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28.02.2018.

Cos’è la diarrea?

La diarrea costituisce un sintomo comune a diversi disturbi gastroenterici. È caratterizzata dalla frequente emissione di feci liquide o semi-liquide, e può essere accompagnata da dolori addominali, crampi, nausea e affaticamento. Nelle feci possono essere presenti sangue e/o muco.

La diarrea con durata di uno o pochi giorni viene considerata acuta. La maggior parte delle persone adulte sperimenta annualmente brevi periodi con diarrea, senza altre complicazioni. La diarrea persistente per più di 2-4 settimane viene considerata cronica, sia con manifestazioni continue che altalenanti.

Molte forme di diarrea acuta grave e di diarrea cronica (della durata di diverse settimane), possono essere pericolose, specialmente nei bambini e negli anziani. La diarrea persistente può infatti provocare disidratazione e sbilanciamento elettrolitico anche gravi, a tal punto da richiedere un ricovero ospedaliero ed essere potenzialmente letali se non trattati. Nei bambini piccoli si può raggiungere uno stato di disidratazione anche in soli due giorni.

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Approfondimento
  • Cause comuni

    La diarrea, acuta o cronica, può essere dovuta a cause di natura sia infettiva che non infettiva.

    Cause infettive comuni:

    Le infezioni virali, batteriche ed alcune parassitosi sono associate a diarrea che dura da diversi giorni ad alcune settimane, sebbene possano perdurare più a lungo nei pazienti con una compromissione del sistema immunitario, causando uno stato di diarrea cronica (per es. nei pazienti malati di AIDS, cancro o nei pazienti trapiantati). In queste infezioni i microorganismi, virus, batteri o parassiti contenuti nelle feci, vengono trasmessi tra gli individui in seguito a contatto con superfici contaminate dalle feci stesse. Mangiare cibo o bere acqua infetta costituiscono le modalità più frequenti di trasmissione di questo tipo di infezioni.

    Una volta contratta, l'infezione è velocemente trasmissibile se non vengono osservate le più comuni norme igieniche, come una corretta detersione delle mani. È necessario prestare particolare attenzione a questo aspetto in presenza di neonati, negli asili e scuole dell’infanzia e nelle case di cura. Talvolta in un ristorante o durante un pic nic è possibile assistere ad un’epidemia di un’infezione batterica o parassitaria, spesso per la presenza di acqua o cibo contaminati consumati da tutti i presenti.

    Sono a rischio di contrarre gastroenteriti anche le persone che, per viaggio o per motivi di lavoro, si recano in paesi in via di sviluppo. Qui, il consumo di cubetti di ghiaccio contaminati, di un'insalata mista fresca o del cibo comprato da un venditore ambulante, può trasmettere l’infezione e quindi la gastroenterite.

    Virus:

    • Norovirus. Noto anche come Norwolk-like virus, rappresenta la causa più frequente di infezione gastrointestinale in Europa e negli Stati uniti. Si tratta di un virus molto contagioso in grado di contaminare acqua e cibo e di diffondersi da persona a persona. Il Norovirus è spesso responsabile delle epidemie di gastroenteriti scoppiate nell’ambito di navi da crociera, scuole per l’infanzia, scuole, caserme e qualsiasi altra sede in cui siano presenti aggregati di persone.
    • Rotavirus. È la causa più comune di diarrea grave nei bambini. Questo virus si contratte tipicamente tramite il contatto diretto con le feci di persone infette. La prevenzione consiste nell’applicare le buone norme igieniche nella gestione dei bambini e nel lavare accuratamente tutte le superfici, giocattoli ecc… potenzialmente contaminati. È disponibile anche un vaccino in grado di prevenire le infezioni da Rotavirus nel 98% dei casi.
    • Altri esempi di virus in grado di portare a diarrea sono l’adenovirus, il virus dell’epatite A ed il citomegalovirus (CMV).

    Batteri: I batteri possono causare la diarrea tramite l’infezione stessa o tramite la produzione di tossine.

