Noto anche come
MICI
Malattia Infiammatoria Intestinale
IBD (Inflammatory Bowel Disease)
Colite Ulcerosa
CU
Malattia di Crohn
MC
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
08.11.2017.

Cosa sono le Malattie Infiammatorie Intestinali?

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono un gruppo di malattie caratterizzate dall’infiammazione ed il danneggiamento del canale digerente. Queste patologie possono avere manifestazioni diversificate tra persone differenti e anche nel corso del tempo. Sono caratterizzate da periodi di acutizzazione della malattia e periodi di latenza o remissione. Durante le fasi attive della malattia il paziente affetto da MICI presenta frequenti scariche di diarrea anche ematica, dolore addominale, perdita di peso e febbre. I sintomi diminuiscono durante le fasi di remissione che, in molti casi, possono durare anche a lungo.

Si stima che in Italia l’incidenza di queste patologie sia di circa il 9-12%, e sia in aumento. Le cause della patologia sono perlopiù ignote, nonostante siano noti alcuni fattori di rischio quali una predisposizione genetica e la presenza di un microbiota intestinale predisponente in grado di innescare una violenta risposta immunitaria.

 Le MICI più comuni sono la malattia di Crohn (MC) e la Colite Ulcerosa (CU). Le MICI possono colpire entrambi i sessi sebbene la CU sia più frequente negli uomini e il MC nelle donne. Entrambe queste patologie sono molto frequenti nella popolazione caucasica e negli ebrei Ashkenazi, sebbene la loro incidenza sia in aumento anche nella popolazione statunitense.

Sebbene la patologia possa essere diagnosticata a qualsiasi età, la maggior parte delle diagnosi avvengono in persone di età compresa tra i 14 ed i 24 anni, con solo pochi casi diagnosticati tra i 50 ed i 70 anni. In età pediatrica queste patologie possono essere caratterizzate, oltre che dai sintomi gastrointestinali, anche da ritardo nella crescita e nello sviluppo. Inoltre, coloro ne quali le MICI vengono diagnosticate in giovane età, presentano un rischio aumentato di sviluppare nel corso della vita il carcinoma del colon.

Malattia di Crohn

La Malattia di Crohn (MC) può interessare qualsiasi parte del canale digerente dalla bocca fino all’ano, anche se viene diagnosticate per lo più in corrispondenza dell’intestino tenue e nel colon. L’infiammazione dei tessuti in presenza di MC è a chiazze, alternate a tessuto normale; questa può entrare in profondità nei tessuti e formare anche fistole ed ulcere. Le fistole possono condurre il materiale contenuto all’interno dell’intestino in altre aree formando una sorta di canali di passaggio. Inoltre in corso di MC il paziente può andare incontro ad anemia, occlusione intestinale, infezioni e lacerazioni della tunica anale. Secondo le stime delle organizzazioni scientifiche internazionali, circa 60%-75% delle persone affette da MC necessitano di un trattamento chirurgico, sia per rimuovere il tessuto danneggiato o una fistola che per risolvere un’occlusione intestinale.

Colite Ulcerosa

La Colite Ulcerosa (CU) interessa la superficie della parete intestinale. Sebbene i sintomi siano analoghi a quelli della MC, l’infiammazione tissutale è continua e non a zone. In genere la localizzazione è nell’area compresa tra il colon fino all’ano. In corso di CU è molto frequente la diarrea sanguinolenta. La complicanza più pericolosa della CU è il megacolon tossico, una patologia acuta relativamente rara nella quale vi è la paralisi di una sezione del colon. Questa paralisi comporta il blocco del transito intestinale e l’accumulo delle feci in corrispondenza del colon con conseguente dilatazione dello stesso. Ne consegue la comparsa di forte dolore addominale, febbre e debolezza. Se non trattato, spesso tramite asportazione chirurgica, è potenzialmente letale.

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    I segni e sintomi delle due forme più comuni di MICI, la Colite Ulcerosa (CU) e la Malattia di Crohn (MC), sono per molti aspetti sovrapponibili e difficilmente distinguibili. I sintomi in genere compaiono in maniera graduale anche se talvolta possono essere ad esordio acuto. Le MICI sono caratterizzate da periodi di malattia attiva, con sintomi evidenti, a periodi di remissione, con sintomi lievi o assenti anche per mesi o anni.

