MRSA
Fonte immagine: NAID
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Ultima Modifica: 27.09.2018.
Cos'è la resistenza agli antibiotici?

Gli antibiotici sono farmaci utilizzati per trattare le infezioni batteriche e sono tra i farmaci più comunemente prescritti. Essi agiscono uccidendo i batteri o limitandone la crescita.

Il primo antibiotico fu la penicillina, scoperta da Alexander Fleming nel 1928 e largamente utilizzata nel corso del secondo conflitto mondiale. Tuttavia, la prima classe di antibiotici utilizzati clinicamente (negli anni '30) furono i sulfamidici. La scoperta degli antibiotici rivoluzionò completamente la medicina dell'epoca, rendendo trattabili delle infezioni considerate, fino a quel momento, letali. Attualmente esistono centinaia di antibiotici, classificati in diverse categorie. Tra questi vi sono:

  • Penicilline
  • Cefalosporine
  • Carbapenemi
  • Aminoglicosidici
  • Tetracicline
  • Macrolidi
  • Fluorochinoloni
  • Sulfamidici
     

Ciascuna classe di antibiotici agisce in maniera peculiare. Per esempio, la penicillina interagisce con la parete batterica indebolendola fino alla morte del microrganismo. Le tetracicline invece, non uccidono i batteri ma ne inibiscono la crescita impedendo la produzione delle proteine.

Alcuni antibiotici possono essere utilizzati per trattare molteplici infezioni, altri agiscono solo su tipi di batteri selezionati. La maggior parte degli antibiotici è associata ad effetti collaterali (come il mal di stomaco o la diarrea), che, in taluni casi, possono essere anche gravi (ad esempio danni all'udito o renali).

La scelta dell'antibiotico dipende dal tipo ed estensione dell'infezione da trattare, dalla storia clinica della persona (come la presenza di un'allergia ad alcuni antibiotici) e spesso dai risultati dei test di laboratorio. E' importante che il paziente segua le istruzioni fornite al fine di trattare efficacemente l'infezione e prevenire la comparsa della resistenza agli antibiotici.

Cos'è la resistenza agli antibiotici?

La resistenza agli antibiotici, o antibiotico resistenza, consiste nella capacità di alcuni batteri di sopravvivere e moltiplicarsi pur in presenza di uno o più antibiotici e quindi di continuare a causare l'infezione.

L'antibiotico resistenza è un tipo particolare di resistenza ai farmaci antimicrobici. Anche altri microrganismi, come i virus o i funghi, sono in grado di sviluppare resistenze contro gli antimicrobici (antivirali o antimicotici); tuttavia questo articolo riguarda la sola resistenza agli antibiotici.

Lo sviluppo della resistenza è un fenomeno che avviene comunemente in natura ma che l'uso frequente di antibiotici e quindi l'esposizione ad essi di molti batteri, ha reso particolarmente preoccupante a causa della velocità con la quale si sta diffondendo. Senza antibiotici in grado di agire in maniera efficace, molte delle più comuni infezioni, come la polmonite, potrebbero tornare ad essere letali. Gli interventi chirurgici e le morti per infezioni ad esso correlate, potrebbero diventare molto frequenti.

Come acquisiscono la resistenza agli antibiotici i batteri?

Esistono molti modi tramite i quali i batteri possono acquisire una resistenza ad uno o più antibiotici. Uno dei fattori principali è la pressione selettiva, ossia quell'evento suscitato dall'utilizzo di antibiotici per trattare un'infezione causata da batteri sensibili al farmaco e resistenti. L'uso del farmaco infatti elimina i batteri sensibili responsabili dell'infezione (patogeni) e anche quelli appartenenti alla normale flora batterica residente, ma, se presenti, non i batteri patogeni resistenti. Questi ultimi hanno così la possibilità di crescere ed espandersi. Pur trattandosi di un processo naturale, la comparsa della resistenza agli antibiotici è incentivata dall'uso frequente di antibiotici.

Pressione selettiva
Fonte immagine: Melissa Brower, CDC

 

I batteri possono acquisire la resistenza agli antibiotici anche tramite la trasmissione orizzontale (da un batterio verso un altro batterio) del materiale genetico. Un modo con il quale questo può avvenire è tramite la trasmissione dei plasmidi. Si tratta di piccoli pezzi di DNA batterico circolare che possono essere facilmente trasferiti tra batteri e che possono portare al loro interno le informazioni necessarie per produrre degli enzimi in grado di conferire la resistenza ad alcuni antibiotici.