    L’infezione viene contratta al momento in cui il batterio viene ingerito e comincia a crescere ed a moltiplicarsi all’interno dell’intestino, determinando la comparsa dei sintomi. Alcuni esempi di batteri spesso associati a diarrea sono:

    • Salmonella - si ritrova spesso nelle uova fresche, nel pollame crudo e nei piccoli rettili. I sintomi in genere compaiono entro 12-72 ore dall’infezione e possono durare 4-7 giorni. In genere queste infezioni si risolvono spontaneamente ma alcune persone (in genere gli anziani o i bambini) necessitano, oltre che della normale terapia di supporto, anche di ricovero ospedaliero e trattamento con antibiotici.
    • Campylobacter, si ritrova nel pollame crudo o poco cotto, nel latte o nel formaggio non pastorizzato o nell’acqua contaminata. L’infezione da Campylobacter comporta la comparsa di scariche di diarrea spesso mista a sangue che può durare per 2-5 giorni fino ad una settimana. In genere è sufficiente una terapia di supporto ma la persistenza della condizione necessita del trattamento antibiotico.
    • Yersinia, presente nel maiale poco cotto, nei prodotti ittici e nel latte non pastorizzato.
    • Batteri della specie Vibrio, presente nei frutti di mare contaminati come le ostriche crude. Vibrio parahaemolyticus è il più comune. Vibrio cholerae è responsabile del colera.

    Alcuni batteri producono tossine che causano diarrea. Tra questi vi sono:

    • Staphylococcus aureus, presente spesso nella pelle e nei capelli come anche nel naso e della bocca di molte persone. Può causare avvelenamento dei cibi nel caso in cui questi vengano preparati, contaminati dal batterio e non refrigerati e conservati in maniera appropriata. Il batterio in queste condizioni produce la tossina in grado di scatenare una grave diarrea, vomito e/o nausea entro poche ore dal consumo del cibo contaminato.
    • Bacillus cereus, presente in una grande varietà di alimenti, in particolare riso e avanzi che sono stati lasciati per troppo tempo a temperatura ambiente; la diarrea e i crampi possono iniziare 6-15 ore dopo l'ingestione della tossina.
    • Clostridium difficile, la tossina prodotta da C. difficile è spesso responsabile della diarrea scatenata in seguito all’assunzione di antibiotici. Il trattamento antibiotico diminuisce la normale flora batterica intestinale, i batteri “buoni” che colonizzano normalmente l’intestino aiutano la digestione e forneiscono una barriera protettiva contro gli agenti patogeni. L’inibizione della crescita del normale microbiota permette un facile accesso e crescita ad agenti patogeni con C. difficile il quale cresce producendo le tossine responsabili della sintomatologia.
    • Clostridium perfrigens, questi batteri possono contaminare la carne cruda ed il pollame; una persona può infettarsi dopo aver mangiato cibo che non cotto, riscaldato o conservato non correttamente. I batteri formano delle spore resistenti alle alte temperature; una volta cotto, quando il cibo viene raffreddato, i batteri possono cominciare a crescere. I batteri ingeriti producono una tossina che causa un'infezione acuta, con sintomi come crampi intestinali e diarrea (ma senza febbre o vomito) che si sviluppano tipicamente entro 8-12 ore, durano meno di 24 ore.
    • Clostridium botulinum, sono i batteri responsabili del botulismo, una intossicazione alimentare rara ma grave, spesso dovuta al consumo di cibo trattato in modo improprio durante il processo di conservazione. I batteri producono una tossina che, oltre al vomito e alla diarrea, può causare debolezza muscolare, annebbiamento o sdoppiamento della vista, difficoltà nel parlare, secchezza della bocca e difficoltà di deglutizione. Se non trattata, la malattia può progredire e causare la paralisi dei muscoli utilizzati per la respirazione così come dei muscoli del tronco, delle braccia e delle gambe. La tossina viene distrutta dalle alte temperature. Uno dei metodi più importanti per prevenire il botulismo alimentare consiste nell’applicare adeguate tecniche di conservazione per i cibi di preparazione domestica.
    • Shigella, contenuta nei cibi e nell'acqua contaminati da feci infette. Esistono diverse specie di questo batterio, alcune in grado di produrre tossine e causare artrite reattiva e sindrome emolitico-uremica, una condizione clinica associata con la distruzione degli eritrociti e l’insufficienza renale. Shigella dysenteriae causa dissenteria grave, spesso ematica, e febbre.
    • Escherichia Coli 0157:H7, E. coli è un batterio molto comune contenuto nel canale digerente di uomini e animali. La maggior parte dei ceppi di E. coli non creano nessun problema ma alcuni, come E. coli 0157:H7, producono tossine (note con il nome di tossine shiga) in grado di causare diarrea con sangue e un’infezione potenzialmente grave perché in grado di diffondersi in tutto l’organismo. Spesso è contenuto nella carne cruda o poco cotta, come gli hamburger.

