Noto anche come
Emorragia cerebrale
Ictus ischemico
Accidente cerebrovascolare (CVA)
Attacco ischemico transitorio (TIA)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 10.01.2021.

Riconoscere i sintomi di ictus o di Attacco Ischemico Transitorio (TIA) ed intervenire tempestivamente è fondamentale per ridurre i danni e prevenire eventuali disabilità.

Per riconoscere i segni in modo rapido, gli americani utilizzano l’acronimo "FAST":

F (Face, faccia): paresi facciale

A (Arms, braccia): deficit motorio degli arti superiori

S (Speech, linguaggio): difficoltà nel linguaggio

T (Time, tempo): se è presente anche solo uno di questi segni, contattare immediatamente i soccorsi

Cos’è l’ictus?

L'ictus è una sindrome ischemica cerebrale dovuta all’improvvisa diminuzione o cessazione totale dell’apporto ematico in una o più aree dell’encefalo, tale da comportare la perdita o l’alterazione della funzionalità regolata dall’area interessata dell’encefalo. Infatti, se qualsiasi parte nell’organismo umano permane per troppo tempo senza un apporto di sangue, e quindi di ossigeno, ai tessuti, si verificano il danneggiamento o la morte cellulare. La morte delle cellule cerebrali comporta danni permanenti con conseguenti disabilità, sulla base dell'area colpita e dell'estensione del danno.

In Italia, l’ictus rappresenta la seconda causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore. L’ictus è responsabile di circa il 9-10% di tutti i decessi per anno e rappresenta la prima causa di invalidità. In Italia si registrano circa 90.000 ricoveri l’anno dovuti ad ictus cerebrale, di cui il 20% sono recidive. Il 20-30% delle persone colpite da ictus cerebrale muore entro un mese dall’evento ed il 40-50% entro il primo anno. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus guarisce completamente, mentre nel 75% dei casi permane una disabilità, talvolta tale da compromettere l’autosufficienza del paziente.

Esistono vari tipi di ictus:

  1. Ischemico; causato dall’ostruzione delle arterie cerebrali; riguarda circa l’87% dei casi di ictus. Può essere dovuto alla presenza di un trombo formatosi nelle arterie cerebrali (ictus trombotico) o proveniente da altri distretti vascolari (ictus trombo-embolico)
  2. Emorragico; causato dalla rottura di un vaso cerebrale, con conseguente emorragia in sede cerebrale. Può essere il risultato di un aneurisma, che consiste nell'indebolimento della parete di un'arteria, o di un trauma cranico. Spesso l’aneurisma è dovuto a difetti congeniti o all’ipertensione. L’ictus emorragico è uno dei più gravi e spesso conduce a morte
  3. Attacco ischemico transitorio (TIA) o "mini-ictus"; consiste nella temporanea alterazione dell'afflusso ematico all'encefalo causata dalla presenza di un coagulo o di un'ostruzione a livello cerebrale, che solitamente si risolvono spontaneamente o embolizzano. Il TIA si differenzia dall’ictus ischemico per la minore durata dei sintomi, inferiore alle 24 ore, e per l'assenza di morte cerebrale, anche se possono verificarsi analogamente danni permanenti. I pazienti che presentano un TIA sono esposti ad un rischio maggiore di sviluppare ictus successivi  
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Approfondimenti
  • Fattori di Rischio

    Esistono diversi fattori di rischio correlati all’ictus. Alcuni esempi includono:

    • Ipertensione
    • Malattia coronarica (CAD) o altre malattie o difetti cardiaci, come la fibrillazione atriale
    • Diabete mellito
    • Ipercolesterolemia
    • Età; circa il 75% dei casi di ictus si verificano in soggetti con più di 65 anni ed il rischio di ictus raddoppia ogni dieci anni dopo i 55 anni
    • Anamnesi familiare positiva per ictus
    • Etnia; gli afroamericani sono esposti ad un rischio maggiore di morte per attacco ischemico rispetto ai caucasici, dovuto anche al rischio aumentato di sviluppare ipertensione, diabete e obesità
    • Sesso; gli uomini sono maggiormente esposti a rischio rispetto alle donne, anche se il tasso di mortalità per ictus è maggiore tra il sesso femminile 
    • Storia personale di TIA 

    Altri fattori di rischio includono:

  • Segni e Sintomi

    La maggior parte degli ictus sono preceduti da uno o più attacchi ischemici transitori (TIA) che non devono essere sottovalutati, ma devono essere valutati attentamente nel minor tempo possibile. Diversamente dai sintomi di ictus, quelli di TIA si risolvono entro poche ore. Circa il 9-17% dei pazienti con TIA svilupperanno ictus nei 90 giorni successivi all'evento.

