Noto anche come
Linfoma di Hodgkin
LH
Linfoma non Hodgkin
LNH
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 08.02.2021.

Cos’è il linfoma?

Il linfoma è un tumore che colpisce un tipo particolare di globuli bianchichiamati linfociti, che iniziano a crescere e replicarsi in modo incontrollato all'interno di uno o più linfonodi.

I linfociti fanno parte del sistema immunitario, deputato alla difesa dell'organismo. Essi svolgono varie funzioni ed hanno un ruolo importante nella difesa contro le infezioni. I linfociti circolano attraverso l’organismo sia nel sangue che nel sistema linfatico.

Il sistema linfatico consiste in una rete di linfonodi e vasi che drenano i liquidi dai tessuti, li trasportano come linfa attraverso l'organismo e li riportano al circolo sanguigno. I linfonodi sono disposti singolarmente e in gruppi lungo il sistema linfatico, nelle zone del collo, delle ascelle, dell’addome e dell’inguine. Essi filtrano il liquido linfatico distruggendo i microrganismi e le cellule anomale eventualmente presenti. I linfonodi contengono diversi tipi di linfociti:

  • Linfociti T; hanno la funzione di "controllori" del sistema immunitario. Essi iniziano la risposta immunitaria, ne determinano l'intensità e la interrompono quando non è più necessaria. Inoltre, riconoscono e rimuovono le sostanze estranee all'organismo
  • Linfociti B; deputati alla produzione di anticorpi (o immunoglobuline), proteine prodotte in risposta all'infezione. Gli anticorpi sono essenziali per combattere le infezioni, quali ad es. morbillo, parotite o epatite
  • Linfociti Natural Killer (NK); costituiscono circa il 10-15% dei linfociti totali nel sangue. I NK attaccano e distruggono le cellule anomale, come quelle tumorali o infettate dai virus

Ognuna di queste cellule, o una combinazione dei vari tipi, può essere implicata nell'insorgenza del linfoma. I linfociti anomali, crescendo in modo incontrollato, possono superare il numero delle cellule normali dei linfonodi, portano all’ingrossamento dei linfonodi stessi. Inoltre, i linfociti anomali possono migrare (metastatizzare) verso uno o più linfonodi e verso gli organi linfatici, quali milza, midollo osseo, tonsille, adenoidi e timo. Oltre ai linfonodi, il linfoma può diffondersi verso altri tipi di tessuti ed organi interni, quali stomaco, intestino ed encefalo.

Esistono due principali tipi di linfoma. Il linfoma a cellule B è più comune del linfoma a cellule T e NK, quest'ultimo particolarmente raro. 

Oltre al tipo di cellule coinvolte, la classificazione del linfoma può essere basata sulle caratteristiche delle cellule tumorali e sulla capacità del linfoma di crescere più o meno velocemente e di metastatizzare. Il sistema di classificazione dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) comprende diversi tipi di linfoma. 

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Approfondimenti
  • Linfoma di Hodgkin

    Esistono diversi tipi di linfoma di Hodgkin (LH), caratterizzati da capacità di crescita e diffusione differenti. I due istotipi principali di LH negli adulti sono rappresentati dal linfoma di Hodgkin classico e a predominanza linfocitaria nodulare.

    • Il linfoma di Hodgkin classico rappresenta il 95% dei casi di LH. È caratterizzato dalla presenza di grandi cellule tumorali note come cellule di Reed-Sternberg, un tipo di linfociti B anomali. Il linfoma di Hodgkin classico viene distinto in 4 sottotipi in base alla localizzazione dei linfonodi colpiti e alle caratteristiche osservabili al microscopio
    • Il linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare rappresenta circa il 5% dei casi di LH. Le cellule tumorali sono spesso grandi e presentano un nucleo simile ad un popcorn (cellule popcorn). Questo tipo di linfoma colpisce più frequentemente i pazienti giovani, è caratterizzato da una crescita lenta e viene trattato in modo differente rispetto alla forma classica

    Il linfoma di Hodgkin può interessare soggetti di qualsiasi fascia d'età, ma il picco di incidenza si riscontra nel secondo decennio di vita e dopo i 55 anni. Secondo l'AIL (Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi – mielomi), anche se l’incidenza dei linfomi di Hodgkin si è costantemente ridotta nel corso degli ultimi 30 anni, in Italia si ammalano ogni anno circa 5-7 persone ogni 100.000 abitanti, con una lieve prevalenza nei soggetti di sesso maschile.