     

    Parassiti:

    In Europa, i parassiti presenti più frequentemente associati a patologie gastrointestinali sono:

    • Cryptosporidium
    • Giardia

     

    Questi parassiti monocellulari si trovano nei ruscelli e nei laghi di montagna di tutto il mondo, e possono infettare piscine, condutture dell'acqua calda ed occasionalmente bacini destinati alla raccolta dell'acqua. Altri parassiti pluricellulari come la tenia o gli ascaridi possono causare infezioni occasionalmente.

    In altri Paesi del Mondo, specialmente in quelli in via di sviluppo, sono presenti più specie di batteri patogeni e di parassiti rispetto ai paesi sviluppati: per es. tra i parassiti si possono annoverare i platodi, gli anchilostomi e gli ascaridi. I turisti in visita in questi paesi, possono contrarre l'infezione mangiando o bevendo qualcosa di contaminato con le uova dei parassiti, ed in alcuni casi tramite penetrazione diretta dei parassiti attraverso la cute.

    Cause non infettive:

    La diarrea cronica, acuta, sporadica e anche quella alternata a periodi di costipazione, può essere dovuta a cause non infettive. Tra questi vi sono:

  • Esami

    Prima dell’esecuzione di qualsiasi test diagnostico, il clinico deve eseguire un esame anamnestico per reperire informazioni riguardanti la frequenza, l’entità e la consistenza delle feci prodotte normalmente dal paziente. Queste caratteristiche dipendono dalle abitudini alimentari del paziente, dal suo metabolismo, dall’attività fisica, dalla quantità di liquidi assunta, dai farmaci e da eventuali eventi stressanti accorsi. In questo modo il clinico può ricercare situazioni o alterazioni comunemente associate con la diarrea. A questo scopo vengono formulate una serie di domande da rivolgere al paziente, tra le quali:

    • Qual è la frequenza della defecazione?
    • Da quanto tempo dura la diarrea?
    • Qual è approssimativamente la consistenza, il colore ed il volume delle feci prodotte?
    • Nelle feci è presente sangue o muco?
    • Sono associati altri sintomi come dolore addominale, nausea, febbre, cefalea o astenia?
    • Cosa e quanto ha mangiato recentemente?
    • Sono stati effettuati viaggi o campeggio di recente?
    • Sono presenti familiari, vicini conoscenti o collaboratori malati?
    • Sono stati assunti antibiotici recentemente?

    Nel caso in cui la diarrea si risolva spontaneamente entro pochi giorni, non sono necessari ulteriori approfondimenti. In caso di diarrea grave, persistente e/o con sangue o muco, è importante eseguire i test di laboratorio per accertarne le cause. Questo è particolarmente vero nel caso in cui i sintomi siano comparsi di ritorno da un viaggio in paesi nei quali alcuni dei microrganismi patogeni citati sono endemici.

    Test di laboratorio

    Esempi di esami per la valutazione di cause infettive:

     

    Esame

    Campione

    Descrizione

    Pannello per la rilevazione di patogeni gastrointestinali

    Feci

    Test molecolare in grado di rilevare virus, batteri e parassiti. Il tipo di patogeni rilevati dipende dal pannello utilizzato.

    Coprocoltura

    Feci

    Esame colturale di un campione di feci tramite l’uso di terreni di coltura particolare selettivi per i patogeni ed in grado di inibire la crescita della normale flora batterica intestinale. Può rilevare molti batteri ma in genere i laboratori valutano la presenza dei più comuni batteri patogeni intestinali: 

    • Campylobacter
    • Salmonella
    • Shigella

    Clostridium difficile

    Feci

    Rileva le tossine prodotte da C. difficile

    Escherichia coli producente la tossina Shiga

    Feci

    • Test immunoenzimatico (EIA): utilizzato per rilevare la presenza della tossina Shiga
    • Elettroforesi in campo pulsato (PFGE): utilizzato per identificare i sierotipi di E. coli responsabili di un’epidemia.
    • Test molecolari: test molecolare rapido (PCR) per il gene codificante per la tossina Shiga 1 (stx1) o 2 (stx2)

    Leucociti nelle feci

    Feci

    Rileva i leucociti nelle feci presenti in caso di infezioni batteriche come quella da C. difficile.

    Rotavirus

    Feci

    Test antigenico rapido che rileva una causa frequente di diarrea in età pediatrica.

