Noto anche come
Micosi
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Ultima Modifica: 29.03.2021.

Cosa sono le infezioni fungine?

Le infezioni fungine (o micosi) consistono nell'invasione dei tessuti da parte di una o più specie di funghi. Le infezioni variano da superficiali e localizzate a livello cutaneo a profonde a carico di vari tessuti, fino a gravi infezioni polmonari, del sangue (setticemia) o sistemiche. I funghi possono essere opportunistipatogeni obbligati, in grado di causare la malattia sia nei pazienti immunocompetenti che immunocompromessi.

I funghi o miceti costituiscono uno dei quattro principali gruppi di microrganismi (batteri, virus, parassiti e funghi). In natura, possono trovarsi in due forme: come lieviti unicellulari o come muffe pluricellulari, caratterizzate dalla presenza di filamenti ramificati. Nell'ambiente sono presenti più di 1,5 milioni di specie di funghi, di cui solo 300 in grado di causare patologie nell'uomo. Di questi, solo 20-25 specie sono responsabili di infezioni frequenti.

La maggior parte delle micosi sono causate dall'esposizione a fonti fungine, quali spore presenti sulle superfici, nell'aria, nel suolo o negli escrementi degli uccelli. Solitamente, le infezioni si sviluppano in pazienti con sistema immunitario compromesso e/o che forniscono un ambiente favorevole alla crescita micotica. Chiunque può contrarre un'infezione fungina, tuttavia alcuni soggetti risultano esposti ad un rischio aumentato di sviluppare infezioni o recidive. Alcuni esempi includono pazienti con HIV/AIDS, che hanno subito trapianti, sottoposti a chemioterapia o trattamento con farmaci immunosoppressori, oppure affetti da altre patologie, quali diabete o malattie polmonari.

Spesso, le infezioni fungine si sviluppano sulla superficie della pelle, ed in particolare tendono a localizzarsi nelle pieghe cutanee e in altre aree mantenute calde ed umide dagli indumenti. Solitamente, queste infezioni rimangono localizzate in piccole aree dell'organismo, come nella superficie compresa tra le dita dei piedi, ma possono anche diffondere attraverso la cute e/o penetrare negli strati più profondi. La micosi delle unghie (onicomicosi) è una patologia frequente, così come le infezioni che coinvolgono le membrane mucose, quali bocca e genitali. In alcune popolazioni, le micosi dei seni nasali risultano particolarmente frequenti. I funghi che penetrano nell'organismo tramite lesioni a livello cutaneo possono causare infezioni negli strati più profondi della cute (tessuto sottocutaneo), nei muscoli, nel tessuto connettivo e nelle ossa. Le infezioni che originano a livello polmonare possono diffondersi nel sangue e diventare sistemiche.

Alcune micosi superficiali possono risolversi spontaneamente, mentre le infezioni più gravi richiedono assistenza medica e trattamenti prolungati nel tempo. Solitamente, le infezioni disseminate si aggravano gradualmente e, se non trattate, possono causare lesioni permanenti ed essere potenzialmente letali. Alcune infezioni fungine possono essere facilmente trasmesse da persona a persona, mentre altre non risultano contagiose.

Le micosi possono essere classificate in base alla sede interessata, alla profondità con cui penetrano nella pelle, nel tessuto sottocutaneo, nel muscolo, nel tessuto connettivo o nell'osso, all'organismo responsabile dell'infezione e alla/e forma/e che assumono i funghi. Alcuni organismi sono in grado di causare sia infezioni superficiali che sistemiche.

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Approfondimenti
  • Infezioni fungine superficiali (pelle, unghie, capelli, membrane mucose)

    Le micosi superficiali possono essere causate sia da lieviti che da muffe. La cute è colonizzata da una normale flora di microrganismi, i quali, nella maggior parte dei casi, non determinano l'insorgenza di patologie e non stimolano il sistema immunitario. Tuttavia, in caso di lesioni cutanee o di indebolimento del sistema immunitario, tali microrganismi possono causare infezioni della pelle o delle ferite. Alterazioni a carico dell'equilibrio microbico, quali riduzione del numero dei batteri o aumento della crescita fungina (talvolta conseguenti all'assunzione di antibiotici ad ampio spettro), possono favorire l'insorgenza di micosi. 