    Il linfoma di Hodgkin è causato dalla presenza di un'alterazione (mutazione) a livello del DNA dei linfociti. Anche se la causa di tale alterazione non è nota, essa determina la trasformazione dei linfociti nelle cellule di Reed-Sternberg. Alcuni esperti suggeriscono che il virus di Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi infettiva) possa avere un ruolo nella patogenesi, causando la comparsa di mutazione nei linfociti B, con conseguente formazione delle cellule di Reed-Sternberg. In alcuni casi, la formazione di tali cellule potrebbe essere causata da altri agenti infettivi. Ulteriori ricerche sono necessarie per determinare la causa del LH.

  • Linfoma non-Hodgkin

    Il linfoma non Hodgkin (LNH) rappresenta circa il 4% di tutti i tipi di tumore. In Italia, le stime dei Registri Tumori AIRTUM per il 2020 riportano 7.000 nuovi casi tra gli uomini e 6.100 tra le donne. La mortalità è del 5.3% tra i maschi e del 3.5% tra le femmine. 

    • Il LNH può colpire individui di qualsiasi fascia d'età, ma la sua incidenza aumenta con l’età. Più dei 50% dei casi riguardano persone con più di 65 anni
    • Il rischio complessivo di LNH è leggermente superiore negli uomini rispetto alle donne, tuttavia alcuni tipi di LNH si verificano più comunemente nel sesso femminile
    • L'incidenza risulta superiore nella popolazione caucasica rispetto a quella afro-americana o asiatica

    Secondi gli esperti, i cambiamenti nel DNA (a livello genico e/o cromosomico) dei linfociti che portano allo sviluppo del linfoma di Hodgkin vengono acquisiti durante il corso della vita, anche se in alcuni casi possono essere ereditari. L'esposizione a radiazioni, alcune sostanze chimiche o farmaci e ad alcune infezioni può aumentare il rischio di sviluppare la malattia. I soggetti con sistema immunitario compromesso e malattie autoimmuni (quali artrite reumatoide o lupus) sono esposti ad un rischio maggiore di sviluppare il LNH.

    Generalmente, la classificazione dei linfomi non Hodgkin si basa sul tipo di cellule presenti, le loro caratteristiche, la velocità di crescita tumorale e la capacità di diffusione (metastasi). La classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità o WHO comprende oltre 80 differenti tipi di linfoma non-Hodgkin. Il linfoma non Hodgkin a cellule B è più comune del linfoma a cellule T e NK.

    Circa l’85-90% dei linfomi non-Hodgkin coinvolge i linfociti B maturi. Alcune delle forme più comuni includono:

    • Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL): è il sottotipo più comune di linfoma non-Hodgkin, rappresentando un caso su tre di LNH. É caratterizzato da una crescita rapida e colpisce più frequentemente in età avanzata
    • Linfoma follicolare: secondo i dati O.Ma.R (Osservatorio Malattie Rare) rappresenta circa il 30% di tutti i linfomi non Hodgkin. Generalmente viene considerato un linfoma a crescita lenta ma, in alcuni casi, può verificarsi nel tempo la trasformazione a DLBCL a crescita rapida
    • Leucemia linfatica cronica a cellule B / linfoma a piccoli linfociti (CLL/SLL): sono due forme strettamente correlate; tuttavia, CLL coinvolge il midollo osseo e il sangue, mentre SLL prevalentemente i linfonodi. Sono solitamente patologie a progressione lenta e richiedono lo stesso trattamento
    • Macroglobulinemia di Waldenstrom (WM): in corso di questa patologia i linfociti B anomali crescono in modo incontrollato nel midollo osseo, ma possono accumularsi anche in altri organi, quali fegato, milza e linfonodi. Le cellule tumorali producono quantità eccessive di un solo tipo di immunoglobulina (immunoglobuline monoclonali di tipo M, IgM) che si accumula nel sangue, aumentandone la viscosità. La MW è caratterizzata da una progressione molto lenta e solitamente colpisce individui di circa 60 anni

    Alcuni altri esempi includono:

    • Linfoma della zona marginale (MZL)
    • Linfoma mantellare (MCL)
    • Linfoma del tessuto linfatico associato alla mucosa gastrica (MALT)
    • Linfoma linfoblastico (LPL) (può progredire fino a MW)
    • Linfoma di Burkitt (LB)
    • Linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBL) 
    • Leucemia a cellule capellute

    Circa il 10-15% dei casi di linfoma non-Hodgkin coinvolge i linfociti T e i NK maturi. Alcuni esempi includono:

    • Linfoma linfoblastico a cellule T: questa patologia può essere considerata un linfoma o un tipo di leucemia linfoblastica acuta, in base all'estensione dell'interessamento del midollo osseo. Rappresenta circa l’1% di tutti i linfomi. Colpisce più frequentemente adolescenti e giovani adulti, con una maggior prevalenza nel sesso maschile
    • Linfoma a cellule T periferiche (PTCL) non altrimenti specificato: esistono numerosi tipi differenti di linfoma a cellule T mature che non rientrano in nessuna delle categorie citate. Insieme, rappresentano circa il 4-5% di tutti i linfomi
    • Linfoma cutaneo a cellule T (micosi fungoide, sindrome di Sezary ed altre): è la forma meno comune di linfoma. Differentemente dalla maggior parte dei linfomi, non origina nei tessuti linfatici o negli organi interni, bensì a livello della cute. Rappresenta circa il 4% di tutti i linfomi

