenta la concentrazione di calcio nel sangue, portando a sintomi di ipercalcemia, quali perdita di appetito, nausea, sete, affaticamento, costipazione e confusione mentale. La diminuzione dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine da spesso luogo a infezioni ricorrenti, sanguinamenti ed ecchimosi. Le proteine di Bence Jones possono depositarsi a livello renale e danneggiare il tessuto in modo permanente. In alcuni casi, un aumento della densità (viscosità) del sangue può portare a mal di testa e disturbi visivi.

  • Esami

    Gli obiettivi degli esami per il mieloma multiplo sono la diagnosi, la determinazione della gravità e della diffusione della patologia, il monitoraggio della progressione, la determinazione delle eventuali complicazioni e la valutazione dell’efficacia del trattamento. Non c’è un unico test che possa diagnosticare il mieloma multiplo. Di solito, questa patologia viene diagnosticata a partire da segni e sintomi, dalla storia clinica, e dai risultati degli esami di laboratorio e per immagini.

    Test di laboratorio

    I primi segni di mieloma multiplo possono essere determinati duranti gli esami di routine, come ad esempio una concentrazione anomala di proteine totali, un aumento del calcio, globuli rossi e bianchi bassi e/o una concentrazione moderata o imponente di proteine nell’urina. Questi rilievi forniscono un sospetto ma non sono diagnostici, in quanto possono essere osservati in varie patologie; essi indicano la necessità di un approfondimento.

    Uno o più dei seguenti test possono essere usati come approfondimento rispetto ad anomalie riscontrate negli esami di routine:

    • Elettroforesi e immunofissazione delle proteine. Questi esami sono utilizzati come diagnosi e monitoraggio del mieloma multiplo. L’elettroforesi separa le proteine in differenti gruppi in base alla loro carica elettrica e alla loro grandezza, in un campione di sangue o di urina. Nella maggior parte dei casi di mieloma multiplo, è osservabile un vistoso picco anomalo sul tracciato elettroforetico, chiamato picco monoclonale, indicante la presenza di una anomala quantità di immunoglobuline (componente M). La concentrazione delle normali immunoglobuline nel campione può essere visibilmente diminuita. Di solito, viene testato sia il campione di sangue che quello di urina durante la diagnosi di mieloma multiplo poiché alcune proteine, come le proteine di Bence Jones (catene libere leggere), possono non mostrare un significativo aumento nel sangue, mentre se la componente monoclonale riguarda un’immunoglobulina intera, l’aumento può non essere visibile nelle urine. L’immunofissazione viene eseguita per identificare il tipo di proteina che è stata prodotta dalle plasmacellule tumorali. La concentrazione delle proteine prodotte può variare nel corso della patologia, ma il tipo rimane sempre lo stesso.
    • La proteina di Bence Jones (catene libere leggere) può essere determinata nell’urina di alcuni soggetti affetti da mieloma multiplo. Il campione utilizzato è l’urina delle 24 ore poiché la concentrazione totale di Bence Jones rilasciata nelle 24 ore è correlata all’estensione del tumore. Le catene leggere kappa o lambda (ma non entrambe nella stessa persona) possono essere misurate come supporto nel diagnosticare il mieloma multiplo e per monitorare l’efficacia del trattamento.
    • Catene libere leggere sieriche (FLC). Questo esame misura la concentrazione delle catene libere leggere nel sangue. Anche in condizioni fisiologiche (e per ragioni sconosciute), le plasmacellule producono un eccesso di catene leggere rispetto alle catene pesanti, e di solito c’è una piccola quantità di catene leggere che non vanno a formare immunoglobuline intere. Esse rimangono catene libere e vengono rilasciate così nel circolo sanguigno. La maggior parte dei pazienti affetti da mieloma multiplo producono una concentrazione più elevata di catene libere leggere kappa o lambda, che può essere misurata nel sangue. Di conseguenza, il rapporto kappa/lambda è anormale in queste persone ed un indicatore sensibile di patologia. Questo esame è usato per monitorare la progressione della malattia e/o la terapia.
    • Immunoglobuline quantitative. Ognuno di questi test misura la concentrazione di un differente tipo di immunoglobulina. La proteina coinvolta nel mieloma può essere una IgG, un’IgA o raramente una IgD o un’IgE. Le persone con un’immunoglobulina monoclonale di tipo IgM hanno una patologia correlata al mieloma ma leggermente differente (macroglobulinemia di Waldestrome). IgG, IgA e IgM possono essere prescritte come supporto nella diagnosi di mieloma multiplo e per monitorare il corso della patologia e il suo effetto sulla produzione di immunoglobuline normali. E’ da notare che il test non differenzia tra le immunoglobuline anomale prodotte dalle cellule tumorali dalle immunoglobuline prodotte dalle plasmacellule normali.
    • Catene pesanti/catene leggere nel siero. Può identificare separatamente I differenti tipi di catene leggere di tutte le classi di immunoglobuline, incluse IgG- kappa, IgG- lambda, IgA-kappa, IgA-lambda, IgM-kappa, e IgM-lambda. Le molecole sono poi misurate appaiate (es. IgG-kappa / IgG-lambda) per calcolare il rapporto dell’immunoglobulina monoclonale coinvolta rispetto alle immunoglobuline non coinvolte nella patologia. Questi test possono essere usati per monitorare le persone affette da mieloma multiplo.
    • Biopsia del midollo osseo. Il mieloma multiplo è una patologia del midollo osseo. Di solito è necessaria una biopsia del midollo per confermare la diagnosi, per valutare quante plasmacellule tumorali sono presenti nel midollo osseo e per valutare quanto la patologia abbia inciso sulla normale produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