    Infezioni da lievito

    La candidosi è la forma più comune di infezione da lievito ed è causata principalmente dalla crescita eccessiva di Candida albicans ed altre specie di Candida, che compongono la normale flora microbica. La candidosi a carico del cavo orale, nota anche come "mughetto", causa arrossamenti e determina la comparsa di placche biancastre. Nei bambini, le infezioni da candida possono provocare dermatiti da pannolino; nelle donne, prurito genitale e secrezioni vaginali. In accordo con i dati riportati dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC), circa il 75% della popolazione femminile svilupperà un'infezione da lievito almeno una volta nella vita. Anche gli uomini possono sviluppare infezioni da lievito a livello dei genitali, anche se più raramente. La candidosi è responsabile di numerose infezioni, inclusa l'onicomicosi, la quale, soprattutto in soggetti immunocompromessi, tende a diventare sistemica.

    Infezioni da dermatofiti

    Alcune micosi molto diffuse che possono essere trasmesse da persona a persona includono il piede d'atleta (tinea pedis), il “prurito del fantino” (tinea cruris) e le onicomicosi. Tali infezioni possono causare sintomi a livello della cute, quali arrossamento, desquamazione e formazione di vescicole, delle unghie, quali prurito, deformazioni e fragilità, e del cuoio capelluto, quali fragilità dei capelli. Queste infezioni sono sostenute dai dermatofiti, un gruppo di funghi che comprende le specie Trichophyton, Microsporum ed Epidermophyton. I dermatofiti metabolizzano la cheratina e solo raramente penetrano negli strati sottocutanei. Tali infezioni micotiche sono note anche con il nome di tigna e "tinea".

    • Il "piede d'atleta" (tinea pedis) interessa l'area compresa tra le dita e talvolta la parte inferiore del piede
    • Il "prurito del fantino" (tinea cruris) può estendersi dall'inguine fino alla superficie interna della coscia
    • Le infezioni del cuoio capelluto o dei capelli (tinea capitis) interessano in particolare il fusto dei capelli, soprattutto nei bambini
    • L'onicomicosi (tinea unguium) interessa con maggior frequenza le unghie dei piedi rispetto a quelle delle mani
    • La dermatofitosi (tinea corporis) può manifestarsi in qualsiasi sede dell'organismo
    • Il "prurito del barbiere" (tinea barbae) coinvolge la superficie cutanea dove sono presenti barba e baffi
    Altri

    La tinea versicolor è un'infezione frequente in età giovanile ed è caratterizzata dalla comparsa di chiazze di colore variabile o altre lesioni cutanee. Essa non è causata da un fungo dermatofita, ma da un lievito noto come Malassezia furfur. La sporotricosi è un'infezione sostenuta dal fungo Sporothrix schenckii, non appartenente al gruppo dei dermatofiti. Questa infezione interessa la cute ed il tessuto sottocutaneo esposti ad abrasioni da parte di piante spinose, aghi di pino e sfagno, dove normalmente risiede il fungo responsabile dell'infezione. Alcuni funghi associati ad infezioni sistemiche, quali Coccidioides immitis e Blastomyces dermatitidis, possono anche causare lesioni ed eruzioni cutanee.

  • Infezioni fungine profonde, ematiche e sistemiche

    Alcune varietà di funghi sono responsabili di infezioni a carico dei tessuti profondi e dei polmoni, in grado di diffondersi nel sangue o nell'intero organismo (sistemiche). Nella maggior parte dei casi l'infezione viene contratta tramite contatto con il terreno infetto.

    Solitamente, le infezioni polmonari hanno origine in seguito all’inalazione di spore fungine. In tal caso, similmente alle micosi che diffondono negli strati sottocutanei, il fungo responsabile dell'infezione può diffondere dal luogo primario dell'infezione verso il circolo ematico (setticemia) e/o raggiungere gli altri organi, i tessuti, le ossa e, talvolta, le meningi che avvolgono il cervello e il midollo spinale, con conseguente meningite. Nella maggior parte dei pazienti con sistema immunitario normale, le micosi polmonari causano la manifestazione di sintomi lievi o moderati simili a quelli dell'influenza, quali tosse, febbre, dolori muscolari, mal di testa ed eruzioni cutanee. In questi casi l'infezione può rimanere localizzata nei polmoni, dove i microrganismi restano "intrappolati" in formazioni note come granulomi, senza disseminarsi in altri distretti dell'organismo. Tuttavia, nei soggetti con infezione localizzata, la successiva compromissione del sistema immunitario può determinare l'attivazione dell'infezione da silente e cronica ad attiva e acuta.

