Noto anche come
Infarto Miocardio Acuto
SCA
IMA
STEMI
NSTEMI
Angina Instabile
Angina Pectoris
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
20.09.2017.

Cosa sono l’attacco cardiaco e la sindrome coronarica acuta?

L’attacco cardiaco, noto anche come Infarto Miocardico Acuto (IMA), è causato dall’occlusione di un’arteria cardiaca con la conseguente mancanza di irrorazione di una porzione del cuore. Senza un pronto intervento medico questo blocco può distruggere completamente il tessuto muscolare cardiaco (miocardio) portando a morte. In Italia si tratta della prima causa di morte, interessando il 28% di tutti i decessi.

La Sindrome Coronarica Acuta (SCA) racchiude un gruppo di patologie cardiache con segni e sintomi associati all’insufficiente irrorazione sanguigna al cuore, tra le quali l’IMA. L’IMA differisce però dalle altre forme di SCA per il fatto che, in questo caso, la diminuzione persistente dell’irrorazione cardiaca porta a morte del tessuto muscolare cardiaco. Gli esami strumentali e di laboratorio sono di primaria importanza nell’accertamento di pazienti che giungono al pronto soccorso con dolore toracico, per distinguere i quadri infartuali dall’angina instabile o da dolori di altra natura.

Il cuore è un muscolo la cui funzione principale consiste nel pompare il sangue in tutto l’organismo attraverso un complesso sistema di vene ed arterie. Il sangue viene caricato di ossigeno nei polmoni per poi arrivare, attraverso la vena polmonare, nel cuore. Qui il sangue carico di ossigeno viene pompato nelle arterie (sangue arterioso) di tutto l’organismo tramite le quali si ha l’ossigenazione dei tessuti. Il sangue rilascia quindi l’ossigeno nei tessuti dove si carica di anidride carbonica, prodotto di scarto della respirazione cellulare. Il sangue torna ai polmoni tramite le vene (sangue venoso) dove rilascia l’anidride carbonica, eliminata tramite l’espirazione, e si carica nuovamente di ossigeno, per poi tornare al cuore e ricominciare il ciclo. Anche il cuore, per svolgere la sua importantissima azione di pompa, necessita di grandi quantità di ossigeno le quali vengono distribuite nel tessuto cardiaco tramite una rete dedicata di arterie e vene.

L’infarto cardiaco è generalmente causato dal blocco del flusso sanguigno in corrispondenza di una delle arterie che irrorano il cuore, dette arterie coronariche. Nella maggior parte dei casi le arterie interessate presentano il restringimento del lume e l’addensamento delle pareti. Questo può essere causato dalla progressiva formazione di placche in un processo noto con il nome di aterosclerosi. Il blocco acuto dell’irrorazione sanguigna causato dalla presenza di un trombo al livello dell’arteria coronarica può causare, se persistente per più di un’ora, la morte del muscolo cardiaco (infarto) e la cicatrizzazione dell’area del cuore interessata. L’eccessiva estensione del danno può portare a morte.
 

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Approfondimenti
  • Fattori di Rischio

    Esistono molti fattori di rischio per le Sindromi Coronariche Acute (SCA) e per l’Infarto Miocardio Acuto (IMA). Tra questi vi sono:

    • Ipertensione
    • Ipercolesterolemia
    • Diabete
    • Obesità o soprappeso
    • Mancanza di attività fisica costante
    • Fumo
    • Età (il rischio aumenta con l’età)
    • Anamnesi familiare positiva per patologie cardiache
    • Uso di droghe
    • Stress
    • Pre-eclampsia (associata ad ipertensione durante la gravidanza)
    • Presenza di patologie autoimmuni come il lupus e l’artrite reumatoide
  • Segni e Sintomi

    In presenza di qualsiasi sindrome coronarica acuta il paziente può riferire dolore toracico, spesso che si irradia al livello dell’articolazione della spalla e nel braccio e non diminuisce con il riposo. Questo dolore può presentarsi in maniera acuta o essere ricorrente con un progressivo peggioramento.

    Talvolta è possibile che questi sintomi vengano avvertiti in condizioni di stress fisico (sotto sforzo) o emotivo (angina stabile). Questi si differenziano per minor durata e gravità rispetto ai sintomi che invece possono essere avvertiti in condizioni di riposo o con sforzi moderati (angina instabile).

