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Malattie del fegato
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Ultima Modifica: 25.05.2020.

Cosa sono le malattie epatiche?

Il fegato è un organo situato nel quadrante superiore destro dell'addome. Ha una forma ovoidale, un peso di circa 1-1,5 chili ed una lunghezza di circa 24-28 centimetri. Svolge numerose funzioni dell'organismo, quali:

  • Metabolizza e detossifica sostanze altrimenti dannose per l'organismo
  • Converte i nutrienti derivati dagli alimenti in componenti ematici essenziali
  • Regola la coagulazione del sangue
  • Produce enzimi e proteine
  • Mantiene il bilancio ormonale
  • Funge da deposito di vitamine
  • Produce i componenti che sostengono il sistema immunitario nella difesa dell'organismo dalle infezioni
  • Rimuove i batteri dal sangue
  • Produce la bile, essenziale nel processo digestivo

La bile è un liquido di colore giallo-verde costituita da acidi biliari (noti anche come sali biliari) e prodotti di scarto come la bilirubina (che deriva dalla degradazione dei globuli rossi) ed altri pigmenti biliari. La bile scorre attraverso piccoli dotti biliari che penetrano nel fegato, procedendo dai dotti più piccoli verso quelli più grandi, convergendo infine nel dotto biliare comune ed uscendo dal fegato. Parte della bile defluisce direttamente nel duodeno (porzione iniziale dell'intestino tenue), il resto è conservato e concentrato all'interno della cistifellea. Dopo i pasti la cistifellea, organo piriforme localizzato in prossimità del fegato, rilascia parte della bile conservata nell'intestino tenue, contribuendo alla digestione dei grassi introdotti con l'alimentazione. 

Le malattie epatiche comprendono qualsiasi condizione che causa infiammazione o danno e che compromette la funzionalità epatica. Le cause possono includere infezioni, ferite, esposizioni a farmaci o a sostanze tossiche, malattie autoimmuni e difetti genetici che possano determinare il deposito e la formazione di sostanze dannose, quali ferro e rame. Il danneggiamento del fegato può determinare la comparsa di infiammazione, tessuto cicatriziale, disordini coagulativi ed insufficienza epatica.  

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    Le malattie epatiche possono risultare asintomatiche o causare sintomi aspecifici, quali debolezza e mancanza di energia. 

    Nelle malattie epatiche acute i segni ed i sintomi più comuni includono:

    • Ittero, urine scure e feci chiare; correlati alla presenza di alterazioni nel metabolismo della bilirubina
    • Perdita di appetito
    • Nausea
    • Vomito
    • Diarrea

    Sintomi tipici delle epatiti croniche, oltre ad ittero, urine scure e feci chiare, includono:

    • Gonfiore addominale (dovuto all'ascite)
    • Prurito
    • Variazioni di peso inspiegabili
    • Dolore addominale

    Solitamente questi sintomi compaiono nello stadio avanzato della malattia.

  • Esami
    Esami generici di laboratorio

    Gli obiettivi di questi esami sono di rilevare la presenza di lesioni epatiche, valutare la loro gravità, diagnosticarne la causa e monitorare la funzionalità epatica nel tempo.

    • Lo screening e la diagnosi precoce sono importanti in quanto spesso le lesioni epatiche sono asintomatiche o causano pochi sintomi
    • Rilevare la causa permette di determinare il tipo di patologia epatica ed il trattamento più accurato. Spesso, Il fegato è in grado di riparare le lesioni e di risolvere l'infiammazione, ma le condizioni che causano ostruzione dei dotti biliari e/o cirrosi possono causare danni epatici permanenti e progressivi
    • Il monitoraggio dello stato del fegato contribuisce a definire le misure da adottare per preservare la funzionalità epatica

    Gli esami generici di laboratorio misurano i livelli di enzimi specifici, bilirubina e proteine che possono risultare anomali in presenza di lesioni epatiche.

