Comprendere il referto di laboratorio
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 19.03.2018.

Il referto di laboratorio non rappresenta solo il mezzo tramite il quale sono riportati i risultati degli esami di laboratorio, ma è caratterizzato da aspetti interpretativi, frutto di un complesso processo che richiede competenze professionali sia tecniche che cliniche, in grado fornire informazioni utili alla cura del paziente. Nel documento redatto nel 2015 dal “Gruppo di Studio SIBioC - Medicina di Laboratorio Diagnostica Ematologica” relativo ai “Commenti interpretativi nel referto ematologico di laboratorio”, viene sottolineato il ruolo del referto come strumento utile nel “trasformare un’informazione quantitativa (il risultato) in una “informazione per decidere”, clinicamente utile, ma che risulti al contempo di facile lettura, rigorosa sul piano scientifico, “chiara ma non allarmante”.

La comprensione del tipo di informazioni che possono essere presenti sul referto di laboratorio, può aiutare il paziente a capire con maggiore facilità, e senza allarmismi, i risultati degli esami che, comunque, devono sempre essere valutati da un clinico competente in grado di fornire una valutazione clinica complessiva e, se necessario, una terapia appropriata. Lab Tests Online incoraggia quindi i lettori a discutere i propri risultati di laboratorio con il proprio medico curante, utilizzando questo sito come un ausilio per la formulazione di domande e chiarimenti.

Elementi presenti nei referti di laboratorio

Nonostante le differenze nel formato, tutti i referti di laboratorio devono contenere alcune informazioni necessarie all’identificazione del paziente, il laboratorio che esegue le analisi, il tempo di refertazione ecc…

Accordion Title
Informazioni Generali
Accordion Title
Informazioni Specifiche
  • Materiale sul quale viene eseguito il test

    Alcuni esami possono essere eseguiti su diversi tipi di campione. Ad esempio, le proteine totali possono essere misurate nel sangue, nelle urine o nel liquido cefalorachidiano ed il risultato può variare molto in base al campione utilizzato.

  • Data e ora del prelievo

    Talvolta viene indicata anche la data e l’ora del prelievo, in modo particolare per gli esami per i quali queste informazioni hanno ricadute importanti nell’interpretazione dei risultati o nell’esecuzione del test.

  • Identificazione della richiesta (numero, data e ora)

    Spesso alle richieste vengono attribuiti dei numeri di accesso utili per l’identificazione del campione in maniera univoca

  • Nome del test e metodica utilizzata

    Il nome può essere presente sia per esteso che in forma abbreviata. A questo possono essere associati anche maggiori dettagli riguardanti la tipologia del test, il metodo utilizzato o altre informazioni utili all’interpretazione.

  • Risultato del test

    Il risultato può essere fornito come dato quantitativo (un valore numerico) o qualitativo (positivo, negativo, presente, assente, debole ecc…). Per alcuni esami, come ad esempio quelli di microbiologia, possono essere presenti dei testi descrittivi riguardanti, ad esempio, il nome del batterio e la sua localizzazione.

  • Intervallo di riferimento

    Al fianco dei risultati dei test sono forniti i “valori di riferimento”, ossia l’intervallo dei valori all’interno dei quali dovrebbe ricadere il test. Questi valori possono variare da laboratorio a laboratorio e pertanto, nell’interpretazione, è importante riferirsi sempre ai valori forniti dal laboratorio.

  • Segnalazione dei risultati anomali

    Spesso nei referti di laboratorio vengono utilizzati dei simboli utili a richiamare l’attenzione su valori anomali, ossia al di fuori degli intervalli di riferimento. Può trattarsi di asterischi (“*”), di simboli come “>” (maggiore di) o “<” (minore di), lettere come “L” (Low, basso) o “H” (High, alto).

  • Valori critici o di allarme

    Si tratta di valori anomali, la cui presenza potrebbe comportare gravi rischi per la salute del paziente e che quindi devono essere tempestivamente comunicati al paziente stesso o al medico curante, come anche definito dalla norma ISO/DIS 15189 “Il laboratorio deve notificare immediatamente al medico (o altro personale clinico responsabile) i risultati di analisi che superano gli intervalli di “allarme” o “critici” stabiliti. Ciò riguarda anche i risultati ricevuti relativi a campioni inviati a laboratori esterni”.

  • Unità di misura (per i risultati quantitativi)

    I risultati devono essere “leggibili, esenti da errori di trascrizione, riportati in unità di misura SI” (ISO/DIS 15189).

  • Commento interpretativo

    In alcune circostanze, oltre al valore numerico o qualitativo, il laboratorio può fornire un commento interpretativo clinicamente utile.

  • Condizioni del campione

    Il referto deve indicare se le condizioni del campione primario ricevuto erano non idonee per l’analisi o possono aver compromesso il risultato” (ISO/DIS 15189). Per esempio può essere segnalata una non corretta raccolta o conservazione del campione, la presenza di campioni emolizzati o lipemici (campioni non conformi). In alcuni casi lo stato del campione preclude l’analisi mentre in altri possono generare errori nell’interpretazione dei risultati.

  • Farmaci e terapie seguite dal paziente

    Alcuni esami possono fornire risultati anomali in seguito all’assunzione di particolari farmaci, integratori o terapie. Talvolta queste informazioni possono essere riportate nel referto al fine di facilitare il clinico nell’interpretazione dei risultati.