    Non tutti però avvertono necessariamente dolore toracico e nelle donne è più frequente la presenza di sintomi atipici. Spesso nelle donne i sintomi sono meno gravi e pertanto vengono più frequentemente sottovalutati rispetto a quanto avviene per gli uomini. Alcuni attacchi cardiaci sono improvvisi e acuti, altri progrediscono lentamente in maniera tale che il dolore può anche essere intermittente.

    I segni e sintomi includono:

    • Dolore e senso di oppressione toracica
    • Frequenza cardiaca accelerata, aritmia
    • Nausea, vomito o mal di stomaco
    • Sudorazione
    • Dispnea improvvisa
    • Difficoltà respiratorie
    • Sensazione di stordimento
    • Variazione della pressione sanguigna
    • Senso di stanchezza
    • Dolore sulla schiena, in corrispondenza di una o di entrambe le braccia, della mandibola o del collo

     

    Uno o più di questi sintomi possono manifestarsi senza dolore toracico (in modo particolare nelle persone anziane e in quelle affette da diabete).

    È importante ricordare che l’infarto è un’emergenza. Qualora vi sia il sospetto di un infarto in corso, è necessario chiamare immediatamente il 118 per raggiungere l’ospedale più vicino. La mancanza di un intervento immediato può comportare danni cardiaci permanenti e anche la morte.

  • Esami

    Quando una persona si presenta al pronto soccorso con dolore toracico od altri sintomi di Sindrome Coronarica Acuta (SCA), non sempre questi sono chiaramente riconducibili alla presenza di Infarto Miocardico Acuto (IMA) o di angina instabile; talvolta potrebbero anche essere riconducibili ad altre cause. Pertanto, come sostegno alla diagnosi di IMA o di angina instabile sono disponibili un certo numero di test che possono essere richiesti dal clinico in regime di emergenza.

    Test di laboratorio

    Di solito per verificare la presenza di un attacco cardiaco sono disponibili e necessari una serie di esami del sangue, volti a misurare specifici biomarcatori cardiaci, ossia proteine rilasciate in presenza di un danneggiamento delle cellule del tessuto muscolare cardiaco. La presenza di livelli elevati di questi marcatori spesso è di supporto alla diagnosi differenziale tra SCA e IMA. Questi includono:

    • Troponina – è il più comune biomarcatore di danno cardiaco richiesto. I livelli ematici di troponina aumentano entro poche ore dall’insorgenza del danno cardiaco e rimangono elevati per un massimo di due settimane. La misura della troponina viene di solito richiesta  al pronto soccorso nel caso in cui si presenti una persona con sintomi di SCA e poi nelle due ore successive per valutarne l’andamento. La presenza di livelli normali di troponina indica che con buona probabilità i sintomi ed il dolore toracico non sono dovuti ad infarto del miocardio ma ad angina stabile. L’ aumento progressivo e/o la diminuzione dei livelli di troponina indicano invece la presenza di un attacco cardiaco in corso.

    • Troponina ad alta sensibilità – questo test  rileva e misura la stessa proteina del precedente ma a concentrazioni molto inferiori. La maggiore sensibilità di questo test permette la rilevazione più precoce degli aumenti, e quindi di lesioni cardiache e SCA in anticipo rispetto al test standard. La troponina ad alta sensibilità può essere positiva anche in persone con angina stabile e prive di sintomi. Il riscontro di livelli elevati di troponina ad alta sensibilità, indica un aumento del rischio di eventi cardiaci futuri.
    • CK-MB – misura la quantità ematica di un’isoforma di un enzima chiamato creatinina chinasi presente perlopiù nel muscolo cardiaco e in grado di aumentare in circolo in presenza di danno del miocardio. Da quando è disponibile il test della troponina questo test viene eseguito raramente.

     

    Altri test eseguibili sono:

    • Mioglobina – misura la quantità ematica di una proteina rilasciata in circolo in caso di danno muscolare cardiaco ma anche in caso di danno ai muscoli scheletrici; attualmente viene utilizzato raramente.
    • BNP e NT-proBNP – viene rilasciata dall’organismo in risposta all’attacco cardiaco; livelli elevati di BNP, sebbene non siano diagnostici per attacco cardiaco, indicano l’aumento del rischio di problemi cardiaci in persone con SCA.