    • Il pannello metabolico completo (CMP) è un gruppo di test che viene effettuato come parte delle indagini di routine per valutare la funzionalità epatica
    • Il pannello epatico comprende gli stessi esami per il fegato del CMP; può essere prescritto in presenza di segni e sintomi riconducibili a lesioni epatiche o in soggetti esposti ad un rischio aumentato di sviluppare malattie epatiche

    La rilevazioni di risultati anomali in uno qualsiasi degli esami epatici richiede ulteriori approfondimenti. I test elencati di seguito possono essere prescritti, da soli o come pannello, se si sospetta la presenza di patologie epatiche o per il monitoraggio di pazienti con tali patologie:

    • Alanina aminotransferasi (ALT), un enzima localizzato principalmente nel fegato; è il test d'elezione per individuare l'epatite
    • Fosfatasi alcalina (ALP), un enzima presente nelle cellule che rivestono i dotti biliari; spesso aumentata in caso di ostruzione dei dotti 
    • Aspartato aminotransferasi (AST), un enzima presente nel fegato e in altri organi, in particolare nel cuore e in altri muscoli
    • Gamma-glutamil transferasi (GGT), un enzima localizzato principalmente nel fegato; è particolarmente sensibile ai cambiamenti dello stato del fegato, soprattutto in caso di ostruzione dei dotti biliari
    • Bilirubina totale, misura la bilirubina complessiva nel sangue; i suoi livelli risultano aumentati in presenza di patologie epatiche e di altre condizioni, come l'emolisi, che determinano aumento della produzione di bilirubina
    • Bilirubina diretta, misura la forma di bilirubina coniugata nel fegato; i suoi livelli aumentano solo in presenza di patologie epatiche
    • Albumina, la principale proteina prodotta dal fegato; è indicativa della funzionalità epatica
    • Proteine totali, misura l'albumina e le altre proteine nel sangue, inclusi gli anticorpi deputati alla difesa dalle infezioni (gli anticorpi non sono prodotti nel fegato)
    • Lattato deidrogenasi (LD o LDH), un enzima rilasciato a seguito di danno tissutale; può essere elevato in presenza di malattie epatiche acute 
    Esami specifici

    Uno o più esami specifici possono essere prescritti per contribuire a diagnosticare la causa della disfunzione epatica. Possono essere utilizzati per monitorare il decorso della malattia e/o l'efficacia del trattamento; alcuni esempi includono:

    Per ulteriori informazioni riguardo gli esami di laboratorio utilizzati per gli specifici tipi di patologie epatiche, consultare la sezione "Tipi di malattie del fegato". 

    Esami non di laboratorio

    Gli esami non di laboratorio possono includere:

    • Ecografia
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Risonanza magnetica (RM)
    • Colangiopancreatografia in risonanza magnetica (MRCP)
    • Colangiografia transepatica percutanea (PTC) 
    • Colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP)
  • Trattamento

    Il trattamento principale delle malattie epatiche è la prevenzione. Sono disponibili vaccini per l'Epatite A e B, e molti casi di epatite sono prevenibili evitando i fattori di rischio che causano la diffusione del virus. Anche se l'infiammazione epatica secondaria ad epatite o ad altre cause può risolversi nel tempo, il danno epatico può divenire permanente. Il trattamento delle patologie epatiche comprende il sostegno alla ripresa della funzionalità epatica residua, la riduzione di ulteriori danni e complicanze, e la risoluzione delle cause del danneggiamento. Il trattamento comprende l'assunzione di farmaci, intervento chirurgico e, nei casi gravi, trapianto del fegato.

    Spesso, i pazienti con malattie epatiche necessitano di un monitoraggio a lungo termine. Occorre discutere con il proprio medico in merito alla prospettive terapeutiche.