    Uova e parassiti nelle feci

    Feci

    Valutazione microscopica per la ricerca di uova e parassiti nelle feci.

    Test antigenici specifici per:

    • Giardia lamblia
    • Entamoebahistolytica
    • Cryptosporidium parvum

    Feci

    Rileva proteine e strutture dei parassiti; è un test molto più sensibile e specifico della ricerca microscopica di uova e parassiti nelle feci.

    Test anticorpali per i parassiti intestinali

    Sangue

    Offerti solo in alcuni laboratori, permettono di rilevare un’infezione pregressa o cronica.

     

    Esempi di esami per la valutazione di cause non infettive:

     

    Esame

    Campione

    Descrizione

    Tripsina/Chimotripsina

    Feci

    La Tripsina e la Chimotripsina sono enzimi rilevabili nelle feci nel caso in cui il pancreas funzioni normalmente. La diminuzione dei livelli di questi enzimi nelle feci è indicativa di malattie del pancreas o fibrosi cistica.

    Leucociti nelle feci

    Feci

    L’aumento del numero di leucociti nelle feci può indicare la presenza di una Malattia infiammatoria Cronica Intestinale (MICI).

    Grassi fecali

    Feci

    Misura la quantità di grassi nelle feci; questi risultano aumentati in caso di malassorbimento causato da celiachia, insufficienza pancreatica o fibrosi cistica.

    Allergie alimentari

    Non applicabile

    La somministrazione controllata rappresenta il test di riferimento per la diagnosi delle allergie alimentari, sebbene richieda la supervisione medica poiché potenzialmente letale (in caso di shock anafilattico). L’eliminazione di alcune categorie di cibi e la loro successiva progressiva reintroduzione, può essere un altro metodo per la diagnosi.

    Test per la celiachia

    Sangue

    La ricerca delle IgA anti-tTG è il primo test richiesto, nonché il più sensibile e specifico per la celiachia. Altri test possono includere la ricerca delle IgG anti-tTG, la misura delle IgA totali e la ricerca delle IgG e IgA anti-DGP.

    Test di intolleranza al lattosio

    Respiro, Sangue

    Misura la quantità di idrogeno dell’espirato o i cambiamenti dei livelli di glucosio (glicemia) nel sangue dopo la somministrazione di una bevanda contenente lattosio, al fine di valutare le capacità del paziente di digerire il lattosio.

    Test di assorbimento del D-Xilosio

    Sangue, urine

    La misura dello xilosio nel sangue e nelle urine del paziente dopo la somministrazione di quantità standard di xilosio, da un’indicazione di quanto facilmente questo venga assunto e quanto facilmente vengano assunti i carboidrati in genere.

    Lactoferrina e Calprotectina

    Feci

    Marcatori di infiammazione associate a MICI

    Anticorpi anti-Saccharomyces cerevisiae

    Sangue

    Rileva gli anticorpi anti-Saccharomyces cerevisiae (ASCA), spesso presenti nelle persone affette da MICI

    Ricerca del sangue occulto nelle feci

    Feci

    Il sanguinamento del canale digerente può essere dovuto alla presenza di cancro al colon

    Cromogranina, Acido 5-idrossi-indolacetico (5-HIAA), Serotonina

    Sangue

    Utile per la diagnosi di un tumore carcinoide talvolta associato a diarrea

     

    Talvolta può essere necessaria l’analisi di un prelievo di tessuto (biopsia) intestinale, alla ricerca di segni di infezioni parassitarie, celiachia o tumori.

    Alcuni test possono essere utili nella valutazione dello stato generale di salute dell’individuo:

    • Emocromo, utile per rilevare un’anemia e per rilevare un’infezione. Ad esempio, in caso di infezioni parassitarie gli eosinofili risultano aumentati.
    • Elettroliti; la disidratazione può comportare alterazione dell’equilibrio elettrolitico.
    • Osmolalità valutata nel sangue, nelle urine e nelle feci.
     
    Altri test non di laboratorio

    Nel caso in cui la causa della diarrea non venga chiarita, vengono eseguiti esami fisici insieme all’anamnesi clinica e familiare e a test di diagnostica per immagini, come:

    • Endoscopia
    • Colonscopia
    • Sigmoidoscopia
  • Prevenzione

    Il modo migliore per prevenire un'infezione gastroenterica batterica, virale o da parassiti, è di non bere acqua o mangiare cibo potenzialmente contaminati o infetti, e fare attenzione ad alcune misure igieniche, in particolare la detersione delle mani. Il cibo potenzialmente contaminato, come carne e uova crude, deve essere cotto accuratamente. Il cibo sia cotto che crudo, non deve entrare a contatto con superfici contaminate.

