Raccolta dei campioni per i test
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 18.01.2018.

Le tecnologie moderne permettono l’esecuzione di numerosi test su un’enorme quantità e varietà di campioni raccolti/prelevati dall’organismo umano. Nonostante nella maggior parte dei casi venga richiesto un campione di sangue, molti esami possono essere eseguiti su urine, saliva, espettorato, feci, liquido seminale e altri fluidi corporei.

Molti campioni possono essere ottenuti semplicemente raccogliendo fluidi normalmente eliminati dall’organismo. Altri sono veloci e semplici da prelevare poiché contenuti in orifizi facilmente raggiungibili. In alcuni casi invece, la raccolta del campione richiede un piccolo intervento medico e un’anestesia.

Nelle pagine seguenti è possibile trovare informazioni riguardo a:

  • Fluidi corporei eliminati dall’organismo
  • Fluidi corporei facili da ottenere
  • Fluidi corporei interni
Fluidi corporei eliminati dall’organismo

Alcuni campioni, come quelli di urine, feci ed escreato/espettorato, vengono normalmente eliminati dall’organismo, mentre altri come il liquido seminale possono essere raccolti dal paziente. La raccolta di alcuni campioni da parte di bambini o pazienti con alcune limitazioni fisiche può comunque richiedere assistenza. In genere la raccolta di questo tipo di campioni non è dolorosa, anche se talvolta può generare fastidio o imbarazzo per la particolare natura di alcuni campioni considerati rifiuti corporei o comunque riguardanti la sfera intima del paziente.

In alcuni casi la raccolta può essere effettuata presso la propria abitazione o direttamente nell’ambulatorio medico, ospedale ecc… , per poi essere portati/inviati al laboratorio. In ogni caso vengono messe in atto delle procedure volte a minimizzare la manipolazione del campione da parte del paziente e anche l’imbarazzo che la raccolta di questo tipo di campioni potrebbe generare. Spesso vengono forniti foglietti di istruzioni riguardanti le modalità di raccolta, in genere con una descrizione piuttosto dettagliata; questi sono un utile supporto alle persone che, talvolta in forte imbarazzo, potrebbero sentirsi a disagio nel formulare domande al personale sanitario riguardanti la propria sfera privata.

Di seguito sono elencati degli esempi di campioni che potrebbero essere prelevati dal paziente stesso. È di cruciale importanza attenersi alle istruzioni fornite riguardanti le modalità di raccolta e conservazione del campione; pertanto è bene assicurarsi di aver compreso bene tutte le istruzioni prima di procedere alla raccolta.

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Esempi
  • Liquido seminale

    il paziente deve eiaculare direttamente dentro il contenitore sterile, evitando l’utilizzo di lubrificanti, profilattici o altro materiale potenzialmente contaminato. In genere è necessario astenersi dalle attività sessuali per almeno due giorni prima della raccolta ma per non più di 7 giorni. Il campione non deve essere refrigerato, ma deve essere mantenuto ad una temperatura il più possibile vicina a quella corporea, ed essere consegnato al laboratorio entro 60 minuti.

  • Espettorato

    il paziente può raccogliere il campione tramite un colpo di tosse profonda. In alcune situazioni è possibile ricevere assistenza del personale sanitario. Il campione dovrebbe essere raccolto al mattino prima di bere o mangiare, prendendo alcuni respiri profondi prima di raccoglierlo all’interno del contenitore sterile. L’espettorato è un materiale misto di muco e saliva, originario delle via aeree inferiori.

  • Feci

    in genere il paziente raccoglie da solo questo tipo di campione; è necessario prestare particolare attenzione a non contaminarlo con acqua, urine o altro materiale presente all’interno del contenitore sanitario. Potrebbe essere richiesto di non assumere alcuni tipi di cibi prima della raccolta. In base al tipo di test, il campione può essere raccolto in un contenitore sterile o potrebbe essere eseguito un campionamento tramite un dispositivo di raccolta specifico.