    Alcune micosi polmonari sono caratterizzate da una latenza di mesi o anni dal momento dell'infezione alla comparsa dei sintomi, con conseguente lento e graduale peggioramento dell'infezione che diffonde nell'intero organismo causando sintomi quali sudorazione notturna, dolore al petto, perdita di peso ed ingrossamento dei linfonodi. Altre micosi possono invece progredire rapidamente, causando polmonite e/o setticemia. Nella maggior parte dei casi la gravità clinica delle micosi polmonari aumenta in pazienti con patologie polmonari o sistema immunitario compromesso, quali soggetti affetti da HIV/AIDS o cancro, sottoposti a trapianto di organi o cellule staminali, ricoverati o in terapia con immunosoppressori. Sia le infezioni fungine acute che croniche possono causare lesioni permanenti a carico dei polmoni, di altri organi e delle ossa, ed essere potenzialmente letali. 

    Alcuni esempi di micosi polmonari frequenti che possono progredire verso disseminazioni sistemiche includono:

    • Aspergillosi; l’agente eziologico è rappresentato da Aspergillus fumigatus o da numerose altre specie di Aspergillus. Questi funghi si trovano comunemente nel terreno, nelle piante e nella polvere delle abitazioni. Possono causare la formazione di agglomerati fungini (aspergilloma) nei seni paranasali e nei polmoni e, in alcuni casi, diffondere a livello osseo e cerebrale 
    • Blastomicosi; causata da Blastomyces dermatitidis, il cui habitat naturale è rappresentato da terreni umidi e con elevato contenuto di sostanze organiche, in particolare nelle aree boschive. L'infezione causa la manifestazione di sintomi simil-influenzali; tuttavia, la maggior parte dei soggetti che inalano le spore non sviluppano la patologia. L'infezione può risultare grave nei pazienti immunocompromessi, in particolare in seguito a disseminazione dai polmoni verso gli altri organi
    • Coccidioidomicosi; causata principalmente da Coccidioides immitis, particolarmente diffuso nelle aree semidesertiche del Sud-Ovest degli Stati Uniti, del Messico settentrionale e del Sud America. L’infezione primaria riguarda la sede polmonare; tuttavia, in casi gravi, la malattia può progredire verso una disseminazione sistemica (coccidioidomicosi disseminata)
    • Criptococcosi; causata da Cryptococcus neoformans o, raramente, da altre specie di Cryptococcus presenti in terreni contaminati da escrementi di uccelli. Chiunque può contrarre l'infezione, tuttavia la maggior prevalenza in Europa Occidentale viene riscontrata nei pazienti affetti da HIV/AIDS. La criptococcosi ha un elevato tropismo per i polmoni ed il sistema nervoso centrale, ma può diffondere anche in altre aree dell'organismo. L'infezione localizzata a livello cerebrale prende il nome di meningite criptococcica
    • Istoplasmosi; causata dall’inalazione di spore di Histoplasma capsulatum, il cui habitat naturale è rappresentato da suolo contaminato dal guano di uccelli e pipistrelli. In Italia sono stati segnalati decine di casi autoctoni nell'area dell'Appennino Tosco-Emiliano. L'infezione causa la manifestazione di sintomi quali febbre, tosse ed affaticamento. I soggetti con sistema immunitario compromesso possono sviluppare forme più gravi della patologia, in particolare in seguito alla disseminazione dell'infezione dalla sede polmonare verso altri distretti 
    • Candidosi; causata da varie specie di Candida, che compone la normale flora microbica dell'uomo e presenta distribuzione ubiquitaria. L'infezione solitamente interessa le membrane mucose, ma può verificarsi anche in altre aree dell'organismo. La candidosi sistemica (o invasiva) può localizzarsi a livello del circolo ematico, cuore, cervello, occhi, ossa ed altri distretti. Le infezioni ematiche sostenute da Candida spp. rappresentano il tipo più frequente di candidosi invasiva e prendono il nome di candidemie. La candidemia rappresenta la terza o quarta causa di sepsi nosocomiale nei Paesi sviluppati
    • Polmonite da Pneumocystis (PCP); una grave forma di infezione polmonare causata da Pneumocystis jiroveci (precedentemente noto come Pneumocystis carinii), che presenta distribuzione ubiquitaria. PCP colpisce preferenzialmente i pazienti immunocompromessi, ed in particolare i soggetti affetti da HIV/AIDS, sottoposti a trapianto d'organo o a terapie antitumorali. Nonostante il tasso d'infezione si sia ridotto negli ultimi anni nei soggetti affetti da HIV/AIDS, la PCP rappresenta ancora oggi un importante problema di salute pubblica
  • Esami
    Esami di laboratorio

    Gli esami di laboratorio possono essere utilizzati per contribuire a stabilire la diagnosi e l'approccio terapeutico adeguato alle infezioni fungine. Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l'articolo Esame micologico.