    Alcuni altri esempi includono:

    • Linfoma sistemico anaplastico a grandi cellule (ALCL)
    • Leucemia/linfoma a cellule T dell'adulto
    • Linfoma angioimmunoblastico a cellule T (AITL)
  • Segni e Sintomi

    La diagnosi di linfoma può risultare difficoltosa, poiché i segni e i sintomi sono spesso lievi. I pazienti affetti possono risultare asintomatici, in particolare nelle fasi iniziali della malattia, o sviluppare alcuni sintomi in seguito alla crescita del tumore. Solitamente si assiste ad un ingrossamento dei linfonodi, che tuttavia possono non risultare visibili o evidenti alla palpazione.

    Alcuni dei principali segni e sintomi del linfoma includono:

    • Ingrossamento di uno o più linfonodi a livello di ascelle, collo o inguine non accompagnato da dolore; tuttavia, anche altre patologie possono determinare l'ingrossamento dei linfonodi, come in corso di infezione, in questo caso solitamente associato ad una sensazione di dolore durante la palpazione
    • Splenomegalia (ingrossamento della milza)
    • Aumento del numero di linfociti anomali nel sangue

    Altri segni e sintomi comuni includono:

    • Febbre in assenza di infezione (che può prolungarsi in modo intermittente per diverse settimane)
    • Sudorazione notturna
    • Inspiegabile perdita di peso
    • Sanguinamento eccessivo ed ecchimosi

    Il paziente affetto da linfoma può sperimentare molti altri segni e sintomi generali, la maggior parte dei quali, tuttavia, sono tipici anche di altre patologie. Alcuni esempi includono:

    • Affaticamento
    • Perdita di appetito
    • Prurito
    • Dolore al collo e ai fianchi

    In base alla localizzazione del linfoma, possono manifestarsi altri segni e sintomi gravi:

    • In caso di coinvolgimento dei linfonodi del torace, possono verificarsi senso di oppressione o dolore toracico, con conseguenti difficoltà respiratorie, quali tosse o dispnea
    • In caso di coinvolgimento dei linfonodi addominali, il paziente può lamentare gonfiore e/o dolore addominale
  • Esami

    Solitamente la diagnosi di linfoma prevede l'analisi della storia clinica del paziente, l'esecuzione di un esame fisico e di numerosi test di laboratorio, utilizzati anche per identificare il tipo di linfoma presente e monitorare l'efficacia del trattamento. In seguito alla remissione della malattia, gli esami possono essere utilizzati per verificare la comparsa di eventuali recidive. 

    Esami di laboratorio

    Il test diagnostico considerato "gold standard" sia per il linfoma di Hodgkin che non Hodgkin consiste nell’esaminazione da parte di un anatomopatologo dei linfonodi e del tessuto linfatico implicati nella patologia. Il campione viene di solito raccolto mediante biopsia o agoaspirato dei linfonodi o dei tessuti affetti, e successivamente esaminato al microscopio. É possibile effettuare un'analisi immunostochimica sul tessuto bioptico come ausilio diagnostico o per classificare il linfoma. (Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l'articolo Anatomia Patologica). 

    Numerosi altri test possono essere prescritti per contribuire a stabilire la diagnosi e monitorare l'andamento del linfoma o di eventuali complicanze.

    Alcuni esami di laboratorio generali includono:

    • Esame emocromocitometrico; valuta i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. Può essere prescritto per escludere le altre patologie (come la leucemia) e/o per verificare la presenza di anemia. L’emocromo può determinare se la conta piastrinica e/o la conta dei globuli bianchi sono basse, suggerendo la presenza di linfoma a livello del midollo osseo e/o del circolo sanguigno
    • Biopsia del midollo osseo; utilizzata per valutare le cellule del midollo osseo. In corso di linfoma può essere osservata la presenza di cellule linfoidi anomale nel midollo osseo
    • Striscio di sangue; utilizzato per valutare al microscopio le caratteristiche dei globuli rossi, dei globuli bianchi, delle piastrine e, se presenti, dei linfociti anomali

    Alcuni esami di laboratorio specifici includono:

    Esami non di laboratorio

    Alcuni esempi di esami di diagnostica per immagini che possono essere prescritti includono: 

    • Tomografia assiale computerizzata (TAC)
    • Tomografia ad emissione di positroni (PET)
    • Radiografia del torace
    • Spettroscopia di risonanza magnetica (MRI)

    Per maggiori informazioni sugli studi per immagini, visitare il sito RadiologyInfo.org.

