Mass spectometry is often used for forensic drug testing
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Ultima Modifica: 16.01.2018.

La medicina forense non corrisponde necessariamente a ciò che viene mostrato alla televisione.

Esistono popolari serie televisive nelle quali gli esperti di medicina forense sono in grado di risolvere molteplici crimini nel tempo di una puntata e con prove veloci ed inconfutabili. Ma, diversamente dallo spettacolare scenario creato per rispettare le esigenze cinematografiche, la medicina forense prevede l’esecuzione di analisi complesse ed in grado di fornire dei risultati in tempi assai maggiori.

Per esempio, in seguito alla morte nel 2009 della popolare pop star Michael Jackson, le analisi tossicologiche eseguite sui tessuti cerebrali dell’artista hanno richiesto quasi un mese, e questo non è strano. L’esecuzione di questo tipo di analisi può richiedere molto tempo ed essere influenzata, ad esempio, dalla disponibilità limitata e l’integrità del campione, la complessità dei test per la rilevazione di farmaci e droghe o altre sostanze tossiche, nonché le imponenti procedure burocratiche necessarie per i procedimenti legali. Talvolta l’esecuzione di alcuni test richiede la collaborazione di laboratori specializzati ai quali deve essere inviato il materiale disponibile.

Laboratori di medicina forense, cosa sono?

Le analisi eseguite nei laboratori di medicina forense consentono di raccogliere tutti i risultati delle analisi utili nell’ambito dei procedimenti legali. Diversamente dai test di laboratorio utilizzati a scopo clinico, quelli con ricadute di carattere legale devono rispettare una serie di procedure riguardanti la manipolazione del campione, i metodi utilizzati e le procedure di refertazione volte al mantenimento della “catena di custodia”.

La catena di custodia richiede la totale rintracciabilità dei campioni analizzati, la registrazione di tutte le persone che hanno manipolato il campione in qualsiasi fase, oltre che una serie di procedure volte ad eliminare qualsiasi dubbio riguardante l’alterazione dell’identità dei campioni o della loro integrità.

Lo staff di laboratorio presente all’interno della catena di custodia, deve ricevere una formazione specifica comprendente competenze di carattere scientifico e legale. Il ponte tra la medicina e le normative legali è rappresentato dal medico legale, il quale ha competenze sia mediche che di giurisdizione. I genetisti forensi eseguono gli esami su campioni rilevati su una scena del crimine o su tessuti, sangue o altri fluidi corporei analizzati anche post mortem per, ad esempio, stabilire la causa e il momento del decesso o anche l’identità del cadavere. Le analisi di medicina forense devono essere eseguite con rigore scientifico al fine di permettere un’interpretazione legale oggettiva.

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Approfondimenti
  • Patologie Forense e Autopsie

    La patologia riguarda lo studio di alterazioni dell’organismo causate da una malattia o da un danno. La patologia forense invece si avvale degli strumenti propri della patologia per la valutazione delle cause del decesso di una persona nell’ambito investigativo. La maggior parte dei patologi forensi sono esperti di entrambe le branche principali della patologia: l’anatomia patologica, incentrata sulle alterazioni strutturali dell’organismo, e la patologia clinica, che riguarda l’interpretazione dei test di laboratorio sui fluidi corporei ed i tessuti, inclusi i test di chimica clinica, ematologia, microbiologia e altri.

    Durante un’autopsia, il patologo forense esegue in primo luogo una valutazione grossolana. In questa fase vengono annotate informazioni circa le caratteristiche fisiche, come il peso, l’altezza, il colore degli occhi, della pelle o dei capelli, la presenza di segni fisici distintivi o altre anomalie fisiche. L’autopsia include la dissezione e la valutazione degli organi interni, dai quali vengono anche prelevati campioni utili per la valutazione microscopica. I campioni analizzati possono includere sangue, umor vitreo, urine, bile, contenuto gastrico e porzioni di organi come fegato, encefalo e polmoni. Inoltre i campioni di tessuto possono essere utilizzati anche per la analisi tossicologiche, analisi del DNA, esami colturali per la valutazione delle malattie infettive e altri test chimici.

    Il fluido contenuto negli occhi (umor vitreo), è particolarmente utile nei processi di accertamenti delle cause di un decesso e può essere utilizzato per la ricerca di numerose sostanze come droghe ed elettroliti. Questo perché, oltre ad essere facilmente prelevabile, l’umor vitreo è in grado di conservare piuttosto bene i livelli di concentrazione di queste sostanze presenti prima della morte dell’individuo. Il risultato dei test eseguiti su questo tipo di campione possono essere pertanto utile nella diagnosi di patologie o condizioni cliniche responsabili del decesso, come chetoacidosi diabetica, disidratazione, insufficienza renale, asfissia, sindrome shaken-baby e altri.