Inoltre, la mutazione spontanea del materiale genetico batterico, può comportare la comparsa della resistenza, trasmissibile alle generazioni future. Nel tempo, i batteri possono quindi acquisire uno o più resistenze, generando i così detti batteri multiresistenti. I batteri antibiotico resistenti possono diffondersi tra le persone (ad esempio attraverso colpi di tosse, starnuti o il contatto di superfici contaminate), con la conseguente diffusione di infezioni difficili o addirittura impossibili da trattare.

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Antibiotico Resistenza: il Problema
  • Perché la resistenza agli antibiotici è un grosso problema?

    La resistenza agli antibiotici rappresenta un problema globale per la salute. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno muoiono nella regione europea 6.25 persone ogni 100, a causa di un'infezione da un ceppo batterico resistente.

    Le infezioni operate da microrganismi resistenti comportano inoltre molteplici costi sia di tipo individuale che per la sanità pubblica, in termini di aumento del numero di giorni necessari di ricovero ospedaliero, numero di visite e di medici necessari e uso di farmaci.

    L'uso di farmaci alternativi agli antibiotici per trattare le infezioni antibiotico resistenti, può non essere efficace e produrre molti più effetti collaterali.

    Senza una terapia efficace per questo tipo di infezioni, anche procedure chirurgiche come il trapianto di organi o la chemioterapia, possono essere a rischio ancora più alto di quanto non siano già.

    I ceppi batterici antibiotico resistenti possono causare infezioni difficili o addirittura impossibili da trattare. Tra queste potrebbero esserci:

  • Chi è a maggior rischio?

    Le infezioni operate da batteri antibiotico resistenti possono colpire chiunque, ma esistono categorie a maggior rischio, come:

  • Come si diffondono i batteri resistenti?

    I batteri resistenti possono diffondersi secondo molteplici modalità:

    • Da persona a persona - le persone infettate da un ceppo batterico antibiotico resistente, siano esse sintomatiche o asintomatiche, possono diffonderlo ad altri. Questo può avvenire attraverso il contatto diretto o indiretto (ad esempio tramite i colpi di tosse o tramite la condivisione di superfici contaminate come tastiere o maniglie). Per questo motivo, un'accurata detersione delle mani è importante per prevenire la diffusione di questi microrganismi.
    • Da animali a persone - la trasmissione di microrganismi resistenti può avvenire anche da animali a persone e viceversa. I batteri resistenti sono comuni nelle feci e nelle viscere di animali trattati con antibiotici. Questi batteri possono essere trasmessi all'uomo per contatto stretto, come ad esempio nel caso di fattori e veterinari.
    • Contaminazione degli alimenti - i batteri resistenti possono essere presenti anche negli alimenti (ad esempio nella carne non adeguatamente cotta o nelle verdure). Il consumo degli alimenti contaminati non determina necessariamente la comparsa dei sintomi ma favorisce la diffusione di queste specie batteriche.
    • All'interno di ospedali e ricoveri - la diffusione di specie resistenti all'interno di ospedali e case di cura è un aspetto particolarmente preoccupante. La vicinanza di molte persone malate e l'uso di molti antibiotici crea un ambiente favorevole allo sviluppo di varie forme di antibiotico resistenza. La sanificazione inaccurata può aumentare il rischio che ciò avvenga. In questi contesti le infezioni al tratto urinario in seguito all'applicazione di cateteri, le polmoniti associate ai macchinari per la ventilazione assistita o le infezioni a ferite post-operatorie, sono piuttosto frequenti.
    • Viaggi internazionali - coloro che viaggiano in aree del mondo nelle quali i batteri resistenti sono maggiormente presenti, sono a rischio di entrare in contatto e quindi portare con se delle specie resistenti. Anche le persone che, durante la permanenza all'estero, necessitano di un ricovero ospedaliero, sono a rischio.
       
    Diffusione antibiotico resistenza
    Fonte immagine: Melissa Brower, CDC

     

  • Come vengono rilevati i batteri antibiotico resistenti?