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Tipi di malattie del fegato
  • Insufficienza epatica acuta

    L'insufficienza epatica acuta (ALF) consiste in una rapida diminuzione della funzionalità epatica. Può causare l'accumulo di liquidi (edema) a livello cerebrale, gravi disturbi cognitivi, sindromi emorragiche ed insufficienza multi-organo solitamente letale. La causa più comune di ALF nei paesi sviluppati è il danno epatico legato all'uso di farmaci, come un overdose di acetaminofene, all'assunzione di prodotti medicinali (illeciti o su prescrizione) a base di erbe, all'ingestione di funghi velenosi o solventi organici. Talvolta, l'ALF può essere causata dalla presenza di epatite virale o autoimmune, steatosi epatica non alcolica (vedi Epatite), steatosi epatica che si verifica in gravidanza, malattia di Wilson o dal rapido peggioramento di altre patologie epatiche.

    Esami

    Diagnostica per immagini

    • Ecografia 
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Risonanza magnetica (RM)
  • Epatopatia alcolica

    Il fegato è l'organo deputato al metabolismo dell'etanolo, che viene scomposto per favorire la sua eliminazione da parte dell'organismo. L'alcol può danneggiare o distruggere gli epatociti, con conseguente compromissione epatica quando la sua assunzione è maggiore della capacità di processazione del fegato. L'abuso di alcol è la causa più comune di danno al fegato e le epatopatie alcoliche possono verificarsi dopo anni di consumo eccessivo. Tali patologie possono causare:

    • Steatosi epatica, eccessivo accumulo di grasso negli epatociti. Questa condizione è solitamente asintomatica o produce sintomi lievi. Si verifica nella fase precoce della patologia epatica e solitamente si risolve quando il soggetto smette di bere
    • Epatite alcolica, malattia infiammatoria con aumento del volume epatico. Può manifestarsi in forma cronica ma lieve, durare per anni e causare sintomi specifici. Nei casi lievi il danno si risolve in seguito all'interruzione del consumo di alcol. Se il fenomeno infiammatorio persiste, il fegato accumula ulteriori lesioni. Se il danno diventa grave, i sintomi possono comparire rapidamente, in poche ore o giorni, ed essere fatali
    • Cirrosi, consiste nella cicatrizzazione del fegato ed è la forma più severa di epatopatia alcolica. Si verifica quando il tessuto epatico sano viene sostituito da tessuto cicatriziale non elastico, con conseguente compromissione della struttura e della funzionalità epatica. L'interruzione del consumo di alcolici non può invertire i danni preesistenti, ma previene l'ulteriore progressione della patologia. La cirrosi può determinare insufficienza epatica ed aumentare il rischio di tumore al fegato

    Esami

    Solitamente, l'epatopatia alcolica non viene valutata direttamente con gli esami di laboratorio. La diagnosi viene stabilita tramite esami fisici e storia clinica del paziente, con particolare attenzione riguardo il consumo di alcol. I test che possono essere prescritti come supporto alla valutazione dei soggetti con epatopatia alcolica e/o per rilevare l'abuso cronico di alcol includono: 

    • Gamma-glutamil transferasi (GGT), un enzima epatico che risulta aumentato in seguito ad abuso di alcol ed altre condizioni che influenzano il fegato
    • Pannello epatico, utilizzato per rilevare e/o determinare la gravità del danno epatico
    • Etanolo, se si sospetta che sia la causa della malattia epatica (tuttavia, rimane elevato solo per poche ore dall'ultimo consumo)
    • Transferrina desialata (carboidrato carente) (CDT), rileva un'eventuale ricaduta dopo un periodo di astinenza, ma può rivelarsi meno sensibile in donne ed adolescenti

    Trattamento

    Non esiste un trattamento specifico per le epatopatie alcoliche; solitamente l'approccio iniziale consiste nell'interruzione del consumo di alcolici e di altre sostanze potenzialmente tossiche per il fegato. Se trattata precocemente, in molti casi è possibile una completa remissione da questa patologia, che può richiedere alcuni mesi. Talvolta possono verificarsi danni irreversibili, quali cirrosi ed insufficienza epatica, che possono richiedere il trapianto del fegato.

