Noto anche come
Cardiopatie
Malattie cardiovascolari (CVD)
Infarto del miocardio (IM)
Arresto cardiaco improvviso (SCA)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 28.08.2020.

Come funziona il cuore?

Il cuore è un organo muscolare che risiede nel mediastino anteriore (zona compresa tra i polmoni). La sua funzione principale consiste nel pompare il sangue in tutto l’organismo, eseguendo più di 100.000 battiti al giorno. Il sangue pompato dal cuore cede l’ossigeno ed i nutrienti necessari a tutte le cellule dell’organismo, scambiandoli con l’anidride carbonica e le sostanze di scarto che riversa nei polmoni, nei reni e nel fegato perché vengano eliminate.

L’ossigenazione del tessuto cardiaco viene invece assicurata dal sistema di vene ed arterie che irrorano il cuore. Il cuore svolge anche un’importante funzione endocrina, producendo ormoni come il peptide natriuretico atriale (ANP) ed il peptide natriuretico di tipo B (BNP), il cui ruolo fondamentale consiste nel coordinare la funzionalità cardiaca con quella dei vasi e dei reni.

Il cuore è essenzialmente un organo cavo. Esso è diviso verticalmente in due metà da un setto e ciascuna parte del cuore è composta di due camere interne: un atrio nella parte superiore ed un ventricolo nella parte inferiore.

  • Il sangue venoso (povero di ossigeno) entra nel lato destro del cuore attraverso l'atrio destro e viene pompato dal ventricolo destro ai polmoni, dove viene rilasciata l'anidride carbonica e legato l’ossigeno
  • Il sangue ossigenato a livello polmonare entra nuovamente nel cuore all’interno dell'atrio sinistro e viene pompato dal ventricolo sinistro nelle arterie, che lo conducono in tutti i distretti dell’organismo

La direzione ed il flusso di sangue attraverso le camere interne del cuore vengono regolati da quattro valvole cardiache. Il caratteristico “battito” cardiaco è dovuto proprio all’apertura ed alla chiusura di queste valvole. Il cuore è dotato di un sistema di conduzione elettrica che regola la frequenza ed il ritmo del battito cardiaco.

Il cuore è un muscolo ed è chiamato miocardio. Il tessuto che ricopre internamente le camere cardiache e le valvole viene chiamato endocardio. Esternamente, invece, è rivestito dal pericardio, una membrana stratificata con una componente fibrosa nello strato esterno ed una sierosa (che secerne liquidi) su quello interno. Il pericardio ha una doppia funzione: forma una barriera protettiva intorno al cuore e ne consente il battito in un ambiente praticamente privo di attrito.
 

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Approfondimenti
  • Cosa sono le malattie cardiache?

    Con il termine “malattie cardiache” si fa riferimento ad una varietà di patologie acute e/o croniche che possono colpire uno o più componenti del cuore. Qualsiasi patologia che danneggi il cuore o ne diminuisca l'apporto di ossigeno, oppure diminuisca la funzionalità cardiaca e quindi alteri la sua capacità di pompare il sangue ossigenato in tutti i vasi e gli organi, comporta gravi conseguenze che possono manifestarsi a livello sistemico. Le malattie cardiache possono essere congenite, e quindi essere presenti alla nascita, o acquisite.

    In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, ma anche una delle malattie croniche più frequenti, con un interessamento della spesa sanitaria pubblica nazionale di particolare rilevanza. Le malattie cardiache possono interessare sia gli uomini che le donne.

  • Tipi di Malattie Cardiache
    Malattie cardiache comuni

    Malattia coronarica cardiaca (CHD) e malattia delle arterie coronariche (CAD); rappresentano le forme più comuni di cardiopatie. Fanno parte della classe di malattie cardiovascolari (CVD), un gruppo di patologie caratterizzate dal restringimento delle arterie cardiache e di tutto l’organismo, dovuto perlopiù all’accumulo di lipidi sotto forma di depositi, chiamati placche aterosclerotiche. Il restringimento delle arterie può comportare una diminuzione significativa della quantità di sangue, e quindi di ossigeno e nutrienti, in grado di raggiungere organi e tessuti, incluso il cuore. Il restringimento od il blocco delle arterie può portare ad angina, attacco cardiaco o ictus.

