Noto anche come
IST
Malattie sessualmente trasmesse
Malattie veneree
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
29.09.2017.

Cosa sono le infezioni sessualmente trasmesse?

Le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), nota anche come Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) o malattie veneree, rappresentano una classe di infezioni trasmissibili tramite i rapporti sessuali e il contatto intimo. I dati epidemiologici riguardanti la diffusione delle IST mostrano, seppur con valori discordanti, un aumento di queste infezioni. Vista la peculiarità di queste infezioni però, è necessario considerare il fatto che i dati epidemiologici possono essere influenzati, più che da un effettivo aumento della diffusione, dall’aumento della loro notifica. Tutti i dati epidemiologici comunque concordano sulla maggiore incidenza della IST nella popolazione giovane sessualmente attiva (15-25 anni).

Molte delle IST possono essere asintomatiche e pertanto esiste il concreto rischio di trasmissione involontaria. Per questo motivo alle persone all’interno delle categorie a rischio, è fortemente raccomandata l’esecuzione di test di screening possibilmente con cadenza annuale, al fine di assicurare la diagnosi precoce e il conseguente trattamento precoce delle infezioni. Tra i fattori di rischio vi sono:

  • La giovane età (15-25 anni sessualmente attivi)
  • Abitudine ad avere rapporti sessuali non protetti con più di un partner
  • Essere uomini con rapporti omosessuali (MSM, man who has sex with man); come raccomandato dall’ECDC, queste persone dovrebbero sottoporsi a test di screening anche con una cadenza trimestrale o semestrale
  • Uso di droghe da iniettare per via endovenosa (in particolare nel caso vengano condivise siringhe)
  • Prostituzione
  • Avere partner sieropositivi per HIV
  • Aver avuto rapporti sessuali non protetti con persone che rientrino nelle categorie sopra-elencate o con persone per le quali non siano note le abitudini sessuali e quindi possano potenzialmente cadere nelle categorie a rischio

l mancato trattamento delle IST può comportare la comparsa di conseguenze a lungo termine, come l'inferilità. Nelle donne le IST possono determinare la comparsa della Malattia Infiammatoria Pelvica (PID), con il conseguente aumento del rischio di sterilità o di gravidanze extrauterine. Una delle IST in particolare, causata dal virus HPV, può aumentare il rischio di insorgenza del cancro alla cervice uterina nelle donne. In oltre, le donne in procinto di affrontare una gravidanza o in gravidanza, devono verificare l’eventuale presenza di IST che potrebbero comportare la comparsa di complicanze nel feto. A questo scopo, i test di screening per alcune IST sono ormai entrati a far parte dei test eseguiti routinariamente nell’ambito dei test di screening prenatali.

Secondo i dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oggi sarebbero noti più di 30 patogeni responsabili di IST, tra i quali virus, batteri, protozoi, funghi ed ectoparassiti. Le patologie più comuni sono riportate di seguito:

  • Clamidia – l’infezione da Chlamydia trachomatis continua ad essere quella più comunemente diagnosticata in Europa. Secondo i dati epidemiologici forniti dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), nel 2012 sarebbero stati notificati in Europa 384.105 casi di Clamidia, con un’incidenza di 199 persone ogni 100.000 abitanti; tale dato però sembrerebbe sottostimato data la probabile presenza di infezioni asintomatiche non diagnosticate. Il 68% dei casi di Clamidia diagnosticati hanno interessato giovani tra i 15 e i 24 anni. Il trattamento di quest’infezione necessita di terapia antibiotica ma, poiché asintomatica, essa spesso non viene diagnosticata né trattata. La mancata diagnosi può comportare l’insorgenza di numerose complicanze tra le quali la PID e l’infertilità.
  • Gonorrea – patologia causata dall’infezione batterica operata da Neisseria gonhorreae. I dati epidemiologici forniti dall’ECDC risalenti al 2012, riportano 50.341 nuovi casi con un tasso di 13 ogni 100.000 abitanti. Il 33% dei casi di gonorrea diagnosticati nel 2012 hanno riguardato uomini omosessuali appartenenti alla categoria MSM (man who have sex with man); nel 37% dei casi invece l’infezione è stata diagnosticata in giovani tra i 15 e i 25 anni. Anche la gonorrea, se non diagnosticata e non trattata, può comportare la comparsa di gravi complicanze quali la PID e l’infertilità.
  • Sifilide – la sifilide è un’altra infezione batterica causata da Treponema pallidum. Anche questa può essere asintomatica e di difficile diagnosi. L’evoluzione della sifilide è caratterizzata da diverse fasi della malattia che, se non trattata, è potenzialmente letale. I primi sintomi riguardano delle ulcerazioni della pelle, in genere in corrispondenza dei genitali, che sembrano apparentemente risolversi spontaneamente. In realtà la malattia procede asintomatica anche per lunghi periodi per poi diffondersi in tutto l’organismo. Questa patologia può però essere trattata tramite terapia antibiotica. I dati epidemiologici forniti dall’ECDC relativi al 2012, hanno riportato 20.769 nuovi casi in Europa con un tasso di 4.5 casi ogni 100.000 abitanti, prevalentemente negli uomini.
  • Tricomoniasi – Uretrite e vaginite causata da Trichomonas vaginalis, un microscopico parassita presente perlopiù tra le donne sessualmente attive. Questa infezione può essere trattata facilmente con terapia antibiotica.
  • HPV – infezione da papillomavirus umano; si tratta di un virus estremamente frequente tra la popolazione. Si stima che l’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con HPV. L’infezione può interessare le aree genitali ma anche la bocca e la gola. Esistono più di 100 tipi di HPV tra i quali quelli a basso rischio in grado di causare solo verruche vaginali (condilomi), e quelli ad alto rischio che possono portare al cancro della cervice uterina o ad altri tipi di cancro. La diagnosi precoce di questa infezione diminuisce il rischio di cancro. Negli ultimi anni è stata resa disponibile gratuitamente la copertura vaccinale contro HPV in età pre-adolescenziale (intorno ai 12 anni).
  • Herpes genitale – causata dal virus dell’herpes simplex (HSV); determina la comparsa ciclica di ulcerazioni dolorose nell’area genitale che possono rimanere per tutto il corso della vita. Tuttavia sono disponibili terapie antiretrovirali in grado di diminuire la durata dei sintomi.
  • Epatite B ed Epatite C – si tratta di infezioni virali (HBV e HCV) in grado di determinare infiammazione epatica. Sono classificate tra le IST, nonostante l’HCV sia più frequentemente diffuso tramite la condivisione di aghi e siringhe contaminate o di altri strumenti utilizzati per l’iniezione endovenosa di droghe. Entrambi i virus possono causare forme acute della malattia con sintomi lievi od asintomatiche, ma possono anche progredire in forme croniche con il conseguente danneggiamento epatico. È disponibile una terapia antivirale per il trattamento dell’epatite cronica. Attualmente non sono disponibili vaccini contro HCV ma lo sono contro HBV.
  • HIV/AIDS – causata dal virus HIV. Questo virus attacca e distrugge i linfociti T helper, cellule del sistema immunitario. La diminuzione del numero di questi linfociti determina la diminuzione della capacità difensive dell’organismo. Sebbene non siano disponibili cure, la diagnosi precoce dell’infezione da HIV consente la precoce somministrazione della terapia antiretrovirale con il conseguente prolungamento dell’aspettativa di vita di questi pazienti. Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina HIV e AIDS.

La presenza delle IST deve sempre essere comunicata al proprio partner sessuale, per limitare e prevenire la diffusione dell’agente patogeno. Sebbene non elimini completamente il rischio, l’uso corretto del preservativo riduce la possibilità di contrarre una o più IST.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare la pagina “HIV e AIDS” del Ministero della Salute e il sito www.uniticontrolaids.it.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


Fonti utilizzate nella revisione corrente

SURVEILLANCE REPORT - Sexually transmitted infections in Europe 2013 - http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/sexual-transmitted-infections-europe-surveillance-report-2013.pdf

CDC Fact Sheet. Reported STDs in the United States. 2014 National Data for Chlamydia, Gonorrhea, and Syphilis. Available online at http://www.cdc.gov/std/stats14/std-trends-508.pdf. Accessed November 2015.

MedlinePlus. Sexually Transmitted Diseases. Available online at https://www.nlm.nih.gov/medlineplus/sexuallytransmitteddiseases.html. Accessed November 2015.

MedlinePlus. HPV. Available online at https://www.nlm.nih.gov/medlineplus/hpv.html. Accessed November 2015.

American Sexual Health Association. Hepatitis. Available online at http://www.ashasexualhealth.org/stdsstis/hepatitis/. Accessed November 2015.

American Sexual Health Association. Hepatitis C. Available online at http://www.ashasexualhealth.org/stdsstis/hepatitis/hepatitis-c/. Accessed November 2015.

Fonti utilizzate nelle revisioni precedenti

National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID, NIH). Sexually Transmitted Infections. Available online at http://www3.niaid.nih.gov/topics/sti/ with additional information (Key points about STIs in the United States) at http://www3.niaid.nih.gov/topics/sti/keyPoints.htm. Accessed February 12, 2009.

Barclay, Laurie. CDC Issues Annual Report on Sexually Transmitted Diseases. Medscape Today. Available online at http://www.medscape.com/viewarticle/586754. Accessed February 2009.

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Information on GARDASIL. Available online at http://www.gardasil.com/what-is-gardasil/information-on-gardasil/index.html#one. Accessed February 2012.

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Sinnema, J. University of Alberta researchers move closer to hepatitis C vaccine. Postmedia News. February 15, 2012. Available online at http://www.canada.com/health/University+Alberta+researchers+move+closer+hepatitis+vaccine/6159502/story.html?id=6159502. Accessed February 2012.