    Il primo passo per la gestione dell'antibiotico resistenza, consiste nell'identificazione del microrganismo resistente. Esistono molteplici metodi in grado di identificare i batteri resistenti, tra i quali:

    • Test di sensibilità agli antibiotici - i batteri prelevati dalla sede dell'infezione vengono cresciuti in coltura e quindi esposti a diversi antibiotici, in modo da identificare quelli efficaci. Questo test consente di identificare l'antibiotico o il mix di antibiotici più efficaci nel trattamento dell'infezione.
    • Test molecolari - i test molecolari o il sequenziamento dell'intero genoma batterico consente di identificare rapidamente i batteri resistenti ricercando nel loro patrimonio genetico i geni in grado di conferire la resistenza. Il test consente di formulare una diagnosi e di guidare le scelte terapeutiche. Il sequenziamento dell'intero genoma viene perlopiù utilizzato in caso di epidemie a scopo epidemiologico.
    • Test di produzione di carbapenemasi - questo test, effettuato in coltura, consente di identificare i batteri in grado di produrre l'enzima carbapenemasi, in grado di distruggere gli antibiotici appartenenti alla classe carbapenemi. La produzione dell'enzima da parte dei batteri, conferisce loro la capacità di distruggere l'antibiotico e renderlo quindi inefficace.
    • Screening per i batteri antibiotico resistenti - si tratta di un protocollo, utilizzato perlopiù all'interno degli istituti di ricovero e ospedali, che prevede l'esecuzione di uno screening a tutte le persone ricoverate, anche se asintomatiche, al fine di rilevare eventuali portatori di batteri antibiotico resistenti e, nel caso, attivare un programma di sorveglianza per prevenire la diffusione di questi microrganismi.
  • Perché le infezioni da batteri antibiotico resistenti sono in aumento?

    Lo sviluppo della resistenza agli antibiotici è un processo naturale che non può essere bloccato. Tuttavia può essere rallentato. L'aumento preoccupante della quota di batteri resistenti al quale si sta assistendo è dovuto all'uso eccessivo e inappropriato di antibiotici.

    L'uso inappropriato consiste nell'uso di antibiotici quando non sono necessari, nella prescrizione degli antibiotici sbagliati o con posologia (durata) errata.

    Secondo l'ente statunitense CDC, la prescrizione di antibiotici risulterebbe inappropriata nel 50% dei casi. Ad esempio, gli antibiotici non sono efficaci contro le infezioni virali come il comune raffreddore, l'influenza, la maggior parte delle bronchiti, delle faringiti e delle sinusiti. Tuttavia, l'uso di antibiotici in corso di infezioni virali è assai diffuso.

    Anche la somministrazione di antibiotici agli animali da allevamento come metodo per prevenirne le malattie, è un elemento assai importante e preoccupante per la diffusione dell'antibiotico resistenza; questa pratica desta particolare preoccupazione per la salute pubblica.

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Esempi di Batteri Resistenti agli Antibiotici
  • Quali sono alcuni esempi di batteri antibiotico resistenti?

    L'OMS ha istituito un programma di sorveglianza globale, noto come GLASS (Global Antimicrobical Surveillance system) che si propone di globalizzare la sorveglianza dell'antibiotico resistenza e quindi la lotta alla sua diffusione. Dalla prima analisi, relativa al 2016-2017 e a 22 paesi, risulta un'elevata diffusione dell'antibiotico resistenza, sia in paesi ad alto che a basso reddito.

    Le indicazioni fornite dall'OMS sono state recepite in Italia nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (PNCAR) 2017-2020, con obiettivi di sorveglianza, prevenzione, comunicazione, formazione e ricerca volti a contrastare il preoccupante fenomeno.

    Secondo i dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità, in Italia, la resistenza agli antibiotici per le specie batteriche sotto sorveglianza, si mantiene tra le più elevate d'Europa ed interessa perlopiù le specie batteriche Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae, resistenti a quasi tutti gli antibiotici disponibili, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp, responsabili soprattutto di multiresistenze, Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina e, Streptococcus pneumoniae, responsabile di polmoniti e sepsi in pazienti ospedalizzati. Infine, la percentuale di E. faecium resistente alla vancomicina è passata dal 5% del 2013 al 13% nel 2016 (Fonte EpiCentro, Portale dell'Epidemiologia per la Sanità Pubblica).

    Nel 2013 l'ente statunitense CDC ha identificato i 18 microrganismi più pericolosi presenti negli Stati Uniti, classificandoli in 3 categorie: urgenti, seri e preoccupanti. Nelle prime due categorie rientrano i microrganismi per i quali è necessario un monitoraggio ed una prevenzione più stringente, mentre nell'ultima categoria rientrano i microrganismi per i quali è necessario un monitoraggio occasionale, nell'eventualità di epidemie. In quest'ultima categoria rientrano i batteri più rari e più facilmente trattabili.