    Nel caso in cui sia presente un familiare con un’infezione gastrointestinale, deve essere prestata particolare cura all’igiene delle mani e la persona infetta dovrebbe astenersi dalla preparazione dei cibi.

    Durante viaggi nei paesi in via di sviluppo, è consigliabile bere acqua in bottiglia, bevande gassate e mangiare cibi cotti. Evitare vegetali o frutta cruda, ad eccezione di quella che può essere sbucciata personalmente. Il cibo venduto da venditori ambulanti generalmente non è considerato sicuro.

    I casi di diarrea dovuti ad infezioni da parassiti o batteri patogeni alimentari, sono monitorate sia a livello locale che globale. Oltre ai casi conseguenti a viaggi all'estero gli organi sanitari pubblici nazionali ed internazionali, cercano di individuare l'origine dei casi di gastroenterite per valutare la presenza di rischi per la salute pubblica. Per esempio, se un'infezione è dovuta all'assunzione di cibo contaminato in un ristorante, o di acqua proveniente da un bacino destinato ad uso pubblico, è necessario che l'autorità predisposta prenda le opportune precauzioni per evitare il diffondersi dell'infezione.

    Per proteggere i bambini dall’infezione da rotavirus, sono disponibili dei vaccini inclusi all’interno della lista dei vaccini raccomandati in età pediatrica.

  • Trattamento

    Il tipo di trattamento dipende dalla gravità e dalla durata della diarrea. Se la diarrea non è associata a complicazioni e se si risolve spontaneamente in pochi giorni, non è detto che il medico prescriva alcun farmaco per la cura della gastroenterite, ma solo terapie di supporto. Queste possono includere bevande ricche di sali minerali per la prevenzione della disidratazione e l’alterazione dei regimi alimentari, preferendo alimenti semplici come banane, riso, toast o cracker a preparazioni più complesse o ricche di grassi o di caffeina.

    Nel caso in cui la diarrea sia grave, mista a sangue e/o muco e duri più di due giorni (24 ore in età pediatrica), è necessario rivolgersi al medico curante. In questi casi possono essere richiesti dei test per accertare le cause della diarrea e possono essere prescritti dei farmaci.

    Infezioni

    Per la maggior parte delle infezioni batteriche e per quelle virali, è opportuno valutare il grado di disidratazione del paziente, affinché assuma le giuste quantità di liquidi e sali. I bambini e gli anziani possono necessitare di un breve periodo di ricovero, se fortemente disidratati, e se non riescono ad introitare i liquidi necessari bevendo.

    La maggior parte delle infezioni gastrointestinali, si risolve spontaneamente nelle persone sane. In alcuni casi gli antibiotici possono prolungare la diffusione dei microrganismi patogeni provocando la permanenza degli stessi nell'intestino per mesi (stato di portatore). Per alcuni pazienti immunocompromessi, ossia con patologie quali cancro o l’infezione da HIV, è invece necessaria l'assunzione di antibiotici, poiché il loro sistema immunitario non è in grado di risolvere autonomamente l'infezione.

    La maggior parte delle infezioni da parassiti necessita di una terapia farmacologica, sebbene alcune possano risolversi spontaneamente. In alcuni casi di infezioni sia batteriche che da parassiti, il clinico può decidere di trattare tutta la famiglia di un paziente affetto.

    In caso di diarrea è opportuno, chiedere sempre consiglio al proprio medico per l'assunzione di farmaci anti-diarroici. La diarrea, infatti, è uno dei meccanismi che l'organismo utilizza per liberarsi dall'infezione: rallentare o ridurre le scariche con un farmaco, può provocare il prolungarsi della malattia ed a volte persino peggiorarla.

    Cause non infettive

    Il trattamento delle cause non infettive della diarrea può essere più difficile. Può essere necessario identificare e trattare la patologia sottostante, può richiedere la variazione delle abitudini alimentari ed un supporto nutritivo per lungo periodo. Nel caso in cui la diarrea sia dovuta a qualche intolleranza alimentare, come quella al lattosio, il trattamento consiste nella sua eliminazione dalla dieta abituale. La diagnosi di celiachia comporta l’eliminazione di tutti gli alimenti contenenti glutine.

Fonti

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