    Test per le infezioni micotiche superficiali

    In molti casi, la diagnosi di micosi cutanea può essere stabilita tramite valutazione clinica, oltre che dei sintomi generali, dei segni caratteristici delle diverse infezioni, quali l'aspetto delle unghie infette o la localizzazione in particolari distretti dell'organismo, come la comparsa di "tinea pedis" tra le dita del piede. Tuttavia, la valutazione clinica da sola non può identificare definitivamente il microrganismo responsabile dell'infezione fungina. Alcuni esempi di test di laboratorio che possono essere utilizzati per individuare e confermare la presenza di micosi e contribuire a stabilire il trattamento includono:

    Test per le infezioni micotiche profonde, polmonari e sistemiche

    Solitamente, i sintomi manifestati in seguito a micosi polmonari e sistemiche sono aspecifici e possono essere erroneamente ricondotti ad altri microrganismi o ad un differente processo patologico. Gli obiettivi degli esami di laboratorio includono stabilire la diagnosi di queste gravi micosi, identificare il microrganismo responsabile e determinarne la probabile sensibilità a specifici agenti antimicrobici. Inoltre, talvolta i test vengono eseguiti per rilevare ed identificare i batteri responsabili di infezioni concomitanti. Il tipo di campione che viene raccolto dipende dalla sospetta localizzazione dell'infezione; può essere richiesto un campione di sangue, di espettorato, di urina, di liquido cefalorachidiano (LCR) e/o tessuto ottenuto tramite prelievo bioptico. Gli esami possono includere:

    • Esame microscopico del campione previo trattamento con KOH e colorazione con Calcofluor White, per determinare l'origine fungina dell'infezione
    • Esame colturale; è il test d'elezione per la diagnosi delle infezioni micotiche. La rilevazione e l'identificazione possono necessitare di alcune settimane, poiché molti funghi sono caratterizzati da una crescita lenta 
    • Test di sensibilità; effettuato su funghi isolati da coltura, consente di stabilire l'approccio terapeutico adeguato
    • Test per la ricerca di antigeni ed anticorpi specifici; disponibili per numerose varietà di funghi responsabili di micosi profonde o sistemiche; possono essere eseguiti su sangue o altri liquidi biologici, come il LCR. Generalmente, i test anticorpali prevedono la determinazione del titolo anticorpale
    • I test molecolari permettono di rilevare il materiale genetico del fungo responsabile dell'infezione all'interno di campioni quali sangue, altri liquidi biologici o un campione della specie isolata in coltura

    Altri test che possono essere prescritti insieme agli esami micologici includono:

    Esami non di laboratorio

    Talvolta, esami di diagnostica per immagini come i raggi X possono essere prescritti per rilevare eventuali agglomerati fungini, come quelli che possono svilupparsi a livello dei seni paranasali o dei polmoni, e per valutare l'entità del danno ai tessuti. 

  • Trattamento

    Alcune infezioni micotiche sono causate dalla normale flora microbica o da funghi presenti nell'ambiente; pertanto, non è sempre possibile prevenire l'insorgenza delle infezioni, che possono determinare la comparsa di recidive in seguito al trattamento.

    Numerose infezioni micotiche superficiali si risolvono spontaneamente tramite trattamenti antimicotici ad uso topico, ma in alcuni casi possono richiedere l'assunzione di terapie orali. I pazienti affetti da micosi polmonari o sistemiche possono richiedere l'assunzione di farmaci per via orale e, talvolta, endovenosa.  L'individuazione del miglior antimicotico da utilizzare dipende dall'esperienza del clinico, dai risultati dell'esame colturale e del test di sensibilità.

    La durata del trattamento varia in base al tipo di infezione, alla sua localizzazione e persistenza. Ad esempio, le infezioni vaginali da lievito possono risolversi dopo pochi giorni di terapia, differentemente dalle micosi cutanee che possono richiedere alcuni mesi per una completa risoluzione. Nel caso delle infezioni sistemiche possono essere richiesti trattamenti costanti per alcuni anni e, in alcuni casi, i pazienti immunocompromessi possono essere sottoposti a terapie di mantenimento per tutta la vita. Occasionalmente, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere le masse fungine presenti.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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