  • Urine

    la maggior parte dei campioni di urine vengono raccolti in contenitori sterili. Per limitare la contaminazione del campione con materiali posti nelle aree genitali esterne, al paziente può essere richiesto di pulire accuratamente la zona genitale e di eliminare il primo getto di urina prima di effettuare la raccolta. Nel caso in cui sia necessario l’utilizzo di un catetere, è richiesta la presenza di personale sanitario. La raccolta delle urine può creare disagio ma non è di per se dolorosa. Tuttavia, in presenza di un’infezione può essere avvertito bruciore durante la minzione. Per alcuni test viene richiesta la raccolta delle urine delle 24 ore. In questo caso la raccolta deve essere effettuata per un giorno intero, durante il quale le urine devono essere conservate in frigo.

  • Saliva (escreato)

    questo tipo di campione può essere raccolto tramite un tampone o, nel caso in cui ne sia richiesta una quantità superiore, sputando in un contenitore sterile.

  • Fluidi orali

    sono una combinazione di saliva e altri trasudati della mucosa orale (materiale proveniente dai capillari della mucosa orale). Ad esempio, per l’esecuzione del test rapido per l’HIV, viene utilizzato questo tipo di campione. Il paziente può raccogliere questo campione tramite l’utilizzo di uno speciale tampone strusciato contro le gengive.

  • Sudore

    questo campione viene raccolto utilizzando una speciale procedura di stimolazione del sudore, non dolorosa, che permette la raccolta del sudore in tubi di plastica o in un pezzo di garza o di carta filtro. Questo campione viene usato per analizzare la quantità di cloro nel sudore, la cui quantità elevata è indicativa per la presenza di fibrosi cistica.

Fluidi corporei facili da ottenere

Alcuni campioni sono raccolti semplicemente tramite il raschiamento dell’area infetta con un tampone, procedura facilmente eseguibile in maniera ambulatoriale o anche al letto del paziente. Il campione può essere poi spedito al laboratorio o essere utilizzato per l’esecuzione di test POCT (point-of-care), così detti “al letto del paziente”. In questo modo vengono ottenuti campioni faringei, nasali, vaginali e di ferite superficiali per l’esecuzione di esami colturali. Sebbene possa essere talvolta fastidioso, questo metodo di raccolta è in genere veloce, poco doloroso e privo di effetti collaterali.

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Esempi
  • Secrezioni e tessuti originari dell’apparato genitale femminile

    tramite l’utilizzo di un tampone di cotone passato sulla parete vaginale, è possibile prelevare un campione di secrezioni vaginali; le cellule della cervice per l’esecuzione del Pap Test vengono invece ottenute tramite un tampone in grado di effettuare un lieve raschiamento. Altrimenti, può essere prelevato un campione di tessuto endometriale tramite l’inserimento nell’utero di un sottile tubo cavo e flessibile, con una procedura che può comportare una sensazione di fastidio o leggeri crampi. Durante questo tipo di procedure le pazienti possono avvertire un senso di fastidio e talvolta anche di disagio emotivo, che deve essere comunicato al personale sanitario.

  • Secrezioni e fluidi della faringe e del naso

    il campione viene prelevato tramite l’utilizzo di un tampone applicato nella zona di interesse e quindi utilizzato per l’esecuzione dell’esame colturale. Questo in genere comporta un riflesso dovuto all’introduzione del tampone, come un conato (nella gola) o uno starnuto (nel naso). Nel caso in cui la gola sia arrossata, per quanto veloce, il prelievo può essere fastidioso. Allo stesso modo l’introduzione del tampone nel naso in zone generalmente non toccate, può generare fastidio. È importante ricordare che il disagio è solo temporaneo.

  • Campioni provenienti da ferite o piaghe aperte

    se la ferita è superficiale, allora il campione può essere prelevato tramite l’applicazione del tampone sulla ferita o raschiando le zone circostanti per raccogliere i fluidi della ferita o il pus. Questo può comportare un temporaneo dolore poiché le ferite aperte sono tipicamente delicate e doloranti. Nel caso in cui la ferita o l’infezione sia profonda, allora il campione di pus o di fluido viene aspirato tramite una siringa.