  • Tossicologia Forense

    La tossicologia forense riguarda tutte le analisi per gli accertamenti concernenti l’assunzione di farmaci o droghe utili ai fini investigativi e penali. Oggi giorno, questo tipo di analisi riguarda routinariamente la valutazione di droghe e alcol.

    Tossicologia post-mortem

    Il tossicologo forense spesso viene coinvolto nelle valutazioni post mortem nel caso in cui sia sospettata un’intossicazione da farmaci, un’overdose, un avvelenamento o anche nel caso in cui vi sia il sospetto che al momento del decesso la persona coinvolta fosse sotto l’influenza di qualche droga. Talvolta infatti, sia nei casi di morte accidentale che colposa, il test della droga può essere utile per capire se l’assunzione di droghe possa avere un ruolo nell’evento.

    Il tossicologo forense non viene chiamato a valutare la sola assunzione delle droghe d’abuso o dell’alcol, ma anche l’assunzione di farmaci. Il test dell'alcool viene eseguito normalmente in quasi tutti i casi di morti traumatiche, come nel caso delle vittime della strada. Le valutazioni tossicologica dei farmaci terapeutici può essere importante per la conferma della causa della morte. Un esempio di questo tipo può includere la misura della concentrazione ematica di farmaci anticonvulsivi in una persona affetta da crisi epilettiche, il cui decesso potrebbe essere dovuto ad un’inappropriata posologia dei farmaci o alla mancata assunzione degli stessi da parte del paziente.

    La prima fase in questo tipo di analisi consiste nell’isolare la sostanza da valutare dai fluidi corporei o i tessuti. L’identificazione nei campioni di alcune sostanze deve essere confermata tramite l’utilizzo di test differenti, spesso con metodi più sensibili e specifici. Tuttavia la presenza di alcune sostanze non ne identifica automaticamente il nesso causale con il decesso. Il laboratorista deve valutare la presenza e la concentrazione delle sostanze mentre il patologo forense deve interpretare i dati insieme al quadro autoptico rilevato.

    Altri utilizzi di tossicologia forense

    Sebbene la tossicologia forense venga spesso utilizzata nelle valutazioni post mortem, essa può essere impiegata anche per approfondimenti effettuati su una persona vivente. Ad esempio possono essere richiesti esami per identificare le persone alla guida sotto l’effetto di droghe o alcol, gli atleti che utilizzano sostanze dopanti o per la valutazione dell’uso di droghe nel posto di lavoro. In questi casi, l’urina è generalmente il campione più utilizzato, anche se i test possono essere eseguiti anche su campioni di sangue, capelli, sudore o saliva.

  • Genetica Forense

    La genetica forense è una disciplina  di relativamente recente introduzione in quest’ambito. I test molecolari a partire dalle cellule di un particolare campione possono essere utilizzati per definire il pattern genetico unico di una persona. Ciascun individuo eredita da ciascuno dei genitori un set specifico di geni ed è caratterizzato da un profilo genetico unico e distintivo. In ambito clinico questo tipo di test viene utilizzato per la ricerca di specifiche mutazioni responsabili di qualche patologia, per la valutazione di particolari malattie infettive o per altre applicazioni cliniche. In ambito forense invece la tipizzazione del DNA consente di valutare e confrontare due o più sequenze genetiche per determinare la probabilità che due campioni provengano dalla stessa sorgente. I risultati di queste analisi possono essere interpretati in termini probabilistici con la definizione di percentuali di somiglianza di due campioni differenti, utili in procedimenti penali e civili.

    I test di identificazione possono essere eseguiti utilizzando piccolissime quantità di campione, spesso prelevato tramite tamponi orali, utilizzando piccoli frammenti di tessuti o una goccia di sangue. Il DNA è una molecola piuttosto stabile e viene degradata difficilmente nonostante l’esposizione a temperature estreme o la disidratazione del campione. Inoltre è una molecola ideale per l’identificazione delle persone poiché non varia nel corso della vita di un individuo e, fatta eccezione per i gemelli omozigoti, è caratterizzata da profili unici ed irripetibili per ciascuna persona.

    Diversamente dalle analisi di interesse clinico, quelle di genetica forense non forniscono informazioni circa lo stato di salute dell’individuo e sono metodiche molto più semplici di quelle utilizzate in ambito clinico.

    Come altri tipi di analisi forensi, anche i test del DNA, devono sottostare a rigidi protocolli volti al mantenimento della catena di custodia.

    Test del DNA (identificazione)

    I test di identificazione consistono nel confronto del DNA proveniente da due diverse fonti per stabilirne la corrispondenza. In genere il DNA raccolto sulla scena di un crimine viene confrontato con quello degli individui sospetti al fine di verificare un sospetto, escludere qualcuno erroneamente accusato o anche stabilire la ricorrenza della stessa persone in crimini diversi.

    I test di identificazione vengono utilizzati anche per l’identificazione di vittime difficilmente identificabili, come le vittime di catastrofi, i resti in decomposizione, frammenti isolati. Questi vengono eseguiti estraendo il materiale genetico da campioni di sangue, saliva, tessuti, capelli o ossa.