    • Angina; caratterizzata da dolore toracico intermittente, spesso causato da un inadeguato apporto di sangue e di ossigeno al cuore (ischemia). I sintomi correlati all’angina di solito non compaiono fintanto che l’irrorazione del cuore viene mantenuta. Si parla di Angina stabile nel caso in cui il dolore toracico venga avvertito solo sotto sforzo (come durante un esercizio fisico) e sia dovuto a diminuzione dell’apporto sanguigno di tipo transitorio. Questa patologia di solito peggiora nel tempo. Nel caso in cui invece il dolore toracico venga avvertito in condizioni di riposo o sotto sforzo minimo, si parla di Angina Instabile
    • Attacco cardiaco (Infarto Miocardico Acuto, IMA); consiste nella morte delle cellule muscolari cardiache (miocardio) dovuta al blocco dell’irrorazione sanguigna (cardiopatia ischemica) e quindi dell’apporto di ossigeno, operata da un’arteria cardiaca. Questa condizione clinica può causare dolore toracico acuto e persistente. L’IMA, insieme all’Angina Instabile, fa parte delle malattie cardiache ischemiche note con il nome di Sindromi Coronariche Acute (SCA)

    Arresto cardiaco improvviso (SCA); si verifica a causa di un'improvvisa cessazione della funzione di pompa del cuore, con conseguente interruzione del flusso sanguigno al cervello e ad altri organi vitali. Se non trattato entro pochi minuiti, l'SCA si rivela solitamente letale.

    Insufficienza Cardiaca Congestizia; riguarda l’incapacità del cuore di contrarsi in maniera adeguata e quindi di riempire o svuotare completamente le camere cardiache, con conseguente diminuzione della sua capacità di pompare il sangue nell’organismo. Il sangue può accumularsi a livello degli arti inferiori e superiori, ma anche in sede polmonare od epatica, causando gonfiore, astenia e difficoltà respiratorie. Nel caso in cui la causa sia temporanea, l’insufficienza cardiaca può essere transitoria; tuttavia, solitamente si tratta di una patologia cronica a decorso progressivo, ma che può migliorare con trattamenti opportuni.

    Cardiomiopatie; comprendono una serie di anomalie del muscolo cardiaco (miocardio):

    • Cardiomiopatia dilatativa; dilatazione di una o più camere cardiache
    • Cardiomiopatia ipertrofica; ispessimento di una o più pareti cardiache
    • Cardiomiopatia restrittiva; accumulo di sostanze anomale nelle pareti cardiache con conseguente rigidità dei tessuti e diminuzione della capacità contrattile
    • Cardiomiopatia ischemica; diminuzione del flusso ematico al cuore
    • Cardiomiopatia idiopatica; cause non chiare

    Miocardite; consiste nell’infiammazione del miocardio. Spesso si presenta con insufficienza respiratoria a rapida insorgenza o battito cardiaco irregolare; può progredire velocemente ad insufficienza cardiaca.

    Malattie Pericardiche; riguarda un gruppo di patologie della membrana cardiaca esterna. La pericardite è un’infiammazione del pericardio e può causare dolore nella cavità toracica dovuto ai cosiddetti "sfregamenti pericardici".

    Endocardite; è un’infiammazione dell’endocardio, la membrana interna del cuore.

    Fibrillazione atriale; caratterizzata da aritmia (battito irregolare) che può portare alla formazione di trombi, ad ictus, insufficienza cardiaca od altre complicanze cardiache.