  • Altri campioni facili da ottenere
    • Capelli (utilizzati ad esempio per il test della nicotina, dei metalli pesanti, delle infezioni fungine e per l’abuso di droghe)
    • Frammenti di unghie (utilizzati ad esempio per il test dei metalli pesanti e per le infezioni fungine)
Fluidi corporei interni

Alcuni campioni possono essere prelevati solo tramite la rottura dei rivestimenti protettivi dell’organismo (ad esempio la pelle). Il prelievo del sangue è una procedura minimamente invasiva che può essere effettuata da infermieri, medici e personale sanitario adeguatamente formato. Il prelievo di tessuti richiede invece delle procedure maggiormente invasive, con l’utilizzo anche di un locale anestetico.

In base alla natura del campione da prelevare ed alla metodica utilizzata, queste procedure possono essere anche dolorose. Avere maggiori informazioni riguardo la procedura alla quale sarà sottoposto, può aiutare il paziente ad affrontare meglio l’ansia e le preoccupazioni che possono scaturire. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test”.

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Esempi
  • Sangue

    I campioni di sangue possono essere prelevati dai vasi (capillari, vene e talvolta arterie) da personale adeguatamente formato. Questi campioni vengono ottenuti tramite la puntura di un ago e l’aspirazione del sangue attraverso l’ago dentro specifiche provette. Talvolta ad esempio, nei test per la misura della glicemia, può essere sufficiente la puntura di un dito e la conseguente raccolta di una sola goccia di sangue. Il prelievo di sangue in genere dura solo pochi minuti e provoca solo un senso di puntura non appena viene inserito l’ago o viene punto il dito con la lancetta.

  • Biopsia tissutale

    i campioni di tessuti possono essere ottenuti da molteplici distretti dell’organismo come mammella, polmone, linfonodi o pelle. In base al sito ed al grado di invasività della procedura di prelievo, può essere avvertito dolore o solo fastidio. Anche il tempo necessario al prelievo e al recupero possono variare notevolmente. Queste procedure vengono comunque sempre effettuate da un medico specializzato. Le biopsie tissutali possono avvalersi di varia procedure:

    • Agobiopsia – prevede l’inserimento di un ago all’interno del sito di interesse e la conseguente aspirazione di cellule e/o fluidi tramite l’uso di una siringa. Può essere avvertito un leggero pizzico nel sito di inserimento dell’ago. In genere non è necessario un tempo di recupero e può essere avvertito solo un leggero fastidio in seguito.

    Biopsia escissionale – è una procedura chirurgica nella quale è necessaria una piccola incisione per la rimozione di una parte o di tutto il tessuto da analizzare. La biopsia endoscopica è una procedura nella quale viene effettuata solo una piccola incisione tramite la quale viene inserito uno strumento in grado di guidare il chirurgo al riconoscimento del sito appropriato per l’esecuzione della biopsia. Questo tipo di biopsie vengono generalmente effettuate all’interno di sale operatorie, con l’utilizzo di anestesia locale o generale in base all’entità dell’intervento. Nel caso in cui venga effettuata un’anestesia generale, sono necessarie alcune ore per il recupero.

  • Liquido cefalorachidiano o liquor

    un campione di liquor può essere ottenuto tramite puntura lombare, chiamata rachicentesi. È una procedura specialistica ma piuttosto frequente. Viene effettuata mentre il paziente è disteso su un fianco in posizione fetale o, talvolta, seduto. Una soluzione antisettica viene utilizzata per pulire la sede di inserimento dell’ago nella schiena; quindi viene somministrato un anestetico locale. Uno speciale ago viene inserito all’interno del canale spinale, attraverso la pelle, tra due vertebre. Il liquor viene raccolto in una serie di provette sterili e, dopo l’estrazione dell’ago, nella sede della puntura viene posta una garza sterile ed esercitata una pressione. Al paziente viene quindi richiesto di sdraiarsi e rilassarsi, senza alzare la testa per una o più ore in modo da evitare la comparsa di cefalea. L’entità delle conseguenze può variare molto. La sensazione più comune riguarda un senso di pressione in corrispondenza del sito di inserimento dell’ago. È necessario informare il clinico qualora compaiano sintomi come mal di testa e sensazioni anomale come dolore, annebbiamento, formicolio alle gambe o dolore nel sito della puntura.

    Altri fluidi corporei come il liquido sinoviale, peritoneale, pleurico o pericardico vengono prelevati tramite procedure analoghe a quelle per la raccolta del liquor, effettuate nelle sedi opportune. Si tratta in genere di metodiche complesse e spesso richiedono la preparazione del paziente, l’uso di anestetici locali e il ricovero per il periodo successivo al prelievo.