    Altri test di laboratorio

    Altri test possono essere eseguiti come parte del pannello diagnostico, per monitorare la progressione della malattia, e come supporto nel determinare e affrontare le complicazioni:

    • Pannello metabolico completo (è il gruppo di test usato per valutare la funzionalità renale e di altri organi, e per determinare la concentrazione di elettroliti, calcio, albumina e proteine totali
    • Emocromo con formula conta e valutazione di globuli bianchi, rossi e piastrine e determinazione della presenza di anemia (misura dell’emoglobina)
    • Concentrazione di acido urico, può essere elevato in seguito a mieloma
    • Beta-2 microglobulina, una proteina presente sulla superficie delle cellule del mieloma e di altre cellule; una concentrazione aumentata può indicare una prognosi infausta; questo esame può essere usato come supporto nella stadiazione della patologia.
    • Viscosità sierica, una misura della densità della porzione liquida del sangue; quando la concentrazione delle proteine diventa molto alta, la viscosità sierica può essere aumentata e causare altri sintomi.

    Esami clinici (non di laboratorio)
    • Raggi X, prescritti per la diagnosi, la stadiazione, il monitoraggio, possono determinare le lesioni a livello osseo, l’estensione del danno osseo, e il numero e l’estensione delle masse tumorali ossee
    • MRI (Risonanza magnetica), può essere più sensibile rispetto ai raggi X per valutare la distruzione del tessuto osseo
    • TAC (tomografia assiale computerizzata), può essere usata per valutare il tumore a livello osseo
  • Stadiazione

    La stadiazione è una valutazione di quanta immunoglobulina anomala viene prodotta, quanto calcio è presente nel sangue, quanto esteso e grave è il danno osseo, e quanto il paziente sia anemico. La stadiazione aiuta a determinare la prognosi del paziente e permette di definire un piano terapeutico individuale e di monitorarlo nel tempo.
    Ci sono differenti sistemi di stadiazione disponibili per valutare la quantità di tumore presente (carica tumorale) e la disfunzione d’organo. Alcuni test come la concentrazione di beta-2 microglobulina, la creatinina e il calcio sono molto importanti nella stadiazione del mieloma.

  • Trattamento

    Al momento, il mieloma multiplo non è considerato una malattia curabile, anche se i trattamenti odierni possono produrre una remissione completa (scomparsa della patologia, ma non risoluzione della stessa) in alcuni pazienti. Gli obiettivi del trattamento sono diminuire il dolore e altri sintomi, diminuire o eliminare le masse tumorali, rallentare la progressione di malattia e/o determinare e minimizzare le complicazioni dove esse esistano.
    Il medico di solito raccomanda al paziente di rimanere in attività il più possibile per preservare il calcio nelle ossa e di bere molto per supportare la funzionalità renale. Le complicazioni quali infezioni, anemia e sanguinamenti dovrebbero essere affrontati prontamente con misure varie, quali antibiotici e, quando necessarie, trasfusioni.
    Se il trattamento è indicato, sono disponibili nuovi farmaci, che di solito vengono usati in combinazione tra loro (due o più). Per i pazienti più giovani (meno di 70 anni d’età), può essere considerato il trapianto di cellule emopoietiche, al momento della diagnosi o della comparsa di recidiva. Per maggiori dettagli, consultare il sito americano Multiple Myeloma.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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