  • Urgenti
    • Enterobacteriacee resistenti ai carbapenemi (CRE): le infezioni operate da Escherichia coli Klebsiella stanno aumentando, diffondendosi perlopiù negli ospedali e negli istituti di ricovero e con una resistenza a quasi tutti gli antibiotici disponibili. Per quanto riguarda Klebsiella, la percentuale di resistenza in Italia è del 34%, una delle percentuali più alte in Europa insieme a Grecia e Romania.
    • Gonorrea farmaco resistente: si tratta di un'infezione sessualmente trasmessa resistente alla cefalosporina, il farmaco di elezione per il trattamento di questa patologia. L'impossibilità di utilizzare la cefalosporina comporta l'inizio di un protocollo terapeutico più complesso e lungo. Negli Stati Uniti, degli 820.000 casi di gonorrea stimati annualmente, 246.000 sono resistenti a tutti gli antibiotici disponibili.
  • Seri
    • Tubercolosi multi-resistente (Mdr) ed estremamente resistente (Xdr): la tubercolosi è una delle malattie infetti più diffuse al mondo e causa frequente di morte. I casi di tubercolosi resistente ai farmaci utilizzati di solito come prima linea, sono difficili da trattare e meno efficaci. Secondo i dati riportati dall'ente di sorveglianza europeo ECDC relativi al 2016, in Italia la percentuale di casi di tubercolosi Mdr è stata del 2.6% (su un totale di 40.321 casi notificati). Di questi, nel 10% di casi, si trattava di infezioni Xdr.
    • Enterobacteriacee multi-resistenti produttrici di beta-lattamasi: si tratta di batteri in grado di distruggere una grande varietà di penicilline e altri antibiotici come le cefalosporine.
    • Salmonella non tifoide farmaco resistente: questa forma di infezione causa di norma diarrea, febbre e crampi. La diffusione dell'infezione al circolo ematico è potenzialmente letale.
    • Staphylococcus aureus meticillino resistente (MRSA): lo S. aureus è uno dei responsabili delle infezioni più diffuse nei paesi industrializzati e uno dei primi batteri resistenti descritti.
  • Preoccupanti
    • Staphylococcus aureus vancomicina-resistente (VRSA): lo Staphylococcus aureus è un tipo comune di batterio presente sulla pelle. Può entrare nell'organismo attraverso cateteri o procedure chirurgiche. Il ceppo resistente alla vancomicina è raro ma esistono solo poche opzioni terapeutiche contro questo batterio.
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Lotta all'Antibiotico Resistenza
  • Cosa è possibile fare per rallentare la diffusione dei batteri antibiotico resistenti?

    Per rallentare la diffusione dei batteri antibiotico resistenti già presenti e prevenire la nascita di nuove resistenze, è necessaria una strategia di intervento aggressiva. La prevenzione deve avvenire a tutti i livelli, dal singolo individuo a tutta la classe di operatori nel settore sanitario fino ad arrivare agli enti nazionali e mondiali. Nelle sezioni successive verrà illustrato quanto è già stato fatto e quale può essere il contributo del cittadino.

  • Prevenire l'infezione

    La prevenzione delle infezioni riduce la necessità di ricorrere all'uso di antibiotici e quindi la possibilità dello sviluppo di nuove resistenze. Le infezioni possono essere prevenute tramite l'immunizzazione (vaccini), la corretta manipolazione degli alimenti, l'abitudine ad un'accurata detersione delle mani, la buona igienizzazione degli ambienti sanitari e l'uso appropriato degli antibiotici.

  • Sorveglianza

    La sorveglianza delle specie batteriche resistenti già note ma anche di eventuali nuove resistenze, è di primaria importanza nella lotta all'antibiotico resistenza e necessita di una fitta rete di collaborazione nazionale ed internazionale.

    Già nel 1999 l'Unione Europea ha inserito l'antibiotico resistenza all'interno degli obiettivi primari da perseguire per la salute pubblica, promuovendo la collaborazione e la lotta coordinata al livello internazionale. Nel mondo sono stati attivati molteplici sistemi di sorveglianza, basati sull'osservazione e raccolta di dati al livello locale fino al livello nazionale ed internazionale. Nata nel 2010 a partire da un altro progetto avviato nel 1998 denominato Earss (European Antimicrobial Resisitance Surveillance System), l'Ears-Net è una rete europea di sistemi di sorveglianza, coordinata dall'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

    Al livello nazionale, l'Istituto Superiore di Sanità ha invece istituito nel 1999 il progetto di sorveglianza dell'antibiotico resistenza Ar-Iss che risponde alle esigenze e collabora con Ears-Net.