    Le sequenze di DNA sono costituite da unità chimiche chiamate nucleotidi, associati a formare catene di dimensioni variabili. Nell'uomo, le sequenze di DNA sono simili per più del 99% e l’unicità di ciascun individuo è determinata dalla rimanente piccola percentuale. I laboratori esaminano le sequenze di DNA per la valutazione delle corrispondenze riscontrabili tra piccoli segmenti di DNA posizionate in aree diverse di tutto il genoma. In genere, la corrispondenza di tredici siti diversi conferisce ai campioni utilizzati la caratteristica di identità "oltre ogni ragionevole dubbio". Questo perché la corrispondenza in 13 siti differenti è un evento raro. La possibilità che due persone presentino lo stesso profilo di DNA (ad eccezione dei gemelli omozigoti) è estremamente remota.

    Test di Paternità

    Il DNA è utilizzato anche per stabilire le relazioni di paternità o di familiarità, nel caso in cui queste siano rilevanti per un'inchiesta penale o per controversie civili.

    Nei casi in cui i rapporti biologici tra familiari siano in discussione, il test del DNA può includere o escludere un presunto padre, fratello o altri familiari fornendo un valore con valenza probabilistica. La probabilità della relazione di familiarità tra due persone viene stimata attraverso un processo che combina la probabilità espressa dai risultati del test genetico, le caratteristiche fisiche che sono espressione delle combinazioni di geni (fenotipo) delle parti coinvolte (ad esempio, colore degli occhi o dei capelli), con la probabilità di altri "eventi non genetici", che possono includere informazioni come l'ubicazione del presunto genitore al momento del concepimento e altre informazioni.

  • Test in caso di abuso

    Casi di abuso sessuale

    Le prove di routine in caso di abuso sessuale possono includere, oltre al test del DNA, test di gravidanza e la rilevazione di infezioni sessualmente trasmesse (IST) come sifilide, epatite B e C, gonorrea, clamidia e HIV. Quando effettuate entro poche ore dall’evento, questi test forniscono informazioni riguardanti la salute della vittima prima del presunto abuso e non in seguito ad esso. A causa del tempo di latenza tra l'esposizione iniziale e la capacità tecnica di rilevare la presenza di un risultato positivo, il risultato di alcuni di questi test possono essere controversi. I test possono pertanto essere ripetuti a sei settimane/sei mesi di distanza dall’evento, al fine di accertare la presenza di una gravidanza e/o di un’infezione ad esso conseguenti.

    Talvolta la vittima può non ricordare gli eventi accorsi al momento dell'abuso sessuale; in questo caso può essere sottoposta a test per la rilevazione di "droghe da stupro", incluso il flunitrazepam (RohypnolTM) ed il gamma idrossibutirrato (GHB). Altri test possono includere quelli per l'alcool e le droghe di abuso.

    Abuso di minori

    Nei casi di sospetto abuso di minori, le prove di laboratorio possono contribuire a determinare l’effettiva presenza dell’abuso, ad esempio verificando se un problema di salute sottostante può essere la vera ragione per la presenza di sanguinamento sospetto. La causa della presenza in un bambino di numerose contusioni, senza una storia significativa di traumi, può essere approfondita tramite un gruppo di test volti ad escludere la presenza di disturbi emorragici e della coagulazione, come la malattia di von Willebrand o la carenza di fattori di coagulazione (esempio fattore VIII e IX). Il riscontro di queste patologie potrebbe escludere il sospetto di abuso di minori.

    Quando si sospetta un abuso sessuale nei confronti di un minore, possono essere raccolti campioni per l’esecuzione di test di DNA e il test per la rilevazione di infezioni sessualmente trasmissibili (come descritto nella sezione precedente). La rilevazione di una IST può essere una prova dell’effettiva presenza di abuso sessuale.

    Altri test di laboratorio utili per la valutazione della presenza di lesioni conseguenti all’abuso, come lesioni addominali e d’organo, includono i test epatici (ALT e AST), test per il pancreas (amilasi e lipasi) e rilevazione del sangue nelle urine. La presenza di sangue nelle feci, può indicare un sanguinamento rettale conseguente a traumi addominali o anali.

  • La realtà nella medicina forense

    Sebbene le serie TV abbiano permesso di focalizzare maggiormente l’attenzione sulle professioni interessate nella medicina forense, spesso non rispecchiano la realtà. Le analisi forensi spesso sono molto complesse e richiedono molte specialità e la disponbilità di molteplici strumentazioni e test. Perciò spesso non tutti i laboratori sono in grado di fornire un pannello completo di test ed è necessario utilizzare più laboratori specializzati. La raccolta dei campioni, la loro preparazione per i test, l’esecuzione delle analisi e la valutazione dei risultati richiede tempo e denaro.

Fonti

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