  • Midollo osseo

    l’aspirato midollare e/o la biopsia osteomidollare deve essere effettuata da uno specialista. Entrambi i campioni vengono prelevati dal bacino (cresta iliaca). Talvolta però il campione di midollo può essere prelevato dallo sterno. Alla maggior parte dei pazienti viene somministrato un leggero sedativo, quindi viene chiesto loro di sdraiarsi di fianco a pancia giù. Il sito del prelievo viene pulito con un antisettico e anestetizzato localmente, come un tipico campo chirurgico. Non appena il sito è intorpidito, il chirurgo inserisce un ago attraverso la pelle dentro al midollo. Per l’aspirato midollare il midollo osseo viene aspirato tramite una siringa. Per la biopsia osteomidollare invece viene utilizzato un ago speciale in grado di prelevare un campione cilindrico di tessuto osseo contenente il midollo. Nonostante l’anestesia, il paziente può avvertire una breve ma spiacevole sensazione di pressione (trazione e/o spinta) durante la procedura. Una volta rimosso l’ago, viene applicata una garza sterile nella sede della puntura e viene applicata una pressione. Talvolta la procedura può essere effettuata anche nell’altro lato (midollo osseo bilaterale), spesso all’inizio di procedure diagnostiche. Al paziente viene quindi richiesto di rimanere sdraiato e di rilassarsi fintanto che la pressione sanguigna, il battito cardiaco e la temperatura corporea non tornano normali. Il sito del prelievo deve rimanere coperto per 48 ore.

  • Liquido amniotico

    l’amniocentesi è la procedura tramite la quale viene prelevato un campione di liquido amniotico ; questo viene utilizzato per rilevare e diagnosticare la presenza di alcuni difetti genetici e anomalie cromosomiche nel feto. Il liquido amniotico circonda, protegge e nutre il feto durante la gravidanza. Vengono prelevati circa 300 ml di liquido tramite l’inserimento di un sottile ago attraverso la pancia e l’utero, all’interno del sacco amniotico. In questo modo vengono prelevati sia le cellule che le sostanze chimiche che possono essere utilizzate per la ricerca di anomalie genetiche.

Conclusioni

Spesso lo stesso test può essere effettuato su più tipologie di campioni. Per esempio, il glucosio può essere misurato sia nel sangue (glicemia) che nelle urine(glicosuria) . Tuttavia, la scelta dei campioni sui quali eseguire i test è guidata dal motivo dell’esame: la glicemia viene spesso misurata nell’ambito della diagnosi e monitoraggio dei pazienti diabetici, mentre la glicosuria viene richiesta nel caso in cui si sospetti la presenza di infezioni del tratto urinario o di patologie renali. Talvolta lo stesso test può essere effettuato indifferentemente su vari campioni (come il test di screening dell’HIV sul sangue, urine e fluidi orali) mentre altre volte viene richiesto un particolare tipo di campioni.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

KidsHealth. A Directory of Medical Tests. Available online at http://kidshealth.org/parent/general/sick/labtest2.html#. Accessed December 2015.

Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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Interviews (professional titles and positions are listed as they were at the time of the interviews)

Rebecca Elon, MD, MPH. Medical Director of North Arundel Senior Care, Severna Park, Maryland.
Joy Goldberger, MS, CCLS. Education Coordinator, Child Life Department, Johns Hopkins Children’s Center, Baltimore, Maryland.
Saralynn Pruett, MT (ASCP). Phlebotomy Supervisor, Department of Laboratory Medicine and Pathology, Mayo Foundation, Rochester, Minnesota.
Karen Szafran, CPNP. Nurse practitioner, pediatric practice, Alexandria, Virginia.
Myra Daly, PT (ASCP). Phlebotomy Supervisor, Northwest Community Healthcare, Arlington Heights, Illinois.
Joan Kosiek, MT(ASCP)SH. Point-of-care consultant, Northwest Community Healthcare, Arlington Heights, Illinois.
Richard Flaherty. Executive Vice-President, American Association for Clinical Chemistry, Washington, District of Columbia.