    Lo scopo di tutta questa rete informativa è quello di rilevare, segnalare e auspicabilmente fermare tempestivamente la diffusione dei casi di antibiotico resistenza e le eventuali epidemie.

  • Gestione responsabile degli antibiotici

    L'uso responsabile degli antibiotici è uno dei fattori principali per la lotta all'antibiotico resistenza. Gli antibiotici devono essere utilizzati solo in caso di reale necessità e sotto prescrizione medica.

    Per uso appropriato si intende l'utilizzo solo nel caso in cui siano necessari e per i tempo e la posologia appropriata. L'uso appropriato degli antibiotici consente di migliorare la cura, diminuire i ricoveri ospedalieri e ridurre la spesa sanitaria.

  • Potenziamento degli ausili diagnostici

    Il trattamento di persone gravemente malate, per le quali si ipotizza un'infezione ma senza avere una diagnosi certa, prevede di solito l'uso di più antibiotici o di antibiotici ad ampio spettro. Questo approccio può abbattere la normale flora batterica favorendo lo sviluppo della resistenza.

    Una diagnosi accurata e rapida consente la somministrazione della terapia antibiotica più appropriata. Il test di sensibilità agli antibiotici, necessario per la valutazione dell'eventuale sensibilità o resistenza ad uno o più antibiotici della specie (o delle specie) batterica responsabile dell'infezione, richiede da 24-48 ore a qualche settimana. Per questo test infatti, le specie batteriche devono essere isolate e cresciute in coltura prima di poter essere sottoposte al test. Questo limite tecnico è responsabile dell'uso talvolta inappropriato di alcuni antibiotici. Fortunatamente sono sempre più diffusi test rapidi, di tipo molecolare, che non richiedono la crescita in coltura e quindi rendono molto più veloce il processo diagnostico.

  • Ricerca e Sviluppo: i nuovi antibiotici

    La resistenza agli antibiotici è un processo naturale che non può essere fermato ma solo rallentato. Per questo motivo sono in continua fase di ricerca nuovi antibiotici.

    Tra il 2000 ed il 2010 l'FDA (Food and Drug Administration) ha approvato cinque nuovi antibiotici per uso clinico mentre tra il 2010 ed il 2015 ha approvato otto nuovi agenti terapeutici.

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Antibiotico Resistenza: Cosa puoi fare
  • Tutti

    La resistenza agli antibiotici è un problema di tipo globale ma vi sono molte cose che è possibile fare al livello individuale. Ciascuna persona ha un ruolo importante, anche solo compiendo semplici azioni:

    • Prevenire le infezioni tramite vaccinazione (quando possibile)
    • Lavarsi accuratamente le mani, in maniera particolare dopo essere stati al bagno e prima e dopo la manipolazione di alimenti
    • Non assumere gli antibiotici quando non necessari, ad esempio in caso di infezioni virali come l'influenza o il raffreddore comune
    • Non richiedere in maniera insistente gli antibiotici al medico
    • Rispettare la posologia descritta (dosaggio e durata della cura)
    • Non usare antibiotici avanzati o prescritti per qualcun altro. In questo modo potrebbero essere assunti gli antibiotici sbagliati, peggiorando anche l'infezione. Nel caso in cui rimangano degli antibiotici inutilizzati è importante rivolgersi al medico o al farmacista per avere informazioni circa il loro corretto smaltimento.
    • Negli ospedali o case di cura è importante:
      • informarsi circa i protocolli adottati per prevenire la diffusione dei batteri antibiotico resistenti
      • lavarsi accuratamente le mani prima di toccare qualcuno ricoverato (in caso di visitatore) e accertarsi che tutti si lavino le mani prima di toccarvi (in caso di ricoverato)
      • Informare gli operatori sanitari in caso di trasferimento da un'altra struttura ospedaliera o di ricovero
         

    Per maggiori informazioni:

  • Operatori sanitari
    • Adottare e promuovere protocolli per la corretta gestione degli antibiotici
    • Prescrivere gli antibiotici facendo molta attenzione al tipo ed alla posologia
    • Conoscere le infezioni presenti nella propria area in ciascun momento
    • Segnalare immediatamente la presenza di ceppi resistenti
    • Se non necessari, rimuovere immediatamente dispositivi medici come i cateteri
Fonti

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