  • Malattie autoimmuni del fegato

    Le malattie autoimmuni sopraggiungono quando il sistema immunitario attacca uno o più costituenti fisiologici dell'organismo, riconoscendoli come estranei. Quando il sistema immunitario fallisce nel riconoscere il sé stesso, può produrre cellule immunitarie o anticorpi (chiamati autoanticorpi) diretti contro cellule, tessuti e/o organi dell’organismo che li ha prodotti. Ciò produce infiammazione e danno tissutale, che portano alla malattia autoimmune vera e propria. Talvolta queste patologie possono interessare il fegato.

    Epatite autoimmune

    Il sistema immunitario, per una causa non ancora nota, attacca e danneggia il fegato. Per maggiori informazioni riguardo l'epatite autoimmune ed i test associati, consultate l'articolo sull'Epatite.

    Colangite biliare primaria

    La colangite biliare primaria (CBP) è una patologia cronica infiammatoria a carico dei dotti biliari che ne causa distruzione, con conseguente compromissione del flusso biliare e danneggiamento del tessuto epatico. È una patologia progressiva che colpisce più comunemente le donne rispetto agli uomini. La causa dell’insorgenza di questa malattia non è nota, ma pare che vi sia un processo autoimmune alla base. 

    Esami

    Colangite sclerosante primitiva

    La colangite sclerosante primitiva (PSC) è una patologia cronica solitamente associata alle malattie infiammatorie intestinali. Consiste nell'infiammazione, cicatrizzazione e distruzione dei dotti biliari, in particolare quelli extra-epatici, compromissione del flusso biliare e danneggiamento al tessuto epatico. La causa dell’insorgenza di questa malattia non è nota, ma pare che vi sia un processo autoimmune alla base. È una patologia progressiva che colpisce più comunemente le donne rispetto agli uomini.

    Esami

    Diagnostica per immagini

    • Ecografia
    • Colangiopancreatografia in risonanza magnetica (MRCP)
    • Colangiografia transepatica percutanea (PTC) 
    • Colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP)
  • Sindrome di Budd-Chiari

    La sindrome di Budd-Chiari è un quadro clinico dovuto all'ostruzione dell'efflusso venoso epatico da parte di uno o più trombi, con conseguente stasi del sangue a livello del fegato. L'accumulo del sangue nel fegato determina aumento del volume epatico e compressione della vena porta, deputata al trasporto del sangue dalla milza e dagli organi digestivi all'interno del fegato. Questo fenomeno determina accumulo di liquidi (edema), principalmente a livello addominale (ascite), dilatazione delle vene a livello esofageo (varici) ed addominale, emorragie esofagee e cirrosi epatica.

    Soggetti affetti da patologie che aumentano il rischio di ipercoagulabilità risultano maggiormente esposti allo sviluppo della sindrome di Budd-Chiari. Alcuni esempi includono: 

    I sintomi possono svilupparsi lentamente e peggiorare nel corso del tempo o manifestarsi in modo improvviso, come accade quando la patologia si verifica in quanto complicanza della gravidanza.

    Esami

    • Biopsia epatica
    • Test di coagulazione

    Esami ottenuti tramite diagnostica per immagini

    • Ecografia
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Risonanza magnetica (RM)
  • Cirrosi

    La cirrosi è una patologia epatica cronica caratterizzata da morte delle cellule e formazioni sclerotiche con danni progressivi e irreversibili.

    Le cause più comuni di cirrosi sono l’abuso di alcol, l’epatite virale cronica e la steatosi epatica non alcolica, una forma di steatosi dovuta all'accumulo anomalo di grassi nelle cellule epatiche.

    La cirrosi può causare diminuzione della funzionalità epatica, insufficienza epatica cronica, emorragie ed ecchimosi frequenti, atrofia muscolare, accumulo di liquidi a livello addominale (ascite), ipertensione portale (aumento della pressione nella vena porta) e molti altri problemi.