    I cinque segni e sintomi più comuni includono:

    • Intorpidimento improvviso, debolezza o paralisi del viso o degli arti, in genere monolaterale
    • Improvvisa perdita della capacità di parlare o di comprendere ciò che viene detto
    • Improvvisa comparsa di vertigini, perdita dell’equilibrio, della coordinazione o problemi nella deambulazione
    • Offuscamento improvviso della vista o difficoltà visive da uno od entrambi gli occhi
    • Grave ed inspiegabile cefalea
  • Esami

    La diagnosi di ictus si basa essenzialmente su esami non di laboratorio, tra i quali gli esami fisici, neurologici e di diagnostica per immagini, quali TAC o risonanza magnetica nucleare cerebrale al fine di ricercare eventuali lesioni dell’encefalo, così anche i test di valutazione dell’attività elettrica e del flusso sanguigno cerebrali.

    I ricercatori sono continuamente alla ricerca di biomarcatori di ictus che potrebbero essere utilizzati nello screening, diagnosi, trattamento e gestione dei pazienti con ictus.
    Alcuni possibili biomarcatori includono l’Lp-PLA2, l’NT-proBNP,
    la proteina acida fibrillare gliale (GFAP), la proteina gliale S100b, l'enolasi neurone specifica (NSE), la proteina basica della mielina, l'interleuchina-6 (IL-6) e le metalloproteinasi della matrice (MMP). Probabilmente, un pannello di esami potrebbe essere maggiormente utile nella definizione del rischio di ictus. Attualmente, questi test vengono utilizzati perlopiù a scopo di ricerca.

    Esistono però altri test di laboratorio che possono rappresentare un sostegno alla diagnosi di ictus o alla sua esclusione:

    Meno frequentemente, possono essere richiesti alcuni esami volti all’identificazione di particolari patologie predisponesti l’ictus, quali:

  • Prevenzione

    Esistono alcune misure che possono essere adottate per la prevenzione dell’ictus, quali modificare lo stile di vita, seguire una dieta sana, fare esercizio fisico, perdere peso, smettere di fumare. 

    Le misure preventive coinvolgono l’identificazione ed il trattamento dei fattori di rischio presenti, quali:

    • Ipertensione, gestibile tramite l'assunzione di farmaci
    • Diabete, che richiede un accurato monitoraggio e gestione 
    • Fibrillazione atriale, che può essere trattata tramite l'assunzione di farmaci anticoagulanti (come il warfarin) o antiaggreganti (come l’aspirina e il clopidogrel)
  • Trattamento

    In caso di ictus, è necessario un immediato intervento medico. Il trattamento dipende dal tipo di ictus in corso:

    • In caso di ictus ischemico, è necessaria la somministrazione di un farmaco chiamato attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), un trombolitico che deve essere somministrato entro 3 ore dalla comparsa dei sintomi al fine di ridurre gli effetti a lungo termine dell’ictus. In alcuni casi può essere eseguita una procedura nota come trombectomia meccanica, la quale consiste nell'inserire un catetere a palloncino all’interno dell'arteria femorale, fino all’origine del restringimento, dove viene aperto un retrattore a stent, ovvero una piccola rete di metallo, che rimuove fisicamente l'ostruzione                                                                                
    • In caso di ictus emorragico, è necessario inserire un catetere all'interno di un'arteria brachiale o femorale, fino al raggiungimento dell'encefalo, dove viene depositato un dispositivo per arrestare l'emorragia. Per i pazienti che abbiano già avuto un ictus emorragico, sono raccomandate delle procedure chirurgiche per prevenire la rottura di aneurismi o rimuovere vasi anomali

    Per i pazienti con disabilità dovute a ictus, come perdita del tono muscolare o paralisi monolaterale o problemi nel parlare e nella memoria, possono essere prescritte cure riabilitative.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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