    Cardiopatie valvolari, che possono includere:

    • Prolasso; una parte della valvola cardiaca può sporgere nell'atrio, impedendone la completa chiusura; questo può portare ad un “rigurgito” (riflusso di sangue) e ad un aumentato rischio di endocardite
    • Stenosi; restringimento del calibro di una valvola cardiaca, che può determinare la diminuzione del flusso ematico all’interno delle camere cardiache; in base alla valvola interessata, si parla di stenosi valvolare polmonare, aortica o mitralica
  • Cause e Fattori di Rischio

    Esistono molteplici fattori e patologie che possono causare o contribuire allo sviluppo delle patologie cardiache. Alcuni esempi includono:

    • Abuso di alcool
    • Amiloidosi; rara malattia progressiva dovuta all’accumulo di proteine anomale, chiamate amiloidi, a livello di vari organi e tessuti, tra i quali il cuore, con conseguente danneggiamento degli stessi
    • Uso di steroidi anabolizzanti
    • Aterosclerosi; deposito di lipidi sulle pareti delle arterie con conseguente restringimento ed irrigidimento delle arterie e diminuzione del flusso sanguigno
    • Malattie autoimmuni come il lupus
    • Difetti congeniti (presenti alla nascita)
    • Diabete
    • Dieta ricca in acidi grassi saturi e colesterolo
    • Uso di droghe come la cocaina
    • Uso di farmaci per la cura del cancro o dell’AIDS
    • Esposizione a sostanze chimiche o tossine, come il mercurio
    • Ipertensione
    • Infezioni batteriche, virali o micotiche
    • Traumi
    • Febbre reumatica
    • Stile di vita sedentario
    • Fumo di sigaretta
    • Disfunzioni tiroidee (iper- o ipo-tiroidismo)
  • Segni e Sintomi

    Le malattie cardiache possono essere ad esordio acuto o svilupparsi nel tempo (cronico). Possono essere transitorie, relativamente stabili o progressive. I segni e sintomi possono essere molteplici e variare nel tempo, spesso peggiorando progressivamente.

    Le malattie cardiache croniche possono essere caratterizzate dalla presenza di episodi acuti con il peggioramento dei sintomi; questi possono risolversi spontaneamente o tramite trattamento, ma possono anche essere persistenti fino a risultare potenzialmente letali.

    Soggetti affetti da malattie cardiache negli stadi precoci possono manifestare i seguenti sintomi:

    • Astenia
    • Dispnea
    • Vertigini
    • Nausea
       

    Tuttavia, questi sintomi sono aspecifici e non sono in grado di indicare se e quale patologia cardiaca sia presente.

    Con il progredire della patologia, i segni e sintomi possono diventare sempre più gravi:

    • Gonfiore dei piedi, delle gambe e/o dell’addome
    • Battito cardiaco irregolare e variazioni nella durata delle contrazioni cardiache (aritmia)
    • Dolore toracico, senso di pesantezza ed oppressione
    • Irradiazione del dolore toracico alla spalla sinistra, al braccio, alla schiena o alla mascella
    • Dilatazione di una o più camere cardiache dovuta all’ipertensione
    • Incapacità del cuore, in modo particolare durante uno sforzo fisico, di fornire il necessario apporto di sangue e nutrienti ai tessuti e di eliminare correttamente le sostanze di scarto del metabolismo cellulare
    • Contrazione insufficiente con conseguente inefficiente riempimento o svuotamento delle camere cardiache
    • Ipertrofia ventricolare; aumento dello spessore delle pareti del cuore con diminuzione delle dimensioni delle camere cardiache e della flessibilità del tessuto cardiaco
  • Esami
    Esami di laboratorio
    Screening per il rischio di malattie cardiovascolari

    Lo screening per la definizione del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari può essere eseguito in soggetti asintomatici. Per la determinazione del rischio cardiaco vengono eseguiti un gruppo di test e vengono presi in considerazione una serie di fattori di rischio che hanno dimostrato di correlare con la probabilità di sviluppare una patologia cardiovascolare, quali infarto miocardico o ictus. I fattori di rischio presi in considerazione comprendono l'età, la storia familiare per la presenza di malattie cardiache, la dieta, l'attività fisica e la pressione sanguigna. Gli esami di laboratorio invece possono includere:

    • Profilo lipidico (colesterolo LDL, colesterolo HDL, colesterolo totale, trigliceridi); un gruppo di test utili per determinare la quantità ed il tipo di lipidi presenti nel sangue
    • PCR ultrasensibile; rileva anche piccole quantità di proteina C-reattiva, un marcatore di infiammazione associato anche con l’aterosclerosi
    • Lp(a); un ulteriore test lipidico utilizzato per identificare livelli elevati di lipiproteina (a), una LDL modificata associata con un rischio aumentato di aterosclerosi; questo test può essere richiesto in associazione al profilo lipidico

    Esistono molte molecole che sono state studiate come possibili marcatori di rischio cardiaco. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare la pagina “Marcatori cardiaci”.

    Diagnosi di infarto

    Esistono molti test di laboratorio, così come esami di diagnostica per immagini, utilizzabili nel caso in cui vi sia la necessità di confermare od escludere un infarto in un paziente rivoltosi al pronto soccorso con segni e sintomi indicativi di patologie cardiache. Questi test vengono utilizzati per chiarire l’agente eziologico dei sintomi, ma anche l’entità della patologia. Poiché alcuni trattamenti utili per prevenire il danno cardiaco dovuto ad infarto devono essere somministrati in tempi brevi dalla comparsa dei sintomi, questi test devono essere eseguiti in regime di urgenza.

    Spesso vengono richiesti i cosiddetti marcatori cardiaci, ossia proteine rilasciate nel circolo ematico dalle cellule muscolari cardiache danneggiate; questi marcatori sono utili per la conferma della diagnosi nel caso in cui un paziente presenti sintomi di malattia coronarica acuta come dolore toracico, alla mascella, al collo, all’addome, alla schiena, o che si irradia alla spalla o alle braccia, spesso associato a nausea, dispnea e vertigini.

    Questi esami includono:

    • Troponina; la troponina ad alta sensibilità viene prevalentemente richiesta come supporto alla diagnosi di infarto del miocardio e per escludere altre condizioni cliniche con segni e sintomi simili. Aumenti anche lievi dei livelli di troponina indicano un certo grado di lesione cardiaca. Se si registrano livelli significativamente elevati di troponina e, in particolare, un aumento e/o una diminuzione delle concentrazioni nei test seriali effettuati per diverse ore, allora è probabile che si sia verificato un infarto del miocardio o un altro tipo di lesione cardiaca. La troponina aumenta entro poche ore dalla comparsa dei sintomi e permane elevata per più di due settimane
    • CK-MB; una forma particolare dell’enzima Creatina chinasi (CK) presente nella maggior parte delle cellule muscolari cardiache; aumenta in caso di danneggiamento del miocardio. Questo test è stato perlopiù sostituito dall’uso della troponina. La rilevazione di livelli aumentati di CK può essere seguita dalla misura della CK-MB come test di follow-up per determinare se l'aumento è causato da lesioni cardiache o del muscolo scheletrico
    • BNP o NT-proBNP; rilasciato dall’organismo in risposta allo scompenso cardiaco. Livelli elevati di BNP, sebbene non siano diagnostici, indicano un maggior rischio di complicanze in pazienti affetti da Sindrome Coronarica Acuta
       
    Test per altre malattie cardiache
    • BNP; il BNP viene rilasciato dal cuore in seguito allo stiramento, perciò viene misurato anche nei pazienti con gonfiore degli arti o dell’addome e dispnea, possibili segni di scompenso cardiaco
    • Analisi del liquido pericardico (il liquido che circonda il cuore); fornisce indicazioni sullo stato infiammatorio o sulla presenza di danneggiamento o infezione cardiaca. Viene utilizzato anche nel caso di accumulo di liquido pericardico in seguito a scompenso cardiaco congestizio
    • Emocoltura; può essere richiesta per rilevare eventuali infezioni cardiache (endocarditi)
       