    Sebbene i segni ed i sintomi possano variare da persona a persona, i più comuni sono:

    • Dolore e crampi addominali
    • Diarrea persistente
    • Sangue nelle feci
    • Perdita dell’appetito e inspiegabile perdita di peso

     

    Meno comunemente possono essere presenti:

    • Febbre
    • Fatica
    • Anemia
    • Dolore articolare
    • Eruzioni cutanee

     

    In età pediatrica, ritardo nella crescita e nello sviluppo.

  • Esami

    Prima dell’esecuzione di qualsiasi esame, il clinico deve effettuare un’attenta anamnesi clinica, alla ricerca dei segni e sintomi caratteristici, inclusa la frequenza e/o la durata degli episodi diarroici. Devono essere escluse tutte le altre cause comunemente associate con la diarrea; pertanto deve essere eseguita un’attenta valutazione di tutti gli elementi, inclusi quelli psicofisici, utili alla definizione della diagnosi.

    Test di laboratorio

    Non esiste un singolo test di laboratorio in grado di porre diagnosi definitiva di MICI. Tuttavia gli esami di laboratorio sono un valido ausilio alla diagnosi. Una persona con diarrea persistente e dolore addominale deve sottoporsi ad una serie di esami iniziali volti alla valutazione dello stato di salute complessivo. Questi esami possono essere eseguiti insieme ad altri esami di diagnostica per immagini, come la radiografia o la TAC.

    Esempi di alcuni test di primo livello sono:

    • Emocromo completo, per rilevare l’anemia (le MICI così come altre patologie gastrointestinali possono determinare sanguinamento e quindi anemia)
    • Pannello metabolico completo, per l a valutazione dello stato di salute complessivo
    • Ricerca del sangue occulto nelle feci
    • PCR, come marcatore di infiammazione; questo test è utile per la diagnosi differenziale tra MICI e sindrome del colon irritabile oltre ad essere utile nel monitoraggio della malattia
    • VES, ulteriore marcatore di infiammazioneù

     

    Nello stesso tempo o durante il follow-up, il clinico può richiedere ulteriori test per escludere altre cause di diarrea, dolori addominali e colite. Queste ulteriori possibili cause possono essere infezioni batteriche, virali o parassitarie, il cancro al colon o altre patologie croniche come la celiachia. Alcuni test eseguiti per la diagnosi differenziale sono:

    • Coprocoltura per rilevare infezioni dell’apparato digerente
    • Ricerca di uova e parassiti per rilevare infezioni parassitarie
    • Citomegalovirus, per rilevare l’infezione da CMV
    • Clostridium difficile, per rilevare la presenza della tossina prodotta dal batterio C. difficile che può crescere in maniera incontrollata in seguito a terapia antibiotica
    • Anti-tTG e altre test per la celiachia, per escludere questa patologia

     

    Nel caso in cui vi sia il sospetto della presenza di una sindrome da malassorbimento, possono essere eseguiti test volti alla determinazione delle eventuali carenze nutrizionali, quali:

    • Test per la valutazione del metabolismo del ferro, inclusa la sideremia, la ferritina e la capacità legante il ferro totale
    • Vitamina B12
    • Albumina

     

    Nel caso in cui vengano escluse sia la celiachia che la presenza di malattie infettive, possono essere richiesti altri esami quali:

    • Rilevazione di leucociti nelle feci, indicatori dello stato infiammatorio del canale digerente
    • Calprotectina e lactoferrina, due marcatori fecali di infiammazione secreti dai leucociti in corso di infiammazione. La concentrazione di questi marcatori nelle feci correla con lo stato infiammatorio e con la gravità della malattia nonché con le ricadute. Questi marcatori vengono utilizzati per distinguere tra MICI e patologie non infiammatorie oltre che durante il monitoraggio. Si tratta di marcatori più specifici rispetto ad altri marcatori di infiammazione.

     

    Nel caso in cui gli esami di primo livello abbiano escluso altre cause e vi sia il sospetto di MICI, il clinico può richiedere ulteriori test per la rilevazione di autoanticorpi presenti frequentemente nei pazienti affetti da queste patologie. Uno o più di questi test può essere utile nella diagnosi differenziale tra malattia di Crohn (MC) e Colite Ulcerosa (CU). Alcuni di questi autoanticorpi sono presenti in entrambe le patologie e non sono pertanto sufficientemente specifici, ma possono comunque fornire al clinico ulteriori utili informazioni.