  • Stadiazione

    Poiché la patologia può coinvolgere più di un linfonodo, è importante determinare quali siano affetti e la loro localizzazione nell'organismo. Questo procedimento si chiama stadiazione. La seguente tabella contiene un esempio di sistema di classificazione che descrive la diffusione della patologia. Il sistema di stadiazione Ann Arbor è il più utilizzato per la classificazione del linfoma non Hodgkin nella popolazione adulta.

    Stadiazione del linfoma
    STADIO DESCRIZIONE
    I Caratterizzato dal coinvolgimento di un solo distretto linfonodale (ad esempio un linfonodo), di due distretti (tonsille) o di un gruppo di aree correlate (tonsille e adenoidi). Si riscontra anche quando il tumore è localizzato solo in un'area di un singolo organo all'esterno del sistema linfatico
    II Caratterizzato dal coinvolgimento di due o più distretti linfonodali situati da un solo lato del diaframma (muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale e controlla la respirazione); ad esempio, le tonsille e i linfonodi ascellari. Si riscontra anche quando il linfoma diffonde da un singolo gruppo di linfonodi verso un organo adiacente, o quando interessa un gruppo di linfonodi situati dallo stesso lato del diaframma
    III Caratterizzato dal coinvolgimento di entrambi i lati del diaframma (sopra e sotto), come nel caso dell'interessamento di un linfonodo del collo e uno dell’addome. Si riscontra anche quando il linfoma diffonde in un tessuto o un organo adiacente ai linfonodi, nella milza, o in entrambi
    IV Caratterizzato da un coinvolgimento diffuso e, in particolare, disseminato in organi quali midollo osseo e/o fegato

    La stadiazione è essenziale per indirizzare la scelta terapeutica. Ad esempio, i pazienti con linfoma in stadio I con un solo linfonodo implicato saranno curati tramite rimozione chirurgica del linfonodo interessato; al contrario, nei pazienti allo stadio IV la rimozione chirurgica non è generalmente possibile.

    I test di laboratorio più comunemente utilizzati sono l’emocromo, la valutazione della funzionalità renale ed epatica e la biopsia del midollo osseo. I test non di laboratorio includono TAC, risonanza magnetica e raggi X.

  • Trattamento

    I linfomi sono tumori estremamente variabili; alcuni sono caratterizzati da una crescita e diffusione più aggressiva di altri. La stadiazione del tumore viene stabilita in base alla sua apparente aggressività. Questa informazione, insieme alla tipizzazione e alla localizzazione del linfoma, è utilizzata per indirizzare la scelta terapeutica. I pazienti che non manifestano sintomi gravi o dolorosi possono essere strettamente monitorati e trattati solo in caso di peggioramento dei sintomi.

    L’obiettivo del trattamento è curare definitivamente la persona affetta. Quando questo non è possibile, il trattamento ha la finalità di promuovere la remissione (assenza di segni e sintomi) della patologia per tempi prolungati, rallentare o prevenire la progressione della patologia, attenuare i sintomi e prevenire o trattare le complicanze.

    Il trattamento del linfoma prevede di solito la combinazione di più approcci. Alcuni esempi includono:

    • Chemioterapia
    • Radioterapia
    • Alta dose di chemioterapia seguita dal trapianto di cellule staminali
    • Terapia mirata; consiste nell'utilizzo di farmaci che colpiscono le mutazioni nelle cellule del linfoma, responsabili della loro crescita incontrollata
    • Immunoterapia; consiste nella somministrazione di un trattamento che potenzia il sistema immunitario, rendendolo più efficace nella difesa contro il tumore, o di elementi sintetici del sistema immunitario che contribuiscono a distruggere le cellule cancerogene o ne rallentano la progressione
    • Chirurgia; raramente utilizzata per rimuovere gli organi colpiti dal linfoma

    La scelta del trattamento e la prognosi dipendono dal tipo di linfoma, dalla stadiazione, dal grado e dallo stato di salute generale del paziente. Solitamente, il linfoma di Hodgkin viene trattato con chemioterapia e radioterapia, ma possono essere utilizzati anche una o più delle opzioni sopracitate. 

    La totalità dei pazienti con diagnosi di linfoma, anche nel caso in cui la patologia risulti definitivamente "curata" o in remissione, deve essere sottoposta a monitoraggio per tutta la vita. Nella maggior parte dei casi non si assiste all'insorgenza di recidive; in altri, la patologia può ripresentarsi dopo anni dal primo episodio.

    Per maggiori informazioni riguardo il trattamento, consultare i link alla sezione Pagine Correlate.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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