     

    Per la valutazione dello stato di salute complessivo possono essere richiesti ulteriori esami in grado di fornire informazioni riguardo la funzionalità d’organo, il bilancio elettrolitico, la glicemia, la presenza di quantità aumentate o diminuite di leucociti e globuli rossi o anche la presenza di deficit e disfunzioni in grado di peggiorare l’entità dei sintomi. Questi test includono:

    • Pannello metabolico completo– un gruppo di  test utilizzati per la valutazione della funzionalità dei reni, del fegato, dell’equilibrio acido/base ed elettrolitico e dei livelli di glicemia e delle proteine sieriche.
    • Emocromo – utilizzato per verificare la presenza di molteplici patologie che possono influenzare le cellule del sangue, come l’anemia.

     

    Test non di laboratorio

    Esistono molti esami non di laboratorio utilizzabili per la valutazione del dolore toracico e dei sintomi associati. Questi includono:

    • Anamnesi clinica, inclusa la valutazione dei fattori di rischio come l’età, il diabete, il fumo e la malattia coronarica (CAD)
    • Esame fisico
    • Elettrocardiogramma (ECG) – un test in grado di valutare l’attività elettrica ed il ritmo cardiaco; la diagnosi di IMA può essere effettuata sulla base delle variazioni riscontrate all’elettrocardiogramma, in accordo con i test ematici. L’ECG viene eseguito entro i primi minuti nei quali una persona con sospetta SCA arriva al pronto soccorso. Permette di rilevare la presenza di aritmie in grado di indicare la presenza di attacco cardiaco in corso. Spesso l’ECG conferma solo la diminuzione dell’afflusso di sangue al cuore o rileva alterazioni non necessariamente indicative di attacco cardiaco.
    • Monitoraggio continuo con ECG – il paziente viene continuamente monitorato per un periodo di tempo al fine di rilevare variazioni nell’attività cardiaca.

     

    Sulla base dei risultati rilevati nei test precedenti è possibile eseguire:

    • Test da sforzo
    • Radiografia toracica
    • Ecocardiografia - ecografia del cuore
    • Tomoscintigrafia miocardica di perfusione - un composto radioattivo viene iniettato nei vasi; consente di valutare il flusso e la capacità vitale del muscolo cardiaco (studio di perfusione e funzione ventricolare)
    • Cateterizzazione cardiaca - in questa procedura, un tubo sottile flessibile viene inserito dall’arteria femorale fino alle arterie coronariche per valutare il flusso di sangue, la pressione nel cuore e lo stato delle arterie del cuore
    • Angiografia coronarica - raggi X delle arterie con un colorante radio-opaco; utile per diagnosticare CAD; questa procedura viene eseguita durante la cateterizzazione cardiaca
  • Trattamento

    Gli attacchi cardiaci devono essere prontamente trattati, al fine di ridurre al minimo i danni al miocardio. A questo scopo possono essere utilizzati sia farmaci che procedure chirurgiche. Lo scopo del trattamento consiste anche nella diminuzione dei sintomi acuti associati all’attacco cardiaco ed alle Sindromi Coronariche Acute. Dopo la risoluzione dell’evento acuto, possono essere prescritti altri trattamenti, incluse modifiche dello stile di vita al fine di diminuire il rischio di recidiva.

    Come in tutte le malattie cardiache, il controllo della pressione sanguigna (riduzione dell’ipertensione) è di primaria importanza. Sulla base delle condizioni cardiache possono essere utilizzati farmaci come la digossina, in grado di aumentare le contrazioni cardiache, e gli antiaritmici, come il procainamide, al fine di sincronizzare le contrazioni. Altri farmaci prescritti includono i beta-bloccanti, gli ACE-inibitori, gli anticoagulanti, i farmaci antiaggreganti piastrinici ed i farmaci trombolitici.

    Per l’angina instabile, l'aspirina è considerata il trattamento di prima linea. Talvolta possono essere necessarie procedure chirurgiche, come l'angioplastica o il bypass coronarico. Il clinico può anche prescrivere una dieta e l’esercizio fisico appropriati.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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