    Alcune persone manifestano sintomi gravi e complicanze; altre, con danno epatico simile mostrano sintomi lievi o moderati. La presenza di cirrosi aumenta il rischio di sviluppare tumore epatico.

    Esami

    Per maggiori informazioni riguardo i possibili esami, consultare l'articolo sulla Cirrosi.

  • Disordini genetici

    Alcune malattie del fegato sono causate dalla presenza di mutazioni genetiche. Si tratta di patologie relativamente rare, due delle quali comportano l'accumulo di oligoelementi nell'organismo:

    • Emocromatosi, determinata da difetti nei meccanismi di regolazione del metabolismo del ferro che conducono al progressivo accumulo di ferro nei tessuti e negli organi. Può manifestarsi come forma genetica (ereditaria) o acquisita, e può causare insufficienza epatica, cardiaca o pancreatica. Per ulteriori informazioni a riguardo, consultare l'articolo sull'Emocromatosi
    • Malattia di Wilson, determinata da difetti nei meccanismi di regolazione del metabolismo del ferro che conducono al progressivo accumulo di rame nei tessuti e negli organi. È causata da una mutazione genetica ereditaria e può determinare danni al fegato, al cervello e ai reni. Per ulteriori informazioni a riguardo, consultare l'articolo sulla malattia di Wilson

    Carenza di alfa-1 antitripsina
    L'alfa-1 antitripsina (AAT) è una proteina importante per la protezione dei polmoni. Ogni individuo eredita due copie del gene che codifica per AAT, definito gene inibitore delle proteasi (SERPINA1). Questo gene è codominante, ovvero ciascuna copia del gene SERPINA1 è responsabile nel produrre una metà della AAT presente nell’organismo. La presenza di una mutazione in una o in entrambe le copie del gene determina la produzione di AAT in minor quantità e/o disfunzionale. La presenza di AAT ridotta del 30% rispetto alla norma determina carenza della proteina stessa, con conseguente aumento del rischio di sviluppare enfisema. L'AAT disfunzionale tende ad accumularsi a livello epatico, dove determina la formazione di catena proteiche anomale e danno d'organo. Circa il 10% dei neonati affetti da carenza di AAT sviluppano l'ittero. La carenza di AAT è attualmente la causa genetica più comune delle patologie epatiche nei bambini.

    Esami

  • Epatiti

    L'epatite è un'infiammazione del fegato causata principalmente da infezioni virali. Altre cause includono esposizione a sostanze chimiche, assunzione di farmaci (prescritti o da banco), abuso di alcol, malattie ereditarie, malattie autoimmuni o accumulo di grasso nel fegato.

    L'epatite può essere acuta, in tal caso determina un processo infiammatorio che si risolve in poche settimane o mesi, o essere cronica e protrarsi per molti anni. L'epatite cronica può protrarsi per 20 anni prima di causare sintomi significativi associati a lesioni epatiche progressive, quali cirrosi e tumore al fegato, ed essere potenzialmente letale.

    Per maggiori informazioni sui vari tipi e sui relativi test, consultare l'articolo sull'Epatite.

  • Infezioni

    Epatite virale

    Infiammazione del fegato causata da infezione da parte di uno dei cinque virus dell'epatite: HAV, HBV, HCV, HDV e HEV. L'epatite acuta è comunemente associata ai virus HAV, HBV ed HEV, mentre l'epatite cronica può essere causata soltanto dai tipi HBV, HCV, HDV.