    Alcuni esempi di autoanticorpi sono:

    • pANCA: molto comuni nella CU, presente nel 60-80% delle persone con CU ma in solo il 5-15% degli affetti da MC
    • ASCA IgG e IgA: molto comuni nella MC. Gli ASCA IgG sono presenti in circa il 60-70% delle persone con MC e in circa il 10-15% delle persone con CU. Gli ASCA IgA sono presenti in circa il 35% delle persone con MC ed in meno dell’1% delle persone con CU.
    • Anti-CBir1 (anticorpi anti Clostridium). Presenti in circa il 55% delle persone con MC e in circa il 10% delle persone con CU.
    • Anti-Omp C (anticorpi anti Escherichia coli). Associati con la rapida progressione della MC e presente nel 55% delle persone con MC e in circa il 5-10% delle persone con CU.
    • Anti-I-2 (anticorpi anti Peudomonas fluorescens). Positivi nel 55% delle persone con MC ed in circa il 10% delle persone con CU.

     

    Infine, la diagnosi definitiva di MICI può essere eseguita tramite analisi di un prelievo di tessuto (biopsia). La biopsia è considerata l’esame di riferimento per la diagnosi di MICI e per la diagnosi differenziale tra CU e MC. Un campione di tessuto può essere prelevato tramite endoscopia o coloncopia. La valutazione del campione di tessuto deve essere eseguita da un anatomopatologo esperto ingrado di rilevare le caratteristiche alterazioni presenti in caso di MICI.

    Altri test non di laboratorio

    Insieme agli esami di laboratorio possono essere richiesti anche esami di diagnostica per immagini per diagnosticare e/o monitorare la CU e la MC. Nelle fasi precoci vengono di solito utilizzati metodiche meno invasive, come la radiografia mentre quelli maggiormente invasivi, come la colonscopia, vengono fatte in caso di necessità per la definizione della diagnosi. Questi esami di diagnostica per immagini consentono di rilevare le alterazioni caratteristiche di queste patologie a carico delle pareti e del tessuto dell’intestino.

    • Radiografia addominale. Eseguita nelle fasi precoci per la valutazione generale dello stato dell’intestino.
    • TAC (tomografia computerizzata). Eseguita nelle fasi precoci del percorso diagnostico, in grado di fornire maggiori dettagli rispetto alla radiografia.
    • Radiografia con bario. Il contrasto con bario permette la valutazione della parete intestinale. Spesso viene usata per escludere, in corso di MICI, la presenza di gravi complicanze come la perforazione del colon.
    • Sigmoidoscopia. Usata per esaminare la porzione finale del colon.
    • Colonscopia. Per esaminare l’intero colon. Viene utilizzata una telecamera e può essere lo strumento tramite il quale vengono prelevate le biopsie.
  • Trattamento

    Il trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) si prefigge perlopiù di ridurre lo stato infiammatorio, alleviare i sintomi come il dolore e la diarrea, controllare e diminuire il danno se possibile, identificare le complicanze e fornire supporto nutrizionale, se necessario. Le necessità delle persone affette da MICI possono variare nel tempo.

    Le persone affette da Colite Ulcerosa (CU) e Malattia di Crohn (MC) devono essere monitorate regolarmente e devono essere informate correttamente dal proprio medico riguardo la propria situazione clinica. Sebbene le alterazioni dello stile di vita, come la variazione della dieta, il riposo e la riduzione dello stress, possano migliorare la qualità della vita delle persone affette da MICI, non sono in grado di prevenire le ricadute.

    Le fasi acute della malattia possono essere trattate con molti farmaci, spesso efficaci ma assumibili solo per brevi periodi vista la frequenza degli effetti collaterali. Le terapie attuali includono l’uso di corticosteroidi, anti-infiammatori, immunosoppressori, terapie biologiche (farmaci diretti contro le sostanze responsabili dell’infiammazione, come il TNF-alfa) e l’uso di probiotici, in grado di migliorare lo stato della flora batterica intestinale.

    Talvolta possono essere necessari uno o più interventi chirurgici al fine di rimuovere i tessuti danneggiati e risolvere le occlusioni intestinali. Le persone affette da CU possono subire la rimozione parziale o totale del colon (colectomia) al fine di prevenire la formazione del cancro al colon, nel caso in cui siano state rilevate delle forti alterazioni tramite l’analisi del prelievo bioptico.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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