    Ulteriori esami richiedibili includono:
    • PCR ultrasensibile; può essere utilizzato come supporto alla definizione della prognosi, inclusa la probabilità di ricorrenza di eventi cardiaci nei pazienti con malattia coronarica cronica
    • Emogasanalisi; misura la quantità di ossigeno, anidride carbonica ed i livelli di pH nel sangue
    • Pannello metabolico completo; un gruppo di test utilizzato per valutare la funzionalità d’organo
    • Elettroliti; include quattro test che valutano l'equilibrio idrico e salino dell’organismo
    • Emocromo completo; consente di contare e valutare le cellule del sangue e verifica la presenza di anemia ed infezioni
       
    Altri esami

    Il dolore toracico e gli altri sintomi possono essere valutati anche con una serie di altri esami non di laboratorio. Questi includono:

    • Anamnesi clinica; considera la storia medica del paziente, compresa la presenza di fattori di rischio come l'età, il peso, il diabete ed il fumo
    • Esame fisico
    • Elettrocardiogramma (ECG); un test che valuta l'attività elettrica ed il battito cardiaco
    • Ecocardiografia; ecografia del cuore
       

    Sulla base dei risultati di questi esami, possono essere necessari ulteriori approfondimenti, tra cui:

    • Stress-test
    • Radiografia del torace
    • TAC (tomografia computerizzata)
    • Monitoraggio ECG continuo (a volte chiamato anche monitoraggio Holter); al paziente viene fatto indossare un monitor che valuta il ritmo cardiaco nel corso di un periodo di tempo definito (in genere una giornata)
    • RM (risonanza magnetica)
    • PET (tomografia ad emissione di positroni)
    • Scintigrafia con radionuclidi
    • Cateterizzazione cardiaca; consiste nell'inserimento di un tubo sottile flessibile dall’arteria femorale fino alle arterie coronariche per valutare il flusso di sangue, la pressione nel cuore e lo stato delle arterie del cuore. Durante la procedura è possibile inserire un dispositivo definito stent nelle arterie coronarie ostruite, al fine di mantenerle pervie durante la procedura
    • Angiografia coronarica; raggi X delle arterie con un colorante radio-opaco; utile per diagnosticare CAD. Questa procedura viene eseguita durante la cateterizzazione cardiaca
    • Tilt test; utile per valutare la sincope
  • Trattamento

    Il trattamento delle malattie cardiache varia sulla base della patologia e dalla sua gravità. Le condizioni acute, come l'infarto cardiaco, richiedono un intervento medico tempestivo per ridurre al minimo i danni al tessuto cardiaco. Per le patologie croniche, il clinico può raccomandare l’abitudine ad una dieta sana e bilanciata, la perdita del peso in eccesso, l'esercizio fisico (sotto controllo), la gestione dello stress e l’astensione dal fumo. I pazienti affetti da ipertensione o diabete devono essere monitorati e sottoposti a trattamenti per minimizzare gli effetti di tali patologie sul cuore. I pazienti con insufficienza cardiaca spesso devono seguire una dieta povera di sale ed assumere diuretici, al fine di ridurre l’accumulo di liquidi. L’assunzione di farmaci come la digossina può contribuire al miglioramento della funzionalità contrattile cardiaca.

    Per attenuare alcuni sintomi e diminuire il rischio di progressione della patologia cardiaca possono essere assunti alcuni farmaci. Nei casi più gravi, i pazienti possono essere sottoposti a procedure chirurgiche volte al superamento delle arterie ostruite, alla sostituzione delle valvole cardiache difettose o all’eliminazione delle anomalie congenite. I pazienti con infezioni cardiache possono essere trattati con antibiotici.

    Sono in continuo sviluppo nuovi farmaci, procedure e linee guida per la migliore gestione della malattia cardiaca. Le persone affette da una patologia cardiaca devono rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista, al fine di concordare il trattamento più adeguato alle loro condizioni.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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