    I test per i principali virus dell'epatite includono:

    Infezione da parassiti
    Relativamente rare in Italia, esiste una varietà di parassiti che infettano il fegato causando danno ed ostruzione a livello dei tessuti. Alcuni esempi includono: 

    • Malaria, trasmessa da un plasmodio che si riproduce attivamente all'interno degli epatociti. Dopo un periodo di incubazione, la patologia è caratterizzata da recidive periodiche
    • Alcuni vermi parassiti, quali Ascaris Lumbricoides ed i trematodi epatici (Clonorchis sinensis e Opisthorchis viverrini), possono ostruire i dotti biliari
    • Alcune specie di Schistosoma (vermi parassiti) possono causare schistosomiasi e cicatrizzazione progressiva del fegato
    • Echinococcus granulosus, responsabile della formazione di cisti a livello epatico 

    Esami 

     Diagnostica per immagini

    • Ecografia
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Risonanza magnetica (RM)
    • Raggi X
  • Tumore del fegato

    Il tumore epatico consiste nella crescita incontrollata di cellule anomale nel fegato. I tumori che si originano in altre sedi dell'organismo (quali tumore della mammella o del polmone) e che diffondono (metastatizzano) al fegato non sono considerati veri e propri "tumori epatici", e sono trattati diversamente.

    • L’epatocarcinoma (HCC) è la neoplasia maligna primitiva più frequente del fegato, con incidenza in progressivo incremento. Origina all'interno delle cellule del fegato ed attualmente rappresenta la quinta neoplasia più diffusa al mondo nel sesso maschile e la settima nel sesso femminile. In accordo con l'American Cancer Society, rappresenta circa 3 casi su 4 dei tumori primari del fegato
    • Il colangiocarcinoma (CCA) è un tumore del tratto biliare che rappresenta 1-2 casi su 10 

    Spesso, il tumore del fegato è asintomatico nelle fasi precoci, rendendo difficile la diagnosi in questa fase. I soggetti affetti da epatite B cronica e i soggetti con cirrosi sono esposti ad un rischio aumentato di sviluppare tumore epatico. Soggetti con cirrosi od epatite cronica in stadio avanzato sono sottoposti regolarmente a screening per il tumore del fegato, al fine di individuare la patologia nello stadio precoce, quando è più facilmente trattabile.

    Esami

    • Alfa-fetoproteina (AFP), viene prescritta ad intervalli periodici in pazienti con diagnosi di epatocarcinoma, al fine di monitorare l'efficacia della terapia e la presenza di eventuali recidive. Inoltre, questo esame può essere prescritto per monitorare i pazienti affetti da patologie croniche del fegato quali cirrosi, epatite B cronica o epatite C, in quanto esposti ad un rischio maggiore di sviluppare tumore epatico
    • Des-gamma-carbossi protrombina (DCP), può essere prescritta da sola o insieme ad altri marcatori tumorali quali l'AFP, al fine di monitorare l'efficacia della terapia per l'epatocarcinoma e l'eventuale presenza di recidive
    • Biopsia epatica, per stabilire la diagnosi di tumore epatico

    Diagnostica per immagini

    • Ecografia
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Risonanza magnetica (RM)
    • Angiografia
  • Ostruzione dei dotti biliari

    Calcoli biliari, tumori, traumi, cisti ed infiammazioni possono causare la presenza di ostruzione dei dotti biliari. In caso di ostruzione severa la bile ed i prodotti di scarto in essa contenuti si accumulano nel fegato, causando ittero, urine scure e feci chiare. Tale patologia può risultare asintomatica nella fase precoce ma, se la condizione persiste o peggiora, può determinare lesioni a livello di fegato e colecisti.

    La presenza di ostruzione a livello dei dotti che drenano la bile dalla colecisti può causare dolore acuto ed improvviso nel quadrante superiore destro dell'addome, con conseguente insorgenza di febbre ed infezione della colecisti.

    Esami

    Diagnostica per immagini

    • Ecografia
    • Tomografia computerizzata (TC)
    • Colangiopancreatografia in risonanza magnetica (MRCP)
    • Colangiografia transepatica percutanea (PTC) 
    • Colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP)
Fonti

Fonti utilizzate nella corrente revisione

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

 

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